| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 47 - n. 196 | 18 ottobre 2005 |
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Il presidente della Cia Giuseppe Politi interviene alla presentazione del Rapporto 2005 sul settore dell’Aia e dell’Ismea. Il prezzo del latte alla stalla più basso del 1995. Per la zootecnia italiana è un momento di profonda crisi. La vicenda dell’influenza aviaria, che ha causato un pesante crollo dei consumi, non è che l’ultimo dei problemi che attanagliano il settore e alimentano le preoccupazioni degli allevatori che vedono i loro redditi sempre più ridotti e i costi salire in maniera allarmante. Lo ha sostenuto il presidente nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi intervenendo oggi a Roma alla presentazione del Rapporto 2005 sulla zootecnia bovina in Italia da parte dell’Aia e dell’Ismea. “In quest’ultimo anno -ha aggiunto Politi- i problemi di reddito degli allevatori del settore zootecnico da latte si sono fatti più gravi. Non vi è stata alcuna trattativa sul prezzo, né tanto meno il Tavolo ministeriale delle “regole” che la Cia aveva chiesto. Di fronte al continuo calo del prezzo del latte alla stalla, più basso del 1995 (0,360 euro contro gli attuali 0,336 euro), si sono verificati notevoli aumenti dei costi di produzione (in particolare quelli relativi al gasolio). Intanto, l’agroindustria lattiero-casearia continua a perseguire l’obiettivo di giungere in Italia alla media del prezzo europeo. Il dato preoccupante è che ora la crisi sta colpendo anche le cosiddette zone vocate, mentre si registra un forte indebitamento da parte delle aziende zootecniche da latte”. Della stessa complessità anche la situazione sulla zootecnia da carne. “I problemi legati al disaccoppiamento previsto dalla riforma della Pac cominciano -ha detto il presidente della Cia- a fare emergere errori di scelte da parte del nostro governo. Ad esempio, la Cia aveva chiesto l’accoppiamento del premio vacche nutrici per consentire il mantenimento dell’attività zootecnico nelle aree montane e del Centro-Sud. La scelta del disaccoppiamento totale, infatti, sta cominciando ad evidenziare pesanti difficoltà. Vi è poi da porre la ridiscussione dell’articolo 69 della riforma Pac, che in Italia si può dire non abbia avuto effetto, non premiando le vere politiche di qualità nel settore zootecnico da carne”. Infine, Politi si è soffermato sui problemi di rilancio dell’Aia evidenziando che il sistema allevatoriale deve attrezzarsi e adeguarsi rapidamente alle nuove esigenze che sempre più emergono dagli allevatori italiani.
Si è tenuta nei giorni scorsi la direzione regionale dell’Anp-Cia della Calabria per un esame approfondito sulla situazione dello stato sociale dei pensionati, nonché della applicazione della Legge n° 23/2003 relativa alla organizzazione dei servizi sociali nel territorio della regione. I lavori della direzione sono stati aperti da Franco Ritrovato, presidente regionale dell’Anp, presenti Michele Drosi, vicepresidente della Cia Calabria, Luigi Chiellino e Angelo Fiorello, presidenti provinciali Anp di Crotone e Reggio Calabria. Da parte di tutti i presenti è emersa la necessità che l’Anp calabrese, di concerto con le altre realtà locali, si attivi a sollecitare le autorità preposte alla definizione dei “Piani di zona”, come previsto dalla legge regionale, strumenti necessari ed indispensabili per definire, migliorare e potenziare lo stato dei servizi sociali del territorio, candidandosi insieme alle altre Associazioni, a contribuire a definire i contenuti ed i possibili strumenti di gestione nel campo sociale. Per assolvere a questi impegni si è concordato un piano di lavoro che dovrà essere espletato, nel breve periodo, prevedendo tra l’altro: - il completamento degli organismi dirigenti dell’Associazione regionale; - la conoscenza dei provvedimenti legislativi sui servizi sociali L. 23/2003 e sul Piano sanitario regionale, attivando, dove è possibile, una progettualità con le altre realtà locali, a partire dal terzo settore; - la formazione degli operatori Cia impegnati nei servizi alla persona (Anp-Inac e Caf) in collaborazione con l’Ente di formazione Cipat; - la calendarizzazione di assemblee pubbliche sul territorio con il coinvolgimento dell’intero apparato Cia, nonché dei soggetti istituzionali e del volontariato sui provvedimenti legislativi socio-sanitari; - una adeguata e diffusa campagna del tesseramento i nuovi soci sul territorio. Ha concluso i lavori Michele Drosi, il quale condividendo il piano di attività dell’Anp, ha sostenuto il nuovo ruolo che l’Associazione dei pensionati della Cia deve assumere nell’ organizzazione, ribadendo l’opportunità di un’azione incisiva di attività sul territorio, ridefinendo, inoltre, il ruolo dell’Associazione dei pensionati, che dovrà diventare a tutti gli effetti e al pari degli altri Istituti parte integrante, e propulsiva della politica della confederazione.
“Con l’agricoltura per lo sviluppo del Paese”. Questo è lo slogan della manifestazione unitaria indetta da Cia, Confagricoltura, Copagri e Legacoop/Agroalimentare per il prossimo 8 novembre a Bologna. L’iniziativa sarà presentata, nel corso di una conferenza stampa, giovedì prossimo 20 ottobre, alle ore 11, presso la sede della Confagricoltura (Palazzo della valle, Corso Vittorio Emanuele, 101). Interverranno i presidenti della Cia Giuseppe Politi, della Confagricoltura Federico Vecchioni, della Copagri Giovan Battista Aiuto, della Legacoop/Agroalimentare Sergio Nasi.
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