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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

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Anno 53 - n. 181 14 settembre 2011
ATTUALITÀ
  • La Cia di Taranto presenta ai sindaci dei comuni della provincia la “Carta di Matera”
  • Puglia: il governatore Vendola e l’assessore Stefàno sottoscrivono la “Carta di Matera”
COMUNICATI
  • Alimentare: un altro inganno a tavola. E’ in arrivo lo yogurt senza latte. A rischio consumi per oltre 1,7 miliardi di euro e danni per i produttori
TERRITORIO
  • Un agricoltore ai vertici della Camera di Commercio di Ragusa. Soddisfazione della Cia siciliana

 

ATTUALITÀ


La Cia di Taranto presenta ai sindaci dei comuni della provincia la “Carta di Matera”

 

Si è svolto presso la Saletta Angelo Monfredi della Camera di Commercio l'incontro con i sindaci della provincia di Taranto per la presentazione della “Carta di Matera” da parte dalla Confederazione italiana agricoltori.

L'iniziativa prevista per i primi di agosto era stata rinviata a seguito del decesso per incidente stradale del dirigente della Cia di Taranto Carmelo Candia.

Alla conferenza stampa erano presenti per la zona occidentale quasi tutti i sindaci e loro delegati, Castellaneta (sindaco Italo D'Alessandro), Ginosa (sindaco Vito De Palma), Laterza (consigliere Francesco Santantonio), Palagiano (assessore Francesco Di Pierro) e Mottola (assessore Giuseppe Mansueto), assenti Massafra e Palagianello; per la zona orientale presenti i comuni di Torricella (sindaco Emidio De Pascale), Monteparano (sindaco Cosimo Birardi), Grottaglie (assessore Giovanni Di Carlo), San Marzano (assessore Antonio Pastore, Maruggio (assessore Armando Maiorano), Fragagnano (assessore Bruno Oggianu), fra gli assenti i comuni di Manduria, Avetrana, Lizzano, Martina Franca e Taranto.

Nel corso dell'incontro sono stati illustrati i contenuti della “Carta di Matera” e la necessità di costruire una nuova politica agraria nazionale e regionale partendo dal territorio e, quindi, dal supporto degli enti locali.

Con la firma del documento, è stato inaugurato un nuovo corso delle relazioni tra agricoltori e comuni pugliesi, in un momento in cui il settore primario attraversa una crisi assai complessa: costi e oneri burocratici in crescita, redditi in caduta libera, prezzi non remunerativi, scarsa mobilità fondiaria, debolezza di servizi qualificati di formazione o consulenza e squilibri notevoli nella filiera agroalimentare. Il tutto mentre l’Unione Europea, a cominciare dalla riforma della Pac post 2013, pone nuove sfide che non possono non essere raccolte: i cambiamenti climatici, le energie rinnovabili, le risorse idriche e la salvaguardia della biodiversità.

La “Carta di Matera” -ha spiegato il Presidente Nicola Spagnuolo- stilata dalla Confederazione italiana agricoltori a settembre 2010 nel corso della “Festa nazionale dell’agricoltura”, promuove un “patto” tra le organizzazioni degli agricoltori e gli amministratori locali che si fonda su principi, come la rivalutazione dell’attività agricola in tutte le sue forme, la salvaguardia del suolo e dell’ambiente e la valorizzazione del rapporto tra cibo e territorio. Non dimenticando la diffusione prioritaria dei servizi e la semplificazione della macchina burocratica, senza le quali le imprese agricole non vanno avanti. È importante prevedere per i singoli Comuni dei Piani di sviluppo delle aree rurali. I sindaci devono occuparsi del settore primario, incrementando tutta una serie di iniziative tese, appunto, a valorizzare, innovare e rendere più redditizia l’agricoltura pugliese. All’interno della filiera turistica, ad esempio, il settore agricolo può rappresentare un ulteriore e fondamentale fattore attrattivo. I principi della rivalutazione dell'attività agricola, della salvaguardia del suolo e dell'ambiente e della valorizzazione del rapporto tra cibo e territorio, sono i nostri principi. Sono i principi ai quali devono ispirarsi tutti gli enti locali pugliesi.

E' intervenuto il presidente della Cia Puglia Antonio Barile, il quale ha evidenziato la necessità di maggiore attenzione verso il settore agricolo per sostenerlo in tutte le sedi  riconoscendo i benefici economici, sociali e territoriali che l'agricoltura porta con sé.

Al termine della presentazione è intervenuto il sindaco di Castellaneta l'avv. Italo D'Alessandro, in rappresentanza di tutte le Amministrazioni Comunali, il quale ha sostenuto la necessità di tenere in giusta considerazione il settore agricolo, a partire dalla viabilità rurale. Naturalmente il tutto inquadrato in un momento in cui con i tagli ai trasferimenti da parte dello Stato verso le Amministrazioni comunali non è semplice gestire i bilanci. Di qui l'idea lanciata dal presidente provinciale della Cia Nicola Spagnuolo di partire con un segnale preciso da parte dei comuni, destinando agli interventi per il settore agricolo una quota proveniente dall'Ici agricola.

Per la Cia erano presenti all’incontro il presidente regionale Antonio Barile, il presidente e il vicepresidente provinciali Nicola Spagnuolo e Franco Passeri, il direttore provinciale Vito Rubino e il segretario generale della Camera di Commercio di Taranto Francesco De Giorgi.

È ovvio che nei prossimi giorni le Amministrazioni comunali assenti all'incontro potranno comunque sottoscrivere la “Carta di Matera”.

Ai partecipanti è stato dato vino e olio delle aziende aderenti alla Cia.

 

 


Puglia: il governatore Vendola e l’assessore Stefàno sottoscrivono la “Carta di Matera”

 

Costruire una nuova politica agraria nazionale e regionale partendo dal territorio e, quindi, dal supporto degli enti locali. E’ questo l’obiettivo della “Carta di Matera”, il manifesto programmatico delineato dalla Cia per coinvolgere le istituzioni a qualunque livello nella costruzione di “un futuro con più agricoltura”. Un invito raccolto immediatamente dal presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Dario Stefàno, che ieri 13 settembre,  alla Fiera del Levante di Bari, presso il Centro Direzionale, hanno sottoscritto con il presidente della Cia Puglia Antonio Barile la “Carta di Matera”, impegnandosi a veicolare e a promuovere le istanze contenute nel documento.

Con la firma, dunque, s’inaugura ufficialmente un nuovo corso delle relazioni tra agricoltori pugliesi e Regione Puglia, in un momento in cui il settore primario attraversa una crisi assai complessa: costi e oneri burocratici in crescita, redditi in caduta libera, prezzi non remunerativi, scarsa mobilità fondiaria, debolezza di servizi qualificati di formazione o consulenza e squilibri notevoli nella filiera agroalimentare. Il tutto mentre l’Unione europea, a cominciare dalla riforma della Pac post 2013, pone nuove sfide che non possono non essere raccolte: i cambiamenti climatici, le energie rinnovabili, le risorse idriche e la salvaguardia della biodiversità.

“Per affrontare tutto questo -spiega il presidente della Cia Puglia Antonio Barile- è necessario, oggi più che mai, lavorare insieme agli Enti locali, alle Province e alla Regione stabilendo rapporti e stipulando accordi, concordando indirizzi e programmi di attività e soprattutto attuando politiche sul territorio a favore di tutta la collettività. La ‘Carta di Matera’, stilata dalla Confederazione, promuove un ‘patto’ tra le organizzazioni degli agricoltori e gli amministratori pubblici, che si fonda su principi come la rivalutazione dell’attività agricola in tutte le sue forme, la salvaguardia del suolo e dell’ambiente e la valorizzazione del rapporto tra cibo e territorio. Non dimenticando  la diffusione prioritaria dei servizi e la semplificazione della macchina burocratica, senza le quali le imprese agricole non vanno avanti. La firma in Puglia della Carta di Matera -continua Antonio Barile- assume un significato particolare proprio perché in Puglia, regione a forte vocazione agricola, c’è bisogno di azioni ed iniziative sia per salvaguardare le aziende agricole e zootecniche che negli anni sono notevolmente diminuite che per tutelare un patrimonio di prodotti agro-alimentari di qualità. Obiettivo centrale è quello di costruire una nuova politica agraria nazionale e regionale partendo dal supporto della Regione Puglia e degli Enti locali”.

Ad oggi sono stati numerosi i Comuni e le Province pugliesi che hanno già sottoscritto la Carta di Matera. Con la firma di ieri anche la Regione Puglia aderisce al documento di intenti della Cia “per il futuro più agricoltura”.

 

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COMUNICATI


Alimentare: un altro inganno a tavola. E’ in arrivo lo yogurt senza latte. A rischio consumi per oltre 1,7 miliardi di euro e danni per i produttori

 

La Cia ribadisce, nell’audizione in Commissione Agricoltura della Camera, il suo fermo “no” alla proposta di produrre l’alimento con polvere concretata, proveniente da paesi extra-Ue. Sempre più indispensabile l’etichetta d’origine per un acquisto consapevole.

 

E ora vogliono togliere il latte anche dallo yogurt, un alimento che da sempre è sinonimo di salute e che i medici consigliano per una corretta alimentazione. Si vuole mettere in commercio un prodotto che, in mancanza di una chiara etichetta d’origine, inganna i consumatori e penalizza i nostri produttori lattiero-caseari, con il rischio di dare un duro colpo una produzione che negli ultimi anni ha riscosso uno straordinario successo tra i cittadini. E tutto ciò è frutto della proposta di modifica della Legge 11 aprile 1974, n.138, che permette di produrre yogurt con latte in polvere o altri tipi latte comunque concentrati. Proposta che sta per avere il parere favorevole della Commissione Agricoltura della Camera e contro la quale si è espressa in maniera fortemente negativa la Cia-Confederazione italiana agricoltori, preoccupata da una modifica normativa che, oltre a disorientare gli acquisti delle famiglie, può avere conseguenze gravi per gli allevatori.

Non solo. La modifica in discussione -come ha ribadito oggi la Cia nel corso dell’audizione in Commissione Agricoltura- può mettere in pericolo i consumi di un prodotto che da tempo sta registrando uno straordinario successo. Nel 2010 gli acquisti domestici di yogurt hanno superato le 450 mila tonnellate, con un giro d’affari di oltre 1,7 miliardi di euro. Vendite che hanno avuto una crescita di circa il 2 per cento rispetto all’anno precedente. Un trend che è proseguito anche nel primo semestre del 2011, con un incremento dell’1,1 per cento nei confronti dello stesso periodo del 2010.

Il successo dello yogurt -ha ricordato la Cia- si riscontra, in particolare, tra le giovani generazioni. Ogni italiano, comunque, ne consuma, in media, circa 7,5 chilogrammi l’anno e il prodotto viene usato in molte diete, in quanto regolatore delle funzioni intestinali.

Quindi, questo alimento -ha rilevato la Cia- è ormai entrato nelle nostre abitudini alimentari. Alla crescita dei consumi nazionali hanno contribuito tutte le aree e soprattutto il Nord-Est e il Centro, mettendo a segno rispettivamente un più 3 per cento e un più 6 per cento. Tra i canali di vendita il balzo maggiore l’hanno avuto i discount, che hanno visto crescere nel 2010 gli acquisti di yogurt di circa il 9 per cento rispetto all’anno precedente.

Tutti i tipi di yogurt hanno registrato il consenso dei consumatori. Quelli normali, comprendenti i bianchi, alla frutta e ai vari gusti, hanno avuto un incremento nelle vendite dello 0,7 per cento nel 2010; mentre quelli probiotici sono aumentati addirittura del 7 per cento.

Lo yogurt -afferma la Cia- ha valori nutrizionali unici. E’ un alimento completo, contenente carboidrati, proteine e grassi in proporzioni quasi ottimali. Le sue caratteristiche dipendono da due fattori: la proporzione tra i microorganismi fermentanti (Streptococcus termophilus e Lactobacillus bulgaricus) e la qualità del latte.

Proprio per questo motivo la Cia ribadisce il suo fermo “no” a una nuova disciplina legislativa che consente di utilizzare polvere di latte venduta a prezzi stracciati e di dubbia qualità che proviene nella stragrande maggioranza da stati extra-Ue. E così non si utilizza il latte di ottima qualità delle nostre stalle. Dunque, una beffa per i consumatori che acquistano un prodotto senza l’indicazione d’origine e un danno per i produttori italiani che già vivono un momento difficile, con costi in crescita, prezzi non remunerativi e redditi in calo.

 

 

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TERRITORIO


Un agricoltore ai vertici della Camera di Commercio di Ragusa. Soddisfazione della Cia siciliana

 

Il presidente regionale della Cia siciliana Carmelo Gurrieri esprime grande soddisfazione per l’avvenuta elezione, in data odierna, di Sandro Gambuzza a presidente della Camera di Commercio di Ragusa.

Un agricoltore al vertice della Camera di Commercio della provincia più agricola d’Italia è un segnale importante, che non solo riconosce l’insostituibile ruolo che questo settore ricopre nell’economia ragusana, ma nello stesso tempo ridà visibilità e prestigio al comparto nelle sedi istituzionali che da troppo tempo hanno emarginato l’agricoltura dalle loro politiche e dal loro agire amministrativo.

L’elezione di Sandro Gambuzza, presidente provinciale dell’Unione agricoltori di Ragusa, ha avuto il pieno e convinto sostegno della Cia ragusana, che ha notevolmente contribuito al raggiungimento di questo risultato che va al di là dell’ambito stesso della provincia iblea.

Rammarico viene espresso dal presidente Gurrieri per il comportamento dei rappresentanti di altre Organizzazioni agricole che ancora una volta non hanno contribuito  a determinare un positivo risultato per il settore. Ma quanto è avvenuto oggi alla Camera di Commercio di Ragusa sta a dimostrare che far prevalere gli interessi generali rispetto a quelli particolari e di parte, è un valore aggiunto che riscatta l’agricoltura, contribuisce al raggiungimento di positivi traguardi e soprattutto a rintuzzare i tentativi di emarginazione del settore dalla scena sociale e istituzionale.

 

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