| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 51 - n. 179 | 19 settembre 2009 |
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In occasione della Giornata nazionale del biologico, promossa dalla Cia, dalla sua associazione per l’agricoltura biologica Anabio e dall’Icea-Istituto certificazione etica e ambientale, si è tenuto oggi sabato 19 settembre a Varese Ligure ( Un annuncio che è venuto proprio dal convegno della Cia, di Anabio e Icea. A darlo è stato il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando, il quale ha partecipato ai lavori che si sono tenuti nel Castello Fieschi e conclusi dal presidente della Cia Giuseppe Politi. In pratica, un’opportunità per far sistema e coordinare un territorio, quello della Val di Vara, che ha fatto dell’agricoltura biologica la sua eccellenza e il principale elemento di sviluppo economico, ambientale ma anche e soprattutto sociale, turistico e culturale. Normare e mettere nero su bianco l’esistenza del distretto non sarebbe poi altro che certificarne la sua presenza già “naturale”, fornendo inoltre elementi di supporto, controllo, finanziamento e formazione per le oltre cento aziende che ad oggi rappresentano il “bio” firmato Val di Vara. Se la legge nazionale pare ancora ferma, Importante è -ha sottolineato il presidente regionale- agire in maniera coesa per ottenere risultati, così come è stato per la creazione del Sistema turistico locale -ai margini del convegno, i sindaci della vallata e Un progetto, quello del bio-distretto, sul quale aleggia la mano di Caranza, come ha ricordato la presidente provinciale della Cia di Secondo dati forniti dalla presidente di Anabio Pina Eramo, a fronte di un periodo di crisi in cui le famiglie fanno molta attenzione ai prezzi, il biologico va in controtendenza e da tre anni le vendite crescono. Diminuiscono però, sia solo di un punto percentuale annuo, le imprese che utilizzano le metodologie “bio”. Gli allevatori e gli agricoltori presenti hanno commentato in modo positivo l’idea della nascita del distretto, confermando la necessità di un ente centrale che coordini e promuova. “Gli agricoltori hanno fatto una scelta importante con il biologico e che ha portato vantaggi ad ogni settore e a tutto il territorio valligiano. Meritano quindi di essere sostenuti maggiormente attraverso investimenti e garanzie. Il distretto non fa altro che certificare un’eccellenza -ha spiegato l’assessore provinciale all’Agricoltura Federico Barli- la politica deve fare ora “sintesi” per far si che il buon modello della Val di Vara non diventi fenomeno di ‘nicchia’, ma stimoli l’emulazione perché un’altra agricoltura sia possibile”. Durante il convegno, al quale è intervenuto anche Ivano Moscamora, presidente della Cia Liguria, il responsabile nazionale del marchio Coop Italia ha dato un’importante annuncio. “Dalla prossima settimana Ars Food produrrà per noi lo yogurt biologico -circa 4 milioni e mezzo di vasetti all’anno- diventando il principale produttore di yogurt biologico in Italia”. Questo, naturalmente, avrà positivi risvolti ai fini occupazionali e non solo. Alla fine del convegno, prima del sontuoso banchetto organizzato da Alessandro Ferrante del Consorzio Valle del biologico e dai volontari di Varese Ligure, sono state consegnati riconoscimenti a Stefania Pezzi, presidente dell’associazione culturale varesina per l’organizzazione della manifestazione, a Franca Caranza vedova di Maurizio Caranza e al presidente nazionale Cia Giuseppe Politi, che ha tirato le fila della giornata. “Abbiamo voluto riproporre l’idea del distretto del biologico quest’oggi -ha spiegato- perché promuovere attività di questo tipo significa donare un valore aggiunto ad un territorio come questo, dal punto di vista economico, ambientale e sociale. Auspichiamo che l’agricoltura sia sempre più soggetto di investimenti e non di assistenza: essersi allontanati dalla ‘terra’ negli anni, lo abbiamo provato sulla nostra pelle, non ha portato buoni frutti. C’è ora una necessità, economica, etica e ambientale, di un ritorno. Tutto ciò può passare attraverso le linee guida e le scelte etiche di un’agricoltura sostenibile come, appunto, quella biologica”.
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