| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 46 - n. 182 | 14 ottobre 2004 |
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In occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione, che si celebra su iniziativa della Fao il 16 ottobre, la Federazione internazionale dei produttori agricoli (Fipa) ha inviato una “lettera aperta” ai dirigenti del mondo. Lettera che la Cia è stata incaricata di divulgare ai rappresentanti delle istituzioni, delle forze politiche, sociali ed economiche del nostro Paese. Di seguito pubblichiamo il testo della lettera. Gli agricoltori: gestori degli ecosistemi La celebrazione della Giornata mondiale dell'alimentazione, il 16 ottobre, sottolinea nuovamente, da una parte, le straordinarie prestazioni degli agricoltori che producono prodotti di alta qualità in maniera ecologica e nel rispetto del benessere animale e, dall'altra, le sfide colossali alle quali gli agricoltori che lottano per la loro sopravvivenza devono far fronte. Mentre si celebra l'agricoltura, gli agricoltori però sono sempre lasciati in ombra. La Fao ha deciso quest'anno di evidenziare l'importanza della biodiversità per la sicurezza alimentare. Una delle più grandi difficoltà che oggigiorno si presenta al settore agricolo può essere riassunta come segue: come preservare la biodiversità, rispettando una produzione alimentare sufficiente che risponda ai bisogni di una popolazione in crescita? Gli agricoltori e l'ambiente rurale giocano un ruolo cruciale nella conservazione della biodiversità. Sono decisamente coscienti che le relazioni tra l'agricoltura e la biodiversità abbiano delle ripercussioni sulle pratiche agricole. Ruolo fondamentale degli agricoltori Gli agricoltori sono i principali custodi della terra. Difendono nei loro campi una parte consistente della biodiversità mondiale. Gli agricoltori lavorano duramente per nutrire una popolazione mondiale in crescita costante, con risorse limitate, sempre nel rispetto della biodiversità e tentando di guadagnare la loro vita. Si assiste tuttavia ad un degrado della biodiversità, i gruppi sociali e la stessa umanità sono attualmente più vulnerabili dato che le stesse possibilità di cambiamento vanno restringendosi. Circa il 75% della diversità genetica delle piante coltivate è sparito nel corso del secolo passato. L'erosione del suolo è la causa del degrado di un buon 40% delle terre coltivabili nel mondo, e nello stesso tempo nei Pvs l'accumulo d'acqua o la salinità hanno danneggiato dal 20% al 30% delle terre irrigate. L'agricoltura, che si allarga sempre più e che copre attualmente un terzo della superficie terrestre, è il settore che fa l'uso più grande di biodiversità e dei suoi componenti. Secondo le statistiche, la produzione alimentare mondiale dovrà raddoppiarsi da oggi al 2050 o per intensificazione o per espansione. In entrambi i casi le ripercussioni sulla biodiversità aumenteranno. Una responsabilità condivisa Anche se subiscono le conseguenze dalla perdita di biodiversità, gli agricoltori rimangono i custodi dell'ambiente mondiale e attori dei cambiamenti. Essi potranno per tanto trarre profitto dal miglioramento delle pratiche agricole e ricorrere a soluzioni agroambientali se si offriranno loro incentivi adeguati. Nel corso dei secoli gli agricoltori hanno accumulato un bagaglio impressionante di conoscenze procedendo alla selezione, alla produzione e alla diffusione dei cultivars così come alla selezione del bestiame. Essi risultano il più grande gruppo umano di gestori di ecosistemi e ciò comporta la necessità di farli partecipare al miglioramento della gestione della biodiversità. Da troppo tempo si demanda ai soli agricoltori la responsabilità di preservare la biodiversità. Fino a che gli agricoltori e le loro famiglie avranno fame e dovranno combattere per sopravvivere, la protezione della biodiversità resterà una necessità fondamentale, difficile da soddisfare. . La Fao ha affermato che la biodiversità è la nostra migliore alleata nella lotta contro la fame. Se le cose stanno così gli agricoltori sono in prima linea. La conservazione della biodiversità è una responsabilità condivisa che gli agricoltori non possono assumere da soli. I governi debbono assolvere pienamente il loro ruolo di sostegno incoraggiando lo sviluppo dei programmi di conservazione della biodiversità gestiti dagli agricoltori su scala locale. La conservazione della biordiversità riguarda tutti. E' una sfida che nessuno può accettare da solo. La chiave è quella di un partenariato innovatore. Tuttavia ogni partenariato che voglia essere efficace deve garantire una base di uguaglianza che attualmente per gli agricoltori manca del tutto. E' arrivato il tempo che i dirigenti del mondo intero, sia a livello nazionale che internazionale, passino all'azione. Noi agricoltori siamo pronti a lavorare per assicurare una produzione alimentare sufficiente per tutti e che protegga l'ambiente. Una nuova disponibilità di risorse finanziare si impone in maniera impellente. I dirigenti del mondo sono pronti ad appoggiarci ?
Consistente produzione ed ottima qualità. Sono questi i fattori che contraddistinguono l’attuale campagna nel comparto delle nocciole. A rilevarlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori la quale evidenzia come la soddisfacente produzione italiana (circa 120.000 tonnellate) si stia affermando sia sul mercato interno che estero, con risultati positivi per i nostri produttori. Inoltre, la Cia mette in risalto che la scarsa affluenza di prodotto turco, in seguito alle disastrose gelate dell’aprile scorso, ha contribuito contemporaneamente sia all’aumento dei prezzi mondiali che alla crescita della domanda di prodotto italiano. I flussi di export nei mesi di settembre e di ottobre -afferma ancora la Cia- sono quadruplicati rispetto allo scorso anno ed i prezzi spuntati dai nostri produttori si aggirano sui 4,70 euro/kg (prodotto sgusciato) a Napoli e sui 5,00 a Roma.
Una dichiarazione del vicepresidente vicario della Cia Giulio Fantuzzi al termine della riunione del Tavolo verde. “Pur riservando agli organi della nostra Confederazione una valutazione più approfondita della bozza del nuovo testo del decreto sulla coesistenza in materia di Ogm, che il ministro ha consegnato alle Organizzazioni agricole nella riunione del Tavolo verde di oggi, è senz’altro da accogliere positivamente il senso e il contenuto di alcuni miglioramenti normativi che vanno nella direzione richiesta dalla Conferenza delle Regioni”. E’ quanto rilevato dal vicepresidente vicario della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giulio Fantuzzi. “Nel testo -aggiunge Fantuzzi- si riconosce finalmente, attraverso una precisa strumentazione attuativa, che la possibile coltivazione sul suolo italiano delle varietà di Ogm già autorizzate dall’Ue richiede chiare linee di indirizzo a livello nazionale, entro le quali deve collocarsi la legislazione di competenza regionale. Su questo punto la Cia aveva già espresso le proprie osservazioni critiche, oggi accolte, quindi, favorevolmente. Un puro e semplice rimando a venti normative su scala regionale non coerenti tra di loro aprirebbe la porta, del resto, a palesi distorsioni di concorrenza per disparità di trattamento a danno di imprese agricole che debbono poter operare in un quadro di certezze giuridiche chiare e precise, e non fornirebbe nemmeno quel messaggio di sicurezza al consumatore di cui c’è bisogno”. “Spero -sottolinea ancora il vicepresidente vicario della Cia- che sulla base del testo presentatoci oggi si possa raggiungere una solida intesa nella Conferenza Stato-Regioni che è prevista per le prossime ore e arrivare al più presto all’adozione del decreto da parte del Consiglio dei ministri. Abbiamo perso già troppo tempo nel dissertare sui massimi sistemi o nel palleggio istituzionale tra Stato e Regioni. Adesso è ora di agire, in un quadro di regole chiare e concertate”. “Sono fermamente convinto -conclude Fantuzzi- che in Italia la difesa della qualità della nostra agricoltura e dell’ambiente, il progresso della ricerca scientifica, la libertà di scelta dell’impresa e la sicurezza del consumatore, nel quadro dell’appartenenza all’Europa, debbano e possano felicemente ‘coesistere’ tra di loro”.
Torino in questo periodo è la capitale del “gusto”, ma gli agricoltori del Piemonte, che producono il gusto, sono costretti a scendere in piazza per denunciare il drammatico calo dei prezzi agricoli all’origine, che sta mettendo in pericolo la sopravvivenza stessa delle loro aziende. Gli agricoltori piemontesi producono gusto...ma sono gli “altri” a guadagnare. Agli agricoltori rimangono soltanto le briciole. Per sensibilizzare l’opinione pubblica sul profondo stato di malessere che le campagne stanno vivendo, il prossimo 23 ottobre a Torino, in via Cesare Battisti, alle ore 15, i produttori , su iniziativa della Cia regionale, distribuiranno gratuitamente ai cittadini prodotti ortofrutticoli piemontesi di qualità. Purtroppo -evidenzia la Cia del Piemonte- dal continuo calo dei prezzi alla produzione i consumatori non stanno traendo alcun vantaggio, in quanto non c’è stata nessuna diminuzione dei prezzi al dettaglio. La domanda che i produttori ortofrutticoli si pongono è la seguente: perché quando il prezzo all’origine va su, il prezzo finale esplode e quando il prezzo all’origine crolla, quello finale non si abbassa neanche di un centesimo? Ecco -aggiunge la Cia regionale- alcuni prezzi all’origine di questa estate : mele : 0,25 euro al chilogrammo pesche : 0.20 cipolle : 0,10 lattuga : 0,16 patate : 0.11 pomodori : 0,10 L’elenco -sottolinea ancora la Cia regionale- potrebbe essere ancora lungo ed estendersi anche ad altri prodotti non ortofrutticoli (per esempio il latte viene pagato alla stalla 0,32 euro il litro). La spirale dei prezzi, negli ultimi anni, ha innescato meccanismi perversi, che hanno fatto ridurre vertiginosamente i redditi in agricoltura e nello stesso tempo hanno portato a rincari artificiosi ed a speculazioni che hanno penalizzato pesantemente i consumatori, i quali sono sempre più in balia di un mercato privo di informazioni e sempre meno trasparente. I rincari, insieme all’aumento delle importazioni, hanno causato la discesa dei consumi di frutta e verdure, con la conseguente crisi di un comparto, quello ortofrutticolo, molto importante per l’economia agricola regionale e nazionale. Per questi motivi -conclude la Cia del Piemonte- i produttori chiedono la solidarietà dei consumatori nella battaglia che stanno sostenendo per ristabilire un’equa distribuzione del reddito tra produzione, trasformazione e distribuzione, per stroncare tutti i rincari ingiustificati al dettaglio, per favorire la ripresa dei consumi e per rivendicare un progetto di rilancio dell’agricoltura piemontese ed italiana.
NOI PRODUCIAMO GUSTO ……….E GLI ALTRI GUADAGNANO
Un settore fondamentale dell’economia del Piemonte rischia di cadere sotto i colpi della crisi : l’agricoltura. I prezzi che vengono corrisposti agli agricoltori per i loro prodotti precipitano e non coprono i costi di produzione. Mentre il consumatore è scoraggiato dai prezzi d’acquisto, il dramma della nostra campagna, oltre che economico, rischia di mutare profondamente l’intero tessuto sociale. Tutta la filiera agroalimentare è a rischio e si perdono la tipicità, la qualità e la sicurezza garantita dall’origine locale dei prodotti agricoli. Tutto ciò avviene nell’indifferenza più completa e nella mancanza di un’azione consapevole da parte del Governo. E’ alla luce di questa drammatica situazione che la Cia del Piemonte, proseguendo con le sue iniziative di sensibilizzazione sulle conseguenze economico sociali della crisi del settore agricolo, ha predisposto un : PRESIDIO, CON DISTRIBUZIONE IN OMAGGIO AI CITTADINI DI PRODOTTI ORTOFRUTTICOLI, A TORINO, IN VIA CESARE BATTISTI (TRAVERSA DI VIA ROMA), A PARTIRE DALLE ORE 15 DI SABATO 23 OTTOBRE Insieme ai produttori piemontesi, parteciperà al presidio anche GIUSEPPE POLITI, Presidente nazionale della Confederazione Italiana Agricoltori. Saranno distribuiti in omaggio : 12 quintali di mele 6 quintali di patate 300 casse di lattuga 4 quintali di carote 1,5 quintali di cavoli 2 quintali di cipolle 6 quintali di kiwi 6 quintali di zucchine Avremmo potuto fare di più, tanto grande è l’invenduto delle nostre aziende che finirà al macero, ma per ragioni di ordine pubblico, abbiamo concordato con le autorità pubbliche, di procedere ad una distribuzione di prodotti ortofrutticoli solo simbolica. Crollano i prezzi all’origine: agricoltura piemontese in ginocchio Domani presidio della Cia Piemonte nel centro di Torino con distribuzione omaggio di prodotti ortofrutticoli L’agricoltura piemontese sta vivendo un momento particolarmente difficile. I produttori sono alle prese con problemi complessi che impediscono di operare con la dovuta efficacia sui mercati. Da parte delle istituzioni e del Governo continua ad esserci un completo disinteresse. E lo scenario diventa sempre più fosco. Soprattutto sul fronte dei prezzi si registrano situazioni drammatiche. Siamo nella completa emergenza. I prezzi all’origine sono in fortissimo calo e ciò sta mettendo in pericolo la sopravvivenza stessa delle aziende. Il paradosso è che i consumatori da tale stato di cose non ne traggono alcun vantaggio. Anzi, i prezzi al dettaglio sono in costante e vertiginosa crescita. Insomma, “gli agricoltori piemontesi producono gusto...ma sono gli altri a guadagnare”. Sotto questo slogan la Cia-Confederazione italiana agricoltori del Piemonte ha promosso a Torino per domani, sabato 23 ottobre, dalle ore 15, in via Cesare Battisti (traversa della centrale via Roma, nei pressi di piazza Castello), un presidio di produttori per denunciare la drammatica situazione. Durante il presidio verranno distribuiti in omaggio ai cittadini mele, patate, lattuga ed altri ortaggi. Parteciperà al presidio anche il presidente nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi.
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