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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

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Anno 47 - n. 151 19 agosto 2005
COMUNICATI
  • Prezzi: Politi, la “stangata” d’autunno non risparmierà il settore agro-alimentare. Subito la doppia indicazione sui prodotti contro le speculazioni.

 

COMUNICATI


Prezzi: Politi, la “stangata” d’autunno non risparmierà il settore agro-alimentare. Subito la doppia indicazione sui prodotti contro le speculazioni.

 

Una dichiarazione del presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori: “L’aumento generalizzato dei costi energetici e dei servizi graverà sui costi produttivi. Situazione insostenibile per gli agricoltori che vendono oggi ai prezzi del 2000 e per i consumatori che pagano  il cibo come gemme preziose. La conseguenza è il crollo delle vendite. Servono adesso idee nuove per incentivare i consumi: per la frutta distributori automatici refrigeranti nelle scuole, stazioni, aeroporti e nelle principali piazze delle città”.

 

I prezzi dei prodotti agricoli al campo sono bassi, i produttori italiani stanno operando in perdita, ma questo non va a beneficio dei consumatori che trovano sempre spiacevoli sorprese nella busta della spesa. Una tendenza  negativa che dura da cinque anni e che non conosce freni. Una situazione che ha  gettato il settore in una crisi dei redditi e soprattutto dei consumi, senza precedenti. Come se non bastasse, si profilano in autunno ulteriori aumenti dei costi produttivi che rendono gli agricoltori ancora meno competitivi. Questo è quanto sostiene Giuseppe Politi, presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori che aggiunge: “I prezzi all’origine dei prodotti agricoli subiranno rincari che possiamo definire fisiologici, ma si dovrebbero contenere tra il  2/4 per cento, diverso è quanto potrebbe accadere per i prezzi al dettaglio dove vige ancora la legge della giungla. Quindi, si potrebbe verificare che un litro di olio d’oliva extravergine pagato ora al produttore solo 2 euro (nel 2000 veniva pagato all’origine 4000 lire!), arrivi imbottigliato alla vendita a 8/10 euro, e che un melone che ci pagano 0,10 euro al chilo arrivi sui banchi a 2,50 euro. Stesso discorso per eventuali rincari di carne, formaggi e vino, con meccanismi di formazione dei prezzi e logiche di mercato che sono avulse dal rapporto proporzionale tra prezzo d’origine e prezzo di vendita finale”.

“Colpa -ha proseguito Politi- di un sistema senza regole, di mancati accordi tra produzione e distribuzione, di carenze infrastrutturali, di filiere troppo lunghe, ma principalmente di chi ha speculato, prima approfittando del disorientamento generato dall’avvento della moneta unica europea, poi coprendosi dietro gli eventi climatici, gelate, maltempo e siccità”.

“Per scoraggiare i disonesti -ha detto il presidente della Cia- e compiere un’azione di trasparenza nei confronti dei consumatori, è necessario  rendere obbligatorio, attraverso una legge, il doppio prezzo (origine e dettaglio) sui cartellini di vendita di tutti quei prodotti agricoli che non subiscono trasformazioni sostanziali dal campo alla tavola, tipo la frutta e la verdura. In questa direzione, come organizzazione abbiamo promosso, in tutto il Paese, la raccolta di firme per una petizione popolare (indirizzata al Presidente del Consiglio) che ha riscosso molto interesse tra i cittadini.  Confidiamo che la nostra proposta trovi consensi anche nelle Istituzioni.

“Certamente -ha continuato Politi- il doppio prezzo non può essere la panacea  per tutti i mali del settore,  è però uno strumento  che può avere effetti immediati sul contenimento dei ricarichi”.

Più complesso -ha rilevato il presidente della Cia- è il problema del crollo dei consumi, certamente condizionato anche dal carovita, ma quando si arriva ad una flessione per acquisti domestici così consistente sui  generi alimentari e di quasi il 20 per cento nel segmento specifico di frutta e verdura,  c’è da analizzare profondamente il fenomeno.

Una disaffezione che appare più forte dei continui richiami al mangiare sano, non c’è medico, infatti che alla base di una corretta alimentazione non ponga frutta e verdura.  Quindi, cittadini lontani da cibi salubri e distanti dai problemi dell’agricoltura e degli agricoltori. Ecco perché la nostra Confederazione propone un patto con la società che darebbe forza alle legittime istanze degli agricoltori con conseguenti tangibili benefici per la società nel suo insieme: prezzi più equi; servizi nelle aree rurali; tutela della natura e del paesaggio.

“Appare irrinunciabile -ha concluso Politi- mettere adesso in campo tutte le idee possibili per incentivare il consumo di frutta e verdura, che rappresentano un pilastro di tutta l’agricoltura italiana. Le campagne di promozione e valorizzazione possono essere un valido mezzo, ma per abbassare i prezzi nei punti vendita è necessario soprattutto favorire la concorrenza. Quindi, snellire il sistema delle licenze di vendita e collocare frutta e verdura anche all’interno di esercizi preposti a vendite diverse. Inoltre, sarebbe molto interessante che le amministrazioni permettessero ai produttori di gestire dei distributori di frutta, automatici e refrigerati, collocabili in luoghi di grande recettività: stazioni,aeroporti, scuole e nelle principali piazze delle città”  .  

 

 

Previsioni prezzi al consumo ottobre/novembre  2005

 

Oli e grassi vegetali =  + 3/5 %

Carni                       =  + 2/3 %

Vino                         =   + 1/3 %

Formaggi                 =   + 2/4 %

Ortofrutta                 =  stabile

 

Stime Cia-Confederazione italiana agricoltori

 

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