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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 53 - n. 78 15 aprile 2011
ATTUALITÀ
  • Consorzio di bonifica Stornara e Tara: positiva la mobilitazione della Cia
COMUNICATI
  • Inflazione: il “caro-benzina” infiamma le tavole e costringe una famiglia su tre a tagliare i consumi. Anche sui campi crescono soltanto i costi
  • Pasqua: boom della vacanza breve, in 600 mila scelgono l’agriturismo
  • Suini: allevatori nel dramma. Prezzi in caduta e costi alle stelle. “Made in Italy” sotto assedio. Bene il Tavolo tecnico, ma deve dare subito risultati concreti
  • Tabacco: il ministro convochi subito le multinazionali. Occorre chiudere al più presto gli accordi quadro
TERRITORIO
  • Cia dell’Umbria: bene il Regolamento regionale sul biodigestato. Il presidente Brugnoni, grande opportunità per la piena riattivazione degli allevamenti suinicoli
APPUNTAMENTI
  • Domenica in agriturismo: porte aperte con Turismo Verde-Cia in tutta la Toscana fra tipicità e relax
  • Giornata nazionale dell’Agriturismo: iniziativa a Brindisi

 

ATTUALITÀ


Consorzio di bonifica Stornara e Tara: positiva la mobilitazione della Cia

 

La Confederazione italiana agricoltori di Taranto, a proposito dei ruoli esattoriali del Consorzio di bonifica Stornara e Tara relativi ai canoni irrigui 2010, comunica che il presidente della Cia Puglia Antonio Barile ha ricevuto la conferma dell’invio del documento utile a sospendere la riscossione dei ruoli esattoriali emessi dal Consorzio tramite la Soget; tale conferma è pervenuta dall’Assessore della Regione Puglia Dario Stefano.

Ci si attende ora, come preannunciato dal commissario Vito Latorre nel corso dell’incontro svoltosi ieri (giovedì 14/4) presso la sede del Consorzio con le organizzazioni di categoria, la rimodulazione dell’importo richiesto pari ad euro 1.300 per ettaro, per consentire agli agricoltori anche per l’anno 2010 di  versare lo stesso importo degli anni scorsi di euro 485,00 per ettaro prenotato.

Nella riunione di ieri si è anche discusso in che maniera ed a quali costi avviare la stagione irrigua 2011.

Intanto, la Regione Puglia ha avviato con la Regione Basilicata un contenzioso sull’accordo di programma stipulato nel 2004 fra gli allora Presidenti delle Regioni Fitto e Bubbico.

Peraltro, nelle settimane scorse questo tema era stato già affrontato con gli assessori regionali Dario Stefàno (Risorse Agroalimentari), Michele Pelillo (Bilancio), Fabiano Amati (Opere Pubbliche) e Lorenzo Nicastro (Ambiente) concordando la necessità di contestare la validità dell’accordo.

Un  successo, dunque, la mobilitazione dei giorni scorsi organizzata dalla Cia, che ha visto un centinaio di agricoltori presidiare la sede del Consiglio regionale a Bari e successivamente nel pomeriggio quella del Consorzio di Bonifica Stornara e Tara a Taranto.

Infatti, nella giornata di martedì scorso, una rappresentanza di agricoltori della Cia di Taranto, in testa il presidente della Cia Puglia Antonio Barile, il presidente della Cia di Taranto Nicola Spagnuolo, il vicepresidente della Cia Taranto Franco Passeri ed il direttore della Cia Taranto Vito Rubino, hanno tenuto un sit-in sotto la sede del Consiglio regionale dove hanno incontrato il presidente del Consiglio Regionale Pugliese Onofrio Introna, gli assessori regionali alle Risorse Agroalimentari Dario Stefàno e alle Opere Pubbliche Fabiano Amati, i consiglieri regionali Pietro Lospinuso e Michele Mazzarano.

La delegazione nel pomeriggio si è trasferita a Taranto presso il Consorzio di Bonifica Stornara e Tara dove ha incontrato numerosi giornalisti ed ha spiegato loro le ragioni della mobilitazione e l’impossibilità da parte delle aziende agricole a pagare euro 1.300 per ettaro, mostrando anche le numerose cartelle esattoriali con importi che oscillavano da 1.300 a 18.000 euro a seconda degli ettari prenotati.

 

 

 

 

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COMUNICATI


Inflazione: il “caro-benzina” infiamma le tavole e costringe una famiglia su tre a tagliare i consumi. Anche sui campi crescono soltanto i costi

 

L’ulteriore aumento dei prezzi dei carburanti -ricorda la Cia- s’abbatte sui consumatori: vendite alimentari in calo (meno 0,5 per cento nel primo trimestre 2011). Le imprese agricole in grande difficoltà: s’impennano le spese produttive. Sui listini al dettaglio influisce negativamente soprattutto il fatto che nel nostro Paese oltre l’85 per cento dei prodotti viaggia con l’autotrasporto su gomma.

 

Il “caro benzina” infiamma le tavole degli italiani e costringe una famiglia su tre a tagliare i consumi alimentari, che nel primo trimestre del 2011 segnano, secondo le prime stime, una flessione dello 0,5 per cento rispetto allo stesso periodo del 2010, proseguendo il trend negativo registrato nello scorso anno (meno 0,6 per cento). E’ quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori a commento dei dati Istat sull’inflazione a marzo che torna a correre (più 2,5 per cento).

Il rincaro della spesa alimentare -sostiene la Cia- è stata determinata soprattutto dal fatto che i prodotti viaggiano, dal campo alla tavola, per oltre l’85 per cento attraverso l’autotrasporto su gomma. E, quindi, gli aumenti, ormai irrefrenabili, di benzina e gasolio continuano ad avere i loro effetti devastanti sui listini al dettaglio. E ciò ha obbligato gli italiani a tirare ancora la cinghia. Evidenti cali si registrano, in particolare, per il pane, la pasta, le carni bovine, i prodotti ittici, la frutta e i vini.

Una situazione che ricalca quanto avvenuto nel 2010 quando, come risulta da stime Cia, tre famiglie su cinque hanno dovuto modificare il menù quotidiano e oltre il 30 per cento è stato obbligato, a causa delle difficoltà economiche, a comprare prodotti di qualità inferiore. Uguale è la percentuale di chi si è rivolto ormai esclusivamente alle “promozioni” commerciali.

D’altronde, gli incrementi dei prodotti petroliferi si sono fatti sentire anche sulle quotazioni all’origine di una serie di prodotti agricoli che, come segnalato dall’Ismea, hanno subito (pur se a febbraio si è avuto un calo congiunturale dello 0,9 per cento) un’accelerazione che, tuttavia, da sola non poteva provocare un aumento così marcato dei prezzi sugli scaffali. Incremento, pertanto, provocato -rimarca la Cia- sia dalla “bolletta energetica” che da alcune spinte speculative.

C’è da evidenziare, comunque, che il “caro petrolio” sta avendo negativi effetti anche sulle imprese agricole che solo a febbraio hanno fatto i conti con rincari di oltre il 6 per cento dei carburanti. In pochi mesi -conclude la Cia- il gasolio agricolo è, infatti, passato da 50 centesimi a più di un euro al litro. Una crescita, visto l’andamento del mercato petrolifero, destinata a proseguire nei prossimi mesi, con conseguenze sia per le nostre tavole che per il lavoro degli agricoltori.

 

 

 


Pasqua: boom della vacanza breve, in 600 mila scelgono l’agriturismo

 

Secondo Turismo Verde-Cia, il prossimo week-end farà segnare una ripresa del settore, muovendo un giro d’affari di oltre 150 milioni di euro. Complici del successo non solo i prezzi favorevoli ma anche il crollo delle mete oltreconfine, con il black-out del Nord Africa (meno 35 per cento).    

 

A Pasqua gli italiani non rinunciano alle vacanze, ma optano per soggiorni brevi (2-3 giorni) e località vicine. Che sia mare, campagna o città d’arte, le famiglie quest’anno abbandonano l’idea dei luoghi esotici oltreconfine e vanno, invece, alla riscoperta dell’Italia e delle sue tradizioni. E non è solo una scelta dettata dalla crisi economica, che ancora incide sul portafogli: nel 2011 a favorire i viaggi “in casa” è soprattutto il black-out delle vacanze in Nord Africa. Le rivolte in Egitto e in Tunisia, per esempio, hanno fatto crollare le prenotazioni nel Mar Rosso e sulle coste sud del Mediterraneo (meno 35 per cento). A beneficiarne le località di villeggiatura della penisola, prima di tutto gli agriturismi, per i quali si prevede il “pienone” nel week-end di Pasqua. Al momento, infatti, sono già più di 600 mila le famiglie che hanno prenotato una vacanza in campagna, con un giro d’affari stimato che supera abbondantemente i 150 milioni di euro. E’ quanto emerge da un’indagine condotta presso le aziende agrituristiche di Turismo Verde, l’associazione agrituristica della Cia-Confederazione italiana agricoltori.

Dopo la flessione delle presenze nel 2010 (meno 8 per cento), le aziende agrituristiche segnano una consistente ripresa nelle prenotazioni per le prossime festività, compresa tra il 7 e il 9 per cento annuo. Una crescita che si riscontra in tutte le regioni, complici anche i prezzi particolarmente favorevoli che non hanno subìto aumenti rispetto a quelli dell’anno precedente.

I menù delle aziende agrituristiche nel periodo pasquale -informa Turismo Verde-Cia- rispettano sempre l’antica ritualità e le usanze enogastronomiche del periodo: ci sono le uova (simbolo di rinascita) e l’agnello (legato alla tradizione cristiana), la colomba (simbolo di pace) e le torte rustiche con salame e formaggio come il “casatiello” napoletano (che contiene tutti i simboli della Pasqua). E poi ci sono i dolci a base di grano (simbolo di resurrezione) come la pastiera, ma anche le frittelle e le zucche con i germogli (il ratto di Proserpina).

Ma la vacanza in agriturismo non è solo enogastronomia: è anche relax e ricerca di benessere nelle molte aziende che si sono attrezzate per offrire agli ospiti la possibilità di ritemprarsi dallo stress quotidiano. E’ così c’è l’opportunità di imparare a fare “qualcosa” di particolare: osservare un cielo stellato e saper scoprire le costellazioni, riconoscere e utilizzare le erbe aromatiche e spontanee per cucinare pietanze più profumate, preparare impacchi cosmetici per la cura del corpo, fare birdwatching, passeggiate guidate a cavallo o in bicicletta.

In Italia -ricorda Turismo Verde-Cia- le aziende agrituristiche sono 18.480, di cui 15.334 con alloggio (per un totale di 190 mila posti letto) e 8.928 con ristorazione (per 337.385 coperti complessivi). Di tutti questi, 3.140 fanno escursionismo, 1.615 equitazione, 2.398 mountain bike e 1.407 con corsi, soprattutto di cucina.

 

 


Suini: allevatori nel dramma. Prezzi in caduta e costi alle stelle. “Made in Italy” sotto assedio. Bene il Tavolo tecnico, ma deve dare subito risultati concreti

 

La Cia sollecita interventi efficaci che diano risposte valide ai produttori. Tutelare il reddito, difendere e valorizzare le nostre produzioni tipiche e di qualità. Risolvere il problema del credito. Subito l’etichettatura d’origine. Coinvolgere sempre di più la Grande distribuzione organizzata (Gdo) arrivando ad un Tavolo interprofessionale.

 

Per la suinicoltura italiana è sempre più emergenza. La convocazione del Tavolo tecnico, annunciata dal ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Saverio Romano e da tempo sollecitata dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori, è un elemento positivo, ma è necessario che dia al più presto concreti frutti. Bisogna rispondere in modo efficace ai gravi problemi che condizionano pesantemente i nostri allevatori: elevati costi produttivi (soprattutto i mangimi), burocratici e contributivi; prezzi alla stalla in drastico calo (ormai vicini all’euro al chilogrammo e inferiori a quelli corrisposti nel 2010); un credito che sta mettendo in grave difficoltà molte aziende; un’agguerrita e sleale concorrenza estera che sta mettendo sotto assedio il prodotto “made in Italy”.

In occasione della 51ª edizione della Rassegna suinicola internazionale di Reggio Emilia, la Cia riafferma l’urgenza di interventi realmente validi a sostegno degli allevatori suinicoli italiani, il cui reddito ha subito, negli ultimi anni, un taglio pesantissimo. Il Tavolo tecnico può, quindi, rappresentare il punto focale dal quale ripartire per cercare di risolvere tutti quei nodi che hanno gettato la nostra suinicoltura nel dramma.

Per la Cia il Tavolo tecnico deve, comunque, trasformarsi in un vero e proprio Tavolo interprofessionale al quale partecipi anche la Grande distribuzione organizzata (Gdo), in modo che la complessità delle questioni sul tappeto venga affrontata con la dovuta incisività.

Più volte la Cia ha denunciato che la carne di maiale, i prosciutti e i salami Dop italiani rischiano di scomparire dalle nostre tavole. Infatti, davanti ad una crescita record dei costi di produzione e a prezzi certamente non più remunerativi, migliaia di aziende suinicole possono chiudere definitivamente.

Non solo. La suinicoltura italiana è minacciata anche dall’estero. Ormai -avverte la Cia- è una vera “invasione”. L’assalto del “suino straniero” (oltre 900 mila tonnellate per un valore di circa un miliardo di euro l’import del 2010, con più di 60 milioni di cosce di maiale fresche) può, infatti, mettere in discussione il futuro dei nostri produttori. Tre prosciutti (cotti e crudi) su quattro sono esteri. E con nomi di fantasia si cerca anche di confondere il consumatore spacciandoli per “made in Italy”: “prosciutto del contadino”, “prosciutto nostrano”, “prosciutto di montagna”.

In questo contesto, s’inserisce l’impellente esigenza dell’etichettatura d’origine che deve essere attuata in tempi brevi. In questa maniera e con l’accordo di tutte le parti della filiera, dalla stalla alla distribuzione, sarà possibile -avverte la Cia- difendere e valorizzare tutta la nostra produzione suinicola tipica e di grande qualità.

D’altra parte, il settore suinicolo nazionale -rimarca la Cia- subisce da anni la concorrenza dei prodotti provenienti dall'estero, di minore qualità, ma fortemente competitivi nei prezzi di produzione. In sostanza, l'Italia importa oltre il 40 per cento del proprio fabbisogno di carne suina proprio in assenza di qualsiasi sistema obbligatorio di indicazione della provenienza che informi il consumatore rispetto al luogo di produzione e macellazione delle carni.

Per questa ragione la Cia- rinnova il suo appello per una nuova e più efficace politica per superare una situazione di estrema difficoltà, con gli allevatori pressati da problemi sempre più complessi e impossibilitati a svolgere un’adeguata attività imprenditoriale. Un’azione che si sviluppi anche attraverso interventi per l'accesso al credito e per la ristrutturazione dei mutui in corso per le aziende suinicole in difficoltà.

 

 


Tabacco: il ministro convochi subito le multinazionali. Occorre chiudere al più presto gli accordi quadro

 

La richiesta viene dalla Cia, fortemente preoccupata per il grave stato di incertezza in cui i produttori oggi sono costretti a operare.

 

Il ministro delle Politiche agricole Saverio Romano deve convocare al più presto le multinazionali del tabacco per chiudere in tempi brevi gli accordi quadro. Una sollecitazione in tal senso viene dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori, fortemente preoccupata per la difficile situazione in cui oggi si trovano ad operare i produttori del settore.

In diverse aree del Paese -ricorda la Cia- i produttori di tabacco stanno iniziando i trapianti delle piantine senza alcuna prospettiva per il futuro. Il comparto, che vede l’Italia come primo produttore comunitario con decine di migliaia di occupati, vive un momento di grande difficoltà a seguito del forte ridimensionamento degli aiuti pubblici e per l’incertezza degli accordi con le multinazionali.

I produttori -avverte la Cia- non possono continuare ad operare in un contesto privo di chiari punti di riferimento o a dover rincorrere ad accordi parziali. Da qui la richiesta della convocazione ministeriale. D’altra parte, già diverse multinazionali hanno manifestato il proprio interesse a sottoscrivere gli accordi quadro.

 

 

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TERRITORIO


Cia dell’Umbria: bene il Regolamento regionale sul biodigestato. Il presidente Brugnoni, grande opportunità per la piena riattivazione degli allevamenti suinicoli

 

Finalmente, dopo mesi di attesa, sta per essere pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Umbria il “Regolamento per la gestione degli impianti per il trattamento degli effluenti di allevamento e delle biomasse per la produzione di biogas, e per l’ utilizzazione agronomica del digestato prodotto”.

“Si tratta -ha dichiarato il presidente della Cia dell’ Umbria Domenico Brugnoni- del fruttuoso esito dell’ ampia concertazione che per tanto tempo ha visto impegnati rappresentanti delle Istituzioni e delle Organizzazioni di categoria. La possibilità di realizzare impianti al servizio di imprese agrozootecniche, cantine e frantoi -ha continuato Brugnoni- fornisce, in un momento di grave crisi del settore, elementi di certezza necessari per un pieno dispiegamento delle grandi potenzialità di sviluppo della green economy nella nostra regione”.

La Cia dell’Umbria ricorda che l’ agricoltura, oltre ad incidere considerevolmente sulla ricchezza della nostra regione, concorre all’ approvvigionamento delle risorse energetiche (fotovoltaico, biogas, biomasse, ecc.) necessarie per incentivare un’ economia sostenibile.

Brugnoni ha sostenuto, a tal proposito, l’ importanza di sostenere gli investimenti delle aziende agricole umbre nelle filiere agroenergetiche anche attraverso le risorse del 3° Asse del Piano regionale di sviluppo rurale; in tal modo si favorirebbe  la permanenza sul nostro territorio di tutti i benefìci economici e sociali derivanti dai sostegni pubblici. Le tematiche tecniche legate alla promozione delle agroenergie sono state, fra l’ altro, approfondite nel corso di due iniziative seminariali organizzate dalla Cia dell’Umbria nel corso delle quali erano stati proprio gli imprenditori suinicoli a chiedere con forza l’ adozione del Regolamento sul biodigestato, a seguito delle note vicende legate alla chiusura degli impianti consortili di Bettona e Marsciano che hanno portato alcune aree alla completa cessazione delle attività zootecniche.

“Siamo ora finalmente in presenza -ha sottolineato il presidente regionale della Cia- di un quadro di regole certe che consentono da una parte la piena valorizzazione dei reflui degli allevamenti ai fini della produzione di bioenergia e, dall’ altra, l’ utilizzazione agronomica del biodigestato, trasformando in tal modo un problema in una risorsa per l’ ambiente attraverso la produzione di energia pulita. Auspichiamo ora -ha concluso il presidente Brugnoni- una rapida e corretta applicazione delle disposizioni contenute nel provvedimento che, comunque, deve essere accompagnato da una dettagliata programmazione regionale degli interventi di sostegno alla zootecnia”.

 

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APPUNTAMENTI


Domenica in agriturismo: porte aperte con Turismo Verde-Cia in tutta la Toscana fra tipicità e relax

 

L’agriturismo fa festa. Domenica 17 aprile si terrà in gran parte della Toscana la “5ª Giornata nazionale dell’agriturismo”, l’iniziativa con cui le strutture ricettive di Turismo Verde Toscana (l’associazione agrituristica della Cia-Confederazione italiana agricoltori) organizzano su tutto il territorio italiano delle aperture speciali per far meglio conoscere ed apprezzare l’ospitalità, le attività, le produzioni enogastronomiche locali. Il titolo scelto per l’edizione 2011 è “Agriturismo: in scena con tutti i sensi…”: uno slogan che pone l’accento sui tanti servizi offerti dalla vacanza in campagna, in grado di soddisfare vista, udito, tatto, gusto e olfatto.

Grande festa nella campagna di Lucca all’agriturismo Podere La Rosa; al Podere Cappella a San Gimignano (Si) e alla Fattoria Rancaccio, a Pieve a Ranco (Ar). Eccezionale iniziativa in provincia di Grosseto dove la Giornata dell’agriturismo interesserà ben 101 aziende agricole (www.agriturismoverde.com).

Le proposte della Giornata nazionale dell’agriturismo, vanno dalla riscoperta di menù tipici della cucina contadina a degustazioni guidate di prodotti locali, dal vino ai salumi e formaggi. Come nelle edizioni precedenti, spiega Turismo Verde-Cia Toscana, sono alcune centinaia in tutta la regione le aziende agricole che hanno aderito all’iniziativa e che hanno organizzato quel “qualcosa” in più rispetto alla “semplice” ospitalità e ristorazione, che permette una fruizione dei diversi territori regionali non più “omologata” e distratta.

Intanto è trascorso un anno dalla modifica della legge regionale sull’agriturismo. Per Cia Toscana-Turismo Verde è necessario completare la semplificazione burocratica degli agriturismo toscani con la partecipazione di tutti i soggetti, pubblici e privati. E poi definire una volta per tutte, senza equivoci, l’uso dei prodotti, la regole di macellazione aziendale, la regolamentazione di fattorie didattiche e sociali, nonché il regolamento sulle piscine. Dallo scorso anno non pochi aspetti sono cambiati nel rapporto amministrativo con le istituzioni da parte delle imprese agricole che svolgono attività agrituristica -sottolinea la Cia Toscana-. Ci sono elementi di interesse, così come delle zone che sono rimaste in ombra e sulle quali è necessario l’adeguato intervento della Regione. La modifica più qualificante dell’attuale assetto legislativo -secondo Cia Toscana- è il passaggio dall’autorizzazione comunale al regime autocertificativo delle aziende con la presentazione di relazione e DIA Agrituristica in autocertificazione. Novità che velocizza i tempi burocratici ma aumenta la responsabilità dell’imprenditore.


Giornata nazionale dell’Agriturismo: iniziativa a Brindisi

 

La Cia  e Turismo Verde hanno indetto per domenica prossima 17 aprile la quinta “Giornata nazionale dell’Agriturismo”, sotto lo slogan: “Agriturismo: in scena con tutti i sensi…”. Uno slogan che vuole porre l’accento sui tanti servizi offerti dalla vacanza in campagna, che sono in grado di soddisfare vista, udito, tatto, gusto e olfatto. In ogni provincia italiana saranno numerose le aziende agrituristiche, aderenti a Turismo Verde-Cia, che domenica prossima organizzeranno delle aperture speciali per far meglio conoscere l’ospitalità, le attività, le produzioni enogastronomiche locali, proponendo menù e piatti tipici (anche con menù tricolori dedicati al 150.mo Anniversario della Unità di Italia), degustazioni “guidate”, escursioni e visite didattiche, percorsi olfattivi e corsi brevi sulla trasformazione dei prodotti.

La Cia di Brindisi e Turismo Verde hanno organizzato la quinta “Giornata nazionale dell’Agriturismo” presso la Masseria Ottava Piccola di Silvestro Valentini ubicata in Contrada Ottava a Montalbano di Fasano. Qui domenica prossima 17 aprile si terrà la festa dell’agriturismo con una serie di iniziative a partire dal primo pomeriggio. Dalle ore 16 alle ore 19, infatti, sarà possibile effettuare una visita all’azienda e al frantoio ipogeo, ed una visita guidata al Parco delle Dune Costiere (previa prenotazione al numero 331.7226444). Inoltre sarà possibile visitare gli stand del Parco delle Dune Costiere, del Presidio del Pomodoro della Regina di Torre Canne che sta promuovendo questo importante prodotto tipico fasanese, e del Pastificio Cardone, che è capofila nella redazione del disciplinare tecnico di Filiera Corta “Senatore Cappelli dalla Terra alla Tavola”. Un progetto quest’ultimo che ha l’obiettivo di fissare le linee guida ed i requisiti per la produzione e la rintracciabilità della pasta di semola di grano duro della varietà senatore Cappelli, coltivato localmente per garantire e aumentare la sicurezza alimentare e valorizzare varietà antiche ed autoctone di grano duro.

Alle ore 20, invece, dopo l’introduzione da parte degli organizzatori ed i saluti delle autorità presenti, sarà proposta la commedia in vernacolo (inedita di Piero Sabatelli) “Gìùàannèedd àa Kàattèev” ambientata, appunto, in un contesto agricolo della metà del secolo scorso e che vedrà all’opera l’Associazione teatrale in vernacolo e non "Gli Amici di Gìùàannèedd".

Al termine si terrà una degustazione di prodotti e piatti tipici. Alla iniziativa -che sarà realizzata con la collaborazione della Cooperativa progresso agricolo di Fasano- interverranno: Luigi D’Amico, presidente provinciale Cia Brindisi, e Donato Petruzzi, vicepresidente regionale Cia e componente della commissione regionale agrituristica.

 

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