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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 48 - n. 120 14 giugno 2006
COMUNICATI
  • Da domani si potrà consumare la vera passata di pomodoro italiana, ma il prodotto “made in China” rimane sempre in agguato
  • Inflazione: l’agricoltura frena la corsa del “caro-vita”. Sui campi i prezzi sono sempre in flessione, mentre costi maggiori pesano sulle imprese
TERRITORIO
  • Incontro a Catanzaro “Calabria: quale cultura?”, intervento del presidente della Cia regionale Mangone
  • L’agricoltura nel paesaggio toscano”: si è chiuso con successo il bando del concorso di fotografia promosso dai pensionati Cia della Toscana
APPUNTAMENTI
  • Convegno il 20 giugno a Roma su “Lo sviluppo delle bioenergie: il ruolo dell’agricoltura e delle imprese agricole”
  • Convegno Inac Liguria a Lavagna sui servizi sociali

 

COMUNICATI


Da domani si potrà consumare la vera passata di pomodoro italiana, ma il prodotto “made in China” rimane sempre in agguato

 

La Cia saluta con soddisfazione l’entrata in vigore del decreto che stabilisce l’obbligo in etichetta della provenienza. Va, però, fatta attenzione negli acquisti in quanto fino a dicembre 2007 possono essere vendute confezioni etichettate prima del 15 giugno 2006 e, quindi, prive dell’indicazione d’origine.

 

Da domani sulle tavole arriva finalmente la vera passata di pomodoro italiana, ma resta però sempre in agguato il prodotto “made in China”. E’ quanto rileva la Cia-Confederazione italiana agricoltori alla vigilia dell’entrata in vigore del decreto che stabilisce l’obbligo di indicare in etichetta l’origine o la provenienza. Un provvedimento importante che darà alla nostra produzione un valore aggiunto significativo.

In questo modo -ricorda la Cia- la passata di pomodoro “made in Italy” sarà più tutelata e con essa  anche i consumatori saranno più garantiti d’ora in poi potranno identificare il prodotto da un’etichetta realmente chiara e trasparente. Tuttavia, bisognerà prestare attenzione nell’acquisto in quanto -come prevede il decreto- sugli scaffali dei supermercati e dei negozi potremo trovare ancora per un anno e mezzo, esattamente fino a dicembre 2007, confezioni etichettate precedentemente al 15 dicembre 2006 e, quindi, senza l’importante requisito dell’origine del prodotto.

C’è, insomma, il rischio -avverte la Cia- di confondersi soprattutto con barattoli e bottiglie contenenti pomodori trasformati provenienti dalla Cina. A tal proposito va ricordato che durante lo scorso anno sono arrivati in Italia oltre 120 milioni di chili di concentrato cinese. D’altra parte, proprio il paese asiatico, in pochissimo tempo, è divenuto un dei maggiori produttori al mondo di pomodoro, dopo Stati Uniti e Unione europea.

Ma il pericolo -sottolinea la Cia- non è solo “giallo”. Il nostro Paese -che pur produce oltre 5 milioni di tonnellate di pomodoro, con 75 mila ettari coltivati, 8500 aziende agricole e 180 industrie trasformatrici- ha visto, sempre nel 2005, l’”invasione” di passate, di pelati e polpe di pomodoro provenienti dalla Spagna, da paesi del Nord Africa che si affacciano sul Bacino del Mediterraneo, dall’America Latina, dalla Nuova Zelanda, dall’Australia.

Nonostante questa offensiva, il nostro Paese ha visto aumentare le esportazioni  che nello scorso anno stati pari a 1,56 miliardi di euro: 900 milioni verso l’Unione europea e 660 verso paesi extracomunitari.

Comunque, l’Italia -sostiene la Cia- resta un paese leader in fatto di pomodori. Le maggiori concentrazioni produttive si hanno in Sicilia, Campania, Lazio, Puglia, Emilia Romagna, Veneto. Nello scorso le famiglie italiane hanno speso quasi 430 milioni di euro per acquistare trasformati di pomodoro pari a 500 mila tonnellate. E la passata occupa un posto di primo piano: ogni famiglia ne acquista 12 chili l’anno, mentre il consumo domestico dei pomodori lavorati è di 32,5 chili.

Un consumo, quello della passata, che in cinque anni, dal 2001 al 2005, è cresciuto -afferma la Cia- del 3,2 per cento. E che ora, con l’entrata in vigore del decreto sull’obbligo della provenienza, è destinato ad aumentare, soprattutto per quello che riguarda la produzione italiana che si distingue per qualità e tipicità.

La Cia rileva, infine, che attualmente gli acquisti di pomodori lavorati sono pari al 68 per cento del totale degli ortaggi trasformati e i maggiori acquirenti sono gli abitanti delle regioni meridionali.

 


Inflazione: l’agricoltura frena la corsa del “caro-vita”. Sui campi i prezzi sono sempre in flessione, mentre costi maggiori pesano sulle imprese

 

La Cia sottolinea che le quotazioni all’origine dei prodotti agricoli sono diminuite in maggio dello 0,5 per cento e nei primi cinque mesi 2006 dello 0,4 per cento. Ancora ripercussioni negative sui redditi dei produttori. 

 

L’agricoltura italiana continua a frenare la corsa del “caro-vita”. I prezzi praticati sui campi, anche nello scorso  mese di maggio, hanno fatto registrare un ulteriore calo rispetto al mese precedente dello 0,5 per cento, mentre  proprio a causa del caro-petrolio e degli aumenti delle tariffe dei servizi e dei trasporti sono cresciuti i costi, già elevati, per le imprese agricole. A sottolinearlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori, la quale, commentando i dati Istat sull’inflazione (stabile al 2,2 per cento), ricorda che il settore agricolo, nonostante con una pesante crisi strutturale confermata dai conti economici del primo trimestre 2006, evidenzia ancora una volta il suo contributo di contenimento del trend inflazionistico.

D’altronde, il dato di maggio relativo ai prezzi all’origine dei prodotti agricoli -sostiene la Cia- non è un episodio isolato, ma rispecchia una tendenza consolidata che ormai si protrae da tempo. Nei primi cinque mesi dell’anno il calo è stato, infatti, dello 0,4 per cento. Non solo. Durante il 2005 i prezzi agricoli alla produzione hanno avuto una flessione pari del 4,6 per cento. Sono stati i prodotti delle coltivazioni (meno 6,2 per cento) a mettere a segno il calo più significativo. Per i prodotti zootecnici la contrazione è stata, invece, più contenuta, con la sola eccezione per il pollame che a causa della psicosi da influenza aviara ha visto una diminuzione vicina al 10 per cento, che nel corso dei primi mesi del 2006 è arrivata anche al 30 per cento. 

L’andamento dei prezzi sui campi mette in mostra -afferma la Cia- una situazione molto difficile che gli ultimi dati relativi al Prodotto interno lordo confermano in maniera inequivocabile. Il valore aggiunto del settore nel primo trimestre di quest’anno, rispetto all’analogo periodo del 2005, ha avuto un crollo del 3,5 per cento, mentre nei confronti del quarto trimestre dello scorso anno si è avuto un calo record del 6,1 per cento.

Dati che alimentano le preoccupazioni dei produttori agricoli che -conclude la Cia- vengono da un 2005 tutto in discesa: calo produttivo del  3,5 per cento, valore aggiunto in flessione del 2,2 per cento e i redditi in diminuzione del 10,4 per cento.

 

 

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TERRITORIO


Incontro a Catanzaro “Calabria: quale cultura?”, intervento del presidente della Cia regionale Mangone

 

Presso la Direzione didattica del V circolo di Catanzaro, si è tenuto un incontro sul tema “Calabria: quale cultura? Scuola e società in Calabria: prospettive per il terzo millennio. Sentimento e cultura nei versi di Achille Curcio” al quale hanno partecipato oltre 200 insegnanti e numerosi studenti. Tra i relatori: Luigi Tassoni, docente di letteratura italiana e semiotica dell’Università di Pècs, Vito Teti, docente di etnologia delle culture mediterranee dell’Università della Calabria, Achille Curcio, scrittore e poeta dialettale.

I lavori sono stati introdotti dal dirigente scolastico, Costantino Mustari, e coordinati dalla docente Rita Militi.

Per la Cia Calabria è intervenuto il presidente Giuseppe Mangone. Riportiamo di seguito uno stralcio del suo intervento.

“Ho accettato molto volentieri -ha detto-  l’invito a partecipare a questo incontro. Sia per l’amicizia che mi lega alla dottoressa Rita Militi e al dirigente Mustari, sia per i rapporti di collaborazione che da alcuni anni vi sono tra la Confederazione italiana agricoltori della Calabria e il V  Circolo didattico. Qui e in altre scuole della Regione, infatti, da alcuni anni portiamo avanti un progetto denominato ‘A Scuola con la Cia’, con l’obiettivo di cercare di ricostruire un rapporto tra nuove generazioni e agricoltura  partendo dai bambini. Un rapporto che si è andato via via allentando fino a perdersi completamente. Il risultato è che, contemporaneamente, le nuove generazioni perdono sempre di più anche il legame con la storia, la cultura, le tradizioni dei nostri territori e delle nostre popolazioni e sono sempre più coinvolti da processi di omologazione sotto tutti gli aspetti: dai comportamenti, all’abbigliamento, all’alimentazione, etc. L’esperienza che stiamo facendo con i bambini delle scuole elementari non è semplice ma è di grande interesse. Rassicuro, quindi, il preside e la dottoressa Militi che anche per l’anno scolastico 2006/2007 la Cia ci sarà, per continuare il lavoro avviato con l’augurio di riuscire, seppure in un  piccolo ambito, a invertire lo stato delle cose”.

“Su Achille Curcio -ha rilevato Mangone-  consentitemi di sottolineare, prima di tutto, che nei suoi scritti, fortemente incentrati sui temi tipici della poesia dialettale calabrese: famiglia, vita della città, emigrazione, povertà, etc. non tralascia l’amore per la terra e per  il paesaggio. Penso, giusto per fare un solo esempio alla poesia “si mungi l’olivi” pubblicata in visioni del sud. Con questa poesia, in pochi versi Achille Curcio descrive, con la chiarezza di un ritratto, il lavoro duro della raccolta delle olive, le condizioni di vita e familiari delle stragrande maggioranza delle  donne della nostra regione impegnate nel lavoro agricolo e mette, inoltre, in evidenza come dall’andamento produttivo dell’olio dipende  il reddito e, quindi, la vita materiale delle famiglie. Questi aspetti del lavoro e della vita del mondo agricolo, purtroppo, non sono completamente superati neanche nell’era moderna, in presenza della meccanizzazione, dell’informatizzazione che interessa in maniera anche estesa l’agricoltura. Un settore che è chiamato a confrontarsi in una inedita situazione del mercato, con l’assoluto bisogno di sicurezza alimentare dei consumatori, con la genetica ed altro”.

“Una situazione complessa che -ha concluso il presidente della Cia Calabria-  deve essere conosciuta e compresa dalla società con la consapevolezza che l’agricoltura, oggi più che mai, svolge un ruolo insostituibile anche e soprattutto in un paese come il nostro ad economia post-industriale. Questi temi, sono sicuro non sfuggiranno alla sensibilità del giornalista, scrittore e poeta Achille Curcio”.

 


L’agricoltura nel paesaggio toscano”: si è chiuso con successo il bando del concorso di fotografia promosso dai pensionati Cia della Toscana

 

Grande successo di partecipazione per il concorso fotografico promosso dall’Associazione pensionati della Cia Toscana del quale il bando si è chiuso lo scorso 9 giugno. Il tema del concorso, che vedrà il suo vincitore a Castel del Piano (Grosseto) nell’ambito della Festa del Pensionato (dal 24 al 25 giugno), è “L’agricoltura nel paesaggio toscano”.

In tutto 118 opere fotografiche per un totale di 30 partecipanti. “Un record -ha dichiarato il presidente dell’Ap della Cia Toscana, Enio Niccolini- che conferma la passione e l’attaccamento ai valori della campagna e dell’agricoltura che tanta gente ha riguardo al nostro patrimonio ambientale”.

Tra i partecipanti molte donne, undici su trenta segno evidente, rimarca la Ap-Cia, che la campagna è cambiata, è cresciuta creando nuovi spunti d’attenzione.

Immagini a colori, ma anche in bianco e nero. Insomma tanti angoli della Toscana rurale, dei suoi prodotti, delle sue colture, dei suoi villaggi, visti nei vari periodi dell’anno. Una Toscana di cui i fotografi in concorso si sono innamorati, ne hanno colto i particolari più suggestivi, hanno sottolineato le luci e le ombre e ce li propongono a noi osservatori per gustarne il valore.

Dal 22 giugno avverrà l’inaugurazione della mostra delle opere allestita nei locali del Comune di Castel del Piano (Grosseto) e che rimarrà aperta, assieme alle altre mostre di pittura e di fotografia su “La Maremma toscana nel XX secolo”, tutti i giorni fino a domenica 2 luglio. 

La premiazione avverrà sabato 24 giugno alle ore 17 presso la sala del Consiglio Comunale di Castel del Piano alla presenza, fra gli altri, dell’assessore al Commercio e Turismo della Regione Toscana, Anna Rita Bramerini che sarà preceduta da una prolusione di Edo Galli (del gruppo tradizioni popolari di “G. Silvestro” di Braccagli) sul tema “L’evoluzione del territorio e l’opera dell’uomo”.

 

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APPUNTAMENTI


Convegno il 20 giugno a Roma su “Lo sviluppo delle bioenergie: il ruolo dell’agricoltura e delle imprese agricole”

 

“Lo sviluppo delle bioenergie: il ruolo dell’agricoltura e delle imprese agricole”. Questo il tema del convegno promosso da Cia-Confederazione italiana agricoltori, Confagricoltura e Mps Banca per l’impresa Spa e che si svolgerà a Roma il prossimo 20 giugno, a partire dalle ore 9.00, presso la sede dell’Abi a Palazzo Altieri.

L’iniziativa vedrà la presenza di numerosi esperti del settore agricolo, energetico, bancario, dei sindacati e delle istituzioni nazionali e locali.

E’ prevista la partecipazione dei ministri delle Politiche agricole Paolo De Castro, dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani e del coordinatore degli assessori regionali all’Energia Gianni Giaccaglia.

Interverranno i presidenti di Cia Giuseppe Politi,  di Confagricoltura Federico Vecchioni e di Mps Banca per l’impresa Spa Saverio Carpinelli. I lavori saranno moderati dal giornalista de “Il Corriere della Sera” Franco Foresta Martin.


Convegno Inac Liguria a Lavagna sui servizi sociali

 

“Patronato Inac & Welfare. Il monitoraggio dei servizi sociali erogati dai 35 comuni del levante genovese”. Questo il tema del convegno promosso dall’Inac della Liguria. L’appuntamento è fissato per sabato prossimo 17 giugno a Lavagna. Verranno pubblicizzati e discussi i risultati dell’indagine conoscitiva sui servizi sociali. I lavori si terranno presso la Sala Rocca di via Cordeviola a Lavagna. Al convegno sono stati invitati i sindaci e gli assessori ai Servizi sociali. Ha assicurato la presenza Massimiliano Costa, assessore regionale alle Politiche Sociali e Terzo settore della Regione Liguria. Interverranno, tra gli altri, Daniela Zilli, direttore regionale Inac Liguria, e Corrado Franci, direttore dell’Inac nazionale. Le conclusioni saranno svolte da Ivano Moscamora, presidente della Cia Liguria.

 

 

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