| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 48 - n. 57 | 14 marzo 2006 |
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Alcuni fatti che si sono riscontrati sul territorio nazionale a danno degli imprenditori agricoli chiamati dall’Ente nazionale per le strade alla regolarizzazione ed al pagamento dei relativi canoni riguardanti gli accessi rurali esistenti sui propri fondi, hanno visto E’ stato perciò chiesto all’Anas un incontro urgente dove La lettera del presidente Giuseppe Politi I recenti avvenimenti verificatisi in Piemonte ed in altre Regioni del nostro Paese a seguito dell’invio da parte di Codesta Azienda di avvisi bonari di accertamento ai titolari degli accessi rurali al fine di regolarizzare situazioni di abuso o posizioni irregolari, pongono il problema di individuare soluzioni condivise idonee a raggiungere gli obiettivi prefissati dalle stessa ANAS in merito alla sicurezza stradale, evitando allo stesso tempo di creare rilevanti problemi per le aziende agricole. Fermo restando che non è nostra intenzione sostenere l’abusivismo e le irregolarità nei pagamenti dei canoni, proprio in ragione dei compiti e meriti istituzionali riconoscibili all’Anas, è fatto comunque osservare che gli omessi adempimenti del caso, o meglio i ritardi nella regolarizzazione, discendono anche da una serie di motivazioni che hanno portato allo scarso successo della stessa sanatoria. Non ultima l’urgente necessità di una revisione dei criteri di determinazione del canone il cui sistema di calcolo si basa sull’applicazione di una formula “algebrica” ormai obsoleta poiché incompatibile con l’attuale realtà del mondo rurale. Come ribadito, in più di una circostanza la scrivente Organizzazione si è mostrata disponibile ad una fattiva collaborazione con l’Anas suggerendo quegli opportuni accorgimenti che avrebbero reso meno gravoso l’onere economico a carico degli agricoltori e nel contempo avrebbero consentito alla stessa Azienda di poter agevolmente riscuotere le rispettive competenze. Problemi più volte denunciati dalla scrivente Organizzazione professionale, negli anni passati, e mai seriamente affrontati e risolti. In relazione a quanto sopra specificato, si chiede di istituire un tavolo di concertazione con Anas S.p.A. per aprire il dialogo sulle questioni insolute al fine di definire le opportune modalità di sospensione della riscossione delle cartelle e, conseguentemente, di riliquidare i relativi importi sulla base di criteri più equi, nonché riaffrontare congiuntamente l’intera materia che riguarda gli accessi agricoli con particolare riferimento alle modalità per agevolare l’emersione delle situazioni di abuso ed allo stesso tempo rendere meno oneroso per le aziende agricole il costo dei canoni per gli accessi. In tal modo si darebbe anche continuità al proficuo lavoro svolto negli ultimi mesi con il Servizio Trasporti Eccezionali, a cui, tra l’altro, di recente è stata accorpata la materia delle concessioni, licenze e pubblicità, in merito al rilascio delle autorizzazioni per le macchine agricole che ha prodotto reciproci buoni risultati. Stante la criticità della situazione e le conseguenze che essa potrebbe generare, a parere della scrivente, è necessario giungere celermente ad una soluzione obiettiva e condivisa, per cui si attende in tal senso una Vostra nota di riscontro. La risposta dell’Anas Pregiatissimo Presidente, riscontro Desidero, innanzitutto, rassicurarLa sul fatto che eventuali anomalie che dovessero essere riscontrate dai destinatari dei preavvisi bonari -da considerarsi fisiologiche in questa prima fase di avvio della campagna di regolarizzazione- non pregiudicheranno in alcun modo gli utenti né li obbligheranno al compimento di complesse operazioni burocratiche finalizzate ad ottenere l'annullamento o la rettifica dei preavvisi in questione che, del resto, sono proprio consegnati per favorire la messa a punto di quanto necessario per la regolarizzazione delle posizioni rilevate in collaborazione con i titolari delle medesime. Sarà, infatti, sufficiente che gli utenti provvedano a compilare il prospetto appositamente allegato al preavviso e lo trasmettano ad Anas, per ottenere: A) l'immediata sospensione dei termini della procedura qualora venissero comunicati, con relativa documentazione di riferimento, dati che dovessero incidere in modo sostanziale sulla destinazione d'uso dell'accesso irregolare rilevato. In tal caso, gli utenti che collaboreranno con Anas alla rettifica delle eventuali anomalie riscontrate nei preavvisi bonari verranno rimessi pienamente in termini per provvedere al pagamento delle somme che risulteranno effettivamente dovute, anche nella misura particolarmente agevolata del 50 per cento; B) il completo annullamento della stessa procedura qualora venisse segnalato, anche in questo caso allegando la documentazione di riferimento necessaria ovvero fornendo elementi certi per la reperibilità della stessa, l'ascrivibilità della titolarità dell'accesso a soggetto diverso da quello destinatario del preavviso. Mi preme, quindi, ribadire ancora una volta che i preavvisi bonari sono il primo passo della campagna di regolarizzazione ed Anas ha ritenuto opportuno procedere con questi atti stragiudiziali - anziché adottare atti autoritativi diretti ad ottenere coattivamente il pagamento delle somme dovute - proprio al fine di instaurare un positivo rapporto di collaborazione con gli utenti, che consenta a questi ultimi di vedere definitivamente regolarizzata la loro posizione e all'Anas di perseguire efficientemente ed efficacemente i propri fini istituzionali, nel pieno rispetto di quanto previsto dalla normativa vigente. Come noto, inoltre, Anas ha esaminato con grande attenzione l'opportunità di dilazionare i termini indicati nei preavvisi bonari, in considerazione del fatto che si tratta del primo avvio della campagna di regolarizzazione che riguarda l'intero territorio nazionale. Benché i preavvisi bonari siano atti non cogenti, che consentono la regolarizzazione delle posizioni rilevate a condizioni particolarmente favorevoli per gli utenti interessati e nonostante il fatto che eventuali anomalie o errori presenti nei predetti atti vengano rettificati non appena segnalati, con conseguente sospensione o annullamento della relativa procedura e senza, quindi, che vi sia alcun pregiudizio per i destinatari, Anas si è comunque determinata a concedere la dilazione richiesta, ad ulteriore conferma della propria attenzione agli utenti finali e della sensibilità alle istanze provenienti dal territorio. Conseguentemente, verrà comunicato a tutti gli interessati che i termini ultimi per il pagamento in via bonaria delle somme indicate nei preavvisi vengono dilazionati al termine inderogabile del 31/05/2006 per quanto attiene il pagamento in misura ridotta e a quello del 30/06/2006 per quanto attiene il pagamento nella misura intera. Tenuto conto di quanto precede, e venendo nello specifico alle problematiche da Lei rappresentate in ordine agli accessi di competenza delle aziende agricole, Anas è senz'altro disponibile ad assumere le iniziative congiunte che possano essere utili alla migliore diffusione sul territorio dell'iniziativa assunta nonché a verificare nel merito le problematiche specifiche che riguardano gli associati alla Confederazione da Lei rappresentata.
La Cia esprime soddisfazione per la prima carne suina a denominazione d’origine tutta italiana. Così si difendono le nostre produzioni tipiche dall’assalto delle imitazioni, dei falsi e dell’agropirateria. Fornire ai consumatori la possibilità di riconoscere la carne suina italiana e i prodotti da essa derivati è elemento importante verso la trasparenza e la tracciabilità delle produzioni. Così la Cia-Confederazione italiana agricoltori ha commentato la Dop del “Gran Suino Padano”- presentato oggi a Roma- che costituisce una garanzia valida contro le imitazioni, i falsi e l’agropirateria che provocano danni enormi alle nostre produzioni tipiche. Una Dop che è nata grazie all’impegno delle associazioni degli allevatori e delle organizzazioni professionali agricole. Il “Gran Suino Padano Dop” -afferma la Cia- garantirà sicurezza e qualità. I consumatori avranno, infatti, l’opportunità di acquistare fin dalla prossima settimana, tagli di carne fresca suina, prosciutti (come il Parma e il San Daniele) e salumi provenienti da maiali nati, allevati e macellati nel nostro Paese. Non solo, quindi, una valorizzazione della produzione nazionale, ma anche una tutela nei confronti dei cittadini che, attraverso il marchio di protezione, possono meglio indirizzare i loro consumi. La Cia, nel rilevare l’importanza del “Gran Suino Padano Dop” anche per i nostri allevatori suinicoli, sottolinea che in Italia, nel 2004, si sono consumate 2.260.700 tonnellate di carne suina. La produzione nazionale è stata pari a sole 1.505.400 tonnellate e, pertanto, il fabbisogno interno è stato soddisfatto attraverso l’importazione di 925.900 tonnellate, costituita principalmente da cosce fresche destinate alla trasformazione in prosciutti crudi e cotti (544.464 tonnellate). A queste si è aggiunto un import di 114.795 tonnellate di mezzene, di 17.937 tonnellate di spalla e di 12.117 tonnellate di lombate fresche o congelate. Il che -afferma la Cia- ha provocato notevoli problemi alla suinicoltura italiana che è stata costretta a fronteggiare un flusso sempre maggiore di prodotti provenienti dall’estero e anche di importazioni illegali che hanno finito per squilibrare il mercato e disorientare gli stessi consumatori, privi di precisi punti di riferimenti. Ora la situazione è destinata a cambiare e a creare i giusti presupposti per un effettivo rilancio del settore. La Cia ricorda che la carne suina italiana, destinata in larghissima parte destinata alla trasformazione in prodotti tipici della salumeria nostrana, proviene da suini allevati nel rispetto di rigidi disciplinari di produzione, mentre le importazioni, a volte, sono di qualità inferiore. La Cia conclude augurandosi che la nuova tutela Ue possa remunerare i suinicoltori italiani per gli sforzi che compiono allo scopo di ottenere produzioni di qualità, garantite e certificate.
La Cia esprime profondo malessere per quanto sta accadendo in queste ore davanti agli uffici postali. Forte preoccupazione per il lavoro stagionale in agricoltura: tempi lunghi e incerti. La Cia-Confederazione italiana agricoltori esprime un profondo malessere rispetto a quanto sta accadendo in queste ore davanti agli uffici postali, con lunghissime file, per le richieste di lavoro di cittadini extracomunitari. La scena che purtroppo si ripete è, secondo la Cia, indegna per un paese che vuol dirsi europeo. La preoccupazione non è solo per le aziende agricole che vivranno, come ogni anno e più degli anni passati, il disagio di tempi e procedure troppo lunghi ed incerti per garantire l’avvio sereno delle attività stagionali, ma è anche per le ricadute sociali di un cattiva gestione dell’immigrazione che si protrae ormai da tempo. La mancata stabilizzazione degli stranieri che vivono e lavorano nel nostro Paese e rappresentano una risorsa preziosa, per le attività produttive, per quelle di assistenza alla persona e, in generale, per il dinamismo dell’intera società italiana si è rivelata, per la Cia, una scelta miope e strategicamente controproducente. La Cia ritiene non più rinviabile una revisione radicale della legge Bossi-Fini alla luce di un fallimento lampante anche delle stesse norme relative al contrasto dell’immigrazione clandestina, nonché la soppressione del sistema delle quote che, introdotto in tempi di immigrazione ancora esigua, si è rivelato oggi un meccanismo del tutto inadeguato ad un approccio strutturale e maturo della questione. L’ipocrisia e l’inadeguatezza delle norme -conclude la Cia- devono essere sostituite, senza perdere altro tempo, dalla trasparenza e dalla convenienza della realtà.
L’Assemblea della Cia Lombardia, che ha visto molti interventi di rappresentati politici e istituzionali, ha nuovamente avanzato la richiesta di una Conferenza regionale sull’agricoltura che tracci nuove strategie per il settore, ridando fiato a una più incisiva stagione di concertazione nel nuovo Tavolo verde regionale. L’azione della Cia Lombardia si articolerà anche nella realizzazione di Progetti Territoriali nelle diverse aree rurali da intrecciare con gli interventi strutturali. Sui temi economici -secondo Non ultimo, Concetti che sono stati sviluppati dal presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi, il quale, nelle sue conclusioni all’Assemblea, ha evidenziato la rinnovata strategia della Confederazione tesa a ridare slancio e vigore all’agricoltura italiana. Politi, a ta propositi, ha ricordato la proposta di una Costituente per l’agricoltura. Dall’Assemblea è stata eletta anche la nuova Giunta della Cia regionale della Lombardia: Mario Lanzi (presidente), Massimo Benolli (vicepresidente), Roberto Bigi, Donato Aldo Cipriano, Giuseppe Melocchi, Chiara Nicolosi, Elisabetta Poloni, Paola Santeramo, Domenico Scali.
Il prossimo 18 marzo si svolgeranno a Montesilvano (Pescara), presso il “Serena Majestic”, i lavori della 4° assemblea elettiva della Cia Abruzzo. L’apertura è per le ore 9.00 con la relazione introduttiva del presidente della Cia regionale Domenico Falcone. Sono in programma gli interventi del presidente della Giunta regionale d’Abruzzo Ottaviano Del Turco e dell’assessore regionale all’Agricoltura Marco Verticelli. Le conclusione sono affidate al presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi.
Presso l’Hotel Villa Braida Zerman di Mogliano Veneto si svolgerà sabato prossimo 18 marzo
Si terrà giovedì prossimo 16 marzo l’Assemblea elettiva della Cia delle Marche. I lavori, che si svolgeranno a partire dalle ore 9,30 presso l’Auditorium della Fiera di Ancona, saranno aperti da una relazione del presidente regionale Franco Fiori. Le conclusioni saranno affidate al vicepresidente nazionale della Cia Enzo Pierangioli. Al termine ci saranno l’approvazione dei documenti e l’elezione degli organismi.
Presso l’Hotel Savoia a Bologna si terrà venerdì prossimo 17 marzo, alle ore 9.30,
Si terrà sabato prossimo 18 marzo
Sotto lo slogan “Patto, Unità, Reddito” si stanno svolgendo in questi giorni, con grande partecipazione di pubblico, le assemblee elettive zonali organizzate in tutta l’Umbria dalla Confederazione italiana agricoltori. Un altro appuntamento importante attende ora il mondo agricolo umbro: L’apertura dell’Assemblea, che sarà un’ importante occasione di confronto sulle principali tematiche che interessano il comparto agricolo umbro, è fissata alle ore 9 presso la residenza d’epoca “Alla Posta dei Donini”. Dopo il saluto del sindaco di Perugia, Renato Locchi, seguirà la relazione del presidente regionale della Cia Walter Trivellizzi. Al dibattito interverrà, fra gli altri, il vicepresidente ed Assessore all’agricoltura della Regione Umbria, Carlo Liviantoni mentre Carmelo Gurrieri, membro della Presidenza nazionale della Cia, concluderà i lavori. E’ prevista la partecipazione di numerosi esponenti del mondo istituzionale ed economico regionale. Gli adempimenti statutari sono previsti per le ore 18. Per
Importante convegno nazionale venerdì prossimo 17 marzo a Ravenna, alle ore 14.30, presso Il convegno è promosso unitariamente dall’ Associazione nazionale pensionati (Anp-Cia), dalla Federpensionati Coldiretti e dal Sindacato nazionale pensionati Confagricoltura, in collaborazione con Il programma prevede l’apertura del cav. Giovanni Maggiolo, presidente del Sindacato pensionati della Confagricoltura Modena e coordinatore del Cupla (Coordinamento unitario pensionati del lavoro autonomo) dell’Emilia Romagna. Seguiranno un breve saluto del presidente della Provincia di Ravenna Francesco Giangrandi e la relazione del sen. Natale Carlotto, presidente della Federpensionati Coldiretti Sono previsti gli interventi di Raffaele Fabrizio, dirigente Area anziani direzione politiche sociali e sanitarie della Regione Emilia Romagna, di Emanuela Giangrandi, assessore Politiche Sociali della Provincia di Ravenna, di Adriano Pederzoli, direttore del Patronato Epaca (Coldiretti) di Ravenna, di Sergio Bentivogli, presidente del Sindacato pensionati dell’Associazione agricoltori di Ravenna, di Novella Bucci, direttore del Patronato Inac (Cia) di Ravenna, e di Giovanni Bissoni, assessore alla Sanità della Regione Emilia Romagna. Le conclusioni sono affidate a Mario Pretolani, presidente dell’Associazione nazionale pensionati Cia.
L’Associazione Donne in Campo della Cia di Padova ha organizzato un incontro per domani 15 marzo presso l’Hotel “Al Cason dal titolo “Chiusura corsi di formazione imprenditoria femminile 2005/2006”, attività finanziata nell’ambito degli interventi previsti dal Piano di sviluppo rurale. Si è voluta organizzare questa giornata perché quella dei corsi è stata una esperienza davvero importante, non solo perché ha visto una grande partecipazione, ma anche e soprattutto per l’entusiasmo e l’interesse di tutte le partecipanti. I corsi di formazione che l’Associazione Donne in Campo ha organizzato sono stati quattro, due dei quali sulla composizione floreale, un terzo sulla cucina tipica veneta e il quarto sulla gestione informatizzata degli aspetti commerciali e di marketing, dove ognuna delle partecipanti ha potuto usare e lavorare con il computer. Verranno proiettate foto e diapositive dei lavori svolti nei corsi così da poter far vivere a tutti i momenti più significativi di ogni serata di lavoro trascorsa insieme. Saranno presenti il presidente della Cia di Padova, Daniele Toniolo, il responsabile dell’Associazione Donne in Campo Giovanna Gazzetta, i docenti dei corsi, Roberto Vitali, Mauro Taufer e Igor Borghese, insieme alla Tutor, Agnese Destro. Inoltre, parteciperanno alla giornata anche il vicesegretario generale della Camera di Commercio di Padova, dottoressa Maurizia Dosso e la presidente del Comitato imprenditoria femminile della Camera di Commercio, Francesca Pasin che consegneranno gli attestati della Comunità Europea a tutte le partecipanti. Non mancheranno anche le testimonianze delle corsiste che racconteranno personalmente le loro esperienze personali.
Il Cupla (Coordinamento unitario dei pensionati del lavoro autonomo), al quale fanno capo otto Associazioni nazionali di pensionati (Anap-Confartigianato, Associazione pensionati Cia; 50 & Più Fenacom; Federpensionati Coldiretti; Fipac-Confesercenti; Fnap Cna; Fnpa Casartigiani; Sindacato pensionati Confagricoltura) e che rappresenta oltre cinque milioni di pensionati ha organizzato a Roma per lunedì prossimo 20 marzo la riunione dei Consigli Direttivi nazionali delle otto Organizzazioni aderenti (oltre 400 dirigenti territoriali in rappresentanza delle strutture di tutta Italia). Nel corso della riunione, che si terrà presso
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