| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
|
Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it |
| Anno 46 - n. 224 | 15 dicembre 2004 |
|
||||||||
|
Vivere ed operare in montagna può costare anche il 25 per cento in più rispetto alla pianura. E' questo, in estrema sintesi, il risultato di una ricerca presentata in occasione della Giornata internazionale della montagna, sui sovraccosti nelle regioni ad handicap geografico permanente. La ricerca, nell'evidenziare gli effetti del differenziale negativo e facendo riferimento alla costruzione di un immobile, sottolinea che il maggior costo, rispetto alla pianura, è per il 3 per cento dovuto alla lontananza dai centri di approvvigionamento e alla più breve durata dei cantieri. Medesima penalizzazione è data dalla pendenza dei terreni, mentre l'adeguamento all'estetica locale incide per il 4 per cento. Un altro 3 per cento di maggior costo è determinato, rispettivamente, dalla necessità di protezioni dai rischi naturali e dalla scarsa qualità dei terreni. Si devono poi tenere conto dei costi che incidono maggiormente per la coibentazione, la struttura portante, il tetto ed i sistemi di riscaldamento. Analoghe percentuali di maggiore onerosità -rileva la ricerca- li riscontrano anche le imprese ed in questo senso anche l'Unione europea deve tenere in considerazione quando si parla di concorrenza negli incentivi concessi dalle regioni. In particolare, nella filiera del latte il sovraccosto è di quasi nove euro per ogni mille litri di latte prodotto. Per la filiera latte l'analisi ha preso in considerazione i costi per la raccolta del latte in Francia che presenta una media di 12 euro/1.000 litri; ma la raccolta in montagna incide per 19,8 euro/1.000 litri di latte, contro gli 11 euro/1.000 litri in pianura. Anche la tutela del territorio e dell'ambiente richiede maggiori impegni finanziari e gli interventi di sistemazione in quota non possono essere considerati alla stregua di quelli effettuati in pianura. Si tratta di dati e di considerazioni -afferma la Cia- che invitano ad una profonda riflessione sulla specificità della montagna. La montagna in Italia oggi corre il rischio di "deistituzionalizzazione” occorre dare più voce alle problematiche e alla specificità delle montagne, che sono un serbatoio di opportunità, ma che registrano una perdita preoccupante del peso specifico nella politica italiana.
Si è svolto lo scorso 13 dicembre a a Paulilatino (in provincia di Cagliari) un incontro promosso dalla Cia Sardegna teso ad individuare le azioni e gli interventi per debellare la peste suina e programmare lo sviluppo del comparto I lavori sono stati aperti da Marco Pau, della presidenza regionale della Cia Sardegna. Sono seguite le relazioni di Cristiana Patta, dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna, di Salvatore Montinaro veterinario del Servizio prevenzione dell’Assessorato regionale alla Sanità, di Alberto Sanna, presidente della Commissione Agricoltura del Consiglio Regionale. Le conclusioni sono state svolte da Serafino Mura, presidente della Cia Sardegna. Dall’incontro è partito un vibrante appello alle autorità regionali, al governo nazionale e all’Unione europea affinché si trovino le soluzioni più efficaci per far uscire il settore suinicolo da una pesante crisi. “Chiediamo -ha detto Mura- un’inversione di tendenza rispetto a come la pesete suina viene trattata. Il comparto, purtroppo, è distrutto”. “La peste suina -ha detto Patta- da noi esiste dal 1978 e, malgrado i tanti sforzi fatti per sradicarla, continua a rappresentare un’emergenza sanitaria. Occorre un piano per sconfiggerla definitivamente”. Montinaro ha illustrato le azioni che intendono proporre in funzione di un piano per il 2005. Tra queste, l’anagrafe dei capi, la vigilanza, la centralizzazione dei controlli per i rimborsi e in particolare delle zone ad alto rischio”. Da parte sua, l’assessore Sanna ha sottolineato l’urgenza do un piano di eradicazione che va definito assieme a un progetto di rilancio del comparto.
All'insegna dello slogan "Per Natale adotta una Pigotta ", Donne in Campo della Cia di Rosignano Marittimo (Livorno) hanno confezionato dieci Pigotte (bambole di pezza) che l'Unicef ha venduto il 10 e l’11 dicembre scorsi alla Coop di Rosignano Solvay insieme a quelle realizzate nelle scuole e dalle altre Associazioni del comune. I soldi raccolti dalla vendita delle Pigotte sono destinati ad acquistare vaccini polivalenti per i bambini del Terzo Mondo. Coloro che volessero collaborare per la realizzazione delle Pigotte per il Natale 2005 possono telefonare alla Cia di Rosignano Marittimo 0586799411.
Sabato 18 dicembre, dalle ore 15 alle ore 19, la Cia di Alessandria, in collaborazione con Donne in Campo, Agia, Prodotti di Fattoria e Turismo Verde, organizza in piazzetta della Lega ad Alessandria la seconda edizione dell’iniziativa “Le Feste con i prodotti tipici dell’agricoltura alessandrina: dai campi alla tavola… così va!”. L’iniziativa si articolerà con la presenza di un’ampia rappresentanza di produttori alessandrini che porteranno in degustazione e vendita i prodotti di qualità della provincia a prezzi competitivi, ottime idee regalo per le imminenti festività: vini, ortaggi, salumi, miele, polenta, prodotti sottovetro (confetture, salse, ecc.) ed altre interessanti proposte. Particolare attenzione è posta per il vino, un prodotto di qualità vanto della provincia, che gli alessandrini potranno trovare in piazzetta al “prezzo di cantina”. Un’occasione, questa, di incontro tra i produttori e i consumatori, entrambi interessati da unici obiettivi: la necessità di un contenimento dei costi e la qualità dei prodotti con conseguente vantaggio per entrambe le categorie, oltre che una richiesta di chiarezza su meccanismi legati alla commercializzazione dei prodotti agricoli non sempre comprensibili da tutti. Anche per questo, accanto al “mercatino” dei produttori, la Cia raccoglierà le firme per la Petizione Popolare per la richiesta del doppio prezzo sui cartellini dei prodotti agricoli al fine di ricercare quella trasparenza nella formazione dei prezzi dei beni di consumo nel settore agroalimentare tanto auspicato da più parti. Si rende necessario, quindi, proseguire sulla strada di far riemergere l’esigenza della riscoperta delle nostre realtà rurali: portare nuovamente in modo organico i produttori nel centro cittadino è un primo passo per far sì che il cittadino prosegua sulla riscoperta delle aziende agricole, venendo così a conoscenza dei luoghi di produzione. Questa promozione assume un rilevante valore proprio perché si ritiene fondamentale che, durante queste festività, sulle tavole degli alessandrini si possano trovare principalmente prodotti locali di tradizione accanto a prodotti nazionali e stagionali.
|
|
|
|
|