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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 50 - n. 222 17 novembre 2008
ATTUALITÀ
  • Agri@tour di Arezzo: un successo la settima edizione. Significativa la partecipazione di Turismo Verde-Cia
COMUNICATI
  • I formaggi pregiati sempre più a ruba nei supermercati. I più ambiti dai taccheggiatori il Parmigiano e il Grana
  • Le mobilitazioni di Cia e Confagricoltura hanno un obiettivo comune: la difesa e la valorizzazione dell’agricoltura
  • Olio d’oliva: agricoltori in grave crisi sotto il peso dei costi. Il mercato italiano invaso da prodotti stranieri e di dubbia qualità
  • Vino: sulle denominazioni d’origine italiane nessun cedimento. Vanno difese e potenziate per vincere la sfida della competitività
TERRITORIO
  • Il paesaggio toscano si governa con l’agricoltura, l’urbanistica non basta più
  • Il primo distributore di latte in Polesine è di un socio della Cia di Rovigo
  • Mobilitazione: Consiglio della Cia di Salerno
  • Mobilitazione: la Cia di Siracusa incontra il prefetto
  • Mobilitazione: la Cia interprovinciale Napoli-Caserta è scesa in piazza per far sentire la voce dell’agricoltura
  • Mobilitazione: un percorso comune Cia-parlamentari lucani
  • Mobiltazione Cia: l’agricoltura reggiana chiede di passare dalle parole ai fatti
  • Ora i fatti. Gli agricoltori delle Marche dicono basta
  • Venezia: grande mobilitazione della Cia contro la crisi in agricoltura
APPUNTAMENTI
  • Cia di Caiazzo: domenica 23 novembre la Festa di Ringraziamento a Piana di Monte Verna

 

ATTUALITÀ


Agri@tour di Arezzo: un successo la settima edizione. Significativa la partecipazione di Turismo Verde-Cia

 

Si è conclusa ad Arezzo la settima edizione di Agri@tour, il Salone dell’agriturismo e dell’offerta territoriale al quale, anche quest’anno, ha partecipato Turismo Verde-Cia. Un appuntamento, questo di Arezzo, imperdibile per quanti sono interessati al sistema del turismo in campagna e che diviene, di anno in anno, sempre più partecipato: 600 espositori presenti, 3mila operatori, 150 stands provenienti da tutte le regioni italiane, 100 buyers nazionali ed internazionali, istituzioni, eventi in programma attenti alla domanda e a studiare e migliorare l’offerta.

Fra questi la prima proposta organica di classificazione dell’agriturismo italiano presentata da Turismo Verde-Cia nel corso di un forum di imprenditori agrituristici. I Paesi Baschi sono stati gli ospiti d’onore di questa edizione. Presenti anche le professionalità del settore per promuovere le tecnologie e le forniture.

 Molto partecipato il Campionato di cucina contadina nel quale hanno gareggiato anche molte aziende associate a Turismo Verde-Cia. L’estate appena trascorsa è stata una sorta di banco di prova per l’agriturismo: nonostante la crisi economica -che ha investito i diversi segmenti del turismo- la vacanza in campagna si è mantenuta su buoni livelli (più 5 per cento) anche grazie al rapporto qualità-prezzo e alla qualità dei servizi proposti da quegli agriturismi che hanno saputo rispondere alle richieste degli ospiti.

E Agri@tour è stato un grande successo anche quest’anno. Le aziende agrituristiche hanno presentato, sempre più, offerte qualificate e prodotti certificati, tradizioni culinarie locali e la possibilità di vivere il territorio organizzando escursioni, degustazioni, corsi. Sono stati circa 13.000 i visitatori che hanno affollato quest’anno la manifestazione e che, con grande interesse, hanno frequentato gli stands per avere informazioni soprattutto sulle proposte per le prossime festività invernali.

Sono state organizzate anche molte degustazioni dei prodotti in vendita: da quelli tradizionali a preparazioni quali conserve, marmellate e prodotti di cosmesi che difficilmente si trovano nei normali circuiti commerciali.

Ancora una volta, quindi, un successo per una forma di turismo ormai ampiamente radicata nella cultura dei vacanzieri: 20 italiani su 100 scelgono ormai la vacanza in agriturismo, per il 35 per cento questo tipo di vacanza rappresenta la vera opportunità di relax, per il 15 per cento la possibilità di mangiare bene, sano e genuino, per il 25 per il cento la possibilità di entrare in contatto con la natura. Altre motivazioni sono l’atmosfera familiare e conviviale, la possibilità di “imparare” grazie ai corsi organizzati nelle aziende, la possibilità di scoprire o riscoprire la cultura e le tradizioni rurali. 

 

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COMUNICATI


I formaggi pregiati sempre più a ruba nei supermercati. I più ambiti dai taccheggiatori il Parmigiano e il Grana

 

Sulla base dei dati contenuti nell’indagine del “Barometro mondiale dei furti nel retail”, la Cia sottolinea che sono in crescita anche quelli di carni, insaccati e vino. Aumentano le sottrazioni alimentari in Italia del 16,8 per cento. Sono i prodotti “preferiti” dopo lamette da barba e cartucce per stampanti. E questo è anche il segno della crisi e delle difficoltà economiche che colpiscono fasce sempre più consistenti della popolazione.

 

Oltre ad essere i più “clonati” dall’agropirateria internazionale, sono quelli che più fanno gola ai taccheggiatori dei supermercati. Si tratta dei formaggi pregiati delle carni e salumi, dei vini, che detengono il poco invidiabile primato di essere i prodotti alimentari più rubati dagli scaffali dei grandi magazzini. Così, subito dopo le lamette da barba (15,4 per cento) e le cartucce d'inchiostro per le stampanti (14,3 per cento), occupano i primi posti in questa particolare classifica. E’ quanto rileva la Cia-Confederazione italiana agricoltori sulla base anche dei dati contenuti nell'edizione 2008 del “Barometro dei furti nel retail”, realizzato da Checkpoint Systems, leader mondiale nelle soluzioni per la sicurezza dei beni nel punto vendita, in collaborazione con “The centre for retail research”.

Lo studio rivela che nel periodo luglio 2007-giugno 2008 gli ammanchi mondiali di merce, dopo un positivo trend quadriennale, sono aumentati dell’1,5 per cento arrivando a 71,184 miliardi di euro, mentre in Italia sono stati pari a 2,977 miliardi, con una crescita rispetto all’anno precedente del 4 per cento.

Tra i furti, proprio gli alimentari sono i “preferiti”. Al primo posto -segnala la Cia- troviamo i formaggi pregiati (8,6 per cento del totale). Tra questi i più “ricercati” dai taccheggiatori il Parmigiano Reggiano e il Grano Padano. In Italia, infatti, ogni dieci confezioni vendute, una "salta" la barriera della cassa.

Nella graduatoria della classica, troviamo, dopo i profumi e i cosmetici, le carni e i salumi (6,8 per cento). A seguire i vini e i superalcolici (passati dal 2 al 2,6 per cento) che superano abbondantemente i furti dei capi d’abbigliamento, i prodotti high tech, dvd e i videogames

Le sottrazioni di prodotti alimentari sono cresciute del 16,8 per cento sono: in particolare, quelle dei vini e dei superalcolici sono aumentate di oltre il 20 per cento, quelle di carni, salumi e formaggi del 10 per cento. In particolare, il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano hanno registrato una crescita nella frequenza dei furti superiore al 10 per cento, ben oltre i prodotti da sempre gettonatissimi, quali dvd, cd musicali e videogames.

E tutto ciò è il segno dei tempi che viviamo, delle difficoltà economiche, della crisi dei consumi che ha colpito molte famiglie italiane che -avverte la Cia- difficilmente arrivano alla fatidica “quarta settimana”. E così il furto alimentare per alcuni, specialmente nelle fasce più deboli della società, diventa, purtroppo, necessità.

Il Parmigiano Reggiano -avverte la Cia- non è solo uno dei prodotti più rubati, ma è anche quello più preso d’assalto dall’agropirateria internazionale. Nell’immenso supermarket del “falso”, del “tarocco”e del “bidone alimentare” è, infatti, il più “copiato” tra i prodotti a denominazione d’origine, Dop e Igp.

Al Parmigiano Reggiano appartiene, purtroppo, anche il primato delle imitazioni. Il suo “tarocco” lo troviamo in Argentina, in Brasile, in Giappone, ma anche in Germania e nel Regno Unito. Seguono il Prosciutto di Parma e quello di San Daniele, il Grana Padano, la Mozzarella di bufala e l’Asiago. Una forte crescita di “falsi” si sta registrando anche per il Gorgonzola. E così lo troviamo sotto il nome di Tinboonzola e di Cambozola.

Ma per trovare i “falsi” Dop e Igp non c’è certo bisogno di andare all’estero. E’ sufficiente navigare in Internet -sottolinea la Cia- per poter avere una vera e propria vetrina del “taroccato”. In molti siti si possono acquistare, infatti, formaggi come il Parmesan o il Regianito, il Provolone e l’Asiago, prodotti nel Wisconsin (Usa), la Robiola del Canada, la Mozzarella del Texas, la Fontina “made in China”, i pomodori San Marzano coltivati in California, i fiaschi tricolore di Chianti, statunitensi e australiani, il Prosciutto di San Daniele di una ditta americana.

 

 

 


Le mobilitazioni di Cia e Confagricoltura hanno un obiettivo comune: la difesa e la valorizzazione dell’agricoltura

 

Tutte le iniziative sul territorio sono tese a sollecitare una maggiore attenzione nei confronti del settore. La manifestazione nazionale di Confagricoltura, Il 19 novembre a Bologna, e il sit-in della Cia davanti al Parlamento, il 20 novembre a Roma

 

Aumenti dei costi di produzione, contributivi e fiscali, emergenza prezzi, burocrazia, legge finanziaria, Politica agricola comune. Sono questi gli elementi comuni che caratterizzano le mobilitazioni decise dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori e dalla Confagricoltura. Mobilitazioni che in questi giorni si stanno sviluppando in tutto il Paese e che avranno due momenti “clou”, con la manifestazione nazionale di Confagricoltura, Il 19 novembre a Bologna, e con il sit-in della Cia davanti al Palamento, il 20 novembre a Roma. E’ quanto rileva un comunicato congiunto delle due organizzazioni professionali agricole.

Dunque, una protesta - affermano Cia e Confagricoltura - tesa a sensibilizzare l’attenzione verso i gravi problemi del settore agricolo che sta vivendo una fase molto difficile, con il rischio della recessione.

Occorrono, quindi, risposte valide ed incisive nei confronti degli imprenditori agricoli, il cui malessere è crescente a causa di costi sempre più vertiginosi e di una burocrazia che sta diventando asfissiante.

Le mobilitazioni di Cia e Confagricoltura, anche se si articoleranno con iniziative autonome sul territorio, rispondono ad un preciso obiettivo: quello di assicurare strumenti validi alle imprese per superare le attuali difficoltà e per imprimere, finalmente, una svolta positiva attraverso un organico progetto di sviluppo e di competitività.


Olio d’oliva: agricoltori in grave crisi sotto il peso dei costi. Il mercato italiano invaso da prodotti stranieri e di dubbia qualità

 

La Cia mette in evidenza una situazione sempre più difficile per l’olivicoltura “made in Italy”, soprattutto in Puglia dove i prezzi bassi e la siccità hanno tagliato la produzione. In molte aziende si produce in perdita. Lotta alle frodi e alle contraffazioni. Invitato il ministro Zaia ad aprire subito un Tavolo di confronto.

 

I costi di produzione sempre più elevati e la siccità stanno mettendo in ginocchio i nostri produttori olivicoli che, specialmente in Puglia, vivono una situazione ormai insostenibile. E a ciò si aggiunge l’invasione del mercato da parte di olio di oliva estero e di dubbia qualità. Per questa ragione va aperto subito un Tavolo da parte del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia al fine di individuare misure di confronto valide per rispondere alle difficoltà del settore. E’ quanto sollecita la Cia-Confederazione italiana agricoltori che ribadisce il proprio sostegno agli imprenditori agricoli che manifestano in questi giorni il loro legittimo malcontento.

Lo scenario per l’olivicoltura -afferma la Cia- ha raggiunto livelli estremamente preoccupanti, soprattutto in Puglia, la regione di maggior produzione. Produrre olio d’oliva, con prezzi sempre più bassi (meno 30 per cento) e costi produttivi e oneri sociali a livelli vertiginosi (con aumenti di oltre il 50 per cento), non è più redditizio. Moltissimi agricoltori producono in perdita, con l’aggravante di competere su un mercato dove, oltretutto, si registrano frodi e contraffazioni da parte di prodotti stranieri che in diversi casi vengono spacciati addirittura per italiani.

Oggi -segnala la Cia- in Italia su 9 bottiglie che dichiarano di contenere olio extravergine solo 7 lo contengono veramente e 2 non dicono la verità, cioé non contengono extra vergine. Delle 7 bottiglie, poi, 4 soltanto sono di olio extravergine italiano e 3 di olio extravergine estero. Naturalmente il tutto viene venduto per italiano.

C’è bisogno, sempre più, di promozione e tutela del nostro olio di oliva. Contemporaneamente, però, necessitano -sollecita la Cia- maggiori controlli da parte degli organi preposti, proprio per sconfiggere la contraffazione del nostro olio d’oliva, che sta mettendo in ginocchio le migliaia di aziende olivicole, soprattutto in Puglia. Dobbiamo tutelare la qualità del “made in Italy” attraverso nuove politiche che valorizzino il lavoro dei nostri produttori, che non possono continuare ad operare nell’incertezza e tra innumerevoli difficoltà, a cominciare dagli alti costi. Il Tavolo di confronto, quindi, può rappresentare l’occasione per ridare prospettive all’olivicoltura italiana.

 


Vino: sulle denominazioni d’origine italiane nessun cedimento. Vanno difese e potenziate per vincere la sfida della competitività

 

Il presidente Giuseppe Politi conclude il secondo Forum nazionale della Cia. Con la riforma Ocm serve un’azione condivisa di tutta la filiera. Ridurre i costi per le imprese e dare nuove certezze ai produttori.

 

“La qualità del vino italiano non può essere assolutamente sacrificata sull’altare degli interessi politici ed economici. Al contrario, bisogna operare con la dovuta incisività per un valido adeguamento, nell’ambito della nuova Ocm, della normativa  che qualifichi  e valorizzi sempre di più le nostre denominazioni d’origine ed indicazioni geografiche”. Lo ha affermato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi concludendo, a Conegliano (Treviso), il secondo Forum nazionale sul settore vitivinicolo promosso dall’Organizzazione e al quale hanno partecipato esponenti delle istituzioni, del mondo accademico, scientifico ed economico, dei produttori e delle imprese.

“In vista delle prossime scadenze, occorre -ha rilevato Politi- procedere con una strategia condivisa di tutta la filiera vitivinicola per difendere le prestigiose Docg, Doc e Igt del ‘made in Italy’. Serve, per questa ragione, un’azione fortemente incisiva per assicurare ai nostri imprenditori vitivinicoli gli strumenti e le condizioni  per affrontare le difficili sfide della concorrenza a livello internazionale”.

“Già la riforma Ocm -ha aggiunto il presidente Politi- non è stata magnanima nei confronti di un Paese come il nostro che ha la leadership, soprattutto sul fronte della qualità, in campo vitivinicolo. Alcune norme sono risultate penalizzanti nei confronti dei nostri produttori che, oltretutto, fanno i conti con costi crescenti che stanno, di fatto, tagliando i redditi. Non possiamo, quindi, subire ulteriori danni, specie per le nostre denominazioni d’origine, vero fiore all’occhiello dell’agroalimentare italiano”.

“Da qui -ha rilevato Politi- l’impellente esigenza di sviluppare un’azione che coinvolga i vari soggetti della filiera, dal campo alla distribuzione, in grado di sviluppare ancora di più i nostri vini di qualità, rilanciando la loro competitività sui mercati internazionali. E’ un passaggio obbligato per dare al settore nuove prospettive e reali certezze”.

“L’etichettatura e il riferimento territoriale delle produzioni vitivinicole -ha concluso il presidente della Cia- è una componente fondamentale che va tutelata, gestita e potenziata. Le nuove norme impongono un’attenta riflessione, ma soprattutto l’avvio di un’azione mirata. Le nostre Docg, Doc e Igt devono avere un ulteriore impulso e affrontare il mercato con la dovuta competitività”.

 

 

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TERRITORIO


Il paesaggio toscano si governa con l’agricoltura, l’urbanistica non basta più

 

“Dopo una stagione di discussione difficile, che ha portato la Regione Toscana ad accogliere le richieste avanzate dalla Cia ed a modificare le norme urbanistiche sulle aree rurali è importante far ripartire un confronto ampio tra mondo agricolo ed istituzioni, che metta al centro il tema del ruolo dell'agricoltura quale fattore costituente ed essenziale del paesaggio”. Lo ha sottolineato Giordano Pascucci, presidente della Cia Toscana, in occasione della tavola rotonda,  "I dialoghi tra agricoltura e paesaggio", organizzata dalla stessa Cia, in occasione della Biennale del paesaggio toscano, presso la Fortezza da basso di Firenze.

“Le aree rurali, che rappresentano il 95 per cento del territorio -ha aggiunto Pascucci- non si governano con la sola pianificazione urbanistica. L’agricoltura e le nuove sfide del territorio, risorse idriche, energia, gestione faunistico-venatoria, richiedono politiche integrate e partecipate”.

Il presidente della Cia Pascucci e l'assessore regionale al governo del territorio Riccardo Conti, presente all’iniziativa, hanno già messo in agenda un appuntamento di approfondimento del tema. Rispondendo alle molte sollecitazioni venute dalla discussione, Conti ha sottolineato la necessità di andare oltre le posizioni precostituite, anche superando errori del passato, per dare respiro e profondità ad una discussione essenziale per  il futuro del territorio toscano. “L'approccio urbanistico non è più sufficiente a governare il territorio -ha affermato l'assessore Riccardo Conti- occorre promuovere lo sviluppo per combattere la rendita”. Conti ha poi dichiarato il proprio apprezzamento per le proposte della Cia e la propria condivisione, in particolare, per l'idea, lanciata da Marco Failoni, di istituire i "custodi del paesaggio".

“A partire dal dopoguerra -ha affermato con preoccupazione il professor Rossano Pazzagli nell’aprire l’iniziativa-  si evidenzia come sia andato in crisi il matrimonio tra agricoltura e paesaggio. Una agricoltura che è stata in realtà sempre "multifunzionale" e che da sempre ha creato e modificato il paesaggio in relazione alla diversificazione ed all'evoluzione dei sistemi agrari”.

Una tesi confermata da Daniele Vergari, presidente dell'Associazione G.B. Landeschi, organizzatrice del convegno insieme alla Cia Toscana, che nell'illustrare alcune sistemazioni agrarie del 18esimo secolo, che hanno contribuito a plasmare il paesaggio toscano rendendo coltivabili le nostre colline, ha affermato che “l'agricoltura deve recuperare la cultura del paesaggio, con l'orgoglio di chi ne è stato e ne è tuttora protagonista”.

A partire da queste considerazioni, Marco Failoni, della Presidenza regionale della Cia, è tornato ad affrontare l'attualità, rispetto alla quale ha sottolineato come “la centralità dell'agricoltura nella tutela del paesaggio, va affermata quotidianamente nell'azione di governo del territorio dal basso, a partire dal livello comunale. Vanno superati -ha proseguito Failoni- gli istinti conservatori, le logiche dei veti, che rischiano di relegare l'agricoltura alla marginalità. Solo riconoscendo il ruolo produttivo dell'agricoltura e le sue esigenze di innovazione e competitività - ha concluso Failoni - si potrà salvare il paesaggio dalla rendita e dalla speculazione”.

Due le proposte presentate da Failoni: definire una "carta delle aree rurali", un patto tra mondo agricolo, rappresentanze degli enti locali e Regione, che stabilisca orientamenti comuni per affrontare le principali sfide del governo del territorio; promuovere forme di tutela attiva dei paesaggi di particolare pregio, incentivando e sostenendo vere e proprie  figure di "custodi del paesaggio".

In conclusione il presidente Pascucci ha sottolineato con soddisfazione come “la biennale del paesaggio toscano sia stata caratterizzata, nel suo complesso, da un positivo mutamento di atteggiamento nei confronti dell'agricoltura, auspicando che da questo esito si possa ripartire per un'azione di valorizzazione che porti benefici al settore agricolo, all'economia regionale, al territorio, al paesaggio”.

 


Il primo distributore di latte in Polesine è di un socio della Cia di Rovigo


E’ stato inaugurato ad Adria il primo distributore di latte in Polesine di proprietà dell'azienda agricola Bovo Ermes di Papozze, associato Cia di Rovigo. Funziona con monete di mezzo euro per mezzo litro e di 1 euro per un litro. E' latte fresco di giornata, il distributore viene rifornito quotidianamente anche nei giorni festivi, non è trattato termicamente, è vivo e mantiene inalterate tutte le vitamine e le qualità nutrizionali, si conosce la provenienza, ha un sapore del passato, da riscoprire, risparmi fino al 40 per cento sul prezzo di mercato. Il latte viene ritirato se non erogato durante le 24 ore. Nel distributore sono riportate data e ora di mungitura e data e ora di fornitura.


Mobilitazione: Consiglio della Cia di Salerno

 

Si è svolto, nell’ambito della mobilitazione, venerdì scorso 14 novembre il Consiglio provinciale  della Cia di Salerno che ha visto la partecipazione di moltissime imprese agricole, nonché dell’ assessore provinciale all’Agricoltura Corrado Martinangelo, del consigliere regionale Gianfranco Valiante e del ministro ombra all’Agricoltura  sen. Alfonso Andria.

Il presidente della Provincia, per bocca dell’assessore Martinangelo, ha dichiarato la disponibilità dell’amministrazione provinciale a deliberare circa la condivisione della piattaforma programmatica della Confederazione italiana agricoltori.

Il gazebo, installato nella piazza antistante il palazzo della Provincia, ha permesso di avvicinare centinaia di persone alle quali sono stati consegnati i volantini con le rivendicazioni della Cia e spiegate le ragioni della protesta.

Il Consiglio ha deliberato di partecipare alla manifestazione organizzata a Roma dalla Cia il prossimo 20 novembre.


Mobilitazione: la Cia di Siracusa incontra il prefetto

 

Nell’ambito delle inizitive della mobilitazione: venerdì scorso 14 novembre una delegazione, composta dal presidente della Cia di Siracusa  e da un gruppo di agricoltori, è stata ricevuta dal prefetto di Siracusa.

Nell’occasione sono state esposte le problematiche che, in questo momento, affliggono l’agricoltura siracusana ed è stata consegnata la piattaforma programmatica proposta dall’Organizzazione a livello nazionale.


Mobilitazione: la Cia interprovinciale Napoli-Caserta è scesa in piazza per far sentire la voce dell’agricoltura

 

Venerdì scorso 14 novembre la Cia interprovinciale Napoli-Caserta è scesa in piazza per dire basta alle mille promesse che sono state fatte per risolvere i  gravi problemi che sta vivendo il settore agricolo, “problemi che richiedono interventi urgenti non più parole”, ha affermato in questa occasione il presidente della Cia interprovinciale Napoli-Caserta Salvatore Ciardiello.

Dalle 9.00 del mattino fino alle 13.00, gli operatori della Cia hanno raccolto 2.500 firme grazie alla petizione organizzata in piazza Largo San Sebastiano a Caserta, petizione in cui ad ogni cittadino sottoscrivente è stata regalata una mela “ la tipica mela annurca campana” , gustata anche dall’ex presidente della Provincia di Caserta Riccardo Ventre, oggi europarlamentare, che non solo ha firmato la petizione, ma si è complimentato con il presidente della Cia interprovinciale Ciardiello per aver reso tutti i cittadini partecipi dei problemi di un mondo, quello rurale, che interessano non solo gli agricoltori.

Alla petizione ha fatto seguito la manifestazione svoltasi nella sala consiliare della provincia di Caserta, con la presenza di istituzioni del mondo politico quali l’on. Stefano Graziano, il consigliere Giuseppe Raimondo, il capogruppo consiliare del Pd Caserta Pietro Ciardiello, durante la quale sono state discusse le necessarie modifiche alla manovra economica, non rispondente ai bisogni degli imprenditori agricoli del nostro Paese, che devono fare i conti con insostenibili costi di produzione e pesanti oneri sociali, con il calo dei consumi e, quindi, con riduzioni di reddito. Per la prima volta, è stata data la parola prima agli agricoltori e successivamente ai politici perché -ha sostenuto Salvatore Ciardiello-è inutile parlare e dare risposte senza ascoltare la voce di chi sta vivendo realmente la crisi.

Tra le proposte discusse, quella dell’ on. Graziano per il comparto agricolo e zootecnico relativa all’ampliamento del settore creditizio e di quello dei pagamenti di contributi e mutui alle necessità immediate del comparto; la proposta del Capogruppo del Pd Caserta Pietro Ciardiello per il rilancio del comparto bufalino casertano (Cancello ed Arnone, Castelvolturno, Grazzanise, Santa Maria la Fossa) attraverso il biologico, comparto che  -è intervenuto Pietro Ciardiello- sta attraversando un periodo di crisi acuta avendo subito forti contrazioni del prezzo del latte di bufala alla stalla, disdette da parte dei trasformatori e  un danno in quantificabile a causa dell’emergenza brucellosi e diossina; la proposta dell’accisa zero per il gasolio utilizzato un tutte le attività agricole e zootecniche, così come attualmente previsto per le sole coltivazioni sotto serra.

Centinaia di agricoltori, si sono mobilitati -ha concluso Salvatore Ciardiello- “per reclamare un cambiamento di rotta, una svolta positiva per un’agricoltura che non può restare impantanata in una crisi complessa che rischia, senza nuove politiche, di divenire drammatica. C’è l’esigenza di un vero progetto di sviluppo, di immediati interventi, di politiche propulsive al fine di dare reali certezze e prospettive concrete ai produttori agricoli”.

 


Mobilitazione: un percorso comune Cia-parlamentari lucani

 

Un percorso comune tra la Cia Basilicata e parlamentari lucani a sostegno di misure urgenti per consentire al comparto agricolo di superare la fase di emergenza è stato definito in un incontro che si è svolto a Potenza nella sede regionale della Confederazione in occasione delle iniziative di mobilitazione. All'incontro hanno partecipato i componenti dell'Ufficio di Presidenza della Cia Basilicata e una delegazione di agricoltori provenienti da tutta la regione e i parlamentari Vincenzo Taddei (Pdl), Filippo Bubbico, Maria Antezza, Salvatore Margiotta e Antonio Luongo (Pd). E' stato il presidente regionale della Cia Donato Distefano ad illustrare i documenti programmatici nazionale e regionale e a proporre, pur nel rispetto dell'autonomia dei partiti e della Confedrazione, una strategia sinergica su alcune questioni prioritarie perchè l'agricoltura torni al centro dell'agenda  politica e non registri divisioni. E' necessario -ha spiegato- dare alcune risposte immediate ed efficaci a quanti vivono nei campi e subiscono gli effetti della crisi perchè è l'ora dei fatti.

Il sen. Taddei (Pdl) ha riferito sui lavori della Commissione Agricoltura del Senato sulla riforma Pac che -ha detto- “rappresenta lo snodo essenziale per il rilancio”. Taddei ha annunciato che “entro Natale sarà possibile ottenere un risultato importante per il quale si battono da tempo i parlamentari del Pdl che riguarda la riduzione del costo dei carburanti compreso quello agricolo, in quanto dopo aver riconosciuto questa possibilità ad alcune aree frontaliere di Friuli e Val d'Aosta secondo un accordo raggiunto con la Lega e il Ministro Tremonti la stessa possibilità sarà estesa alla Basilicata”. Il parlamentare del Pdl ha quindi espresso preoccupazione per i “ritardi accumulati dalla Regione come riprova l'iter del PSR 2007-2013 ancora fermo con il rischio di perdere circa 250 milioni di euro di fondi comunitari del sessennio precedente che non si spenderanno entro il 31 dicembre prossino”.

I parlamentari del Pd -Antezza, Margiotta, Bubbico e Luongo- hanno evidenziato che il taglio di 537 milioni di euro di fondi destinati all'agricoltura contenuto nella finanziaria denota la volontà politica del Governo di marginalizzare il comparto. Secondo gli stessi parlamentari “siamo in presenza di un Ministro che guarda solo all'agricoltura lombardo-veneta ed emiliana come testimonia il suo interessamento ai problemi del parmigiano e dell'ippica, con una visione ristretta dei problemi generali”. Gli esponenti del Pd hanno, quindi, assunto l'impegno di presentare emendamenti alla finanziaria che contengano le richieste e proposte della Cia e del mondo agricolo, rivendicando l'organizzazione della Conferenza Nazionale sull'agricoltura come occasione per mettere a punto una politica di intervento complessiva. Per i parlamentari del Pd “non si aiuta il mondo agricolo lucano con i tagli mentre sono necessarie misure per ridurre i costi ed incrementare i redditi”.

I dirigenti della Cia hanno, infine, proposto una sorta di tavolo permanente con i parlamentari lucani attraverso incontri periodici su temi specifici e nell'immediato la proroga degli sgravi contributivi Inps, il ripristino del Fondo di solidarietà contro le calamità naturali e dei finanziamenti per il Piano irriguo oltre agli interventi urgenti e straordinari contenuti nei documenti alla base delle iniziative di protesta di questi giorni.


Mobiltazione Cia: l’agricoltura reggiana chiede di passare dalle parole ai fatti

 

La mobilitazione della Cia che in questi giorni si è dispiegata su scala nazionale, ha visto il 15 novembre scorso a Reggio Emilia una seduta aperta del Consiglio provinciale dell’Organizzazione presso la sede di rappresentanza della Camera di Commercio in via Crispi, con la partecipazione della capogruppo del Pd in Commissione agricoltura del Senato, sen. Leana Pignedoli, e dell’assessore all’Agricoltura della Provincia Roberta Rivi. Al centro dell’iniziativa i problemi legati alla legge finanziaria, che secondo il presidente Cia Ivan Bertolini, per l’agricoltura ha “risposte parziali, riduttive, sbagliate”. La giornata di mobilitazione ha visto un banchetto dell’Organizzazione in piazza Martiri del 7 Luglio, con la diffusione tra i cittadini di un documento dal titolo “Ora i fatti!” che chiede modifiche alla stessa finanziaria, che sta per passare al Senato per la discussione, inoltre ai passanti veniva fatto omaggio del “Parmigiano Reggiano da passeggio”, un’originale formula elaborata da un’azienda guastallese associata alla Cia.

L’agricoltura, ed anche quella reggiana, ha detto Bertolini nell’iniziare l’incontro sulla Finanziaria, ha conosciuto nel 2008 “una delle peggiori annate degli ultimi 20 anni, alle prese con forti aumenti dei costi e calo delle quotazioni dei prodotti agricoli, spesso frutto di speculazioni finanziarie”. Anche rispetto alle situazioni di crisi, che pure il ministro per l’agricoltura Zaia ha cercato di affrontare, le soluzioni prospettate tardano poi a decollare: è il caso della suinicoltura e del mercato “unico” che avrebbe dovuto essere a Reggio Emilia, di cui si sono perse tracce, o del ritiro di 100 mila forme di Parmigiano-Reggiano (ed altrettante di Padano) che si spera si traducano presto nei relativi provvedimenti. Di qui lo slogan che ha contrassegnato l’iniziativa Cia: “Ora i fatti!” per chiedere il passaggio dalle promesse alla loro realizzazione con i tempi stretti che la gravità della crisi richiede.

 “Non ci sono solo le banche ed Alitalia -ha sostenuto il vicepresidente Cia reggiana Lorenzo Catellani- perché la crisi è molto più ampia, e l’agricoltura dice alla politica che si occupi anche di noi!”. La Cia quindi propone di introdurre nella Legge finanziaria per il 2009 la proroga degli sgravi contributivi Inps, il ripristino del Fondo di solidarietà contro le calamità naturali, ed il ripristino del finanziamento per il piano irriguo, che aveva lo scopo principale di attuare opere contro la siccità sempre più spesso ricorrente, anche nella provincia reggiana.

Tra le altre proposte più importanti, alcune relative alla fiscalità, che vanno dalla richiesta di dimezzare l’Iva sul vino, ad una precisa definizione delle condizioni di ruralità fiscale dei fabbricati agricoli, per evitare contenziosi soprattutto con gli Enti locali. Sul piano finanziario invece l’Organizzazione chiede di favorire l’accesso al credito alle imprese, anche con la trasformazione del debito con le banche tramite un allungamento dei tempi, e favorire la liquidità con interventi a favore delle imprese agricole tramite i relativi Consorzi fidi, cosa rispetto alla quale gli Enti locali si stanno attivando.


Ora i fatti. Gli agricoltori delle Marche dicono basta

 

Stato di crisi nel settore, la redazione di un piano di pronto intervento con misure straordinarie a favore delle imprese agricole e pari opportunità di sviluppo per loro, velocizzazione della spesa pubblica anche attraverso l’adozione di interventi speciali, modifiche al Piano di Sviluppo Rurale: sono queste le principali richieste che la Cia Marche ha avanzato alle istituzioni regionali nel corso di una partecipata e affollata conferenza stampa indetta nel terrazzo antistante l’aula del Consiglio Regionale. Un appuntamento che rientra, comunque, nell’ambito di una iniziativa nazionale voluta dalla Confederazione per sottolineare l’esigenza di apportare modifiche sostanziali alla legge Finanziaria e di avviare subito interventi straordinari per sostenere le imprese agricole che stano attraversando questo momento di grave difficoltà. Al termine dell’incontro una delegazione degli agricoltori è stata ricevuta dal Vicepresidente della Giunta Paolo Petrini a cui è stato chiesto che la regione possa farsi portavoce presso il Governo delle modifiche richieste.  

“Occorre pensare -sostiene Nevio Lavagnoli, presidente della Cia Marche-  ad elementi di forte novità per affrontare una situazione assai delicata come questa. Le risorse già previste innanzitutto devono essere messe a disposizione dei lavoratori agricoli da subito. Sono molte le aziende che hanno realizzato investimenti importanti e che ora vogliono accedere ai fondi del Psr ma in questo caso bisogna chiedersi con quali finanziamenti. Le aziende del settore devono infatti garantire l’immissione del 60 per cento delle risorse e dove riusciremmo mai a trovarle ? Per non parlare del biologico, ci sono circa 800 aziende nella regione che attendono di veder coperti circa 4 milioni di euro per il mancato reddito. E le indennità compensative? E i giovani? Spesso si dice come sia importante avviarli all’intrapresa nel settore ma in che modo se non si mette loro a disposizione strumenti adeguati? Serve creare una forte sinergia tra Stato e territorio, solo così si potranno affrontare al meglio difficoltà sempre crescenti”.

Nutrita a questo proposito anche la piattaforma nazionale su cui si basano le richieste portate al governo: pagamento immediato dei finanziamenti comunitari dovuti alle imprese del primo settore, meno oneri contributivi, più facile accesso ai crediti e misure per i giovani, accesso al credito bancario, interventi a favore dei giovani agricoltori, riprestino del fondo di solidarietà contro le calamità naturali e dei finanziamenti per il Piano Irriguo, sblocco dei finanziamenti comunitari di supporto alle imprese agricole. “Esigenze da declinare con urgenza anche sul territorio” ha chiuso Lavagnoli.

Alla conferenza stampa erano presenti, tra gli altri, anche gli onorevoli Luciano Agostini e Marina Magistrelli, Franco Capponi, capogruppo Fi in Regione,  l’assessore all’Agricoltura della Provincia di Pesaro Giovanni Rondina, Lidio Rocchi, presidente della III Commissione consiliare regionale, Maurizio Formica, segretario provinciale dei Comunisti Italiani.


Venezia: grande mobilitazione della Cia contro la crisi in agricoltura

 

Venerdì  scorso 14 novembre a Palazzo Corner a Venezia, una delegazione di agricoltori veneziani ha consegnato al Prefetto e al Presidente della Provincia la piattaforma oggetto della mobilitazione nazionale della Cia.

Nei due momenti il  presidente della Cia di Venezia Mario Quaresimin ha illustrato le proposte della confederazione in particolare sottolineando la necessità di un sostegno al settore agricolo che anche nella realtà veneziana sta segnando il passo con redditi degli agricoltori in forte diminuzione, calo dei consumi e costi di produzione fuori controllo.

Il presidente del Portogruarese Albano Furlan  ha sottolineato  che anche nel settore dell’allevamento cunicolo l’anno 2008 ha segnato una seria flessione con costi superiori  al prezzo di vendita per diversi mesi dell’anno.

Il produttore cerealicolo Cella Emilio ha riportato la propria esperienza, cioè il fatto di aver scelto di non effettuare la concimazione autunnale sul frumento a causa dei costi elevatissimi dei concimi, sottolineando il dato agronomicamente negativo di questa scelta e il fatto che per la prima volta nella storia il prezzo del mais in Europa è più basso di quello degli Stati Uniti.

L’agricoltore Masenadore Lino ha denunciato un’ulteriore flessione delle quotazioni odierne del mais che sono scese sotto i 9,00 euro al quintale.

Il vicepresidente della Cia provinciale Pasquale Compagnin ha sottolineato il fatto che la crisi sta addirittura intaccando le grandi culture a seminativo mettendo a rischio la possibilità di continuare a coltivare già della prossima primavera con conseguenti danni ambientali e socio economici.

La delegazione della Cia ha consegnato al prefetto e al presidente della Provincia e all’assessore Giuseppe Scaboro il documento di proposte assieme a una serie di prodotti agricoli con evidenziato il basso prezzo oggi pagato ai produttori.

 

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APPUNTAMENTI


Cia di Caiazzo: domenica 23 novembre la Festa di Ringraziamento a Piana di Monte Verna

 

Organizzata dall'Ufficio zona Cia di Caiazzo, domenica prossima 23 novembre nel comune di Piana di Monte Verna si terrà come ogni anno la Giornata del Ringraziamento.

Le macchine agricole si ritroveranno nei pressi del campo sportivo comunale da dove muoverenno percorrendo le principali strade del centro. Alle ore 11,00, nella piazza XXI Maggio sarà celebrata la S. Messa dal Vicario Generale della Diocesi di Caiazzo mons.Giulio Farina, figlio di agricoltori come ama definirsi in ogni circostanza.

Alla manifestazione prenderanno parte anche i braccianti trattoristi della Cirio Agricola della Fagianeria di Piana di Monte Verna.

Intereverranno i consiglieri provinciali del collegio di Caiazzo, i sindaci del comprensorio, l'assessore all'Agricoltura dell'Amministrazione provinciale di Caserta Mimmo Dell'Aquila, il presidente della Cia interprovinciale Napoli-Caserta Salvatore Ciardiello e il presidente regionale della Cia Campania Aurelio Grasso.

 

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