| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 52 - n. 99 | 18 maggio 2010 |
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La Cia segnala una situazione estremamente difficile. Molte le imprese agricole in pesante difficoltà. La picchiata delle quotazioni all’origine si somma alla crescita vertiginosa dei costi produttivi, contributivi e burocratici. Un trend che si è tradotto in un taglio netto dei redditi (meno 20,6 per cento nel 2009). Per i prezzi sui campi è sempre caduta libera. Vanno in picchiata soprattutto i listini di frutta (meno 28,8 per cento ad aprile scorso rispetto all’analogo periodo del 2009), di ortaggi e legumi (meno 4,4 per cento) e dei cereali (meno 5,1 per cento, con punte del 15-20 per cento per il grano duro). Quotazioni che risultano più basse di quelle di due anni fa (2008), quando già la situazione era abbastanza difficile. Una picchiata che sommata alla crescita continua dei costi produttivi, contributivi e burocratici ha determinato un taglio netto (meno 20,6 per cento solo nel 2009) dei redditi degli agricoltori, ormai in piena emergenza. E’ quanto segnala la Cia-Confederazione italiana agricoltori la quale, sulla base degli ultimi dati Ismea, evidenzia che il calo complessivo per i prezzi agricoli all’origine è stato, sempre ad aprile, del 4,5 per cento, che fa seguito ad una flessione del 9,6 per cento a marzo e del 13,4 per cento dell’anno passato. Per la frutta -ricorda la Cia- sembra ricalcarsi l’andamento negativo del 2009, anno in cui si registrarono nette diminuzioni sia per le produzioni estive (pesche, nettarine, susine, fragole, meloni e angurie) che per quelle autunnali (pere, mele, arance, mandarini e clementine). Un trend allarmante che sta mettendo in ginocchio tantissimi agricoltori che vivono in un clima di profonda incertezza. Stesso discorso per gli ortaggi, anche se i cali rispetto alla frutta -sottolinea la Cia- sono meno eclatanti, pur segnando listini ancora ridotti rispetto allo scorso anno. Difficile il quadro anche per i cereali che ormai da più di due anni hanno imboccato una drammatica china. Le maggiori difficoltà si registrano per i produttori di grano duro, le cui quotazioni sono addirittura più basse di venticinque anni fa (1985) quando il prodotto toccava Il prezzo di 55 mila delle vecchie lire (pari a 27/28 euro) a quintale, mentre oggi, invece, è pari a 15,50/16 euro, con una diminuzione di oltre 12 euro a quintale, nonostante il gravoso aumento dei fattori e dei mezzi produttivi e dei costi contributivi. Analizzando l’andamento del mese di aprile, la Cia -sempre sulla base dei dati Ismea- sottolinea che per il complesso delle coltivazioni si è avuta una flessione del 9,3 per cento rispetto all’analogo mese del 2009. Si ha, al contrario, un leggero recupero (più 1,4 per cento) sul fronte del settore zootecnico. Per i singoli comparti, sempre a livello tendenziale, si registrano, oltre quelli di frutta, ortaggi e cereali, cali del 3,9 per cento per i vini, del 7 per cento per le colture industriali, dell’8,8 per cento per i tabacchi, del 4,3 per cento dei bovini e bufalini, del 12 per cento per i volatili domestici e del 15,1 per cento per gli altri animali vivi. Notizie positive, si hanno, invece, per l’olio d’oliva (più 11 per cento), per latte e derivati (più 8,3 per cento), uova (più 5,6 per cento), suini (più 2,9 per cento) e ovi-caprini (più 1,3 per cento). Aumenti che, tuttavia, non compensano minimamente i crolli che si sono avuti negli ultimi dodici mesi. Un quadro, quindi, non certo esaltante che coinvolge tutti i settori agricoli, dall’ortofrutta ai cereali dal vino all’olio d’oliva, al lattiero-caseario. Per questa ragione la Cia ribadisce la necessità non solo di interventi straordinari e concreti da parte del governo proprio per fornire un solido sostegno alle imprese agricole che si trovano in una grave emergenza, ma soprattutto di un nuovo progetto di politica agraria che deve scaturire dalla Conferenza nazionale dell’agricoltura e lo sviluppo rurale da effettuarsi entro quest’anno.
Il presidente della Cia Giuseppe Politi chiede massima trasparenza e sottolinea le gravi difficoltà che oggi vivono le imprese agricole, 40 mila delle quali lo scorso anno hanno cessato l’attività. Il settore primario è già stato privato di oltre 1.000 milioni di euro. “L’agricoltura italiana non può assolutamente subire ulteriori tagli. Già 1.000 milioni di euro sono stati tolti al settore: tra cui 450 milioni di euro dei fondi Fas per le aree sottoutilizzate, 550 milioni di euro per la cancellazione del ‘bonus gasolio’ e per la fine, dal prossimo mese di luglio, delle agevolazioni contributive a favore degli agricoltori nelle zone montane e svantaggiate. Molte imprese, che fanno i conti con una vera e propria emergenza, rischiano di uscire dal mercato sotto l’assillo di prezzi all’origine in caduta libera, con costi produttivi, contributivi e burocratici sempre più onerosi e con redditi falcidiati”. E’ quanto sostenuto dal presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in merito alle notizie sulla manovra economica che il governo si appresterebbe a varare. “Come componente del mondo imprenditoriale -aggiunge Politi- vorremmo capire le intenzioni dell’esecutivo. C’è l’esigenza che si faccia massima chiarezza su provvedimenti che vanno ad incidere in maniera non certo leggera sia sulla vita dei cittadini che sull’attività produttiva. Per questo chiediamo che si apra al più presto un Tavolo di confronto con le forze sociali”. “E’ indubbio -rimarca il presidente della Cia- che l’attuale situazione richieda nuove misure, ma queste devono essere necessariamente ispirate alla logica dell’equità. Non vanno toccati servizi essenziali per i cittadini, come quelli sanitari e assistenziali, né mortificata l’imprenditoria che deve, invece, riprendere la via della competitività e dello sviluppo, indispensabili per rilanciare il Paese. Vanno adottati tagli che riducano gli sprechi e la spesa improduttiva e allo stesso tempo occorre intensificare la lotta all’evasione fiscale, alla corruzione e all’inefficienza. C’è bisogno di una manovra trasparente ed equilibrata, evitando interventi drastici che mettano in ginocchio le imprese”. “In particolare, l’agricoltura italiana non è nelle condizioni per subire una riduzione delle poche risorse ad essa destinate. Il settore -ricorda Politi- vive una delle crisi più difficili degli ultimi trent’anni. Già nello scorso anno più di 40 mila imprese agricole sono state costrette a chiudere e, in queste allarmanti condizioni, non è pensabile che gli agricoltori siano costretti a fare i conti con interventi penalizzanti per la propria attività produttiva. Da qui la richiesta del confronto con il governo aperto a tutte le forze sociali. Il momento è delicato e non si può decidere senza aver ascoltato le esigenze delle varie componenti socio-economiche, compresa quella agricola”.
Ennesima batosta per i viticoltori siciliani. Arriva con la bocciatura della Commissione Ue della richiesta avanzata dalla Sicilia e da altre regioni italiane di potere anticipare al 2011 l’erogazione in maniera disaccoppiata gli aiuti comunitari. Niente anticipo, dunque. L’aiuto a ettaro per i viticoltori scatterà a partire dal 2012, così come prevedono le regole comunitarie. “Le motivazioni della bocciatura appaiono pretestuose e frutto di rigidità interpretative delle norme comunitarie”, dichiara Carmelo Gurrieri, presidente regionale della Cia. “Si intravede –continua- una manovra da parte del Ministero per contribuire ad affossare la richiesta della Sicilia ed evitare in tal modo la storicizzazione degli stanziamenti a favore della viticoltura isolana”. Il totale disinteresse e disimpegno della rappresentanza siciliana a Bruxelles, poi, ancora una volta presta il fianco a quanti vogliono continuare a drenare le risorse destinate agli agricoltori siciliani verso altri territori dell’Italia. Per la stragrande maggioranza dei viticoltori e per Per
“Obiettivo principale -dichiara il Direttore della Cia Umbria Catia Mariani- delle attività previste dal progetto è favorire la capacità di conoscenza delle strategie della Politica agricola comunitaria, discuterne i punti critici, sapendo interpretare esigenze ed opportunità del mondo agricolo acquisendo la capacità di comunicarle, analizzarle e condividerle con tutta la società”. Il progetto, dotato di un budget di circa 55.000 euro, attraverserà varie fasi di consultazione a livello locale fra gli agricoltori, i tecnici e gli esperti del settore circa le ripercussioni sulle imprese agricole dopo il cosiddetto “health check” della Pac, cioè la valutazione dello stato di salute delle imprese in seguito alle misure previste dalla riforma della Politica agricola comune. Tra i mezzi di informazione e comunicazione che verranno sperimentati ed adottati dal Cipat-At dell’Umbria nel corso dello sviluppo progettuale, un posto di rilievo verrà occupato da un dominio di face book intitolato “Salva il pianeta: difendi l’agricoltura (Save the planet:support agriculture)”. Lo scopo è quello di attrarre giovani, cittadini e agricoltori, su temi attuali quali il cambiamento climatico, la tutela della biodiversità, di cui il 2010 è l’anno internazionale per l’Onu, i rischi di abbandono ed incuria del territorio, la protezione del suolo e delle acque, le rinnovate prospettive multifunzionali dello sviluppo rurale, lo sviluppo delle risorse energetiche rinnovabili. Una versione inglese del “wall” realizzato consentirà di internazionalizzare il dibattito e favorire i contributi ai “forum”, coinvolgendo in particolare le organizzazioni europee degli agricoltori Copa-Cogeca e Ceja. Il progetto inizierà con le prime attività di animazione il 20 di maggio e si concluderà il 15 aprile 2011 con una conferenza internazionale a Perugia dal titolo “Cap/Ability - Quale futuro per gli agricoltori dopo l’Health Check della Politica agricola comune, alla luce dell’ultima crisi economico-finanziaria?”. Il progetto vuole contribuire a sviluppare il dibattito sul futuro delle Politiche dell’Unione Europea e in particolare con le proposte di riforma della Politica agricola comune (Pac) che verrà presentata a giugno, oltre che a quella del Bilancio della Commissione europea. Nei documenti sino ad oggi elaborati e proposti sono state poste al centro dell’attenzione le nuove funzioni dell’agricoltura nelle aree rurali e, di conseguenza, anche la necessità di rivedere gli obiettivi della Pac, legando questa politica alla finalità di creare o conservare i “beni pubblici”, in particolare i beni di natura ambientale (acqua, suolo, biodiversità, paesaggio, ecc.). Ciò implica in primo luogo una revisione degli strumenti in essere nel quadro del I Pilastro. Insomma, si vuole utilizzare la strumentazione di questo progetto anche per promuovere un dibattito approfondito sul ruolo che le prossime Politiche di sviluppo rurale potranno svolgere all’interno della futura Pac riformata.
“Vogliamo trasformare questo territorio in un’eccellenza. Il paesaggio, l'acqua, la terra e i suoi prodotti -ha dichiarato Paola Santeramo presidente Cia Milano-Lodi-Monza e Brianza- sono già di alta qualità”. Il patto con la società con gli agricoltori protagonisti ha visto una grande partecipazione di amministratori locali e imprenditori agricoli all'incontro di lunedì sera all'Agriturismo Cascina Selva di Ozzero. “Stiamo dando forma al nostro programma di azione per i prossimi anni, e l'Abbiatense ha tutte le caratteristiche per diventare un eccellenza a partire dall'agricoltura. Vogliamo ricordare -prosegue la presidente- un dato, in dieci il consorzio agrituristico Terra d'Acqua ha visto passare i propri addetti da
L’Assemblea elettiva provinciale porterà all’elezione del presidente, (eletto dai delegati) e dei membri della Direzione (ex Consiglio direttivo). I lavori congressuali si apriranno con l’intervento e la relazione del presidente in carica, Denis Susanna, eletto per la prima volta l’11 marzo del 2006, dopo dodici anni di presidenza di Giorgio Feston. Sarà presente il coordinatore della Giunta nazionale della Cia Alberto Giombetti. Per Cia Treviso l’Assemblea elettiva rappresenta il momento per fare un bilancio sul lavoro svolto e per guardare alle sfide ancora aperte dell’agricoltura: la riforma della Pac e la revisione del bilancio europeo, l’etichettatura e la tracciabilità per la difesa della cultura e delle produzioni storiche e di qualità, la questione ambientale tra cui la direttiva nitrati e le norme che hanno trasformato alcune pratiche colturali, la questione rifiuti, la necessità di sostenere il credito delle aziende agricole, il rapporto con la grande distribuzione. Il momento istituzionale, prima degli adempimenti congressuali dell’Assemblea elettiva, vedrà gli interventi dell’europarlamentare Giancarlo Scottà, del consigliere regionale Giampiero Possamai, del presidente della Provincia di Treviso Leonardo Muraro e del vicesindaco di Treviso Giancarlo Gentilini. Saranno presenti rappresentanti di associazioni di categoria di diversi settori produttivi, oltre all’agricoltura. Alle ore 13 seguirà l’inaugurazione degli uffici della sede provinciale di Cia Treviso con il taglio del nastro e la benedizione da parte del Canonico del Capitolo della Cattedrale di Treviso, mons. Arduino Beltrame.
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