| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 49 - n. 145 | 18 luglio 2007 |
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Il presidente della Cia Giuseppe Politi, intervenendo all’Assemblea annuale dell’Anbi, ha rilevato l’esigenza di una politica totalmente nuova nel campo idrico. E’ fondamentale l’Autorità unica nazionale. Un rinnovamento del sistema dei Consorzi di bonifica.
“La gestione delle risorse idriche ha bisogno di una reale politica di svolta rispetto al passato. Non si può unicamente intervenire in presenza dell’emergenza. Occorre programmare. E’ necessario un Piano efficace che permetta, nelle iniziative volte alla mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici e delle politiche ambientali, un approccio integrato e multidisciplinare. Un Piano che abbia il suo punto fermo nell’Autorità unica nazionale, con il supporto di valide Cabine di regia in ogni bacino”. Lo ha affermato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi intervenendo all’Assemblea annuale dell’Associazione nazionale bonifiche e irrigazioni (Anbi). “Per la Cia -ha aggiunto Politi- l’Autorità unica è necessaria per superare la frammentazione decisionale attuale, per promuovere accordi tra i diversi soggetti, controllare e sanzionare le violazioni, per governare l’equa ripartizione delle risorse idriche per l’uso irriguo, dopo aver soddisfatto il consumo umano, come afferma la legge”. “Oggi occorrono azioni nuove che -ha rimarcato il presidente della Cia- abbiano un carattere di integrazione funzionale, superando la concorrenzialità tra soggetti a livelli decisionali. Servono scelte chiare di adattamento il più possibile anticipatorie e di difesa attiva. Insomma, sono necessari interventi per aumentare le risorse idriche, per il risparmio e la riduzione dei consumi, un adeguato Piano irriguo e l’approvazione della riforma complessiva del sistema di governo delle acque e del territorio”. “L’agricoltura -ha sottolineato ancora Politi- intende fare in pieno la propria parte, con un grande senso di responsabilità, anche per riorganizzare dal punto di vista produttivo aree significative e introdurre nuove tecnologie. A tal fine la Cia lavorerà con tutte le sue strutture di consulenza e progettazione, anche perché siano predisposte nuove opportunità assicurative che andranno sempre più ricalibrate rispetto ai rischi ambientali che affronta l’impresa agricola multifunzionale”. “Ridurre la vulnerabilità delle risorse idriche e lavorare sulle strategie di adattamento in questo settore significa -ha rilevato- razionalizzare, integrare e rendere efficienti i diversi usi dell’acqua, cioè quelli che interessano l’agricoltura, l’industria, l’energia e la popolazione e questo richiede il contributo del più ampio arco di forze. Se si adotteranno queste ricette il settore primario riuscirà a tagliare i consumi d’acqua e a realizzare credibilmente i programmi di autoriduzione che si è proposta”. Politi ha anche insistito sull’opportunità di un rinnovamento del sistema dei Consorzi di bonifica. “Fermo restando il valore della bonifica, occorre -ha detto il presidente della Cia- che si metta mano ad un processo riformatore e modernizzatore che collochi appieno questi strumenti in una logica di governo del territorio, in quanto autonomie funzionali. I Consorzi di bonifica sono un grande patrimonio di strutture e risorse umane. Ricomprendono circa 18 milioni di ettari di territorio, il 60 per cento della superficie del Paese e per il 20 per cento servita da opere di irrigazione, un migliaio di impianti di sollevamento, centinaia di invasi, impianti idrovori, acquedotti e impianti di produzione di energia elettrica. Essi svolgono attività storiche di manutenzione degli alvei fluviali, dei canali e dei bacini imbriferi, di manutenzione e gestione di opere infrastrutturali, idrauliche e ambientali, di regimazione delle acque, gestione degli invasi e dei sistemi di irrigazione”. Per la Cia, comunque, occorre -ha concluso Politi- “rendere più funzionali tali strutture, riorganizzando dove c’è bisogno, riducendone il numero per aumentarne l’efficienza e ridurne il costo relativo, semplificando i rapporti con la contribuenza e puntando a soluzioni che unifichino le riscossioni. Il futuro dei Consorzi non può che andare dal beneficio al vasto campo del presidio del territorio, con competenze per l’irrigazione, il ciclo integrale dell’uso dell’acqua, la sicurezza idraulica ed anche la difesa del suolo”.
Si è svolta ieri a Perugia l’Assemblea regionale della Cia dell’Umbria per discutere e approvare il Bilancio Consuntivo 2006.I lavori sono stati aperti dalla relazione del presidente Antonio Sposicchi il quale ha trattato i temi relativi alla situazione politica e professionale in Umbria evidenziando la grave difficoltà che incontra il sistema di imprese agricole a recuperare redditività. Il presidente ha affrontato, inoltre, i temi del rapporto tra agricoltura e politica e i temi relativi allo stato dell’organizzazione evidenziando il percorso di autoriforma e adeguamento che è iniziato lo scorso luglio e che ha portato alla nomina della Giunta al posto della Presidenza, alla istituzione di 4 Aree Funzionali e di 4 Ambiti Territoriali in sostituzione delle precedenti 7 Aree territoriali. Il bilancio consuntivo è stato illustrato da Alfio Casagrande che ha evidenziato le difficoltà e la loro natura oltre alle attività e alle potenzialità del Sistema Cia dell’Umbria. Vi è stato un elevato numero di interventi che hanno sottolineato aspetti sia della relazione di Sposicchi che l’illustrazione di Casagrande. Il bilancio è stato approvato a maggioranza con tre astensioni. Prima dello svolgimento dell’Assemblea è stata svolta la conferenza stampa di presentazione della Petizione Popolare per la semplificazione e snellimento burocratico dal titolo ”Dacci un taglio: è un tuo diritto”. La Cia dell’Umbria ha l’obiettivo di raccogliere almeno 5.500 firme da qui sino alla fine di settembre, rivolgendosi oltre ai propri soci anche ad altri agricoltori e più in generale ai cittadini.. Alla conferenza hanno partecipato anche due imprenditori agricoli Maria Vigilante, presidente dell’associazione Donne in Campo, e Bruno Frenguellotti, giovane agricoltore che hanno raccontato il normale vissuto, anzi le normali disavventure a cui sono andati incontro per poter svolgere l’attività di imprenditore agricolo.
I presidenti della Cia Calabria Giuseppe Mangone e della Confagricoltura Calabria Francesco Magrì hanno espresso la più viva soddisfazione per l’avvenuto riconoscimento del marchio Dop per la Cipolla rossa di Tropea. Con il riconoscimento -affermano in una dichiarazione congiunta- arriva a conclusione positiva un lungo lavoro iniziato circa dieci anni fa dalla Confederazione italiana agricoltori e dalla Confagricoltura della Calabria e che ha visto il costante coinvolgimento dei produttori nelle aree territoriali interessate alla coltivazione della cipolla rossa. Si è trattato di un lavoro che ha comportato anche degli investimenti in consulenza specializzata per produrre tutti gli atti necessari. Un ringraziamento -sottolineano Mangone e Magrì- va anche all’assessore regionale all’Agricoltura Mario Pirillo che, con convinzione e decisione, si è impegnato per rimuovere a Bruxelles gli ostacoli che impedivano il riconoscimento della Denominazione di origine protetta. Se non vi saranno obiezioni, entro sei mesi, la Cipolla rossa di Tropea verrà iscritta nell’albo delle Denominazione di origine dell’Ue e così Il marchio Dop difenderà il prodotto sul mercato dalle imitazioni, a tutto vantaggio della tutela del reddito dei produttori dei diritti dei cittadini di avere certezza su quello che acquistano e consumano.
Dopo il vile e inspiegabile attentato, sono giunti presso la sede della Cia di Crotone numerosissimi attestati di stima e solidarietà al presidente Franco Barretta e a tutto il gruppo dirigente tramite telegrammi, lettere, telefonate e visite dirette alla sede. Oltre a Giuseppe Mangone e Michele Drosi, presidente e vicepresidente della Cia Calabria, e ai presidenti provinciali della Cia Italo Garrafa, Franco Lucia, Mimmo Petrolo, Nino Inuso, tra gli attestati, ricordiamo quelli del Prefetto di Crotone Cardellicchio e del Questore Salerno, dei rappresentanti delle Istituzioni regionali, provinciali e comunali, degli esponenti delle forze politiche, delle organizzazioni profesionali e del mondo agricolo, cooperativo e industriale.
“In una bottiglia di vino non c’è solo una bevanda ma anche capacità imprenditoriale, cultura, tradizione, storia, ambiente”: il presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi ha concluso così il convegno di apertura del “My Wine 2007”. L’iniziativa ha preso il via a Bari ed è destinata a diventare l’evento clou di questa stagione estiva. Giunto alla sua terza edizione, il “My Wine” punta alla valorizzazione delle aziende vitivinicole pugliesi, con la partecipazione di ospiti di eccezione, esperti del settore, in un connubio tra musica e palato, e con un unico obiettivo: promuovere e dare visibilità all’estero alla terra di Puglia, su quanto essa riesce a creare e a trasformare. L’evento è ideato dall’Associazione “Mare di…Vino” di Taranto, e vede quest’anno quali partner nella organizzazione la Cia Puglia, il Cra (Centro ricerche e sperimentazione in agricoltura) di Turi e l’Alumni Bocconi (Associazione laureati Università Bocconi di Milano), con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole, della Regione Puglia, delle Province e delle Camere di Commercio di Puglia, e con la sponsorizzazione di Unicredit Banca. L’evento è partito con il convegno sul tema “Geomarketing dei vini tra passato e futuro” che si è svolto presso la Camera di Commercio di Bari. Si è trattato di un seminario informativo sulla vitivinicoltura in Puglia, presieduto dal presidente della Cia Puglia Antonio Barile, nel corso del quale sono state illustrate le caratteristiche dei vitigni autoctoni ed è stato affrontato il tema del marketing del prodotto pugliese all’estero. Autorevoli i relatori intervenuti. Dopo il saluto del presidente della Camera di Commercio di Bari Luigi Farace, che ha esortato a fare sistema per far crescere la Puglia ed in particolare questo settore primario, è intervenuto l’assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia Enzo Russo, che, nel sottolineare come molte produzioni pugliesi siano riconosciute, ormai, a livello internazionale, ha evidenziato l’importanza del “My Wine” quale appuntamento di qualità per creare sinergia e per fare marketing territoriale. Una esortazione a lavorare reciprocamente per portare alla ribalta la regione è partita dalla presidente dell’Associazione Mare di…Vino Maria Frullo che ha presentato i 3 momenti del “My Wine 2007” (il convegno, il tour ed il party) che hanno l’obiettivo di promuovere le cantine (in tutto sono 11 quelle selezionate che partecipano all’evento), i vitigni autoctoni, l’enogastronomia e le bellezze paesaggistiche ed artistiche di Puglia. Si è passati, poi, agli interventi tecnici con le relazioni di Donato Antonacci, direttore del Centro Ricerche in agricoltura di Turi, che ha relazionato su “I vitigni autoctoni di Puglia”, presentando le 95 varietà recuperate nell’ambito del progetto “Vitivin-valut”; del presidente Assoenologi di Puglia, Calabria e Basilicata Leonardo Palumbo che è intervenuto su “I vini di qualità”. Nell’ambito, poi, dei “Percorsi divini” sono stati presentati 3 “casi aziendali” relativi ad altrettante aziende vitivinicole operanti in Puglia: Tormaresca, Sanchirico e Perrini. A presentare la reale situazione nell’ambito della grande distribuzione è stato il direttore generale di Conad Italia Francesco Pugliese che è intervenuto su “La Gdo e i corner di qualità”. La sola Conad vende 160 milioni di euro di vino con circa 170 etichette, su 70 delle quali ha l’esclusività. Pugliese ha esortato ad andare avanti e ad agire nel campo della innovazione, della valorizzazione, della semplicità e della competitività. Prima delle conclusioni è intervenuto Gabriele Troilo dell’Università “Luigi Bocconi” di Milano che ha parlato di “Marketing enologico” evidenziando le difficoltà di interazione tra mondo del vino e mondo del marketing ed esortando a fare di più per intercettare le esigenze del consumatore. Di marketing ha anche parlato il presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi che nelle conclusioni ha sottolineato come “nel nome del vino in questa iniziativa sono state messe insieme diverse realtà: la ricerca, il commerciale, la produzione, e alcune importanti testimonianze. Siamo i primi esportatori al mondo -ha annunciato - abbiamo qualità ed ottimi vitigni. La forza dell’agricoltura italiana risiede nella diversificazione con aziende fortemente legate al territorio. Dobbiamo difendere tutto ciò -ha spiegato ancora il presidente nazionale della Cia- senza pensare ad un modello di prodotto e senza parlare solamente di qualità ma dobbiamo anche considerare il mercato e le sue esigenze”. In tutto ciò -ha concluso Politi- non possiamo far finta di giocare una partita indifferente con tutto quello che avviene all’esterno, nelle scelte politiche ed amministrative. A dicembre l’Unione Europea approverà la riforma dell’Ocm vino nella quale il vino va difeso come prodotto simbolo degli interessi dell’agricoltura mediterranea e come ambasciatore verso il consumatore, al quale va detto che in una bottiglia non c’è solo una bevanda ma anche capacità imprenditoriale, cultura, tradizione, storia, ambiente”. Al convegno hanno partecipato gli ospiti stranieri - tutti manager import-export, distributori, opinion leader, giornalisti delle principali testate specialistiche, provenienti da Giappone, India, Stati Uniti, Inghilterra, Repubblica Ceca- che compongono la delegazione estera che sino a venerdì compiranno in Puglia una sorta di tour (il “My Wine Tour”) visitando le cantine che hanno aderito all’iniziativa, ma anche i simboli ed i luoghi più importanti della regione. L’edizione 2007 del “My Wine avrà”, poi, il suo culmine con il “My Wine Party”: una vera e propria festa del vino, nel corso della quale si abbatteranno le distanze geografiche e culturali, in una sorta di connubio tra musica e gusto. Nel ”My Wine Party” degustazione, genti, sapori, colori e suoni delle nostre terre, diventeranno i protagonisti della notte più lunga del vino. L’evento si svolgerà il 20 luglio (inizio ore 21) nella suggestiva cornice di Villa Pantaleo (Contrada Cimino vicinanze Auchan Taranto), dimora storica del XVIII secolo posta sotto il vincolo dei Beni Culturali. Nel corso della serata si svolgerà degustazione e promozione dei vini abbinati a prodotti tipici pugliesi, tutti opportunamente selezionati. L’evento, aperto al pubblico, coinvolgerà in primis esperti ed operatori del settore vitivinicolo, oltre che semplici appassionati. Il party sarà accompagnato dalla meravigliosa voce di Antonella Ruggiero -la cui unica tappa della sua tournèe estiva in Puglia sarà proprio il “My Wine”- che eseguirà dal vivo i suoi più grandi successi.
Anche quest’anno la Cia di Imperia organizza, nelle giornate di sabato 21 e domenica 22 luglio prossimi in località Bigauda a Camporosso, l’annuale festa provinciale. Si tratta dell’ormai tradizionale appuntamento rivolto agli associati, ai produttori e consumatori dove è possibile conciliare il momento ludico, legato alla pausa estiva, a specifici approfondimenti nei quali discutere e dibattere con le istituzioni pubbliche di tematiche legate al mondo dell’agricoltura. La festa sarà, infatti, anticipata da un importante convegno “L’acqua per l’agricoltura e il territorio: risorsa da difendere” che si terrà venerdì 20, alle ore 10.00, presso il Grand Hotel Terme Di Pigna alla presenza vicepresidente della Cia nazionale Enzo Pierangioli, dell’assessore regionale Giancarlo Cassini e ad altri esponenti dell’amministrazione pubblica locale ed esperti della materia. I momenti di approfondimento continueranno sabato 21 con l’Assemblea della Cia regionale e domenica 22 con la “Festa di pensionati della Provincia di Imperia” a cui interverrà il dirigente della Direzione nanzionale Anp Carlo Prudente che dibatterà sulla questione “Previdenza: l’infinita vicenda delle pensioni”. Alle ore 20 del sabato e della domenica apriranno gli stand gastronomici e dalle ore 21 serate danzanti allietate da complessi musicali.
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