| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 47 - n. 174 | 19 settembre 2005 |
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Turismo Verde della Cia ribadisce che anche questa forma di turismo itinerante possa contribuire al rilanciare il settore agrituristico, che esce da una stagione estiva non soddisfacente. Le aziende agrituristiche e i camperisti si confermano un binomio sempre più importante per conoscere il mondo rurale del nostro Paese. E’ quanto ha evidenziato Turismo Verde, l’associazione agrituristica della Cia- Confederazione italiana agricoltori, a chiusura della dodicesima edizione di “Mondonatura”, salone internazionale del camper, caravan, campeggio e turismo all’aria aperta, che si è svolto a Rimini. Nel rinnovare l’interesse delle aziende agrituristiche verso questo particolare comparto dell’ospitalità rurale, Turismo Verde, che collabora da tempo con associazioni di camperisti e riviste del settore, ha sottolineato che anche questa forma di turismo itinerante possa contribuire a rilanciare l’agriturismo italiano, uscito provato da una stagione estiva non soddisfacente. I sapori dei prodotti agricoli autunnali, le fiere del tartufo, delle castagne, dell’uva, dei funghi possono contribuire ad una ripresa dell’attività agrituristica, ed i camperisti, come gli altri ospiti, saranno come di consueto ben accolti dai soci di Turismo Verde. Pernottare in una azienda agricola garantisce -afferma Turismo Verde, che già in passato ha pubblicato una guida delle proprie aziende organizzate per ospitare i camperisti - una pausa di serenità in tutta sicurezza, oltre che una occasione per riempire i gavoni del camper con i prodotti di stagione dell’agricoltura. Dopo una stagione difficile per l’agricoltura e l’agriturismo italiano -conclude Turismo Verde- occorrono interventi mirati anche per ridare impulso a questo settore, a cominciare dall’urgente approvazione da parte del Senato di una legge di riforma dell’agriturismo, nel testo già licenziato dalla Camera, per indicare a tutte le Regioni la via di una nuova stagione legislativa che preveda anche incentivi specifici per rilanciare questo tipo di ospitalità negli agriturismi.
La Cia sottolinea che obiettivo principale è il miglioramento della qualità. Anche quest’anno, con grande tempismo, è stato firmato l’accordo interprofessionale per il kiwi da parte del Comitato di prodotto dell’Organismo interprofessionale ortofrutticolo. A rilevarlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori. Obiettivo principale, come gli scorsi anni, è -sottolinea la Cia- il miglioramento della qualità del prodotto attraverso regole e standard minimi che la filiera si è impegnata a rispettare. I parametri minimi di maturità saranno di 6,2 gradi brix alla raccolta e di 11 al consumo, mentre la data di raccolta partirà non prima del 10 ottobre prossimo. Ai punti vendita, inoltre, non potranno essere venduti frutti di calibro inferiore ai 65 grammi. L’accordo, già inviato per conoscenza al ministero delle Politiche agricole e forestali, avrà, secondo la Cia, maggiore impatto rispetto al passato se verrà previsto dalle autorità competenti un sistema di controlli che aumenterà la sua efficacia. La situazione produttiva per l’anno in corso (430 mila tonnellate circa) sembra avere rese leggermente inferiori al 2004, ma il comparto, più in generale, è destinato -conclude la Cia- a divenire eccedentario negli anni futuri per l’aumento delle capacità produttive di alcuni paesi europei (Francia, Grecia e Spagna). Sarà, quindi, sempre più necessario per l’Italia saper governare il settore anche attraverso accordi interprofessionali.
La Cia sottolinea che nell’Ue a 25 si dovrebbe registrare una flessione dell’11 per cento rispetto allo scorso anno. Riduzioni consistenti in Spagna e Francia. Se per l’Italia si annuncia una vendemmia di grande qualità, forse la migliore degli ultimi dieci anni, per l’intera Unione europea si prevede un ribasso in termini quantitativi e situazioni diversificate per quanto concerne l’aspetto qualitativo. Infatti, le piogge insistenti fino ad alluvionali del Nord Europa e la siccità della penisola iberica fanno prevedere per la vendemmia in corso quantitativi di vino in netto calo rispetto alla più normale vendemmia del 2004. E’ quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori sulla base delle valutazioni espresse dal Copa-Cogeca, i comitati delle associazioni agricole e cooperative europee. A fronte di oltre 194 milioni di ettolitri dell’anno scorso, per quest’anno i 25 paesi dell’Unione europea -evidenzia la Cia- produrranno 173 milioni di ettolitri con cali consistenti in Spagna, Francia, Italia e Slovacchia, piccole riduzioni nella repubblica Ceca, Germania, Austria e Portogallo e sostanziale conferma delle produzioni passate in Grecia, Cipro, Lussemburgo, Ungheria, Malta, Slovenia e Regno Unito. Una diminuzione generale dell’11 per cento che -afferma la Cia- corrisponde a circa 20 milioni di ettolitri che hanno fatto entrare in crisi il settore nella scorsa campagna. Quanto alla qualità -conclude la Cia- si avranno situazioni diverse sia per paese che all’interno degli stessi, legate ad una diminuzione delle gradazioni alcoliche naturali nel Nord e ad un aumento delle stesse nel Sud.
(1) dati Commissione europea (2) stime Copa-Cogeca
Un settore che cambia, si mette al passo con i tempi, attraverso le tecnologie informatiche al servizio dell’impresa agricola per lo sviluppo rurale. E’ questo “Naturaliter” (Nuova formazione in agricoltura attraverso l’uso dell’appoggio reticolare per tecnologie a basso impatto sull’ambiente rurale), il progetto pilota iniziato nell’ottobre 2003, finanziato dalla Commissione europea, Direzione generale Istruzione e Cultura nel quadro del Programma Leonardo da Vinci 2 e promosso dalla Confederazione italiana agricoltori dell’Umbria e dal proprio Istituto di formazione Cipa-at. Si è tenuta oggi, presso la sede della Cia dell’Umbria, la conferenza stampa di presentazione dell’appuntamento finale del Progetto, in programma domani, martedì 20 settembre, alla Camera di Commercio di Perugia con i rappresentanti della partnership provenienti da sette Paesi europei: oltre all’Italia, Austria, Francia, Grecia, Irlanda, Spagna, Slovacchia ed Ungheria. In quella sede saranno illustrati i risultati raggiunti. Durante la conferenza stampa di stamani, alla quale hanno preso parte anche i rappresentanti dei sette partner europei coinvolti, si è parlato dei primi postivi risultati raggiunti dal progetto, ideato per diffondere le competenze professionali necessaire alle imprese agricole multifunzionali attraverso le nuove tecnologie informatiche. “Nella attuale fase di crisi del comparto agricolo -ha sottolineato il presidente regionale della Cia Walter Trivellizzi- caratterizzata da un progressivo calo del reddito degli agricoltori, è assolutamente necessario creare condizioni innovative di sviluppo fondate sull’introduzione di nuovi elementi nella gestione aziendale. Per questo è importante la finalità di Naturaliter, che è quella di introdurre l’informatica non solo nell’informazione ma anche nella formazione”. L’obiettivo principale di “Naturaliter” è, infatti, la realizzazione di un sistema formativo innovativo, basato su prodotti informatici interattivi ed utilizzabili anche per la formazione a distanza, che consenta agli imprenditori agricoli di accedere ad una banca dati basata sulla descrizione dei processi produttivi emergenti dalle aziende agricole multifunzionali per scegliere una personalizzazione dei propri fabbisogni di competenze e migliorare il sistema formativo, il tutto in una dimensione europea, grazie alla partecipazione di partnerariati di settori e paesi differenti. Gli ospiti stranieri presenti alla conferenza stampa di oggi hanno espresso pareri positivi sul progetto, evidenziando che i problemi in agricoltura sono fondamentalmente gli stessi a livello europeo, soprattutto per quanto riguarda la formazione. Ma quali saranno le applicazioni pratiche di “Naturaliter” nella nostra regione? Già ieri mattina i rappresentanti del progetto hanno fatto visita all’azienda agricola e didattica “La Cerqua” di Pietralunga, che costituisce uno dei casi di studio esaminati. Questa mattina, in un’aula informatica della Facoltà di Agraria di Perugia, si è tenuto un test di sperimentazione dei prodotti formativi destinati ad imprenditori e tecnici agricoli, realizzati nel corso del progetto. Al test hanno preso parte studenti universitari ed agricoltori della Cia. Dodici studenti ed altrettanti imprenditori agricoli si sono impegnati in un saggio di realizzazione di piano aziendale attraverso l’uso di diversi strumenti interattivi: strumento di autovalutazione, biblioteca virtuale dei casi di studio, palestra formativa, piattaforma aziendale informatizzata. “Naturaliter” non finisce domani. L’incontro di Perugia è solo una prima tappa importante del progetto, che subirà ulteriori approfondimenti e sarà tradotto in più lingue.
La Direzione regionale dell’Associazione pensionati della Cia Toscana si è riunita il 14 settembre scorso a Firenze con all’ordine del giorno l’esame della crisi economica che attraversa il Paese e le ripercussioni che questa ha sui pensionati e quindi l’iniziativa che l’associazione ha in programma di portare avanti per i prossimi mesi. Il dibattito (11 interventi), che ha seguito la relazione del presidente Enio Niccolini, si è soffermato particolarmente sui temi che sono stati al centro delle conclusioni della festa nazionale del pensionato de L’Aquila (adeguamento delle pensioni più basse, degli assegni familiari e la modifica del paniere per la rivalutazione delle pensioni in linea con l’inflazione, l’adeguamento dei fondi per la sanità, i servizi e la non autosufficienza ed affermare in questo modo un rilancio dello stato sociale del Paese) e su questi propone all’Associazione di dichiarare lo stato di mobilitazione della categoria e contemporaneamente, con la Cia, lavorare per un naturale aggiornamento della piattaforma complessiva. In considerazione del fatto che molti dei pensionati iscritti all’Anp-Cia sono ancora impegnati nelle proprie aziende agricole, l’attenzione del dibattito non poteva non prendere in esame anche il difficile momento che attraversa il settore agricolo. La preoccupazione che è stata manifestata negli interventi è che le fasce più deboli della categoria, quindi gli agricoltori anziani e i piccoli coltivatori, paghino con questa crisi un prezzo troppo alto in termini economici e sociali. L’invito che Direzione dell’Ap Toscana rivolge alla Confederazione è quello di prestare una particolare attenzione a questa fascia di produttori, attivandosi anche per particolari politiche volte alla salvaguardia delle produzioni agricole delle aree più marginali e quindi i redditi di questi produttori, intraprendendo anche iniziative mirate sia a livello nazionale che comunitario. La Direzione dell’Associazione pensionati ha ritenuto opportuno rivolgere un sentito ringraziamento alle organizzazioni di Pistoia, Firenze e a quanti si sono adoperati per la piena riuscita della festa regionale del pensionato 2005 a Lamporecchio e Vinci. Per quanto riguarda la festa regionale del pensionato 2006 ha deciso di accogliere la proposta di svolgere la medesima in provincia di Grosseto nel mese di giugno. La Direzione ha, inoltre, preso in esame la campagna deleghe all’Anp per l’anno 2005, ed ha espresso la volontà di avviare con la Confederazione un esame approfondito per vedere come impostare le prossime scadenze, nella consapevolezza del ruolo decisivo che l’Anp può svolgere sul piano politico sindacale ma anche in termini finanziari per l’intero sistema Cia, attraverso una sua più accresciuta presenza organizzata nel territorio. Al termine della riunione la Direzione ha fissato il calendario delle iniziative per i prossimi mesi e su questi ha invitato tutte le associazioni provinciali a convocare i propri organismi dirigenti entro la prima decade di ottobre. La Direzione ha infine deciso di aderire all’Associazione culturale Giuseppe Mazzon di Bagno a Ripoli.
E’ stato presentato nel corso della terza Festa regionale dell’Agricoltura a Taormina, promossa e organizzata dalla Cia Sicilia, “Il nuovo Patto tra agricoltura e società” proposto dalla Cia La proposta del “nuovo Patto -è stato rilevato- nasce dall’analisi che la Cia ha sviluppato sui molteplici fattori che condizionano il ruolo e le prospettive del settore e che vorrebbero ridurre l’agricoltura a settore economico-produttivo marginale nel contesto europeo e nazionale. In questi mesi, infatti, dopo la riforma della Pac, molti governi dell’Ue, compreso quello italiano, hanno sostenuto l’opportunità di ridurre considerevolmente la quota di bilancio comunitario destinato alle attività agricole e allo sviluppo rurale. A questo si aggiungono gli effetti prodotti dalla liberalizzazione dei mercati - la cosiddetta globalizzazione - e l’emergere di nuovi protagonisti della produzione agricola. Oggi per effetto di questi ultimi nuovi eventi, la sfida competitiva riguarda non solo le filiere produttive, ma si estende anche al territorio. Lo sviluppo dell’informazione e la crescita culturale della società hanno contribuito ad aumentare la sensibilità per i temi dell’ambiente, della salubrità, della qualità e tipicità degli alimenti. Tutto ciò determina uno scenario diverso rispetto a quello del secondo dopoguerra in cui l’agricoltura ha avuto una precisa e ben definita missione: produrre per garantire l’autosufficienza alimentare. Chiusasi questa fase storica, l’agricoltura deve ridisegnare la propria identità, il proprio ruolo e la propria missione per essere parte attiva nelle dinamiche dello sviluppo. Il nuovo Patto tra agricoltura e società si identifica, quindi, con la capacità dell’agricoltura di agire in un mercato concorrenziale, ponendo la responsabilità etica come componente essenziale della propria reputazione: prodotti realizzati con basso impatto ambientale, garantiti dal punto di vista sanitario e nel rispetto della naturalità. Dall’altra, un’agricoltura che diventa componente essenziale di un sistema che assicuri una più alta qualità della vita, il mantenimento della bio-diversità, la difesa, il rispetto e la valorizzazione dell’ambiente e del paesaggio. Perché ci sia posto per questo modello di agricoltura e perché essa possa garantire un giusto reddito si deve lavorare per contribuire a rafforzare la fiducia dei consumatori e dell’insieme della società verso i beni e i servizi che gli agricoltori producono e forniscono. Perché l’agricoltura possa riconquistarsi questo posto e questo ruolo essa deve relazionarsi con tutta la società, con gli altri settori economici e produttivi. L’agricoltura, quindi, nel suo innovarsi e rinnovarsi, non deve disperdere i fattori di tipicità, di tradizione, di specificità che ancora oggi sono la reale forza del settore. Le specificità proprie dell’agricoltura siciliana trovano, pertanto, pieno riscontro nei contenuti della proposta del nuovo Patto con la società. “La piattaforma della manifestazione indetta in Sicilia per il prossimo 11 ottobre, pur individuando proposte necessarie a fronteggiare l’emergenza, contiene -ha spiegato Carmelo Gurrieri, presidente regionale della Cia - la rivendicazione di una politica che avvii un nuovo percorso di ricollocazione del settore agricolo al centro delle scelte politiche. Scelte che il governo regionale, quello nazionale e le stesse assemblee e elettive sono chiamate ad assumere nei prossimi mesi riconoscendo all’agricoltura il suo ruolo multifunzionale e la sua funzione sociale”.
Cento assemblee in un mese; otto Conferenze di Distretto; incontri con sindaci e presidenti di Comunità montane; riunioni operative con funzionari e tecnici di Alsia, Consorzi di Bonifiche, Aziende agricole dimostrative e sperimentali regionali; convention di associazioni di produttori; confronto permanente con il Dipartimento Agricoltura e la Giunta Regionale. Sono le decisioni assunte dalla Direzione regionale della Ciad ella Basilicata per continuità alla mobilitazione, cominciata da alcune settimane, su tutto il territorio regionale e nazionale per contrastare la pesante crisi che ha investito l’agricoltura italiana e per sostenere i produttori che devono fare i conti con una difficile situazione economica, con redditi in costante e preoccupante calo, con prezzi all’origine sempre più ridotti, con costi produttivi ed oneri sociali e previdenziali in forte crescita. “Ci prepariamo -ha spiegato il presidente lucano della Cia, Donato Distefano- a una nuova fase di iniziativa e impegno incalzando il sistema delle autonomie locali, perché se è vero che governo e Parlamento devono approvare provvedimenti urgenti, è anche vero che ci sono cose che i nostri amministratori locali possono fare per migliorare le infrastrutture rurali e in direzione della multifunzionalità dell’azienda agricola”. Quanto al rapporto con la Regione, Distefano ha presentato una nuova proposta di lavoro: verificare le risorse residue del Por Basilicata 2000-2006, tra quelle impegnate e non spese, per indirizzarle ad un unico progetto di sostegno della riconversione aziendale. “Siamo nella fase finale del Por e, pertanto, anche per non correre il rischio di perdere fondi comunitari -ha precisato il presidente della Cia- risulta più facile l’operazione di ingegneria finanziaria che chiediamo di compiere”. “Il programma di mobilitazione avrà come punto di arrivo una Conferenza economica, preceduta dalle Conferenze di Distretto, in previsione della Conferenza regionale dell’Agricoltura. Stiamo dimostrando per qualità di proposte, nell’ambito del Patto con la Società Lucana che abbiamo lanciato agli inizi di agosto -ha concluso Distefano- che è nostra volontà governare i difficili problemi del comparto”.
Sono 21 le Bandiere verdi che questo anno verranno assegnate ad enti locali e aziende agricole delle quattro Regioni (Marche, Umbria, Abruzzo e Molise) che hanno partecipato al concorso-premio anno 2005. La consegna ufficiale avrà luogo il 24 settembre alle ore 10, presso l’aula magna della Facoltà di Agraria dell’Università Politecnica della Marche ad Ancona, in via Brecce Bianche. A darne l’annuncio è Marco Giardini, presidente della Cia di Ancona, nonché responsabile del Comitato nazionale di “Bandiera verde agricoltura”. Il riconoscimento quest’anno andrà ad otto aziende agricole (Fattoria Coroncino, Vittorio Piccioni, Vittorio Speranzini per le Marche; Cantina Sociale Tollo, Dora Sarchese, Ciavalini Nicolino, Bianco Alfonso per l’Abruzzo, La Ginestra per il Molise), dieci Comuni (Corinalo, Belvedere Ostrense, Barchi, Appignano, Acquaviva Picena, Loro Piceno per le Marche; Guardiagrele, Roccascalegna, Loretro Aprutino, Pianella per l’Abruzzo), due Province (Macerata per le Marche, Campobasso per l’Abruzzo), ed una “ad honorem” all’Università di Perugia. Da ricordare che il premio “Bandiera verde agricoltura” che il prossimo anno si estenderà in tutto il territorio nazionale. Il concorso a premio viene riconosciuto a coloro che -siano essi enti locali, Province o Comuni, aziende agricole- da lungo tempo dedicano particolare attenzione all’agricoltura e al territorio nel suo insieme, agli investimenti effettuati in tale direzione soprattutto per migliorare il reddito degli operatori agricoli, al rispetto delle biodiversità, alla qualità dell’ambiente, alla promozione delle produzioni agricole ed artigianali tipiche locali. L’incontro del 24 settembre sarà presieduto dal condirettore di Agra Press Letizia Martirano ed è prevista la partecipazione di numerose autorità, tra le quali il Preside della Facoltà di Agraria dell’Università di Ancona prof. Natale Giuseppe Frega.
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