| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 45 - n. 216 | 16 dicembre 2003 |
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“I 1.500 quintali di mais sequestrati dal Corpo Forestale a Camerino dimostrano l’urgenza di adottare controlli severi e completi su tutte le sementi in commercio. Quanto avvenuto in provincia di Macerata è l’occasione per ribadire la nostra posizione sulla questione degli Ogm. Il timore è che, ancora una volta, il peso dei sequestri e della distruzione del mais ricada sugli agricoltori”. A sottolinearlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori delle Marche. “Siamo favorevoli ai controlli, i quali devono essere effettuati sulla totalità delle sementi. A dimostrazione di ciò -ha evidenziato Nevio Lavagnoli, vicepresidente della Cia Marche- riteniamo che l’intero settore agricolo debba coordinarsi affinché venga ispezionato il 100 per cento delle sementi e delle colture. Allo stesso tempo chiediamo anche di stabilire chi e come dovrà rimborsare i produttori della provincia di Macerata a cui carico non è stata riscontrata alcuna responsabilità”.
Anche a Napoli è operativa l’Associazione “Donne in Campo”, ente senza fini di lucro che opera per valorizzare l’imprenditorialità ed il protagonismo femminile nell’impresa e la condizione della donna in agricoltura e nelle aree rurali. L’Associazione opera nell’ambito della Confederazione italiana agricoltori (Cia) che promuove e sostiene tutte le iniziative dirette a realizzare le condizioni di pari opportunità tenendo presente che esse vanno perseguite in una dimensione non solo nazionale, ma anche internazionale. Le “Donne” della Cia hanno formalizzato la decisione di svolgere un ruolo sempre più attivo e protagonista nelle politiche confederali, spiega la neopresidente dell’Associazione Cinzia Giacco. “Ciò rappresenta un’opportunità da cogliere fino in fondo per riconoscere non soltanto il ruolo della figura femminile nel mondo rurale, ma per valorizzarne tutte le diverse componenti che vanno oltre la semplice attività agricola…”. Lo scopo dell’Associazione, come è stato evidenziato da Rosaria Pellecchia, presidente regionale di “Donne in Campo” della Campania, “è anche quello di migliorare la professionalità delle imprenditrici e contribuire allo sviluppo delle loro imprese ed alla sicurezza del loro lavoro con un’efficace azione di prevenzione, formazione, informazione, divulgazione ed assistenza tecnica loro rivolta, di valorizzare il loro lavoro e i loro prodotti attraverso adeguate azioni promozionali, di approfondire e conoscere meglio i loro problemi mediante studi, ricerche e lo sviluppo di opportune iniziative e relazioni con le altre associazioni nazionali, internazionali e con le istituzioni”. “Donne in campo” aggrega non solo le donne impegnate in agricoltura e nel mondo rurale in generale, evidenzia la Presidente Giacco, quanto l’universo femminile impegnato a creare una dimensione partecipativa concreta della donna nei diversi contesti sociali, economici, politici e culturali…Da Napoli intendiamo promuovere una serie di iniziative dirette ad affermare un protagonismo femminile moderno, senza contrapposizioni e proiettato verso la società del terzo millennio che proprio alla donna chiede un impegno straordinario”. L’assemblea ha eletto il direttivo provinciale dell’Associazione di cui fanno parte, oltre alla presidente Giacco, donne rappresentanti di tutti i settori che operano nel sistema confederale della Cia, la dott.ssa Ilaria Ascione (sociologa), Carmela Aurilia (imprenditrice), Antonietta D’Agostino (imprenditrice), la dott.ssa Daniela Del Giudice (commercialista, componente commissione provinciale per l’imprenditorialità femminile), Katia Milone (dipendente Cia), la dott.ssa Maddalena Rea (sociologa), Agnese Sannino (funzionario Inac), Cristina Tamborrini (dipendente Agrimpresa srl), l’avv. Sara Tuorto, la dott.ssa Francesca Vitelli (responsabile servizi alle imprese della Cia, componente sportello “Athena” della Camera di Commercio di Napoli). All’assemblea hanno partecipato il presidente provinciale della Cia Vincenzo Califano e il vicepresidente Gaetano Gargiulo. “Abbiamo accolto con entusiasmo la costituzione dell’associazione provinciale napoletana di Donne in Campo e siamo convinti che essa possa dare un grande contributo al successo delle politiche confederali per l’agricoltura e per il mondo rurale –spiega Califano – del resto la Cia di Napoli può vantare di avere alla guida di settori strategici confederali donne la cui competenza e professionalità costituiscono un oggettivo valore aggiunto per il nostro sistema e contiamo di dare i giusto spazio a chiunque, donna o uomo, possa rispondere adeguatamente alle sollecitazioni che provengono dal mondo dell’agricoltura nella nostra realtà dove il ruolo della donna è essenziale per conservare l’identità stessa della società rurale partenopea. Mi auguro che la Presidente Giacco col direttivo che è rappresentativo del nostro sistema associativo sappia portare avanti con successo le importanti iniziative avviate in diversi settori e in raccordo anche con le istituzioni a diversi livelli”.
“La giornata dell’Arneo: eventi storici, economia e cultura”. Questo il tema con il quale si è voluto rievocare una pagina memorabile delle lotte contadine dell’Arneo per la conquista di un fazzoletto di terra e per un maggiore spazio di dignità e di libertà. La Cia di Lecce, ha voluto così promuovere un importante convegno, che si è svolto il 13 dicembre scorso a Leverano, il comune che ha intestato “ai braccianti dell’Arneo” una piazza cittadina, per tenere viva appunto la memoria storica di quegli eventi e per farne motivo di dibattito e di riflessione. Ai lavori, ai quali ha partecipato il vicepresidente vicario nazionale, Giuseppe Politi, erano presenti, tra gli altri, il presidente provinciale della Cia di Lecce, Vito Murrone, il presidente regionale, Antonio Barile, il sindaco di Leverano, Cosimo Durante, il presidente regionale della Lega delle Cooperative, Luigi Sansò, nonché i docenti universitari Egidio Zacheo e Mario Spedicato, che hanno svolto le relazioni introduttive. “Le vicende dell’Arneo –ha affermato Politi a conclusione del dibattito- si collocano nel contesto più generale della questione meridionale, per rompere il blocco agrario dominante e costruire le premesse della rinascita del mezzogiorno”. Dopo aver passato in rassegna le varie fasi evolutive del movimento contadino pugliese, il vicepresidente vicario ha così proseguito: “E’ la fase di un nuovo ciclo che immette la società meridionale in un meccanismo più dinamico e fonda alcune delle condizioni su cui poggerà il modello di sviluppo del nostro paese. “Contro il tentativo fatto dagli agrari di contestare la validità dei decreti Gullo –ha detto ancora Politi- che portano, tra l’altro, ad una prima sensibile riduzione della rendita fondiaria e contro le continue minacce dei padroni e dei gabelloti arroganti, il movimento contadino si organizza indicando quelle stesse leggi come strumenti di azione e di lotta”. In questo contesto Politi ha voluto ricordare la figura prestigiosa dell’amico Luigi Tarricone, esponente socialista ed antifascista, il quale, essendo stato in prima persona protagonista di quelle lotte cruente, così descriveva le occupazioni di terre nell’Arneo: “Da Nardò organizzammo soccorsi per i braccianti in lotta e per le famiglie degli arrestati e furono veri e avventurosi viaggi per portare pane e vino in Arneo, sfuggendo alla polizia che vigilava sotto la minaccia delle armi”. “Oggi –ha concluso Politi- come organizzazione siamo ancora impegnati a proseguire sul cammino della completa emancipazione del Mezzogiorno. Certo, con problematiche nuove e nuove strategie, ma con la consapevolezza che indietro non si torna e che il futuro del nostro paese e della nostra economia non può assolutamente prescindere da un ruolo decisivo e propulsivo della nostra agricoltura”. Vito Murrone, nel suo breve intervento ha voluto esprimere al sindaco di Leverano un apprezzamento per aver voluto condividere con la Cia il dovere di ricordare i cinquant’anni delle lotte contadine per la distribuzione delle terre incolte dell’Arneo, come riscatto da una condizione di povertà e per un desiderio di libertà. “Riproporre, attraverso questo convegno –ha detto- il coinvolgimento delle scuole di Leverano e l’intitolazione di una piazza”ai braccianti dell’Arneo”, rappresenta un fatto culturale e testimonia la volontà di tenere viva la memoria di un percorso di emancipazione sociale della nostra provincia”. Antonio Barile si è soffermato sulle imponenti manifestazioni contadine di quel periodo in Puglia, ne ha sottolineato le conquiste, ma ha ricordato che ancora oggi molti sono i traguardi da raggiungere. “La situazione sociale ed economica della Puglia –ha affermato- nei primi anni sessanta era destinata a subire profonde modificazioni rispetto al decennio precedente. L’emigrazione ed il conseguente spopolamento delle campagna, lo sviluppo delle attività terziarie, i processi di industrializzazione nelle aree di Bari, Brindisi e Taranto, modificheranno i rapporti e gli equilibri settoriali e porranno le organizzazioni agricole nelle condizioni di reinventare nuovi strumenti di lotta e nuove strategie”.
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