| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 52 - n. 74 | 14 aprile 2010 |
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Positivi i risultati della visita del presidente della Cia Giuseppe Politi in Siria. Costruttivo confronto con l’Unione generale dei produttori agricoli e con il ministro dell’Agricoltura. Affrontati anche i temi dell’assistenza tecnica, della qualità e della tracciabilità delle produzioni. Particolare attenzione al settore dell’olio d’oliva. Assicurato sostegno ai coltivatori che sono costretti a lavorare nei territori occupati del Golan. La cooperazione tra i paesi del Bacino Mediterraneo; la valorizzazione dell’agricoltura e l’importanza di rendere gli agricoltori, soprattutto i più piccoli, veri protagonisti nelle scelte di politica economica e sociale; la difesa di una risorsa fondamentale come l’acqua; progetti di collaborazione per favorire lo sviluppo delle aziende agricole. Sono questi i significativi risultati della visita che il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi ha compiuto, anche in qualità di presidente del Comitato mediterraneo della Fipa (Federazione internazionale dei produttori agricoli), in Siria, dove si è incontrato con esponenti del governo e del mondo agricolo. Punto focale della visita di Politi, che era accompagnato dalla responsabile dell’Ufficio internazionale della Cia Cristina Chirico e da una delegazione dello Iamb, (Istituto agronomico mediterraneo di Bari), è stato il confronto con la Gup (Unione generale degli agricoltori siriani). Un dialogo che ha permesso di individuare progetti comuni ed azioni di cooperazione a favore degli agricoltori siriani e di approfondire la conoscenza della situazione agricola del Paese, per il quale il settore primario rappresenta oltre un terzo del Pil prodotto. Particolare attenzione è stata dedicata all’assistenza tecnica e alla tracciabilità del prodotto nel campo dell’ortofrutta e dell’olio di oliva. Obiettivo della collaborazione, secondo il presidente Politi, dovrebbe essere quello del miglioramento della qualità e, appunto, della conoscenza dei moderni sistemi di tracciabilità, al fine di pervenire, attraverso l’etichettatura del prodotto, ad una maggiore valorizzazione commerciale delle produzioni siriane. E nello stesso tempo di garantire l’accesso ai mercati internazionali su basi eque e leali, senza concorrenze distruttive, ma a favore di una chiara e trasparente politica commerciale. Di rilievo è stato anche l’incontro con il ministro per l’Agricoltura siriano Adel Safar. Molti i temi affrontati: proseguimento dei progetti di valorizzazione dell’olio di oliva siriano condotti dallo Iamb, che hanno avuto negli anni scorsi degli ottimi risultati in termini di coinvolgimento degli agricoltori, e verifica delle prospettive dei progetti sul miglioramento dell’irrigazione agricola. Politi ha sottolineato la necessità di un rafforzamento della cooperazione a favore degli agricoltori siriani, in particolare sul problema dell’acqua elemento fondamentale di sviluppo agricolo. Il presidente della Cia ha anche evidenziato l’importante ruolo giocato dall’Italia nello sviluppo dell’agricoltura del Mediterraneo e si è detto convinto che il nostro Paese possa giocare una funzione attiva per rafforzare le relazioni tra Siria ed Unione europea. Il ministro si è mostrato molto aperto e desideroso di collaborazione con l’Italia, in particolare sull’implementazione del Progetto nazionale di irrigazione per la razionalizzazione del consumo idrico agricolo nel paese siriano. Politi si è incontrato anche con il responsabile degli agricoltori del partito Baath Osama Adi per uno scambio di considerazioni sul ruolo strategico dell’Ue e dell’Italia nelle relazioni economiche dell’area mediterranea. Richiamandosi alle parole recentemente pronunciate dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in visita in Siria, il presidente della Cia si è detto fiducioso dell’impegno italiano nella soluzione delle difficili situazioni politiche nel Mediterraneo e ha garantito la disponibilità italiana a considerarsi attiva nella cooperazione allo sviluppo agricolo del paese. Il presidente della Cia si è recato, inoltre, presso le alture del Golan, a sud del paese, per conoscere la realtà agricola di questa zona occupata. L’area, molto fertile e dal clima che passa dal clima di montagna (altezza 2800 metri) al clima tropicale, è in grado di produrre un’estesa varietà di prodotti agricoli, ortaggi, seminativi, frutta e in particolare le note mele del Golan, di ottima qualità organolettica, fino alle banane. Politi, per l’occasione, ha evidenziato “l’importanza dell’autodeterminazione dei popoli per lo sviluppo economico perché, laddove questa non c’è, non può esservi sviluppo e pace, giacché l’agricoltura è veicolo di pace e sviluppo e gli agricoltori devono essere i legittimi proprietari delle loro terre”. Il presidente della Cia ha, infine, espresso la sua disponibilità a sensibilizzare i colleghi della rappresentanza agricola europea sulle problematiche degli agricoltori che sono costretti a lavorare nei territori occupati.
La Cia sottolinea l’importanza degli 80 mila stagionali per i lavori in campagna che si concluderanno nel prossimo autunno con la vendemmia. Evidenzia la necessità della pronta pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e la predisposizione celere di tutti gli atti amministrativi E’ un provvedimento importante per consentire alle imprese agricole di programmare tempestivamente le proprie attività. Quindi, non possiamo che esprimere soddisfazione per la firma da parte del presidente del Consiglio del decreto flussi per i lavoratori stagionali. Adesso, tuttavia, occorre accelerare al massimo i tempi per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e per tutti gli atti amministrativi che ne consentano la piena applicazione. E’ quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori. Siamo ormai nell’imminenza dei raccolti agricoli che si protrarranno sin dopo la vendemmia, nel prossimo autunno. E, quindi, diventa sempre più urgente -sostiene la Cia- l’operatività del decreto flussi, che prevede l’ingresso di 80 mila lavoratori stagionali. E’ importante che la pubblicazione del decreto -evidenzia la Cia- avvenga quanto prima, poiché gli agricoltori provengono da un anno critico e hanno bisogno di avere certezze almeno sul fronte della manodopera, visto che sul fronte dei costi (fiscalizzazione degli oneri sociali e “accisa zero” sul gasolio agricolo) il governo continua a non dare alcuna risposta. La Cia ribadisce da tempo anche una revisione delle procedure di assunzione dei lavoratori extracomunitari stagionali che tenga conto dell’esigenza prioritaria di accorciare i tempi e di semplificare il processo. Ci vuole -sottolinea la Cia- un maggiore investimento da parte delle istituzioni competenti sulle domande veicolate dalle organizzazioni di categoria, che garantiscono la correttezza formale delle richieste presentate e la trasparenza delle stesse. Le aziende che operano nel rispetto delle regole e che ogni anno si avvalgono del decreto flussi devono poter contare su tempi certi e su procedure semplificate.
“L’ agricoltura è il settore che più direttamente risente degli effetti dei cambiamenti climatici in corso. Da qualche anno assistiamo al manifestarsi di condizioni meteorologiche particolarmente accentuate come la concentrazione in pochi giorni di quantità eccessive di pioggia spesso accompagnate da innalzamenti repentini o bruschi abbassamenti della temperatura. Fenomeni estremi che fino a pochi anni fa erano caratteristici delle zone tropicali e che ora vanno sempre più interessando le zone temperate. Essi sono dovuti, molto probabilmente, come affermano autorevoli scienziati, all’ aumento di anidride carbonica nell’ atmosfera ed al conseguente riscaldamento del pianeta con progressivo scioglimento dei ghiacciai”. E’ quanto dichiarato da Catia Mariani, direttore generale della Cia Umbria. “Dal punto di vista produttivo, quindi, si verificano sempre più spesso condizioni che non favoriscono uno sviluppo equilibrato delle produzioni agricole; in molti casi per eventi, quali bruschi abbassamenti primaverili della temperatura, grandine, allagamenti dei terreni, carenza di acqua per la siccità in estate etc, intere colture -afferma Mariani- vengono sensibilmente danneggiate, talora irrimediabilmente compromesse. A tal proposito “Un' attività, dunque, sicura e compatibile con l'ambiente che contribuisce -aggiunge il direttore generale della Cia Umbria- al recupero della competitività del settore agricolo ed insieme allo sviluppo del territorio. Il fotovoltaico è un processo che consente di trasformare direttamente la luce solare in energia elettrica. Rappresenta una delle soluzioni più rapide ed ecocompatibili per affrontare la nuova sfida del futuro, ovvero ‘l’agricoltura sostenibile’. È il mercato stesso a richiederla: il consumatore nell’acquisto dei prodotti agricoli è diventato sempre più attento agli aspetti sanitari e sociali oltre che all’impatto ambientale del loro processo di produzione. L’azienda agricola ha la possibilità di sviluppare una strategia energetica sicura sotto il profilo dell’approvvigionamento, degli investimenti aziendali, dell’ambiente e dei prodotti agricoli”. “Molti -afferma- i vantaggi del fotovoltaico: l’energia solare non fa rumore, non produce scorie e non emette cattivi odori; l’energia elettrica viene generata direttamente sul luogo di consumo evitando perdite dovute al trasporto e ai cambi di tensione, riducendo così i carichi sulla rete elettrica; ha una durata di vita superiore ai 30 anni; ha costi di manutenzione inferiori a tutte le altre fonti energetiche se l’impianto è di piccole o medie taglie e soprattutto occupa aree marginali e improduttive a scarso impatto paesaggistico, non ha un impatto visivo negativo e non deturpa l’ambiente”. “
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