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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 52 - n. 121 17 giugno 2010
COMUNICATI
  • L’agriturismo diventa “Oasi del Benessere”. In campagna a contatto con la natura e all’insegna del relax per riscoprire tradizioni e vecchi sapori
  • Maltempo: agricoltura in ginocchio. Pesanti i danni ai vitigni e all’ortofrutta. Allagati i campi coltivati a mais e grano. Smottamenti dei terreni e aziende invase dalle acque
  • Turismo: per le vacanze in campagna il 2010 sarà l’anno del riscatto. Per gli agriturismi si prevede una crescita delle presenze dell’8%
  • Ue: ortofrutta trasformata, assurdi e irrealistici i “tagli” agli aiuti alle Organizzazioni dei produttori. Il ministro Galan intervenga subito
  • Ue: rafforzare il ruolo organizzativo e contrattuale dell’agricoltura. Interventi concreti contro le crisi di mercato e indicazione d’origine
TERRITORIO
  • 150 viticoltori reggiani alla scoperta delle macchine più innovative
  • Cia di Catanzaro: Mario Maiorana nuovo presidente
  • Cia Molise: eletti i nuovi organismi dirigenti. Luigi Santoianni neo-presidente
  • Incontro tra Cia Veneto e gruppo consiliare Lega Nord della Regione
  • Lombardia: via al progetto “Le donne protagoniste della multifunzionalità“
  • Ungulati, province e Atc sul banco degli imputati. Cia Toscana: è emergenza, ora basta parole, solo fatti
APPUNTAMENTI
  • Sabato 19 giugno a Cerignola incontro con don Luigi Ciotti. Parteciperà anche il presidente Giuseppe Politi

 

COMUNICATI


L’agriturismo diventa “Oasi del Benessere”. In campagna a contatto con la natura e all’insegna del relax per riscoprire tradizioni e vecchi sapori

 

Illustrata oggi a Roma l’iniziativa promossa da UniSalute (UGF) e Turismo Verde (Cia) che promuove l'idea di salute e consente agli assicurati UniSalute di trascorrere una piacevole vacanza a condizioni vantaggiose negli agriturismi di Turismo Verde aderenti all’iniziativa. Un’opportunità in più per stimolare la ripresa in atto del settore agrituristico nel nostro Paese.

 

 

Oasi del Benessere è un’iniziativa unica nel suo genere che nasce da un accordo tra UniSalute, Compagnia di Unipol Gruppo Finanziario (UGF) specializzata in assistenza sanitaria, e Turismo Verde, l’associazione agrituristica della Cia-Confederazione italiana agricoltori.

Il programma è riservato agli assicurati UniSalute che possono usufruire di condizioni agevolate nei soggiorni presso gli agriturismi di Turismo Verde aderenti all’iniziativa, selezionati in prossimità di centri termali per incentivare uno stile di vita sano e salutare.

L’obiettivo è quello di promuovere e favorire la salute e il benessere valorizzando le attività delle aziende agrituristiche associate a Turismo Verde.

L’iniziativa è fruibile on line sul sito www.unisalute.it, nell’area riservata ai clienti UniSalute e dedicata ad “Oasi del Benessere” dove per ogni Agriturismo sono indicate le condizioni riservate ai clienti UniSalute e l’indicazione del centro termale più vicino.

I termini dell’intesa sono stati illustrati oggi a Roma nella conferenza stampa tenuta dal Direttore Operativo di UniSalute S.p.A, Fiammetta Fabris e dal Responsabile Organizzazione e Amministrazione della Cia, Rossana Zambelli.

“Il settore assicurativo, -ha spiegato Fiammetta Fabris- nel quale è necessario arricchire continuamente l'offerta attraverso servizi distintivi, è altamente competitivo. Per

questi servizi Unisalute ha scelto di concentrarsi sull'area del benessere e dello star bene in senso lato, coerentemente con la propria specializzazione”.

“Per dare forma a questa esigenza, e nel contempo massimizzare le sinergie interne, ci siamo rivolti innanzitutto ai partner istituzionali di Ugf e abbiamo individuato in Cia- Turismo Verde le competenze più qualificate. Così è nata ‘Oasi del Benessere’, l'iniziativa dedicata ai nostri clienti che promuove l'idea di salute e benessere e valorizza il prezioso capitale delle aziende agrituristiche aderenti a Turismo Verde.”

“L’accordo con UniSalute -ha rilevato Rossana Zambelli- assume una particolare importanza soprattutto in una fase in cui le aziende agrituristiche diversificano l’offerta e puntano con sempre maggiore decisione sulla qualità e sui servizi. Un’intesa, quindi, che

può offrire altre significative opportunità per le persone che scelgono di soggiornare negli agriturismi di Turismo Verde”.

“L’iniziativa -ha aggiunto il responsabile Organizzazione e Amministrazione della Cia- dovrebbe segnare un punto importante per stimolare una svolta per l’agriturismo del nostro Paese, dopo un anno difficile come il 2009 che ha visto un calo di oltre il 6 per cento sia delle presenze che del fatturato complessivo delle aziende (che supera il miliardo di euro). I presupposti ci sono tutti. Essa, infatti, potrebbe favorire la ripresa in atto e contribuire al ritorno dei turisti stranieri, molto attenti alla salute e al benessere, come del resto gli italiani che sempre più indirizzano il loro periodo di relax verso scelte salutistiche”.

 

 

 

L’identikit dell’agriturista

 

 

Ha un’età compresa fra i 30 e i 45 anni, nel 50 per cento svolge il lavoro d’ufficio, si sposta sempre con la famiglia (composta di tre-quattro persone), ha un reddito medio-alto, ha un livello culturale medio, ama la natura e i piatti tipici, soprattutto quelli biologici. Questo l’identikit dell’agriturista italiano che emerge da un’indagine condotta da Turismo Verde, l’associazione della Cia- Confederazione italiana agricoltori, presso un campione di aziende che copre l'intero territorio nazionale.

L’ospite dell’agriturismo -sottolinea Turismo Verde- parte preferibilmente in agosto nel 76,4 per cento. A seguire vengono le vacanze di Pasqua (70,4 per cento dei casi), quelle di Natale e il mese di luglio (60,8 per cento). Trova l’agriturismo con il passaparola (32,5 per cento) o su internet (31,3 per cento). Un “popolo” che è aumentato negli ultimi 10 anni di circa il 70 per cento.

La scelta di fare una vacanza in un’azienda agrituristica, secondo l’indagine, é dettata principalmente dal desiderio di tranquillità, di contatto con l’ambiente rurale e con il paesaggio, dalla ricerca di prodotti genuini legati alla tradizione italiana.

Dall’indagine si rileva che la scelta agrituristica trova il suo punto di forza nell’accoglienza familiare dell’azienda che è preferita al rapporto impersonale degli alberghi. La vacanza per l’agriturista deve essere svago, riposo, rispetto della natura, salute, benessere e riscoperta di vecchi sapori di piatti tipici delle nostre regioni.

Amante della tranquillità rurale e dei buoni cibi genuini é anche l’agriturista straniero. Predilige, sempre secondo l'indagine, le aziende dell’Italia centrale (inglesi e tedeschi, in particolare) e specialmente quelle vicine alle città d’arte e ai luoghi che hanno attrattive culturali (musei, mostre) e religiose (conventi, abbazie), ma anche in zone dove ci sono terme. Quindi, non solo buona tavola e tranquillità. Cultura e aspetti salutistici, specie in questi ultimi anni, hanno fatto breccia. E questo si riscontra pure nell’agriturista italiano.

Il turista straniero ama molto fare passeggiate a cavallo e il relax in piscina, che risulta uno dei servizi più richiesti.

La buona cucina della tradizione italiana, fatta di cibi tipici e genuini che non si trovano nei normali circuiti commerciali, e la tranquillità dell’azienda, dove si ha un clima familiare, restano i motivi principali della scelta agrituristica degli stranieri, i quali sono molto abitudinari e scelgono di trascorrere la vacanza sempre nella stessa azienda.

 

 

 

 Le cifre dell’agriturismo “made in Italy”

 

 

2008

2009

Confronto % 2008/2009

Previsione 2010

Confronto % 2009/2010

Aziende agrituristiche n.

     18.480

19.220

+ 4,0

19.795

+3,0

di cui con offerta di alloggio

     15.334

15.825

+3,2

16.265

+ 2,8

Posti letto n. (migliaia)

          189,0

        192,2

+4,5

        197,0

+2,5

Posti letto per azienda n.

           12,33

           12,15

-1,2

           12,11

-0,3

Arrivi (migliaia)

      2.750

 2.700

-1,8

2.715

+0,6

Di cui stranieri (in percentuale)

    25

      23

-8,0

     24

+4,3

Presenze (milioni di

pernottamenti)

        12,65

           12,23

-3,3

          12,35

+1,0

Utilizzo alloggi (%)

        18,03

           17,43

-3,3

          17,17

      -1,5

Durata media soggiorno (giorni)

         4,60

             4,53

-1,5

           4,55

+0,4

Aziende con ristorazione

     8.928

 9.300

+4,2

      9.600

+3,2

di cui senza offerta di alloggio

     2.517

2.580

+2,5

2.630

+1,9

Aziende con agricampeggio

     1.120

1.150

+2,7

1.170

+1,7

Aziende con cavalli

     1.615

1.635

+1,2

1.645

+0,6

Fattorie didattiche

     2.909

3.050

+4,8

3.170

+3,9

Giro d’affari (milioni di euro)

     1.097

1.068

-2,6

1.081

+1,2

Giro di affari medio (in euro) per azienda

   59.361

    55.570

-6,4

    54.610

-1,7

 Elaborazione Turismo Verde-Cia su dati Istat


Maltempo: agricoltura in ginocchio. Pesanti i danni ai vitigni e all’ortofrutta. Allagati i campi coltivati a mais e grano. Smottamenti dei terreni e aziende invase dalle acque

 

La Cia ha avviato un monitoraggio nelle zone colpite del Nord Italia per verificare le conseguenze subite dalle campagne e chiedere l’eventuale stato di calamità. Da una prima stima i danni ammonterebbero già a decine di milioni di euro. Fiumi e laghi a livello di guardia

 

L’ondata di maltempo, con piogge, temporali, nubifragi violenti, grandinate, trombe d’aria, che sta colpendo -dopo la Francia, dove ha causato una vera catastrofe- anche le regioni del Nord Italia, in particolare Lombardia (soprattutto nella zona del Cremonese), il Piemonte, l’Emilia Romagna, il Trentino e parte del Veneto e del Friuli, sta mettendo in ginocchio anche l’agricoltura. Pesanti conseguenze si sono avute per i vigneti, dove tra poco più di un mese e mezzo inizieranno le operazioni di vendemmia, e per le coltivazioni di ortofrutta (frutteti e orti a cielo aperto). Allagati i campi coltivati a mais, grano e foraggiere. Danni per le strutture e i macchinari aziendali. A segnalarlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori che denuncia, secondo una prima stima, danni per decine di milioni di euro. Calcoli più precisi, comunque, si potranno fare solo nei prossimi giorni, quando le intemperie cesseranno e sulla scorta degli accertamenti che verranno effettuati.

La violenta e abbondante pioggia ha alzato enormemente i livelli dei fiumi (Po in testa) e dei laghi, causando -avverte la Cia- allagamenti nei terreni agricoli e nelle strutture aziendali. Molti sono stati gli smottamenti e le frane. Vitigni, frutteti e orti hanno subito effetti preoccupanti specialmente dalle forti grandinate. Particolarmente colpiti le coltivazioni di pesche, susine, albicocche, mele e pere e quelle di ortaggi che in questo periodo sono abbondanti nei campi. Sono andati completamente distrutti campi coltivati a melanzane, cavolfiori, zucchine, insalate e spinaci.

La pioggia, che si è abbattuta per ore e con grande intensità, ha provocato, inoltre, allagamenti nei terreni agricoli. Alcune aziende agricole -segnala la Cia- sono state invase dalle acque. Molti sono stati gli smottamenti e le frane. Mentre le forti folate di vento (in alcune zone ci sono state violente trombe d’aria) hanno avuto conseguenze per le serre e le attrezzature aziendali.

La Cia, comunque, si è immediatamente attivata sul territorio per quantificare i danni e chiedere l’eventuale stato di calamità.

 

 


Turismo: per le vacanze in campagna il 2010 sarà l’anno del riscatto. Per gli agriturismi si prevede una crescita delle presenze dell’8%

 

Turismo Verde-Cia, in occasione della firma della convenzione tra i ministri delle Politiche agricole e del Turismo, sottolinea la ripresa in atto nel settore dopo il deludente 2009 (meno 6 per cento le presenze). S’annunciano complessivamente, nell’arco dei dodici mesi, 15 milioni di pernottamenti e un complessivo giro di affari di un miliardo e 200 milioni di euro. Cresce la richiesta di aziende vicine alle terme o che hanno al loro interno centri benessere.

 

Troppo presto per parlare di un nuovo “boom”, ma sicuramente l’agriturismo “made in Italy” è in forte ripresa, valutabile, per quest’anno, intorno all’8 per cento. E’ quanto si rileva dalle prenotazioni fatte tra il periodo delle pur brevi vacanze pasquali e lo scorso ponte del 2 giugno. Vacanze che sono state una sorta di assaggio da parte dei futuri ospiti estivi, molti dei quali neofiti verso la “vacanza verde” e mossi non soltanto dai prezzi contenuti, ma anche dall’offerta variegata dell’azienda agrituristica, un’offerta di comfort e di attività sportive, di enogastronomia attenta e ricercata, di benessere all’interno della stessa azienda o tutt’al più nelle immediate vicinanze. E’ quanto afferma Turismo Verde, l’associazione agrituristica della Cia-Confederazione italiana agricoltori in occasione della firma della convenzione oggi a Palazzo Chigi tra i ministri delle Politiche agricole, alimentari e forestali Giancarlo Galan e del Turismo Michela Vittoria Brambilla per valorizzare e promuovere il turismo italiano.

Sono molte, infatti, le aziende -sottolinea Turismo Verde-Cia- che gravitano nei pressi di centri termali che, oltre ad essere centri salutistici, sono divenuti anche luoghi del benessere.

Tra le circa 1600 aziende agrituristiche presenti sulla guida on-line di Turismo Verde-Cia, oltre 700 sono vicine a centri termali ed il 10 per cento circa hanno un centro benessere al loro interno nel quale è possibile rilassarsi e ritemprarsi dallo stress urbano grazie a percorsi salutistici attraverso locali dedicati all’aromaterapia, bagni ed idromassaggi con il vino o il latte, massaggi al miele, agli agrumi, alla polvere di gusci di frutta secca, all’olio di peperoncino, menù disintossicanti a base di fiori ed erbe spontanee. Una formula, questo tipo di ospitalità, ch si sta rivelando vincente.

Le prenotazioni in queste aziende, che dedicano così tanta attenzione all’ospite e che sono chiaramente di livello medio-alto, sono aumentate di circa il 7 per cento, grazie anche agli stranieri, soprattutto francesi, spagnoli e americani, che, a differenza dei nostri connazionali (che hanno mediamente accorciato la loro permanenza nelle aziende agrituristiche a 4/5 giorni), hanno prenotato soggiorni settimanali per le loro vacanze in totale relax e alla scoperta -rimarca Turismo Verde-Cia- dei sapori, dei territori, mentre hanno riservato prenotazioni di circa 3 giorni negli agriturismi vicino alle città d’arte.

Complessivamente la presenza degli ospiti stranieri, attraverso i soggiorni nelle diverse tipologie di offerta agrituristica, si dovrebbe attestare nel 2010 intorno ai 10 giorni, con una previsione di oltre 15 milioni di pernottamenti negli oltre 18 mila agriturismi e di un complessivo giro di affari di un miliardo e 200 milioni di euro.

 

 

 


Ue: ortofrutta trasformata, assurdi e irrealistici i “tagli” agli aiuti alle Organizzazioni dei produttori. Il ministro Galan intervenga subito

 

La Cia esprime sconcerto per le proposte del Comitato di gestione europeo che riducono di circa il 70 per cento i sostegni comunitari ai programmi operativi dei trasformati (dal pomodoro ai succhi di frutta, dai prodotti surgelati alle conserve in scatola). Sono coefficienti penalizzanti che vanno assolutamente contrastati.

 

Le Organizzazioni dei produttori dell’ortofrutta trasformata rischiano di scomparire. L’allarme è scattato subito dopo le proposte elaborate dalla Commissione Ue di Bruxelles che, nell’ambito delle modifiche dell’Ocm (regolamento 1580/07), prevedono un taglio di circa il 70 per cento dei sostegni comunitari ai programmi operativi dei trasformati (le categorie interessate vanno dal pomodoro ai succhi di frutta, dai prodotti surgelati alle conserve in scatola). I nuovi coefficienti per il calcolo del valore della produzione commercializzata (Vpc) sono stati, infatti, ridotti in maniera assurda e penalizzante. In pratica, da 100 si passa al 27 per cento. Il che metterebbe fuori mercato tante Op, con danni non solo economici ma anche sociali. E’ quanto sostiene la Cia-Confederazione italiana agricoltori fortemente preoccupata per l’orientamento dell’Esecutivo che potrebbe rilevarsi un colpo micidiale per un comparto che già vive una situazione di estrema difficoltà.

Se dovessero passare le proposte comunitarie presentate all’ultimo Comitato di gestione del 15 giugno scorso, si creerebbe un insostenibile squilibrio nella filiera. Alla materia prima, all’imballaggio e alla commercializzazione -afferma la Cia- arriverebbe soltanto un quarto degli aiuti Ue, mentre i tre quarti finirebbero alla trasformazione. I nuovi coefficienti proposti dal governo Ue sono, quindi, inaccettabili e vanno assolutamente contrastati e respinti.

La Cia, che ha espresso il proprio sconcerto per le ipotesi formulate da Bruxelles, ha lanciato un appello al ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Giancarlo Galan affinché intervenga immediatamente (anche perché i tempi per apportare proposte di modifiche, da parte degli Stati membri, sono ristrettissimi, scadono domani 18 giugno) a livello europeo per rivedere coefficienti che, così come formulati, sono totalmente irrealistici. Oltretutto, sono percentuali, quelle presentate dalla Commissione Ue, non suffragate da dati rappresentativi della situazione produttiva del settore e, dunque, discrezionali. Ecco perché prima che la decisione definitiva venga adottata dal Comitato europeo di gestione bisogna fare il massimo sforzo per rivedere una decisione punitiva per le Organizzazioni dei produttori dell’ortofrutta trasformata.

 


Ue: rafforzare il ruolo organizzativo e contrattuale dell’agricoltura. Interventi concreti contro le crisi di mercato e indicazione d’origine

 

Il presidente della Cia Giuseppe Politi sottolinea che dalla relazione del Gruppo di esperti di alto livello sul latte emergono utili indicazioni da estendere anche agli altri settori.

 

“Dalla relazione emergono indicazioni positive per rafforzare la capacità organizzativa e contrattuale dei produttori agricoli”. Così si è espresso il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in merito al lavoro svolto dal Gruppo di esperti di alto livello sul latte, istituito nello scorso ottobre sulla scia della crisi del settore lattiero-caseario del 2009.

“Tra le raccomandazioni rivolte alla Commissione Ue condividiamo -ha affermato Politi- l'esortazione a prendere provvedimenti concreti per rafforzare il potere di contrattazione dei produttori, la valorizzazione del ruolo delle organizzazioni interprofessionali, la trasparenza del mercato, l’esigenza di misure di intervento durante periodi di crisi e l’indicazione d’origine. Sono, comunque, raccomandazioni che andrebbero estese anche a tutti gli altri settori, proprio per cercare di costruire un futuro di norme certe e azioni concrete in grado di rendere il produttore agricolo reale protagonista nella filiera agroalimentare”.

“Per questa ragione auspichiamo -ha rimarcato il presidente della Cia- una maggiore trasparenza nella contrattazione e l’utilità di misure incisive contro le crisi dei mercati, soprattutto per fronteggiare la volatilità dei prezzi e le difficoltà nei redditi, che nello scorso anno hanno fatto registrare in tutta l’Unione europea un drammatico calo. Solo per gli agricoltori italiani sono scesi di oltre il 20 per cento rispetto al 2008”.

“Altro elemento che merita attenzione è l’indicazione d’origine che -ha rilevato Politi- deve essere applicata a tutti i comparti produttivi e in modo orizzontale all’interno dell’Ue. Per il nostro Paese è un passaggio obbligato per garantire sia i produttori che i consumatori”

“Credo, quindi, che questa relazione vada analizzata in maniera adeguata e approfondita, in modo da trarre da essa -ha concluso il presidente della Cia- utili indicazioni per cercare di dare risposte valide ed incisive agli agricoltori che devono operare in un quadro di norme certe e in un mercato equilibrato e trasparente”.

 

 

 

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TERRITORIO


150 viticoltori reggiani alla scoperta delle macchine più innovative

 

150 viticoltori reggiani sono oggi in trasferta nel trevigiano alla scoperta delle macchine più innovative per il vigneto. Ha avuto un’adesione ai limiti dell’incredibile l’iniziativa nata dalla Cia di Correggio, che ha organizzato una trasferta ad “Enovitis in campo” una manifestazione specialistica che presenta dimostrazioni pratiche delle novità in materia di macchine per il vigneto, una delle frontiere della modernizzazione in campo viticolo. L’adesione dei viticoltori è, infatti, andata crescendo, e si è dovuto passare dal pullman inizialmente previsto, dapprima a due ed infine a tre.

La giornata di studio prevede la dimostrazione operativa dell’uso di macchine per la lavorazione del vigneto, presso la Tenuta Cà Tron, ovvero un’azienda con un vigneto sperimentale di oltre 30 ettari in provincia di Treviso. Nel tardo pomeriggio il gruppo dei reggiani visiterà Cantine Maschio, prolungamento delle nostre “Riunite” nell’area del Prosecco. Al viaggio di studio saranno presenti anche l’Assessore provinciale all’Agricoltura Roberta Rivi e l’Assessore Paolo Pozzi del Comune di Correggio.

La riuscita dell’iniziativa -afferma il vicepresidente della Cia provinciale Lorenzo Catellani- dimostra la grande sensibilità della Cia ai temi della crescita imprenditoriale e tecnica degli agricoltori, e nel contempo la grande sensibilità degli agricoltori all’innovazione tecnologica orientata al miglioramento della qualità del prodotto, al miglioramento del connubio agricoltura ambiente, al contenimento dei costi di produzione.


Cia di Catanzaro: Mario Maiorana nuovo presidente

 

A Lamezia Terme in una sala molto gremita,  si è tenuta il 15 giugno scorso l’Assemblea elettiva della Cia provinciale di Catanzaro. I lavori sono stati introdotti da Franco Lucia, presidente provinciale uscente, con la partecipazione del presidente regionale Giuseppe Mangone. I lavori sono stati conclusi dal coordinatore della Giunta nazionale Alberto Giombetti.

 Dopo gli adempimenti relativi all’approvazione del nuovo statuto provinciale, Lucia ha coordinato i lavori relativi alla nomina ed alla elezione del nuovo presidente e della Direzione provinciale.

Lucia, nella sua relazione, ha ripercorso l’intero periodo della sua presidenza, rimarcando più volte l’attaccamento a questa organizzazione che nel tempo è cresciuta da tutti i punti di vista. “Ora -ha detto Franco Lucia- il progetto di autoriforma della Cia si è pienamente delineato nella nostra provincia, con il pieno protagonismo degli agricoltori che d’ora in avanti avranno il compito di gestire direttamente la ‘rappresentanza’, nettamente svincolata dalla ‘gestione’ vera e propria, che sarà di totale appannaggio della struttura amministrativa guidata dal direttore”.

Una relazione incisiva ed estremamente interessante, a tal punto da coinvolgere in maniera diretta gli oltre 120 convenuti all’Assemblea, “Io non mi sono ricandidato proprio perché ho creduto, e credo fino in fondo,  al progetto di autoriforma -ha sottolineato Lucia- e l’indicazione che ho dato, unitamente al gruppo dirigente di Catanzaro, sulla figura dell’imprenditore Mario Maiorana, come candidato a presidente provinciale, rappresenta il frutto di un lungo periodo di lavoro fatto sul tessuto imprenditoriale agricolo della nostra provincia. Un percorso che parte dalla costituzione di un Gie sul florovivaismo, poi sfociato nella costituzione della Op Piante e fiori di Calabria, di cui lo stesso Maiorana è vicepresidente.

È, dunque, Mario Maiorana, imprenditore agricolo della piana di Lamezia, il nuovo  presidente della Confederazione italiana agricoltori provinciale di Catanzaro, eletto all’unanimità dagli 82 delegati presenti all’Assemblea elettiva.

Maiorana, classe 1969, è titolare dell’azienda vivaistica viticola più importante del mezzogiorno d’Italia, e lo stesso ne rappresenta la terza generazione.Nell’esporre la sua presentazione, ha subito ribadito la piena condivisione del nuovo corso avviato dalla Cia e l’importanza strategica dell’assegnazione del ruolo di rappresentanza agli agricoltori. Ha, inoltre, palesato il suo impegno incondizionato e tenace a proseguire un’azione di sviluppo della Cia sia sul territorio provinciale che su quello regionale, frutto di un’azione sinergica e coesa dell’intero sistema confederale. Il punto di forza di questo nuovo corso, è caratterizzato da un forte spirito di gruppo già ravvisato dal neo-presidente e caparbiamente sostenuto dalla Direzione provinciale, eletta sempre nella giornata di ieri, e composta da 24 elementi: Franco Lucia, Cataldo Liotti, Saverio Tropea, Mariagrazia Milone, Giuseppe Galea, Francescantonio Matozzo, Paolo Bova, Innocenza Giannuzzi, Armando Caputo, Patrizio Ursino, Caterina Materazzo, Salvatore Vescio, Giovanni Francesco Sirianni, Pasquale Greco, Francesco Chiodo, Maria Vincenza Scicchitano, Stellina Bilotta, Francesco La Ferla, Antonio Riillo, Domenico Truglia, Antonio Gullà, Luigino Muraca, Giovanni Catarisano e Fausto Bubba.


Cia Molise: eletti i nuovi organismi dirigenti. Luigi Santoianni neo-presidente

 

Si è svolta il 15 giugno scorso presso l’Hotel Rinascimento a Campobasso, l’Assemblea elettiva della Cia Molise - per il rinnovo degli organismi dirigenti alla presenza del vicepresidente nazionale Enzo Pierangioli.

Si è concluso un percorso definito di autoriforma avviato alcuni mesi fa che prevedeva la suddivisione dei ruoli della rappresentanza e della gestione all’interno della Confederazione.

Anche la Cia Molise ha voluto realizzare il progetto del protagonismo degli agricoltori attraverso l’affidamento a loro della rappresentanza in modo da essere gli interlocutori ed i portatori di problemi, necessità ed esigenze presso le sedi istituzionali di riferimento, soprattutto in questo momento in cui il settore risente, più di altri, il peso della crisi economica finanziaria supportata da una crisi congiunturale e strutturale dell’agricoltura molisana.

Il protagonismo degli agricoltori mira anche ad un confronto più aperto e democratico tra le rappresentanze agricole che conduca all’unità di intenti tra le Organizzazioni Professionali Agricole, necessaria a rendere consapevole le istituzioni ad ogni livello, dell’importanza sociale ed economica dell’agricoltura.

La divisione, negli anni, ha sempre rappresentato una scarsa considerazione per l’agricoltura, mentre l’unità è stato l’elemento di forza dei sindacati e di altri settori.

Bisogna confrontarsi e colloquiare in modo sinergico contribuendo a tutelare l’agricoltura nel ruolo di produzione di derrate alimentari, di salvaguardia dell’ambiente e di tutela del territorio.

Questi gli obiettivi della Cia Molise che ha voluto con determinazione darsi un nuovo assetto attraverso la “regionalizzazione” come momento unico di gestione e di rappresentanza.

Difatti non esisteranno più le sedi provinciali con i relativi organismi, nell’ottica di una sburocratizzazione e soprattutto di realizzazione di una rete territoriale tra gli agricoltori,  veri titolari della Confederazione.

L’Assemblea, fortemente partecipata, ha approvato il nuovo statuto, che ha sancito un passaggio epocale della Cia del Molise, eleggendo presidente Luigi Santoianni, imprenditore agricolo, e nominando direttore regionale Donato Campolieti, già presidente Cia Campobasso.


Incontro tra Cia Veneto e gruppo consiliare Lega Nord della Regione

 

La Confederazione italiana agricoltori del Veneto ha incontrato martedì scorso15 giugno a Venezia a Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio della Regione Veneto, alcuni rappresentanti del gruppo consiliare della Lega Nord per una riflessione a tutto campo sulle tematiche più urgenti dell’agricoltura e del sociale.

La delegazione era composta dal presidente di Cia Veneto Daniele Toniolo e da tutti i presidenti provinciali. All’incontro ha partecipato anche il presidente di Anp-Cia Veneto: “Come Cia del Veneto -spiega il presidente Toniolo- abbiamo voluto portare all’attenzione anche dei rappresentanti politici della Regione, e non soltanto a coloro che ricoprono cariche istituzionali come gli assessori, i problemi reali dell’agricoltura veneta Perché le questioni dell’agricoltura riguardano tutti i cittadini e non soltanto gli addetti ai lavori o i tecnici”.

Durante l’incontro Cia Veneto ha posto la priorità di guardare oltre alla politica agricola del Km 0 e ha evidenziato la necessità di pensare seriamente al rilancio delle grandi filiere venete: vitivinicola, zootecnia, lattiero-casearia e ortofrutticola.

 Tra le priorità: la difesa del territorio inteso come mantenimento dello strumento fondamentale del settore primario e la sburocratizzazione, la semplificazione delle procedure delle aziende agricole, l’agricoltura di montagna e le sue peculiarità. Non ultimo un campanello d’allarme lanciato per la preoccupazione sulle manovre economiche del Governo, con inevitabili ricadute nel sociale: “Siamo molto preoccupati delle conseguenze che le manovre del governo nei riguardi dell’agricoltura potranno avere anche nel sociale”, conclude Daniele Toniolo.

Mercoledì prossimo23 giugno la delegazione di Cia Veneto incontrerà sempre a Palazzo Ferro Fini a Venezia i rappresentanti del gruppo consiliare del Pd e dell’Udc.


Lombardia: via al progetto “Le donne protagoniste della multifunzionalità“

 

Il 22 giugno ad Argegno, in provincia di Como,  prende  l’avvio il primo modulo del progetto “Le donne protagoniste della multifunzionalità“ presentato da Donne in Campo Lombardia in collaborazione con la Cia di Como, Lecco e Sondrio, approvato dalla Regione Lombardia  e che sarà realizzato con il contributo finanziario del Fears- P.S.R: 2007- 2013 ( Misura 331, Asse 3).

I primi due incontri informativi “Agricoltura e prima infanzia” il 22 giugno e “ Agricoltura e disabilità “ il 29 giugno sono dedicati alle donne interessate all’avvio di attività sociali nelle proprie aziende.

“Il nido in famiglia ed il mondo agricolo” sarà il tema del primo incontro“ Agricoltura: una opportunità di crescita e conoscenza per tutti i ragazzi “ , “ A contatto con la natura e l’agricoltura- dal benessere alla formazione” le relazioni della seconda giornata dedicata in particolare ai ragazzi disabili.

Il progetto proseguirà con due  incontri in provincia di Sondrio nel mese di luglio “ Fonti e significati della biodiversità in montagna” e, in settembre, in provincia di Lecco  si affronterà il tema della promozione del territorio e dei prodotti aziendali.

Ad ottobre è prevista una visita al aziende agricole gestite da donne che hanno scelto di diversificare l’attività aziendale nella vicina Svizzera.

In dicembre è previsto un convegno conclusivo.

 

 


Ungulati, province e Atc sul banco degli imputati. Cia Toscana: è emergenza, ora basta parole, solo fatti

 

Enti e istituzioni devono prendersi le proprie responsabilità, secondo le diverse competenze, lavorando con spirito di collaborazione per raggiungere gli obiettivi di equilibrio faunistico previsti dalla legge regionale e concretamente definiti nei piani. Basta parole, ora occorrono i fatti”. Insomma, non c’è più tempo da perdere sottolinea la Cia Toscana rivolgendosi alla Regione, Province, Atc e Parchi per quanto riguarda la questione ungulati, sempre più un’emergenza a livello regionale.

La Cia Toscana ha inviato una accorata lettera all’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Salvadori per accelerare sugli interventi da fare: “Nelle ultime settimane -sottolinea il presidente Cia Toscana Giordano Pascucci- la nostra organizzazione ha svolto le proprie assemblee territoriali, ed è emersa ancor più che in  passato l’emergenza dovuta alla devastante presenza degli ungulati, che rappresentano spesso una vera calamità (non naturale) sia per le produzioni agricole che per le foreste toscane”.

Nella scorsa legislatura -ricorda la Cia- è stato avviato un importante percorso di lavoro sfociato nella Conferenza regionale della caccia e, successivamente, in una serie di atti volti sia a fronteggiare l’emergenza che a modificare il quadro normativo. Si è trattato di un lavoro prezioso che ha condotto all’approvazione della L.R, 3/2010 che riordina profondamente il settore, fissando tra l’altro precise soglie di densità sostenibile per gli ungulati.

“Nonostante tutto questo, però, ad oggi -aggiunge Pascucci -non si percepisce ancora quel salto di qualità nell’azione di contenimento degli ungulati da parte dei soggetti preposti. Permane un problema di Governance territoriale, che ha per ora reso pressoché inapplicati gli indirizzi regionali rivolti all’adozione di piani straordinari di abbattimento per contenere la crescita esponenziale delle popolazioni>>. La Cia Toscana ha apprezzato il rapido avvio del confronto sul regolamento regionale attuativo della L.R. 3/2010, i cui tempi di approvazione e di entrata a regime non potranno comunque essere adeguati alle necessità più immediate di intervento.

“Aggiungo con una battuta -dice Pascucci- che purtroppo cinghiali, cervi e caprioli non leggono il BURT e quindi non sanno che le norme sono cambiate; questo per dire che, al di là degli strumenti normativi, il problema del ripristino dell’equilibrio faunistico in Toscana si può risolvere solo attraverso un’azione decisa e sinergica di tutte le istituzioni, superando rigidità, pigrizie e resistenze che purtroppo hanno portato in questi anni alla situazione attuale. L’agricoltura non è in grado di sostenere e sopportare un altro anno di devastazione dei propri raccolti e dei propri redditi, già falcidiati dalla crisi”.

E con l’approssimarsi della stagione venatoria, infatti, i tempi stringono e non si può più perdere nemmeno un giorno: è assolutamente necessario che vengano definiti subito in tutto il territorio i Piani straordinari di contenimento degli ungulati, come la Cia sta chiedendo da oltre un anno, con obiettivi chiari, quantificabili, verificabili: siano essi fatti dalle Province o, nel caso di inadempienza, avvalendosi del potere sostitutivo che la Legge attribuisce alla Regione.

E, infine, la Cia Toscana sollecita il mondo venatorio ad un impegno serio e responsabile: “Non basta più dichiarare le buone intenzioni; occorre più coerenza tra parole e fatti, e per ora i fatti non si sono visti”.

 

 

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APPUNTAMENTI


Sabato 19 giugno a Cerignola incontro con don Luigi Ciotti. Parteciperà anche il presidente Giuseppe Politi

 

“Io scommetto sulla legalità! …e tu?”. Questo il tema dell’incontro con don Luigi Ciotti, presidente di “Libera”, che si svolgerà  sabato prossimo 19 giugno a Cerignola (in provincia di Foggia), presso la Chiesa Madre Parrocchia di San Francesco d’Assisi. All’incontro, che inizierà alle ore 20.00, sarà presente anche mons. Felice di Molfetta, vescovo della Diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano, che concluderà i lavori. Subito dopo ci sarà l’inaugurazione del presidio cittadino dell’Associazione “Libera” e la presentazione dei prodotti di “Libera Terra”, con la partecipazione del presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi.

 

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