| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 50 - n. 222 | 17 novembre 2008 |
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Si è conclusa ad Arezzo la settima edizione di Agri@tour, il Salone dell’agriturismo e dell’offerta territoriale al quale, anche quest’anno, ha partecipato Turismo Verde-Cia. Un appuntamento, questo di Arezzo, imperdibile per quanti sono interessati al sistema del turismo in campagna e che diviene, di anno in anno, sempre più partecipato: 600 espositori presenti, 3mila operatori, 150 stands provenienti da tutte le regioni italiane, 100 buyers nazionali ed internazionali, istituzioni, eventi in programma attenti alla domanda e a studiare e migliorare l’offerta. Fra questi la prima proposta organica di classificazione dell’agriturismo italiano presentata da Turismo Verde-Cia nel corso di un forum di imprenditori agrituristici. I Paesi Baschi sono stati gli ospiti d’onore di questa edizione. Presenti anche le professionalità del settore per promuovere le tecnologie e le forniture. Molto partecipato il Campionato di cucina contadina nel quale hanno gareggiato anche molte aziende associate a Turismo Verde-Cia. L’estate appena trascorsa è stata una sorta di banco di prova per l’agriturismo: nonostante la crisi economica -che ha investito i diversi segmenti del turismo- la vacanza in campagna si è mantenuta su buoni livelli (più 5 per cento) anche grazie al rapporto qualità-prezzo e alla qualità dei servizi proposti da quegli agriturismi che hanno saputo rispondere alle richieste degli ospiti. E Agri@tour è stato un grande successo anche quest’anno. Le aziende agrituristiche hanno presentato, sempre più, offerte qualificate e prodotti certificati, tradizioni culinarie locali e la possibilità di vivere il territorio organizzando escursioni, degustazioni, corsi. Sono stati circa 13.000 i visitatori che hanno affollato quest’anno la manifestazione e che, con grande interesse, hanno frequentato gli stands per avere informazioni soprattutto sulle proposte per le prossime festività invernali. Sono state organizzate anche molte degustazioni dei prodotti in vendita: da quelli tradizionali a preparazioni quali conserve, marmellate e prodotti di cosmesi che difficilmente si trovano nei normali circuiti commerciali. Ancora una volta, quindi, un successo per una forma di turismo ormai ampiamente radicata nella cultura dei vacanzieri: 20 italiani su 100 scelgono ormai la vacanza in agriturismo, per il 35 per cento questo tipo di vacanza rappresenta la vera opportunità di relax, per il 15 per cento la possibilità di mangiare bene, sano e genuino, per il 25 per il cento la possibilità di entrare in contatto con la natura. Altre motivazioni sono l’atmosfera familiare e conviviale, la possibilità di “imparare” grazie ai corsi organizzati nelle aziende, la possibilità di scoprire o riscoprire la cultura e le tradizioni rurali.
Sulla base dei dati contenuti nell’indagine del “Barometro mondiale dei furti nel retail”, la Cia sottolinea che sono in crescita anche quelli di carni, insaccati e vino. Aumentano le sottrazioni alimentari in Italia del 16,8 per cento. Sono i prodotti “preferiti” dopo lamette da barba e cartucce per stampanti. E questo è anche il segno della crisi e delle difficoltà economiche che colpiscono fasce sempre più consistenti della popolazione. Oltre ad essere i più “clonati” dall’agropirateria internazionale, sono quelli che più fanno gola ai taccheggiatori dei supermercati. Si tratta dei formaggi pregiati delle carni e salumi, dei vini, che detengono il poco invidiabile primato di essere i prodotti alimentari più rubati dagli scaffali dei grandi magazzini. Così, subito dopo le lamette da barba (15,4 per cento) e le cartucce d'inchiostro per le stampanti (14,3 per cento), occupano i primi posti in questa particolare classifica. E’ quanto rileva Lo studio rivela che nel periodo luglio 2007-giugno 2008 gli ammanchi mondiali di merce, dopo un positivo trend quadriennale, sono aumentati dell’1,5 per cento arrivando a 71,184 miliardi di euro, mentre in Italia sono stati pari a 2,977 miliardi, con una crescita rispetto all’anno precedente del 4 per cento. Tra i furti, proprio gli alimentari sono i “preferiti”. Al primo posto -segnala Nella graduatoria della classica, troviamo, dopo i profumi e i cosmetici, le carni e i salumi (6,8 per cento). A seguire i vini e i superalcolici (passati dal 2 al 2,6 per cento) che superano abbondantemente i furti dei capi d’abbigliamento, i prodotti high tech, dvd e i videogames Le sottrazioni di prodotti alimentari sono cresciute del 16,8 per cento sono: in particolare, quelle dei vini e dei superalcolici sono aumentate di oltre il 20 per cento, quelle di carni, salumi e formaggi del 10 per cento. In particolare, il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano hanno registrato una crescita nella frequenza dei furti superiore al 10 per cento, ben oltre i prodotti da sempre gettonatissimi, quali dvd, cd musicali e videogames. E tutto ciò è il segno dei tempi che viviamo, delle difficoltà economiche, della crisi dei consumi che ha colpito molte famiglie italiane che -avverte Il Parmigiano Reggiano -avverte Al Parmigiano Reggiano appartiene, purtroppo, anche il primato delle imitazioni. Il suo “tarocco” lo troviamo in Argentina, in Brasile, in Giappone, ma anche in Germania e nel Regno Unito. Seguono il Prosciutto di Parma e quello di San Daniele, il Grana Padano, Ma per trovare i “falsi” Dop e Igp non c’è certo bisogno di andare all’estero. E’ sufficiente navigare in Internet -sottolinea
Tutte le iniziative sul territorio sono tese a sollecitare una maggiore attenzione nei confronti del settore. La manifestazione nazionale di Confagricoltura, Il 19 novembre a Bologna, e il sit-in della Cia davanti al Parlamento, il 20 novembre a Roma Aumenti dei costi di produzione, contributivi e fiscali, emergenza prezzi, burocrazia, legge finanziaria, Politica agricola comune. Sono questi gli elementi comuni che caratterizzano le mobilitazioni decise dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori e dalla Confagricoltura. Mobilitazioni che in questi giorni si stanno sviluppando in tutto il Paese e che avranno due momenti “clou”, con la manifestazione nazionale di Confagricoltura, Il 19 novembre a Bologna, e con il sit-in della Cia davanti al Palamento, il 20 novembre a Roma. E’ quanto rileva un comunicato congiunto delle due organizzazioni professionali agricole. Dunque, una protesta - affermano Cia e Confagricoltura - tesa a sensibilizzare l’attenzione verso i gravi problemi del settore agricolo che sta vivendo una fase molto difficile, con il rischio della recessione. Occorrono, quindi, risposte valide ed incisive nei confronti degli imprenditori agricoli, il cui malessere è crescente a causa di costi sempre più vertiginosi e di una burocrazia che sta diventando asfissiante. Le mobilitazioni di Cia e Confagricoltura, anche se si articoleranno con iniziative autonome sul territorio, rispondono ad un preciso obiettivo: quello di assicurare strumenti validi alle imprese per superare le attuali difficoltà e per imprimere, finalmente, una svolta positiva attraverso un organico progetto di sviluppo e di competitività.
La Cia mette in evidenza una situazione sempre più difficile per l’olivicoltura “made in Italy”, soprattutto in Puglia dove i prezzi bassi e la siccità hanno tagliato la produzione. In molte aziende si produce in perdita. Lotta alle frodi e alle contraffazioni. Invitato il ministro Zaia ad aprire subito un Tavolo di confronto. I costi di produzione sempre più elevati e la siccità stanno mettendo in ginocchio i nostri produttori olivicoli che, specialmente in Puglia, vivono una situazione ormai insostenibile. E a ciò si aggiunge l’invasione del mercato da parte di olio di oliva estero e di dubbia qualità. Per questa ragione va aperto subito un Tavolo da parte del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia al fine di individuare misure di confronto valide per rispondere alle difficoltà del settore. E’ quanto sollecita Lo scenario per l’olivicoltura -afferma Oggi -segnala C’è bisogno, sempre più, di promozione e tutela del nostro olio di oliva. Contemporaneamente, però, necessitano -sollecita
Il presidente Giuseppe Politi conclude il secondo Forum nazionale della Cia. Con la riforma Ocm serve un’azione condivisa di tutta la filiera. Ridurre i costi per le imprese e dare nuove certezze ai produttori. “La qualità del vino italiano non può essere assolutamente sacrificata sull’altare degli interessi politici ed economici. Al contrario, bisogna operare con la dovuta incisività per un valido adeguamento, nell’ambito della nuova Ocm, della normativa che qualifichi e valorizzi sempre di più le nostre denominazioni d’origine ed indicazioni geografiche”. Lo ha affermato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi concludendo, a Conegliano (Treviso), il secondo Forum nazionale sul settore vitivinicolo promosso dall’Organizzazione e al quale hanno partecipato esponenti delle istituzioni, del mondo accademico, scientifico ed economico, dei produttori e delle imprese. “In vista delle prossime scadenze, occorre -ha rilevato Politi- procedere con una strategia condivisa di tutta la filiera vitivinicola per difendere le prestigiose Docg, Doc e Igt del ‘made in Italy’. Serve, per questa ragione, un’azione fortemente incisiva per assicurare ai nostri imprenditori vitivinicoli gli strumenti e le condizioni per affrontare le difficili sfide della concorrenza a livello internazionale”. “Già la riforma Ocm -ha aggiunto il presidente Politi- non è stata magnanima nei confronti di un Paese come il nostro che ha la leadership, soprattutto sul fronte della qualità, in campo vitivinicolo. Alcune norme sono risultate penalizzanti nei confronti dei nostri produttori che, oltretutto, fanno i conti con costi crescenti che stanno, di fatto, tagliando i redditi. Non possiamo, quindi, subire ulteriori danni, specie per le nostre denominazioni d’origine, vero fiore all’occhiello dell’agroalimentare italiano”. “Da qui -ha rilevato Politi- l’impellente esigenza di sviluppare un’azione che coinvolga i vari soggetti della filiera, dal campo alla distribuzione, in grado di sviluppare ancora di più i nostri vini di qualità, rilanciando la loro competitività sui mercati internazionali. E’ un passaggio obbligato per dare al settore nuove prospettive e reali certezze”. “L’etichettatura e il riferimento territoriale delle produzioni vitivinicole -ha concluso il presidente della Cia- è una componente fondamentale che va tutelata, gestita e potenziata. Le nuove norme impongono un’attenta riflessione, ma soprattutto l’avvio di un’azione mirata. Le nostre Docg, Doc e Igt devono avere un ulteriore impulso e affrontare il mercato con la dovuta competitività”.
“Dopo una stagione di discussione difficile, che ha portato “Le aree rurali, che rappresentano il 95 per cento del territorio -ha aggiunto Pascucci- non si governano con la sola pianificazione urbanistica. L’agricoltura e le nuove sfide del territorio, risorse idriche, energia, gestione faunistico-venatoria, richiedono politiche integrate e partecipate”. Il presidente della Cia Pascucci e l'assessore regionale al governo del territorio Riccardo Conti, presente all’iniziativa, hanno già messo in agenda un appuntamento di approfondimento del tema. Rispondendo alle molte sollecitazioni venute dalla discussione, Conti ha sottolineato la necessità di andare oltre le posizioni precostituite, anche superando errori del passato, per dare respiro e profondità ad una discussione essenziale per il futuro del territorio toscano. “L'approccio urbanistico non è più sufficiente a governare il territorio -ha affermato l'assessore Riccardo Conti- occorre promuovere lo sviluppo per combattere la rendita”. Conti ha poi dichiarato il proprio apprezzamento per le proposte della Cia e la propria condivisione, in particolare, per l'idea, lanciata da Marco Failoni, di istituire i "custodi del paesaggio". “A partire dal dopoguerra -ha affermato con preoccupazione il professor Rossano Pazzagli nell’aprire l’iniziativa- si evidenzia come sia andato in crisi il matrimonio tra agricoltura e paesaggio. Una agricoltura che è stata in realtà sempre "multifunzionale" e che da sempre ha creato e modificato il paesaggio in relazione alla diversificazione ed all'evoluzione dei sistemi agrari”. Una tesi confermata da Daniele Vergari, presidente dell'Associazione G.B. Landeschi, organizzatrice del convegno insieme alla Cia Toscana, che nell'illustrare alcune sistemazioni agrarie del 18esimo secolo, che hanno contribuito a plasmare il paesaggio toscano rendendo coltivabili le nostre colline, ha affermato che “l'agricoltura deve recuperare la cultura del paesaggio, con l'orgoglio di chi ne è stato e ne è tuttora protagonista”. A partire da queste considerazioni, Marco Failoni, della Presidenza regionale della Cia, è tornato ad affrontare l'attualità, rispetto alla quale ha sottolineato come “la centralità dell'agricoltura nella tutela del paesaggio, va affermata quotidianamente nell'azione di governo del territorio dal basso, a partire dal livello comunale. Vanno superati -ha proseguito Failoni- gli istinti conservatori, le logiche dei veti, che rischiano di relegare l'agricoltura alla marginalità. Solo riconoscendo il ruolo produttivo dell'agricoltura e le sue esigenze di innovazione e competitività - ha concluso Failoni - si potrà salvare il paesaggio dalla rendita e dalla speculazione”. Due le proposte presentate da Failoni: definire una "carta delle aree rurali", un patto tra mondo agricolo, rappresentanze degli enti locali e Regione, che stabilisca orientamenti comuni per affrontare le principali sfide del governo del territorio; promuovere forme di tutela attiva dei paesaggi di particolare pregio, incentivando e sostenendo vere e proprie figure di "custodi del paesaggio". In conclusione il presidente Pascucci ha sottolineato con soddisfazione come “la biennale del paesaggio toscano sia stata caratterizzata, nel suo complesso, da un positivo mutamento di atteggiamento nei confronti dell'agricoltura, auspicando che da questo esito si possa ripartire per un'azione di valorizzazione che porti benefici al settore agricolo, all'economia regionale, al territorio, al paesaggio”.
Si è svolto, nell’ambito della mobilitazione, venerdì scorso 14 novembre il Consiglio provinciale della Cia di Salerno che ha visto la partecipazione di moltissime imprese agricole, nonché dell’ assessore provinciale all’Agricoltura Corrado Martinangelo, del consigliere regionale Gianfranco Valiante e del ministro ombra all’Agricoltura sen. Alfonso Andria. Il presidente della Provincia, per bocca dell’assessore Martinangelo, ha dichiarato la disponibilità dell’amministrazione provinciale a deliberare circa la condivisione della piattaforma programmatica della Confederazione italiana agricoltori. Il gazebo, installato nella piazza antistante il palazzo della Provincia, ha permesso di avvicinare centinaia di persone alle quali sono stati consegnati i volantini con le rivendicazioni della Cia e spiegate le ragioni della protesta. Il Consiglio ha deliberato di partecipare alla manifestazione organizzata a Roma dalla Cia il prossimo 20 novembre.
Nell’ambito delle inizitive della mobilitazione: venerdì scorso 14 novembre una delegazione, composta dal presidente della Cia di Siracusa e da un gruppo di agricoltori, è stata ricevuta dal prefetto di Siracusa. Nell’occasione sono state esposte le problematiche che, in questo momento, affliggono l’agricoltura siracusana ed è stata consegnata la piattaforma programmatica proposta dall’Organizzazione a livello nazionale.
Venerdì scorso 14 novembre Dalle 9.00 del mattino fino alle 13.00, gli operatori della Cia hanno raccolto 2.500 firme grazie alla petizione organizzata in piazza Largo San Sebastiano a Caserta, petizione in cui ad ogni cittadino sottoscrivente è stata regalata una mela “ la tipica mela annurca campana” , gustata anche dall’ex presidente della Provincia di Caserta Riccardo Ventre, oggi europarlamentare, che non solo ha firmato la petizione, ma si è complimentato con il presidente della Cia interprovinciale Ciardiello per aver reso tutti i cittadini partecipi dei problemi di un mondo, quello rurale, che interessano non solo gli agricoltori. Alla petizione ha fatto seguito la manifestazione svoltasi nella sala consiliare della provincia di Caserta, con la presenza di istituzioni del mondo politico quali l’on. Stefano Graziano, il consigliere Giuseppe Raimondo, il capogruppo consiliare del Pd Caserta Pietro Ciardiello, durante la quale sono state discusse le necessarie modifiche alla manovra economica, non rispondente ai bisogni degli imprenditori agricoli del nostro Paese, che devono fare i conti con insostenibili costi di produzione e pesanti oneri sociali, con il calo dei consumi e, quindi, con riduzioni di reddito. Per la prima volta, è stata data la parola prima agli agricoltori e successivamente ai politici perché -ha sostenuto Salvatore Ciardiello-è inutile parlare e dare risposte senza ascoltare la voce di chi sta vivendo realmente la crisi. Tra le proposte discusse, quella dell’ on. Graziano per il comparto agricolo e zootecnico relativa all’ampliamento del settore creditizio e di quello dei pagamenti di contributi e mutui alle necessità immediate del comparto; la proposta del Capogruppo del Pd Caserta Pietro Ciardiello per il rilancio del comparto bufalino casertano (Cancello ed Arnone, Castelvolturno, Grazzanise, Santa Maria Centinaia di agricoltori, si sono mobilitati -ha concluso Salvatore Ciardiello- “per reclamare un cambiamento di rotta, una svolta positiva per un’agricoltura che non può restare impantanata in una crisi complessa che rischia, senza nuove politiche, di divenire drammatica. C’è l’esigenza di un vero progetto di sviluppo, di immediati interventi, di politiche propulsive al fine di dare reali certezze e prospettive concrete ai produttori agricoli”.
Un percorso comune tra Il sen. Taddei (Pdl) ha riferito sui lavori della Commissione Agricoltura del Senato sulla riforma Pac che -ha detto- “rappresenta lo snodo essenziale per il rilancio”. Taddei ha annunciato che “entro Natale sarà possibile ottenere un risultato importante per il quale si battono da tempo i parlamentari del Pdl che riguarda la riduzione del costo dei carburanti compreso quello agricolo, in quanto dopo aver riconosciuto questa possibilità ad alcune aree frontaliere di Friuli e Val d'Aosta secondo un accordo raggiunto con I parlamentari del Pd -Antezza, Margiotta, Bubbico e Luongo- hanno evidenziato che il taglio di 537 milioni di euro di fondi destinati all'agricoltura contenuto nella finanziaria denota la volontà politica del Governo di marginalizzare il comparto. Secondo gli stessi parlamentari “siamo in presenza di un Ministro che guarda solo all'agricoltura lombardo-veneta ed emiliana come testimonia il suo interessamento ai problemi del parmigiano e dell'ippica, con una visione ristretta dei problemi generali”. Gli esponenti del Pd hanno, quindi, assunto l'impegno di presentare emendamenti alla finanziaria che contengano le richieste e proposte della Cia e del mondo agricolo, rivendicando l'organizzazione della Conferenza Nazionale sull'agricoltura come occasione per mettere a punto una politica di intervento complessiva. Per i parlamentari del Pd “non si aiuta il mondo agricolo lucano con i tagli mentre sono necessarie misure per ridurre i costi ed incrementare i redditi”. I dirigenti della Cia hanno, infine, proposto una sorta di tavolo permanente con i parlamentari lucani attraverso incontri periodici su temi specifici e nell'immediato la proroga degli sgravi contributivi Inps, il ripristino del Fondo di solidarietà contro le calamità naturali e dei finanziamenti per il Piano irriguo oltre agli interventi urgenti e straordinari contenuti nei documenti alla base delle iniziative di protesta di questi giorni.
La mobilitazione della Cia che in questi giorni si è dispiegata su scala nazionale, ha visto il 15 novembre scorso a Reggio Emilia una seduta aperta del Consiglio provinciale dell’Organizzazione presso la sede di rappresentanza della Camera di Commercio in via Crispi, con la partecipazione della capogruppo del Pd in Commissione agricoltura del Senato, sen. Leana Pignedoli, e dell’assessore all’Agricoltura della Provincia Roberta Rivi. Al centro dell’iniziativa i problemi legati alla legge finanziaria, che secondo il presidente Cia Ivan Bertolini, per l’agricoltura ha “risposte parziali, riduttive, sbagliate”. La giornata di mobilitazione ha visto un banchetto dell’Organizzazione in piazza Martiri del 7 Luglio, con la diffusione tra i cittadini di un documento dal titolo “Ora i fatti!” che chiede modifiche alla stessa finanziaria, che sta per passare al Senato per la discussione, inoltre ai passanti veniva fatto omaggio del “Parmigiano Reggiano da passeggio”, un’originale formula elaborata da un’azienda guastallese associata alla Cia. L’agricoltura, ed anche quella reggiana, ha detto Bertolini nell’iniziare l’incontro sulla Finanziaria, ha conosciuto nel 2008 “una delle peggiori annate degli ultimi 20 anni, alle prese con forti aumenti dei costi e calo delle quotazioni dei prodotti agricoli, spesso frutto di speculazioni finanziarie”. Anche rispetto alle situazioni di crisi, che pure il ministro per l’agricoltura Zaia ha cercato di affrontare, le soluzioni prospettate tardano poi a decollare: è il caso della suinicoltura e del mercato “unico” che avrebbe dovuto essere a Reggio Emilia, di cui si sono perse tracce, o del ritiro di 100 mila forme di Parmigiano-Reggiano (ed altrettante di Padano) che si spera si traducano presto nei relativi provvedimenti. Di qui lo slogan che ha contrassegnato l’iniziativa Cia: “Ora i fatti!” per chiedere il passaggio dalle promesse alla loro realizzazione con i tempi stretti che la gravità della crisi richiede. “Non ci sono solo le banche ed Alitalia -ha sostenuto il vicepresidente Cia reggiana Lorenzo Catellani- perché la crisi è molto più ampia, e l’agricoltura dice alla politica che si occupi anche di noi!”. Tra le altre proposte più importanti, alcune relative alla fiscalità, che vanno dalla richiesta di dimezzare l’Iva sul vino, ad una precisa definizione delle condizioni di ruralità fiscale dei fabbricati agricoli, per evitare contenziosi soprattutto con gli Enti locali. Sul piano finanziario invece l’Organizzazione chiede di favorire l’accesso al credito alle imprese, anche con la trasformazione del debito con le banche tramite un allungamento dei tempi, e favorire la liquidità con interventi a favore delle imprese agricole tramite i relativi Consorzi fidi, cosa rispetto alla quale gli Enti locali si stanno attivando.
Stato di crisi nel settore, la redazione di un piano di pronto intervento con misure straordinarie a favore delle imprese agricole e pari opportunità di sviluppo per loro, velocizzazione della spesa pubblica anche attraverso l’adozione di interventi speciali, modifiche al Piano di Sviluppo Rurale: sono queste le principali richieste che “Occorre pensare -sostiene Nevio Lavagnoli, presidente della Cia Marche- ad elementi di forte novità per affrontare una situazione assai delicata come questa. Le risorse già previste innanzitutto devono essere messe a disposizione dei lavoratori agricoli da subito. Sono molte le aziende che hanno realizzato investimenti importanti e che ora vogliono accedere ai fondi del Psr ma in questo caso bisogna chiedersi con quali finanziamenti. Le aziende del settore devono infatti garantire l’immissione del 60 per cento delle risorse e dove riusciremmo mai a trovarle ? Per non parlare del biologico, ci sono circa 800 aziende nella regione che attendono di veder coperti circa 4 milioni di euro per il mancato reddito. E le indennità compensative? E i giovani? Spesso si dice come sia importante avviarli all’intrapresa nel settore ma in che modo se non si mette loro a disposizione strumenti adeguati? Serve creare una forte sinergia tra Stato e territorio, solo così si potranno affrontare al meglio difficoltà sempre crescenti”. Nutrita a questo proposito anche la piattaforma nazionale su cui si basano le richieste portate al governo: pagamento immediato dei finanziamenti comunitari dovuti alle imprese del primo settore, meno oneri contributivi, più facile accesso ai crediti e misure per i giovani, accesso al credito bancario, interventi a favore dei giovani agricoltori, riprestino del fondo di solidarietà contro le calamità naturali e dei finanziamenti per il Piano Irriguo, sblocco dei finanziamenti comunitari di supporto alle imprese agricole. “Esigenze da declinare con urgenza anche sul territorio” ha chiuso Lavagnoli. Alla conferenza stampa erano presenti, tra gli altri, anche gli onorevoli Luciano Agostini e Marina Magistrelli, Franco Capponi, capogruppo Fi in Regione, l’assessore all’Agricoltura della Provincia di Pesaro Giovanni Rondina, Lidio Rocchi, presidente della III Commissione consiliare regionale, Maurizio Formica, segretario provinciale dei Comunisti Italiani.
Venerdì scorso 14 novembre a Palazzo Corner a Venezia, una delegazione di agricoltori veneziani ha consegnato al Prefetto e al Presidente della Provincia la piattaforma oggetto della mobilitazione nazionale della Cia. Nei due momenti il presidente della Cia di Venezia Mario Quaresimin ha illustrato le proposte della confederazione in particolare sottolineando la necessità di un sostegno al settore agricolo che anche nella realtà veneziana sta segnando il passo con redditi degli agricoltori in forte diminuzione, calo dei consumi e costi di produzione fuori controllo. Il presidente del Portogruarese Albano Furlan ha sottolineato che anche nel settore dell’allevamento cunicolo l’anno Il produttore cerealicolo Cella Emilio ha riportato la propria esperienza, cioè il fatto di aver scelto di non effettuare la concimazione autunnale sul frumento a causa dei costi elevatissimi dei concimi, sottolineando il dato agronomicamente negativo di questa scelta e il fatto che per la prima volta nella storia il prezzo del mais in Europa è più basso di quello degli Stati Uniti. L’agricoltore Masenadore Lino ha denunciato un’ulteriore flessione delle quotazioni odierne del mais che sono scese sotto i 9,00 euro al quintale. Il vicepresidente della Cia provinciale Pasquale Compagnin ha sottolineato il fatto che la crisi sta addirittura intaccando le grandi culture a seminativo mettendo a rischio la possibilità di continuare a coltivare già della prossima primavera con conseguenti danni ambientali e socio economici. La delegazione della Cia ha consegnato al prefetto e al presidente della Provincia e all’assessore Giuseppe Scaboro il documento di proposte assieme a una serie di prodotti agricoli con evidenziato il basso prezzo oggi pagato ai produttori.
Organizzata dall'Ufficio zona Cia di Caiazzo, domenica prossima 23 novembre nel comune di Piana di Monte Verna si terrà come ogni anno Le macchine agricole si ritroveranno nei pressi del campo sportivo comunale da dove muoverenno percorrendo le principali strade del centro. Alle ore 11,00, nella piazza XXI Maggio sarà celebrata Alla manifestazione prenderanno parte anche i braccianti trattoristi della Cirio Agricola della Fagianeria di Piana di Monte Verna. Intereverranno i consiglieri provinciali del collegio di Caiazzo, i sindaci del comprensorio, l'assessore all'Agricoltura dell'Amministrazione provinciale di Caserta Mimmo Dell'Aquila, il presidente della Cia interprovinciale Napoli-Caserta Salvatore Ciardiello e il presidente regionale della Cia Campania Aurelio Grasso.
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