Stampa il documento

Invia un commento sul documento

Chiudi la finestra

  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 46 - n. 50 16 marzo 2004
COMUNICATI
  • 21 marzo: l’Italia agricola in piazza con centinaia di manifestazioni
  • Etichettatura carni bovine: una ulteriore tutela per il consumatore
TERRITORIO
  • 21 marzo: iniziativa della Cia Umbria sul Lago Trasimeno
  • 21 marzo: la mobilitazione della Cia Emilia-Romagna
  • 21 marzo: l’impegno della Cia d’Abruzzo
  • 21 marzo: manifestazione della Cia Marche
  • Cia di Reggio Emilia: “filiere” più corte per ridurre i prezzi degli alimentari
  • Cia Piemonte: semine di mais tranquille?

 

COMUNICATI


21 marzo: l’Italia agricola in piazza con centinaia di manifestazioni

Per un nuovo progetto dell’agricoltura e dell’agroalimentare

 

La Cia ha promosso in tutto il Paese iniziative che mobiliteranno oltre trecentomila agricoltori e coinvolgeranno milioni di consumatori. Obiettivi: deciso miglioramento nella politica agricola, tutela della qualità e tipicità del “made in Italy”, prezzi stabili, salvaguardia e valorizzazione dell’ambiente e del territorio.

 

Più di duecento manifestazioni e iniziative in  tutta Italia. Oltre trecentomila agricoltori mobilitati sul territorio. Obiettivo: un progetto nuovo per l’agricoltura e l’agroalimentare del nostro Paese. Domenica prossima 21 marzo, primo giorno di primavera, su iniziativa della Cia-Confederazione italiana agricoltori, le piazze italiane si tingeranno del verde dei campi, della natura, dell’ambiente, del territorio. Dal Piemonte alla Sicilia, alla Sardegna, sarà una grande “kermesse” fatta di incontri con i consumatori, di stand per la distribuzione e degustazione dei prodotti tipici e di qualità, di fiori, di piante e di erbe aromatiche, di confronti pubblici con le istituzioni, di sit-in, di mercati con le migliori produzioni delle nostre terre a prezzi ridotti, di volantinaggi, di riunioni nei consigli comunali e  provinciali, di dibattiti all’aperto e con il coinvolgimento dei cittadini.

Insomma, una immensa “piazza agricola” che coinvolgerà milioni di persone per sollecitare a gran voce un deciso cambiamento  nella politica agricola nazionale. Una mobilitazione che, sotto lo slogan 21 marzo: è primavera. Una nuova stagione anche per l’agricoltura”, vuole essere il punto fermo di un preciso rinnovamento. Ed è per questo motivo che la Cia vuole sensibilizzare istituzioni, forze politiche, sociali, economiche e ambientaliste, consumatori sui problemi del settore. Un settore che oggi è costretto a fronteggiare una situazione sempre più pesante, con problemi e difficoltà che rischiano di provocare effetti negativi alle imprese agricole.

La Cia, d’altra parte,  denuncia l’assoluta mancanza di un disegno strategico nei confronti del mondo agricolo. Una questione grave alla quale  occorre reagire con forza e fare in modo che s’imbocchi definitivamente una strada che consenta di aprire una nuova stagione anche per l’agricoltura italiana.

Un’agricoltura che -afferma la Cia- vive un momento di grandi difficoltà. Le recenti vicende legate all’agro-alimentare, la riforma della Politica agricola Ue, i complessi negoziati Wto, le continue emergenze sanitarie (“Blue tongue”, influenza aviaria, Bse, micotossine) e le ricorrenti calamità naturali evidenziano l’impellente esigenza di un concreto salto di qualità.

La Cia, con la mobilitazione del 21 marzo, vuole promuovere un’agricoltura di qualità e di servizio, fortemente legata al territorio. Un’agricoltura che rafforza il suo rapporto con la città e che opera a tutela dei consumatori. Un’agricoltura componente essenziale dello sviluppo rurale, in grado di dare reddito, senso e futuro agli agricoltori. Un’agricoltura sostenibile per soddisfare i diversi bisogni della società attuale e delle future generazioni.

Gli agricoltori -rileva la Cia- si mobilitano anche per assicurare stabilità e trasparenza ai prezzi dei prodotti agro-alimentari, i cui rincari hanno avuto, in questi ultimi mesi, un impatto traumatico per i consumatori. S’intende favorire un dialogo costruttivo tra le parti che permetta di aprire una fase nuova per rafforzare tre indispensabili direttrici: la stabilità dei prezzi; una maggiore trasparenza e informazione;  rapporti più stretti di collaborazione lungo tutta la filiera (produzione, mercato e consumo). Insomma, per ristabilire un nuovo rapporto di fiducia con i consumatori.

La Cia, quindi, è per un progetto che affronti i fattori della qualità, dei servizi, delle strutture, del fisco, degli investimenti, delle regole per l’introduzione delle innovazioni, dell’energia, dell’acqua, dell’utilizzo di fonti alternative. Un progetto per una difesa e valorizzazione dell’ambiente e di tutela dei consumatori, che garantisca la riforma dello stato sociale, ma con specifica attenzione allo sviluppo dei servizi, del welfare locale ed al dispiegamento dei diritti di cittadinanza nelle aree rurali.


Etichettatura carni bovine: una ulteriore tutela per il consumatore

 

La Cia giudica positivamente il nuovo regime che entrerà in vigore domani

 

Con il decreto legislativo, in vigore da domani, che prevede il regime sanzionatorio  sulla normativa nazionale di etichettatura delle carni, si completa il percorso legislativo per garantire il consumatore sull’intero percorso che la carne fa dall’allevamento alla tavola degli italiani.

E’ quanto afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori sottolineando che questo nuovo provvedimento accoglie le indicazioni formulate dal mondo agricolo e costituisce una valida tutela per i consumatore che, proprio tramite l’etichetta, ha la possibilità di effettuare acquisti consapevoli e rispondenti alla norme della sicurezza e della qualità. Peraltro, con tali etichette, ricorda la Cia, sarà possibile individuare la provenienza dell’animale macellato e la sua tracciabilità fino al dettaglio.

 

torna al sommario

TERRITORIO


21 marzo: iniziativa della Cia Umbria sul Lago Trasimeno

 

Con l’arrivo della nuova stagione centinaia di iniziative e manifestazioni in tutta Italia faranno da cornice alla mobilitazione della Cia per sensibilizzare istituzioni, forze politiche, sociali, economiche, ambientaliste e consumatori sui problemi del mondo agricolo italiano. “21 marzo: è primavera. Una nuova stagione anche per l’agricoltura”, questo lo slogan che esprime la volontà di impegnarsi nel far superare al settore agricolo la fase di stallo che sta attraversando, con l’intento di delineare una strategia che consenta di avviare un importante processo di crescita e sviluppo.

In questo contesto la Cia Umbria sente l’esigenza di aprire una nuova fase per rafforzare tre indispensabili direttrici: stabilità dei prezzi; maggiore trasparenza e informazione; rapporti più stretti di collaborazione lungo tutta la filiera. Si va così delineando un progetto che sottolinei i fattori della qualità della sicurezza alimentare, dei servizi, delle strutture, del fisco, degli investimenti, del lavoro, delle regole per l’introduzione delle innovazioni, dell’energia, dell’acqua, dell’utilizzo di fonti alternative che garantisca la riforma dello stato sociale, ma con specifica attenzione allo sviluppo dei servizi, del welfare locale ed al dispiegamento dei diritti di cittadinanza nelle aree rurali, per ridare all’agricoltura il giusto valore, mettendola nelle condizioni di sviluppare tutte le sue potenzialità.

Nell’ambito degli eventi promossi a livello nazionale, la Cia dell’Umbria non sceglie la “piazza”, ma la navigazione sul lago Trasimeno, iniziativa singolare per sottolineare l’impegno e la volontà di salvaguardare il paesaggio naturale e valorizzarne le bellezze e il patrimonio turistico.

L’iniziativa, infatti, si svolgerà a bordo del traghetto che, a partire dalle 11,30, ora prevista per la partenza da San Feliciano, accompagnerà i partecipanti all’Isola Polvese, dove avrà luogo una conferenza stampa. La navigazione sul lago proseguirà verso l’Isola Maggiore per la presentazione del catalogo “Agriturismo in Umbria duemilaquattro” redatto e pubblicato da Turismo Verde dell’Umbria in collaborazione con la Camera di Commercio di Perugia. Sarà possibile, nel corso della giornata, degustare prodotti e ricette tipiche dell’Umbria e del Trasimeno (tra la quali la fagiolina del lago) innaffiati dai vini della Strada del Vino Colli del Trasimeno.


21 marzo: la mobilitazione della Cia Emilia-Romagna

 

Per lanciare un nuovo progetto agricolo di primavera, la Cia "scende in piazza" ad offrire, in omaggio, i prodotti della terra. Il governo -afferma in una nota la Cia dell’Emilia-Romagna- continua ad essere distratto da altre vicende e trascura l'agricoltura, perseguendo una politica agricola nazionale che ha bisogno di un deciso rinnovamento. Per questa ragione si vogliono sensibilizzare istituzioni, forze politiche, sociali, economiche, ambientaliste ed i consumatori sui problemi del settore.

E' stata scelta la data primaverile del 21 marzo a simbolo di una nuova stagione anche per il comparto agricolo e la si è voluta evidenziare con una mobilitazione nazionale della Cia, caratterizzata dall'impegno delle varie sedi regionali e con singole manifestazioni a livello provinciale, a sostegno di un'agricoltura di qualità, legata al territorio ed a tutela dei consumatori.

La Cia dell'Emilia-Romagna ha, nell'occasione, espresso un documento in cui l'approccio al progetto agricolo è stato articolato in 10 punti primari: 1) rilancio della concertazione sociale; 2)attuazione del pacchetto di misure offerto dalla nuova Pac; 3) codice della buona pratica amministrativa; 4) sostegno all'innovazione; 5) sistemi di protezione sociale e di servizio per le zone rurali; 6) razionalizzazione del sistema fiscale e delle politiche del lavoro; 7) apertura di un dialogo con le organizzazioni dei consumatori; 8) istituzione e corredo di un'Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare; 9) scelta chiara, secondo i principi della coesistenza, sulla produzione e commercializzazione degli Ogm nel nostro Paese; 10) razionale politica di promozione dell'agroalimentare.

Su questi 10 punti la Cia dell'Emilia-Romagna si presenta alla società civile ed alle istituzioni il 21 marzo, inizio della primavera e, si spera, anche di una nuova stagione per l'agricoltura.

In Emilia-Romagna il prossimo 21 marzo si svolgeranno iniziative  e manifestazioni a Bologna, Ferrara, Forlì, Imola, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia e Rimini.


21 marzo: l’impegno della Cia d’Abruzzo

 

La Confederazione italiana agricoltori, con una grande mobilitazione ed iniziative su tutto il territorio nazionale, farà del prossimo 21 marzo una giornata di impegno e di proposte per una svolta positiva per l'agricoltura che deve poter crescere e svilupparsi attraverso una nuova politica. L'Italia ha bisogno di un progetto per l'agricoltura e l'agroalimentare, un'azione mirata che dia impulso all'intero settore, permetta agli imprenditori di essere protagonisti di un forte processo di sviluppo e consenta all'economia di superare la preoccupante situazione di stallo.

Per il raggiungimento di questo obiettivo la Cia d'Abruzzo darà il proprio positivo contributo con una serie di iniziative. Un periodo di mobilitazione, sottolinea Domenico Falcone, presidente regionale della Cia, per promuovere un'agricoltura di qualità e di servizio, fortemente legata al territorio, componente fondamentale dello sviluppo rurale in grado di assicurare reddito e futuro agli agricoltori.

Un'agricoltura sostenibile per soddisfare i diversi bisogni della società attuale e delle future generazioni e che opera a tutela dei consumatori. Un'agricoltura che permetta alle imprese di accrescere il loro ruolo e di competere sui mercati.

La Cia d'Abruzzo, continua Falcone, da sempre impegnata per la valorizzazione e l'affermazione dei prodotti tipici e di qualità e per lo sviluppo dell'agricoltura regionale, organizza per la "nuova primavera dell'agricoltura" una serie di iniziative pubbliche, convegni, incontri con gli associati, i consumatori, le scolaresche.

L'agricoltura, i prodotti ed il loro collegamento con il territorio e l'ambiente rappresentano il filo conduttore di un intenso programma di iniziative, da realizzare nell'arco temporale a cavallo del 21 marzo.

Apertura il 20, a Casoli (Ch), con un convegno su "nuovi strumenti economici e servizi per costruire il futuro dell'impresa zootecnica", conclusione a fine mese con la Festa del tesseramento ed incontri con le scolaresche sul progetto "La fattoria didattica". Il 21 marzo a Teramo, all'interno della tradizionale Fiera di San Giuseppe, incontro con i consumatori con degustazione ed assaggi guidati di prodotti tipici.

Per il presidente della Cia d'Abruzzo si tratta di momenti di elaborazione, approfondimento, informazione attraverso i quali la Confederazione vuole richiamare, sui temi agricoli, l'attenzione dell'opinione pubblica e della società per superare la persistente disattenzione nei confronti del mondo agricolo e sensibilizzare le istituzioni, le forze politiche, economiche e sociali ed i consumatori per costruire, insieme, un grande progetto per una nuova agricoltura nell'interesse di tutta la società. 


21 marzo: manifestazione della Cia Marche

 

“Il settore agricolo delle marche manifesta domenica 21 marzo per dimostrare di essere vivo e presente e per richiamare l’attenzione dell’istituzioni e dell’opinione pubblica sulle sfide e sui problemi che quotidianamente deve fronteggiare”.  Alla presenza del vice presidente Nevio Lavagnoli,  del presidente della Cia di Ascoli Tonino Cioccolanti, di quella di Pesaro Gianfranco Santi e di quella di Ancona Marco Giardini, Franco Fiori, presidente della Cia Marche, ha spiegato, nel corso di una conferenza stampa il senso della manifestazione che vedrà la confederazione, proprio nel giorno di inizio della primavera, scendere in piazza in più di cento città italiane. Le Marche sono state scelte, insieme ad altre tre regioni, come punto di riferimento nazionale dell’iniziativa. “La scelta non è certamente casuale – ha dichiarato Franco Fiori-  da una parte testimonia la valenza e la vivacità della nostra agricoltura, dall’altra costituisce una conferma dell’importante lavoro svolto dalla nostra organizzazione sul territorio regionale”.

Parlare del settore primario nelle Marche significa parlare di circa 40.000 aziende, di una produzione cerealicola che è la quarta in Italia per quantità, di alcune eccellenze e tipicità che rendono i prodotti regionali unici e competitivi sui mercati nazionali ed internazionali e che fanno delle stesse Marche una grande regione agricola.

Domenica 21 marzo saranno più di mille gli agricoltori che arriveranno alle 10.30 in piazza Roma, ad Ancona, con pullman provenienti dalle quattro province. Il comizio finale sarà tenuto dal vicepresidente vicario della Cia nazionale Giuseppe Politi. “Sarà un momento di colore, allietato anche dalla presenza di una banda musicale, la fase finale di una mobilitazione che ha visto lo svolgersi di riunioni ed assemblee preparatorie su tutto il territorio. Sono state coinvolte a 360 gradi le istituzioni locali ed il mondo cooperativo: l’assessore regionale Giulio Silenzi, l’assessore della provincia di Ancona Raffaele Bucciarelli e il sindaco Fabio Sturani hanno già confermato la loro presenza. Crediamo, infatti, che il mondo agricolo non debba isolarsi, ma dialogare con gli altri settori: l’artigianato, la cultura, lo sport. Attenzione, comunque -ha sottolineato Fiori- non sarà una festa, bensì un’occasione per lanciare un messaggio chiaro, in primis alla regione: occorre rilanciare il ruolo dell’agricoltura salvaguardando il reddito degli imprenditori”.

Proprio su questo punto la Cia Marche insiste maggiormente: “nonostante il ruolo essenziale dell’agricoltura sul piano economico, sociale, ambientale e turistico, ciò non si traduce in un aumento del reddito delle imprese”. Per la Confederazione vanno ripensati gli strumenti a disposizione, Psr e Pac, continuando a portare avanti il dibattito aperto con la Regione Marche. Il problema principe di ogni agricoltore, comunque, resta: la burocrazia. Una burocrazia a dir poco eccessiva “che soffoca lo spirito imprenditoriale e pone le imprese in una situazione di costante incertezza”.

Tanti i fronti di discussione aperti dalla Cia Marche: dalle polemiche sull’aumento dei prezzi, alla lingua blu, fino ad arrivare ai rapporti con la Regione, passando per  i problemi legati ai consorzi di bonifica. Un’ulteriore dimostrazione della quantità e varietà degli ambiti toccati dal settore agricolo. “Una cosa è certa – è stato evidenziato in chiusura di conferenza stampa- quella che scenderà in piazza domenica non sarà la vecchia idea di agricoltura, ma una realtà variegata e dinamica”.

 

 

 

 

 


Cia di Reggio Emilia: “filiere” più corte per ridurre i prezzi degli alimentari

 

Ridurre i passaggi degli alimentari (nelle cosiddette filiere attualmente vi sono almeno 6-7 fasi di scambio, ognuna con propri costi e ricarichi), esercitare maggiori controlli su tutti questi passaggi. Si può ottenere con una maggiore trasparenza delle filiere stesse, oltre che con un controllo dei pubblici poteri. Da un lato, si possono incentivare i produttori agricoli ad aumentare la vendita diretta al pubblico, in azienda o con iniziative collettive periodiche in luoghi pubblici, dall’altro, realizzare una sorta di “rintracciabilità del prezzo”, ovvero scrivere in modo trasparente sugli scontrini o sulle etichette come si forma e quali sono stati gli incrementi nelle varie fasi.

Sono le proposte -condivise da tutti i soggetti partecipanti- del convegno su “Filiere agroalimentari e formazione dei prezzi: colpevoli a confronto”, tenuto ieri in sala Garibaldi nel centro fieristico di Scandiano e organizzato dalla Cia di Reggio Emilia. Si confrontavano per la parte agricola, rappresentata dalla Cia il presidente provinciale Ivan Bertolini e quello regionale Giulio Fantuzzi, per i commercianti il presidente di Confesercenti Francesco Pignagnoli, per i consumatori il presidente di Federconsumatori Franco Pedroni. Ospite attivo anche l’assessore provinciale all’Agricoltura Marco Prandi.

Il titolo era chiaramente una provocazione, ma nessuna delle parti presenti si dichiara colpevole per l’aumento dei prezzi; se i consumatori si chiamano fuori in quanto vittime della situazione, agricoltori e commercianti si considerano  “anelli deboli”  delle filiere.  Quindi, anche ammettendo qualche responsabilità -attribuita soprattutto a qualche ‘furbo’- chiamano in causa numerosi e maggiori correi.

Pedroni risponde che non c’è tanto un problema di furbi, ma di situazioni, quale l’introduzione dell’euro, delle quali un pò tutti hanno approfittato: banche, assicurazioni, alimentari, artigiani, ristoratori e pizzaioli, grande distribuzione. In sostanza, tutte quelle figure che hanno una capacità autonoma di influire sulla formazione dei prezzi che le riguardano. Di fatto assolve gli agricoltori.

Questi, a loro volta, sottolineano che la parte di loro competenza nel prezzo finale di un prodotto alimentare è mediamente il 22 per cento, percentuale non in grado di stravolgere da sola i prezzi, e fanno presente che l’alimentazione è il 16 per cento della spesa dell’italiano medio. Una voce, pertanto,  non prevalente, anche se siccome la spesa alimentare si fa quasi tutti i giorni, la percezione degli incrementi dei prezzi è più immediata e costante. Non c’è poi quasi mai corrispondenza tra andamenti dei prezzi all’origine e dei prezzi finali, nel senso che se accade qualche inconveniente  (vedi maltempo o grandinate), l’aumento dei prezzi al consumo è immediato, sulle riserve dei magazzini; mentre quando c’è abbondanza di produzione la discesa dei prezzi è sempre graduale e diluita nel tempo, come insegna anche il caso attualissimo della benzina.

I commercianti chiamano in causa l’aumento delle tariffe e dei servizi pubblici e privati, e Pignagnoli sottolinea che il piccolo commercio, in Emilia-Romagna e nel Nord Italia, ormai presidia solo delle “nicchie”, mentre l’80-90 per cento delle vendite alimentari è appannaggio della grande distribuzione, che ha evidentemente una parte prevalente di responsabilità, insieme alle grandi imprese multinazionali di produzione, che -afferma il presidente di Confesercenti- insieme determinano davvero la dinamica dei prezzi.

Infine, c’è un problema di pubblici poteri e di governo, affermano all’unisono agricoltori, commercianti e consumatori: aumento delle tariffe pubbliche, mancati controlli, condoni a raffica che rastrellano risorse sottratte all’investimento ed all’ammodernamento delle imprese, esortazioni alle massaie invece di politiche di rilancio, in una realtà in cui ciò che manca ad imprese e consumatori è soprattutto la fiducia. Quindi, la voglia di investire e rischiare.

Bertolini ha anche illustrato gli andamenti delle principali produzioni reggiane, con le relative variazioni in un anno.

 

 

Incidenza della spesa per alimentari degli italiani sul totale della spesa: 16% (fonte Istat)

 

Ripartizione % della spesa alimentare (fonte Ismea)

 

Pane, cereali e derivati                           6,9

Biscotti prima colazione e dolciumi         4,6

Oli e grassi                                           3,9

Pasta e riso                                          3,1

Vini                                                      3,0

Zucchero, sale, caffè, the                       2,9

Carne e derivati, uova                           24,9

Ortofrutta                                            17,4

Latte e derivati                                     16,9

Bevande e alcolici                                  8,3

Pesce                                                   8,0

 


Cia Piemonte: semine di mais tranquille?

 

Le semine di mais sono alle porte ed è fondamentale -afferma la Cia del Piemonte- che gli agricoltori possano disporre di materiale che possa rientrare nelle soglie di tolleranza previste dal ministero. Al di là però di un comunicato ministeriale che annunciava che la prima fase dei controlli  aveva dato come esito che il 3,6 per cento dei campioni di sementi erano “contaminati” da Ogm ( con un dimezzamento -sulla carta- della percentuale rispetto allo scorso anno), null’altro è stato comunicato ufficialmente. Così come nulla si sa ufficialmente circa i controlli effettuati in Piemonte dalle Asl, nonostante la richiesta della Cia regionale che fossero messi in internet.

Fortunatamente,  grazie all’azione della Cia del Piemonte, oggi disponiamo di soglie meno restrittive sulla presenza accidentale di Ogm nelle sementi, rispetto allo scorso anno, e gli agricoltori non dovrebbero avere i problemi patiti nella scorsa campagna di semine.

In effetti, la presenza di Ogm nelle sementi, riscontrata con i controlli a campione, è identica a quella dello scorso anno, ma l’introduzione di una soglia analitica dello 0,05 per cento ha consentito al ministro Alemanno -sostiene la Cia del Piemonte- di annunciare che la presenza si è ridotta ed agli agricoltori di affrontare le prossime semine con più tranquillità, anche se non con l’assoluta tranquillità.

L’assurdo della vicenda delle semine -dice la Cia del Piemonte-  sta però nel fatto che ciascun Paese europeo ha una propria soglia per dichiarare le sementi di mais non “contaminate”. Tale soglia è dello 0,5 per cento in Francia, dello 0,3 per cento in Grecia, dello 0,1 per cento in Austria e dello 0,05 per cento in Italia. Se a ciò aggiungiamo che in alcuni Paesi europei -recentemente la Gran Bretagna, prima ancora la Spagna- hanno dato il via libera alle sementi Ogm, si comprende benissimo quale confusione regni al momento in Europa. Va, inoltre, tenuto presente che il mais, prodotto in qualsiasi paese dell’Europa, può circolare liberamente, senza controlli, in tutti gli altri Paesi europei. La Cia del Piemonte auspica che l’Ue, così come ha regolato le soglie di tolleranza per i mangimi e per gli alimenti, regoli al più presto anche quelle per le sementi, in modo tale che ci siano regole che valgano per tutti e non l’arlecchinata attuale.

 

 

torna al sommario