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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 49 - n. 124 19 giugno 2007
COMUNICATI
  • Dpef: bene l’aumento delle pensioni minime, ma servono interventi mirati a sostegno degli anziani e delle fasce più deboli della società
TERRITORIO
  • Cia di Reggio Emilia sui problemi idrici: non bastano le cave. Rilanciare i progetti d’invasi ex Idroser
  • Giampiero Rosati alla guida di Turismo Verde Umbria
  • Grande successo alla Festa dei pensionati della Cia Toscana
APPUNTAMENTI
  • Cia di Ancona: Assemblea sull’agricoltura biologica

 

COMUNICATI


Dpef: bene l’aumento delle pensioni minime, ma servono interventi mirati a sostegno degli anziani e delle fasce più deboli della società

 

Nell’incontro governo-parti sociali la Cia sottolinea l’esigenza di risposte valide a chi è costretto a condurre una vita di stenti. Più attenzione alle persone non autosufficienti. Misure adeguate per i pensionati del lavoro autonomo e per gli ex-coltivatori. Affrontare seriamente la riforma del sistema previdenziale in agricoltura.

 

L’intenzione del governo di aumentare le pensioni minime è lodevole perché si dà una risposta alle esigenze di tanti anziani che vivono nella precarietà. Tuttavia, essa non è sufficiente per risolvere i problemi di una larga fascia di popolazione, certamente la più debole, che è costretta a fare i conti con situazioni di precarietà e difficoltà. E’ quanto evidenziato dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori in occasione dell’incontro sul Dpef tra governo e sindacati a Palazzo Chigi dove si sono affrontati i temi della previdenza.

L’aumento delle pensioni minime rappresenta anche un successo di una battaglia condotta da otto anni dalla Cia che, nel 1999 raccolse, attraverso una Petizione popolare, più di un milione di firme per chiedere, appunto, un incremento all’allora milione di lire dei minimi di pensione.

D’altra parte, proprio le pensioni minime -ricorda la Cia- sono ferme alla riforma del 1995. In questi anni hanno avuto soltanto pochi e scarsi ritocchi, ovviamente, non adeguati al crescente costo della vita. Aumenti che sono avvenuti attraverso meccanismi che di fatto hanno escluso molti dei pensionati al trattamento minimo.

Comunque, la Cia insiste sull’esigenza di politiche adeguate nei confronti degli anziani, soprattutto quelli non autosufficienti e che vivono nelle zone rurali dove i servizi socio-assistenziali scarseggiano.

D’altronde, su questi temi la Cia, con le altre organizzazioni aderenti al Cupla (Coordinamento unitario dei pensionati del lavoro autonomo), ha promosso una mobilitazione su tutto il territorio nazionale con raccolta di firme per l’adeguamento del potere di acquisto e dei minimi di pensione e la cancellazione di un’immotivata discriminazione che esiste tra i pensionati ex lavoratori autonomi e gli altri pensionati sugli assegni familiari.

La Cia rileva che nella trattativa sulla previdenza occorre affrontare seriamente la riforma del sistema previdenziale in agricoltura. Con la normativa attuale i giovani hanno iniziato la loro attività in questi ultimi anni o che cominciano in futuro, matureranno pensioni assolutamente inadeguate ad una vita serena.

Infine, nell’ambito della riforma previdenziale, secondo la Cia, vanno rivalutati i contributi versati dagli ex-coltivatori fino al 1990, anno della riforma, per favorire la possibilità di superare l’iniquo meccanismo che determina assegni di reversibilità esigui e permettere, inoltre, a coloro che dopo i quarant’anni di contributi continuano a lavorare, di poter rivalutare le loro pensioni.

 

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TERRITORIO


Cia di Reggio Emilia sui problemi idrici: non bastano le cave. Rilanciare i progetti d’invasi ex Idroser

 

Si torna a parlare di situazione idrica, per l’effetto congiunto del “vertice” dell’Ulivo sul Po a Boretto e della discussione sulle ipotesi d’intervento nel territorio reggiano, in Consiglio provinciale, la settimana scorsa. “Una volta tanto senza essere sotto la pressione immediata dell’emergenza, la politica dà un segnale in questo caso di voler fare il proprio mestiere”, commenta Antonio Senza, responsabile Ambiente per la Cia di Reggio Emilia .

“Ora è importante che si prosegua il lavoro fino ad arrivare alle soluzioni opportune”, afferma Senza. “Per quel che ci riguarda -aggiunge- al centro dell’attenzione non è solo il Po, anche se in un nostro convegno a Bibbiano qualche settimana fa, è stato sottolineato come il fiume si sia ormai trasformato da risorsa a problema, sul versante del rifornimento idrico. L’attenzione a Reggio secondo noi deve restare puntata sull’alta pianura, dove abbiamo problemi ricorrenti, soprattutto nella Val d’Enza”.

“Per fare dei passi avanti -aggiunge l’esponente della Cia reggiana- ed individuare soluzioni opportune, vanno sciolti dei nodi preliminari, dei quali uno è particolarmente importante: lo studio della Provincia propedeutico al Piano territoriale delle acque per il nostro territorio stima in 9 milioni di metri cubi il deficit idrico della Val d’Enza, mentre la bonifica competente per quel territorio (Bentivoglio-Enza) lo stima a 21,2 milioni: una differenza che porta le possibili soluzioni su strade diverse”.

“Rispetto al dibattito avviato in Provincia, che vede tra l’altro il ritorno in scena del progetto per la Diga di Vetto, che resta tuttora l’unico ‘progetto’ che ha affrontato un iter amministrativo, a noi sembra ancora insufficiente e troppo limitativa la risposta dell’Ente pubblico incentrata sul recupero di cave dismesse”, aggiunge Senza, “siamo naturalmente favorevoli ad interventi che possono insieme dare risposte alle esigenze idriche dell’agricoltura e del territorio, ed al ripristino ambientale di questi siti, ma riteniamo che resti al fondo una sottostima delle effettive esigenze; per questo riproponiamo il rilancio dei progetti ex Idroser che alcuni anni fa ipotizzavano fino a quattro piccoli invasi in Ap-pennino, con capacità dai 5,3 ai 16 milioni di metri cubi, che sarebbe una risposta più adeguata alle esigenze effettive”.

“E’ nota -conclude Senza- la nostra disponibilità al confronto ed a trovare soluzioni condivise; resta però il fatto da noi sottolineato fin dalla sua istituzione, che la parte agricola è esclusa dal tavolo tecnico per la gestione della risorsa idrica: è difficile quindi -come ci viene richiesto dall’Amministrazione della Provincia- fare gioco di squadra, quando ti si lascia nel ruolo di semplice spettatore”.

 


Giampiero Rosati alla guida di Turismo Verde Umbria

 

Passaggio del  testimone alla guida di Turismo Verde della Cia Umbria, con Antonio Sposicchi che cede il passo a Giampiero Rosati, imprenditore agricolo orvietano, eletto all’unanimità nell’Assemblea che si è svolta a Perugia lo scorso 15 giugno.

Rosati, insieme al nuovo direttivo, comincerà il suo mandato di tre anni,  con l’obiettivo principale  di rinsaldare quei rapporti “troppo spesso lacerati”  con le Istituzioni locali e con le altre associazioni del territorio, una politica impostata su un maggiore dialogo interno, nell’ottica di creare un rete compatta tra imprese e territorio.

La relazione introduttiva è stata svolta dal presidente regionale uscente Antonio Sposicchi il quale ha sottolineato che l’agriturismo  nella  regione con le sue 967 strutture  occupa un settore strategico per lo sviluppo economico dell’Umbria.

“L’agriturismo in Umbria -ha aggiunto Sposicchi- si configura non solo come una componente del comparto agricolo, ma si propone come un elemento di valorizzazione delle potenzialità paesaggistiche, storiche e culturali del territorio e come un fattore trainante di altri settori, compreso quello turistico tradizionale. Con l’agriturismo e lo sviluppo  del turismo rurale la vacanza in campagna è diventata di media  e lunga permanenza, 3,989 è stata la durata dei soggiorni nel 2006”.

“In una regione come la nostra  -ha proseguito Sposicchi- che fatta eccezione per il lago Trasimeno, era caratterizzata solo da un turismo giornaliero interessato in primis alle mete religiose ed in minima parte alle principali città come Perugia, Orvieto, Cascata delle Marmore,  questo fatto è di straordinaria rilevanza sia sociale che economica. Contestualmente è nato e si è affermato un turismo legato all’enogastronomia ed alla fruizione della natura che nell’agriturismo trova la massima esaltazione.” 

“Occorre lavorare ed impegnarci -ha concluso il presidente uscente- per migliorare quei punti deboli da cui l’agriturismo è ancora è ancora afflitto: come potenziare i servizi offerti per quanto riguarda la ristorazione, favorire la permanenza della popolazione giovanile e far avvicinare sempre più la cultura cittadina a quella contadina”.

Le conclusioni dell’Assemblea sono state affidate a Walter Trivellizzi, attuale presidente nazionale di  Turismo Verde , il quale ha sottolineato la qualità alta, dei nostri agriturismi e annunciato l’implementazione a breve, di sistemi di certificazione di qualità. “Un ulteriore passaggio a garanzia della trasparenza delle strutture -ha dichiarato- che dovrà essere accompagnato da una maggiore severità nei controlli. Molte strutture, infatti, si definiscono agrituristiche, senza però esserlo nei fatti”. Dall’altro, Trivellizzi ha  auspicato “più collaborazione con l’Agenzia delle entrate”.


Grande successo alla Festa dei pensionati della Cia Toscana

 

Oltre mille persone, giunte da ogni angolo di Toscana, hanno invaso domenica scorsa il centro storico di Montescudaio, per la XIV edizione della Festa regionale del pensionato della Cia, promossa e organizzata dall’Associazione pensionati della Toscana. Sono stati due giorni -la manifestazione ha preso il via sabato- di festa, divertimento e momenti di approfondimento.

Grande successo anche per “Agrigustando” per il borgo, una mostra mercato dei prodotti tipici e dell’artigianato della Val di Cecina, che ha permesso al pubblico di degustare le ottime produzioni tipiche della zona

“Si tratta ormai -sottolinea il presidente della Ap/Cia Toscana Enio Niccolini -di un appuntamento regionale molto atteso e che vede ogni volta la partecipazione di gente da tutta la regione. Anche in questa edizione, mi preme ricordare, l’importanza delle tematiche che abbiamo affrontato, dai temi della salute a quelli dei minimi di pensione, con interventi di esperti, istituzioni e addetti ai lavori. Si è rivelato quanto mai azzeccato il titolo ‘vivere nei borghi’, proprio in una località suggestiva ed accogliente come Montescudaio“.

Fra gli altri, il concerto della filarmonica Mascagni di Cecina, e lo spettacolo di teatro “L’albero della rivolta”, storia della mezzadria toscana e delle sue lotte. Fra i protagonisti i prodotti tipici dell’enogastronomia della Val di Cecina, su tutti un grande vino locale, il Doc Montescudaio. Il contenitore era la manifestazione "Agrigustando",  realizzata in collaborazione con l’amministrazione comunale di Montescudaio, dell'Agia di Pisa e Donne in Campo di Livorno.

Fra gli intervenuti nella giornata di domenica, oltre al presidente della Cia di Pisa, Stefano Berti e Aurelio Pellegrini, sindaco di Montescudaio, il vicepresidente della Giunta regionale, Federico Gelli, il presidente della Provincia di Pisa, Andrea Pieroni. Il vicepresidente della Cia Toscana Valentino Vannelli ha sottolineato come “sia importante prestare sempre più attenzione alle popolazioni rurali anche in termini di servizi socio sanitari. Invece il vicepresidente vicario Ap/Cia Toscana, Gianfranco Turbanti, si è soffermato sul valore dell’anziano oggi e, quindi, “sull’attenzione che deve essergli riservata”. Il presidente nazionale dell’Anp/Cia, Mario Pretolani ha sottolineato l’attenzione che in questi giorni abbiamo verso il governo affinché “venga riconosciuto ai pensionati al minimo quell’aumento che da tanto aspettano”.

 

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APPUNTAMENTI


Cia di Ancona: Assemblea sull’agricoltura biologica

 

L’estensione dell’agricoltura biologica nelle campagne marchigiane, l’impegno degli agricoltori, i contributi della Regione: questi, in sintesi, i contenuti di un’Assemblea pubblica promossa dalla Cia provinciale di Ancona con la collaborazione dell’Amab (Associazione Marche per l’agricoltura biologica) a Piticchio di Arcevia, presso la sala convegni della Cooperativa “La Terra e il Cielo” per domani mercoledì 20 giugno (15,30). Un incontro, coordinato da Evasio Sebastianelli, presidente della Cia di Ancona, ed aperto a tutti gli agricoltori ai quali verranno, in particolare, illustrati metodi e norme da seguire per ottenere gli aiuti finanziari concessi dalla Regione, nel quadro del nuovo Piano di sviluppo rurale (2007-2013), a tutte le aziende che adottano o adotteranno  metodi di produzione biologica sulle colture e sugli allevamenti zootecnici. “I contributi annuali della Regione versati dietro appositi controlli -rileva Evasio Sebastianelli- compenseranno i maggiori costi e la minor resa del metodo biologico”.

La finalità è quella di divulgare i contenuti del Psr e del metodo biologico  al fine di assicurare in via crescente cibi sani a difesa della salute dei consumatori ed anche una più efficace protezione dell’ambiente”. Esemplare l’insegnamento proprio della Cooperativa “La Terra e il Cielo”: da ben 28 anni -una pioniera e protagonista- adotta il metodo biologico. Oltre il presidente dell’Amab, Gaetano Sinatti, interverranno Nevio Lavagnoli (conclusioni), vicepresidente della Cia Marche e Carlo Carletti, responsabile tecnico della Cia Marche.

 

 

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