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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 48 - n. 177 13 settembre 2006
ATTUALITÀ
  • Anziani non autosufficienti: l’Anp-Cia impegnata per una politica adeguata e per servizi realmente validi
  • Festa dell’agricoltura a Padova: grande successo delle aziende al femminile di Donne in Campo
  • I giovani agricoltori affrontano a Padova il problema di fare impresa
  • La Cia al “Forum spumanti d’Italia” di Valdobbiadene
  • Novità del Decreto sulle attività venatorie e la posizione della Cia
APPUNTAMENTI
  • Festa regionale dell’Agricoltura della Cia Sicilia: convegno a Taormina su “La non autosufficienza: una nuova qualità dei diritti, l’equilibrio città-campagna”
  • Cia Sicila: dal 15 al 17 settembre a Taormina la Festa regionale dell’agricoltura. Tre giorni di dibattiti, incontri e degustazioni di prodotti tipici
  • Lombardia: domenica 24 settembre torna l’iniziativa “Fattorie didattiche a porte aperte”
  • Prende il via a Senigallia “Pane Nostrum”

 

ATTUALITÀ


Anziani non autosufficienti: l’Anp-Cia impegnata per una politica adeguata e per servizi realmente validi

 

Ha suscitato ampia eco il convegno promosso dall’Associazione nazionale pensionati della Cia in occasione della Festa dell’agricoltura di Padova. Un convegno che ha preceduto la nona Festa del pensionato e nel quale, presente il ministro delle Politiche per la Famiglia Rosy Bindi, è stato affrontato l’importante tema relativo agli anziani non autosufficienti.

“Noi riteniamo -sottolinea il presidente nazionale dell’Anp-Cia Mario Pretolani- che la non autosufficienza è una delle principali problematiche che in questi anni interessano il mondo degli anziani. L’aumento della vita media dei cittadini porta con se un aumento della cronicità di alcune patologie che rendono progressivamente meno autosufficienti gli anziani. La trasformazione della famiglia in nuclei sempre più piccoli, i ritmi frenetici a cui sono sottoposte le nuove generazioni per corrispondere alle sempre maggiori frenesie della vita lavorativa moderna, hanno indebolito l’azione della famiglia verso le figure al proprio interno più bisognose”.

“L’aggravarsi delle condizioni della finanza pubblica e la scarsa sensibilità dimostrata dal governo nella scorsa legislatura -aggiunge Pretolani- hanno portato a ritardi consistenti nella definizione di una azione concreta verso la soluzione di questa problematica.  Il fondo nazionale per la non autosufficienza rappresenta uno degli obiettivi principali in quanto deve stimolare un’azione di sostegno a queste problematiche, evitando che la nascita di singoli fondi regionali porti a soluzioni troppo diversificate a seconda della ricchezza della popolazione residente in quella regione”.

“La legge 328/2000, che ha riformato i servizi sociali, ha indicato gli strumenti per affrontare concretamente questa problematica. Ora occorrono -afferma il presidente nazionale dell’Anp-Cia- le azioni in grado di realizzare questa importante riforma nel campo degli anziani nel nostro Paese”.

“Un ultimo elemento -evidenzia Pretolani- riguarda le particolarità della famiglia contadina, che in molte realtà ancora si fonda su nuclei numerosi, quindi in grado di sostenere anche le disabilità degli anziani. Purtroppo, però, stante l’andamento dei redditi del settore in questi ultimi anni e la situazione dei redditi delle famiglie numerose, indicate dall’Istat come quelle maggiormente in difficoltà per l’erosione dei redditi in questi ultimi anni. Il sostegno economico alle famiglie diventa, in questi casi, indispensabile al fine di affrontare concretamente questo tipo di problematica. Anche su questi temi l’azienda famigliare coltivatrice può rappresentare un importante strumento di sostegno sociale”.

“Collegato a questa problematica vi è -rimarca il presidente dell’Anp-Cia- l’ampio capitolo dei servizi sociali e sanitari articolati nel territorio. Le difficoltà della finanza pubblica e la necessità di procedere ad una razionalizzazione della spesa ha portato in molti casi a tagliare i servizi nelle aree con minore densità di popolazione ed a concentrare nelle città la strumentazione dei servizi. E’ una politica che va radicalmente modificata; occorre lavorare per riorganizzare i servizi in una logica unificata socio-assistenziale, con strategie  e strutture che tutelano la salute del cittadino, svolgono prevenzione, realizzano i servizi negli ambiti territoriali riducendo i casi di ricovero ospedaliero solo ai casi eccezionali.  Rispetto all’articolazione dei servizi nel territorio, vanno valutate, verso le aree rurali, oltre ad una rete capillare di servizi, anche le possibilità di aiuti alle famiglie, l’utilizzo di nuove tecnologie e incentivata l’assistenza domiciliare, al fine di stimolare la permanenza dell’anziano nel proprio ambito familiare e territoriale.  Vanno superate le ancora troppo elevate differenze tra la programmazione sanitaria in città, con efficienti ospedali, servizi di avanguardia, e nelle aree rurali o nei piccoli comuni, dove prevale ancora una rete di servizi antiquata, se non addirittura completamente inesistente”.

“Occorre -conclude Pretolani- organizzare una rete di servizi che trovi nel territorio la risposta a gran parte delle attività di prevenzione e cura delle patologie più comuni. Vi sono territori vastissimi dove non esiste alcun servizio nel raggio di oltre 50 km nonostante vi siano centri abitati con alcune migliaia di cittadini. Non è possibile prevedere ospedali nelle città e il deserto nel resto del territorio. E’necessaria una rete di servizi capillari in grado di rendere fruibile a tutti i cittadini i benefici del servizio sanitario nazionale in un processo di integrazione tra servizi sociali e sanitari”.


Festa dell’agricoltura a Padova: grande successo delle aziende al femminile di Donne in Campo

 

Un successo molto al di là delle previsioni. Centinaia di visitatori, infatti, hanno invaso la zona del Ghetto di Padova dove, nell’ambito della terza Festa nazionale dell’agricoltura promossa dalla Cia l’8, il 9 e il 10 settembre scorsi, le imprenditrici agricole aderenti all’Associazione Donne in Campo, esponevano alla degustazione ed alla vendita i prodotti delle loro aziende.

Vino, olio, formaggi, ortaggi biologici, miele e derivati, tè ed erbe aromatiche, carni e salumi, ortaggi, riso, erbe officinali ma anche passate di pomodoro biologico, sottaceti, salse vegetali, confezioni di fiori secchi, dipinti ad olio, tovaglie e tessuti ricamati. Sono alcuni dei prodotti che le imprenditrici hanno messo in vetrina nella splendida cornice del Ghetto, accolte con simpatia e calore dai cittadini di Padova.

In questo pittoresco scorcio di città si è svolto, il 9 settembre, “Tra parole e prodotti, per una alimentazione migliore”, un percorso guidato tra gli stand delle imprenditrici di tutta Italia presenti nel Ghetto. Hanno partecipato all’iniziativa, Milva Borselli, presidente del Consiglio comunale di Padova, Francesca Pasin, presidente del Comitato Imprenditori femminile della Camera di Commercio di Padova, oltre alle responsabili dell’Associazione Donne in Campo nazionale e territoriali. Hanno accompagnato il percorso il presidente della Cia di Padova, Daniele Toniolo e il presidente nazionale della Cia, Giuseppe Politi, che si è intrattenuto lungamente con le imprenditrici per ascoltare i problemi che riguardano, in particolare, l’impresa agricola al femminile.


I giovani agricoltori affrontano a Padova il problema di fare impresa

 

Lo scorso 8 settembre  nel contesto della Festa nazionale dell’Agricoltura, si è tenuta a Padova, subito dopo l’Assemblea straordinaria dell’Associazione giovani imprenditori agricoli, che ha eletto Gianfranca Pirisi nuovo presidente, si è tenutun confronto sul tema “Innovare conoscendo la storia: fare impresa in modo originale”..

I lavori sono stati aperti dai saluti delle autorità del Comune di Padova: l’assessore all’Agricoltura e dell’Edilizia Luciano Salvò e l’assessore alle Politiche abitative politiche dell’accoglienza e dell’immigrazione ed all’edilizia residenziale Danila Ruffini. L’incontro è proseguito  con il confronto tra le rappresentanze delle organizzazioni professionali agricole e Sviluppo Italia, “Negli ultimi due anni -ha dichiarato Dario De Pascale, responsabile Funzione Creazione d’Impresa di Sviluppo Italia-  si è registrata una forte accelerazione nella valutazione e attuazione dei progetti. Solo per quanto riguarda il subentro in agricoltura, Sviluppo Italia in poco più di due anni ha ammesso alle agevolazioni oltre 50 progetti contro i 3 progetti del triennio 2000-2003. Il nostro obiettivo è sostenere sempre di più e efficacemente i giovani imprenditori agricoli.”

Alla presenza del presidente della Cia  Giuseppe Politi,  sono emersi gli elementi che accomunano i giovani imprenditori agricoli, tra cui  il fare impresa e l’eccessivo peso della burocrazia. I presidenti dell’Agia  Gianfranca Pirisi, dell’Anga-Confagricoltura Gerardo Diana e Movimento Giovanile Coldiretti Donato Fanelli, hanno sostanzialmente ribadito gli elementi comuni e di convergenza tra le tre associazioni giovanili che partecipano all’Osservatorio per l’imprenditoria giovanile in agricoltura. L’identità comune di scopi si concretizzerà nella sintesi che verrà presentata nell’ambito della Conferenza Programmatica dei giovani agricoltori promossa dall’Oiga che si terrà a Bologna il 29 e 30 settembre.


La Cia al “Forum spumanti d’Italia” di Valdobbiadene

 

Nella splendida cornice di Villa dei Cedri a Valdobbiadene, in provincia di Treviso, all’interno delle iniziative del “Forum spumanti d’Italia”, sabato scorso 9 settembre si è svolto il convegno “Consumi e mercati degli spumanti italiani” ed è stato presentato il rapporto annuale 2005 dell’Osservatorio nazionale economico spumanti.

La Cia, su richiesta dell’organizzazione dell’evento, che da due anni ha sostituito la vecchia e ormai superata mostra degli spumanti italiani, dando nuovo impulso al particolare comparto dell’enologia nazionale, aveva concesso il proprio patrocinio all’iniziativa, in considerazione dell’importanza e della ricchezza del settore.

In un saluto pubblicato sul catalogo ufficiale di questa seconda edizione del Forum, il presidente della Cia Giuseppe Politi aveva detto: “nel panorama spumantistico nazionale abbiamo prodotti affermati che nulla hanno da temere al confronto con note e meno note produzioni internazionali, ma abbiamo anche una miriade di perle produttive, simbolo stesso della migliore espressione tradizionale e territoriale del nostro Paese, che possono e devono essere sempre di più valorizzate”.

Ed è su questo aspetto che, dopo aver portato i saluti del presidente Politi, impegnato nelle iniziative della Festa nazionale dell’agricoltura di Padova, ha insistito Pietro Palumbo, responsabile dell’Ufficio vitivinicolo ed olivicolo della Confederazione, intervenendo al dibattito per la Cia. “E’ stata un’ottima intuizione quella di aver rinnovato la quasi quarantennale mostra nazionale degli spumanti -ha detto Palumbo- ed ora è necessario che il Forum diventi il punto di riferimento nazionale e internazionale degli spumanti. Un luogo dove, oltre alla mostra che dovrà richiamare prodotti di tutto il mondo, sia momento di incontro, confronto e valorizzazione, anche culturale, delle mille tradizioni spumantistiche delle vecchie e nuove enologie per fare in modo che il successo registrato dai nostri prodotti nel 2005 possa consolidarsi ed anzi ottenere migliori risultati”.

Al dibattito, sotto la sapiente regia del direttore ed ideatore del Forum, Giampietro Comolli, a testimonianza dell’interesse, non solo economico, del settore, sono intervenuti, oltre ai rappresentanti delle organizzazioni, il sindaco di Valdobbiadene, Pietro Giorgio Davì, il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, il vicepresidente della Giunta e assessore all’Agricoltura e Turismo della Regione Veneto, Luca Zaia, il viceministro ai Trasporti, Cesare De Piccoli, e il sottosegretario allo Sviluppo economico, Paolo Giaretta. Le conclusioni sono state tratte dal sottosegretario alle Politiche agricole, Guido Tampieri che ha ricordato gli ineludibili appuntamenti cui il comparto vitivinicolo sarà interessato nei prossimi mesi, dalla riforma dell’Ocm a quella della legge sulle denominazioni d’origine e l’impegno del governo a tutelare e salvaguardare la vitienologia nazionale per il suo valore economico, ma anche storico, sociale e culturale. “In questo ambito -ha detto Tampieri- troverà spazio una apposita disciplina degli spumanti che tenga conto della loro originalità e particolarità”.

 


Novità del Decreto sulle attività venatorie e la posizione della Cia

 

A seguito della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 18 agosto 2006 del Decreto legislativo “Disposizioni urgenti per assicurare l’adeguamento dell’ordinamento nazionale alla direttiva 79/409/Cee, in materia di conservazione della fauna selvatica”, sono scattate limitazioni all’attività venatoria nelle “Zone di protezione speciale” (Zps), che sono state istituite dal ministero dell’Ambiente di concerto con le Regioni nel corso del quinquennio 2001-2006 e che sono entrate a far parte del sistema dei “Siti Rete Natura 2000” dell’Unione Europea. Inoltre, il Decreto ha annullato su scala nazionale le cosiddette “cacce in deroga” a specie come lo storno, il cormorano, il fringuello, la tortora dal collare, i passeri, la peppola, ecc... protette dalla Direttiva 409/79, ma ritenute dannose all’agricoltura italiana e questo perchè molte Regioni erano state sottoposte a “Procedura di infrazione” per interpretazioni troppo filo venatorie di alcune deroghe.

Il Decreto in oggetto è stato emanato alla vigilia della stagione venatoria 2006-2007, per evitare la non approvazione da parte della Commissione Europea dei Programmi di sviluppo rurale, che comporterebbe gravissimi danni per l’intero comparto agricolo nazionale, ed è finalizzato ad assicurare la conformità dell’Ordinamento italiano alla normativa comunitaria concernente la conservazione della fauna selvatica.

Il Decreto legge introduce alcune limitazioni all’attività venatoria entro il perimetro delle zone di protezione speciale (Zps), che coprono circa 4 milioni di ettari del territorio nazionale, di cui circa 2 milioni attualmente aperti alla caccia in Atc e Aziende venatorie. Le limitazioni più incisive riguardano:

1) il divieto delle preaperture in data antecedente la terza domenica di settembre, con un’unica apertura generale della caccia, a decorrere dal 2007, alla prima domenica di ottobre;

2) la chiusura della stagione venatoria al 31 dicembre, con l’eccezione per gennaio della caccia di selezione agli ungulati e al cinghiale e di quella da appostamento per due giornate prefissate alla settimana;

3) divieto di svolgere attività di addestramento di cani da caccia prima della seconda domenica di settembre.

A seguito di queste novità il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Paolo De Castro il 6 settembre scorso, ha riunito il “Tavolo caccia” presso la sede del Ministero invitando le Associazioni venatorie, ambientaliste e agricole per un approfondimento ed un confronto in vista della conversione in legge del Decreto che dovrà avvenire entro il 18 ottobre prossimo, pena la decadenza dello stesso, con conseguenze deleterie per i finanziamenti destinati ai programmi di sviluppo rurale, e con lo scatto del divieto di caccia su 2 milioni di ettari di territorio che verrebbero equiparati ad Ambiti protetti.

La Cia in quella sede è stata rappresentata dal responsabile delle Politiche faunistico-venatorie Giorgio Vitali, il quale ha formalizzato una proposta di mediazione tra le esigenze rappresentate dai cacciatori e quelle rappresentate dagli ambientalisti, consistente nell’unificazione dell’apertura generale della caccia su tutto il territorio nazionale dal 2007, all’ultima domenica di settembre. Tale proposta eviterebbe una doppia apertura con irrazionali e controproducenti nomadismi dei cacciatori in occasione di aperture differenziate e problemi di tabellazione delle Zps; inoltre consentirebbe, come già sostenuto dalla Confederazione in un proprio documento di indirizzi deliberato nel gennaio del 2006, un maggior rispetto delle attività e produzioni agricole ancora in campo a settembre e della maturità biologica della selvaggina.

La Cia ha, infine, esortato Stato e Regioni a prendere in seria considerazione il tema delle cacce in deroga, di concerto con l’Infs, con particolare riferimento alla specie dello storno che arreca danni molto consistenti alle colture agricole, in particolare a frutteti, vigneti e uliveti.

 

 

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APPUNTAMENTI


Festa regionale dell’Agricoltura della Cia Sicilia: convegno a Taormina su “La non autosufficienza: una nuova qualità dei diritti, l’equilibrio città-campagna”

 

Nell’ambito della Festa regionale dell’Agricoltura, promossa a Taormina dalla Cia della Sicilia e in programma dal 15 al 17 settembre prossimi, è in programma, tra gli altri avvenimenti, un convegno sul tema “La non autosufficienza: una nuova qualità dei diritti, l’equilibrio città-campagna”. Per l’occasione verrà presentata la ricerca dell’Associazione nazionale pensionati della Cia realizzata in collaborazione con la Fondazione Cesar.

I lavori del convegno si svolgeranno domenica 17 settembre presso l’Hotel Diodoro di Taormina ed inizieranno alle ore 10,30. Il coordinamento è affidato a Carmelo Travaglia, vicepresidente vicario della Cia Sicilia. Dopo i saluti di Salvatore D’Agostino, sindaco di Taormina, i lavori verranno aperti da Michele Spatafora, presidente regionale dell’Anp-Cia Sicilia. Introdurrà Angelo Forgia, responsabile politiche sociali della Cia Sicilia; interverranno Giulia Zamagni, Fondazione Cesar, Vincenzo Borruso, esperto di politiche sociali ed editorialista de “La Repubblica”, Carmelo Gurrieri, presidente regionale della Cia Sicilia, Paolo Colianni, assessore regionale alla Famigli, alle Politiche sociali e alle Autonomia locali. Concluderà Mario Pretolani, presidente nazionale dell’Anp-Cia.


Cia Sicila: dal 15 al 17 settembre a Taormina la Festa regionale dell’agricoltura. Tre giorni di dibattiti, incontri e degustazioni di prodotti tipici

 

Tre giorni di dibattiti, confronti e incontri con esperti  e rappresentanti del settore per discutere di agricoltura fra stand che offrono specialità siciliane e degustazioni di produzioni tipiche. Da venerdì 15 a domenica 17 settembre torna a Taormina la “Festa regionale dell’Agricoltura siciliana”, organizzata dalla Cia della Sicilia, giunta quest’anno alla quarta edizione.

La Festa di Taormina -dice il presidente regionale Cia Sicilia, Carmelo Gurrieri -è un’occasione che la Confederazione mette in campo per dimostrare come l’agricoltura  siciliana sia vitale e interessata ad assumere sempre più il ruolo di volano economico della regione, in un corretto e proficuo rapporto con altri importanti settori produttivi dell’isola: dall’artigianato al turismo, dal commercio all’industria agroalimentare. Ricordando che ‘agricoltura’ in Sicilia non vuol dire solo produzione di alimenti di qualità, ma anche salvaguardia del territorio, difesa idrogeologica, conservazione delle tradizioni e valorizzazione del paesaggio. Un mix complesso di funzioni e di ruoli che rappresenta, insieme alle bellezze naturali, la grande ricchezza della Sicilia, quella stessa ricchezza che in tanti, soprattutto all’estero, ci invidiano”.

La prima giornata sarà aperta alle 10 all’hotel Diodoro da un convegno su un tema di assoluta attualità per il comparto agricolo: “Lo scambio dei prodotti agroalimentari e gli accordi internazionali: regole, controlli proposte”, al quale interverranno, fra gli altri, il direttore regionale dell’Agenzia delle dogane Antonino Iannò, il direttore regionale dell’Ispettorato Centrale repressione frodi Rosario Barresi, l’assessore regionale all’Agricoltura Giovanni La Via, il presidente regionale della Cia Carmelo Gurrieri, e il presidente della commissione Agricoltura del Senato, Nuccio Cusumano. Il convegno è organizzato in collaborazione con ‘Orsa’, scuola di alta formazione ambientale, capofila del Progetto Agriqualitas, organizzato in partenariato con Cia, assessorato Agricoltura e Foreste della Regione Siciliana, Università degli Studi di Palermo–Cirpiet, e Ordini dei dottori Agronomi e Forestali delle nove province siciliane. Nel pomeriggio, alle ore 17.00, nella terrazza del “parcheggio Porta Catania”, alla presenza, fra gli altri, del sindaco di Taormina Carmelantonio D’Agostino e del presidente nazionale Cia Giuseppe Politi, saranno inaugurati gli stand che offriranno degustazioni di prodotti tipici siciliani.

Nella seconda giornata, sabato 16 settembre alle 10 nell’Aula consiliare del Comune di Taormina si terrà un convegno sul tema “L’agriturismo in Italia fra qualità e multifunzionalità”, al quale interverranno fra gli altri il presidente nazionale di Turismo Verde Walter Trivellizzi e il presidente dell’Ente Parco delle Madonie Massimo Belli Dell’Isca.

La terza ed ultima giornata, domenica 17 settembre, si chiuderà con un convegno, che inizierà alle 10,30 all’hotel Diodoro, sul tema “La non autosufficienza: una nuova qualità dei diritti, l’equilibrio città-campagna”, durante il quale verrà presentata una ricerca promossa da Anp-Cia realizzata in collaborazione con la Fondazione Cesar.

 


Lombardia: domenica 24 settembre torna l’iniziativa “Fattorie didattiche a porte aperte”

 

Gli imprenditori della “Rete lombarda delle fattorie didattiche” hanno promosso la seconda edizione della giornata “Fattorie didattiche a porte aperte” che si terrà domenica 24 settembre, con varie proposte laboratori didattici e di animazione per bambini di ogni età ed adulti.

Una giornata in fattoria dove vedere, sentire, toccare, odorare, gustare, stare in contatto con la realtà “viva” del mondo agricolo, dove i cittadini lombardi potranno immergersi e vivere una realtà diversa, riscoprendo i ritmi ed i profumi della campagna lombarda, gustando cibi naturali prodotti con metodologie tradizionali e/o biologiche, passeggiando  fra i campi e le aie, alla scoperta delle tradizioni e della cultura rurale.

Visto il successo e le numerose presenze registrate all’interno delle aziende della precedente edizione, la Regione Lombardia in collaborazione con le Fattorie didattiche lombarde accreditate  e le associazioni agrituristiche (Agriturist, Terranostra e Turismo Verde), patrocinatori dell’iniziativa, hanno così inteso riproporre questa particolare giornata

Pertanto, domenica 24  settembre  le Fattorie didattiche aderenti all’iniziativa  si animeranno di attività speciali con laboratori didattici e varie attività dedicati ai visitatori che verranno accompagnati dagli imprenditori agricoli alla conoscenza delle attività aziendali ed illustreranno le tecniche di produzione e trasformazione dei prodotti permettendo meglio di  capire  l’origine di tanti prodotti che giungono sulle nostre tavole.

Saranno numerosi i laboratori proposti ai quali prenotarsi direttamente chiamando le aziende prescelte, ad esempio: dalla farina al pane, il mondo delle api, la raccolta dell’uva e la trasformazione in vino, nel campo di mais, impariamo a conoscere il mondo degli animali della fattoria e come si accudiscono e numerosi altri ancora.

Oltre alle degustazioni golose, di salumi, formaggi, vini, dolci, ecc.. sarà possibile acquistare direttamente i prodotti aziendali.

Le aziende agricole che appartengono al circuito delle Fattorie Didattiche, il cui elenco completo è disponibile sul sito www.buonalombardia.it,  hanno aderito alla “Carta della Qualità” approvata dalla Giunta Regionale della Lombardia, nella quale vengono stabiliti i requisiti di sicurezza a  cui devono attenersi le strutture aziendali, la competenza degli operatori presenti in fattori, acquisita frequentando corsi di formazione professionale.

 


Prende il via a Senigallia “Pane Nostrum”

 

Da domani 14 settembre Senigallia si prepara ad intraprendere un nuovo affascinante viaggio nella storia e nella geografia del pane.  si prepara ad intraprendere un nuovo affascinante viaggio nella storia e nella geografia del pane. Ritornano i forni a cielo aperto di “Pane Nostrum”, festa internazionale del pane. “Appuntamento con la qualità, la tipicità ed i sapori delle tradizioni panificatorie delle varie regioni d’Italia e del mondo. Tema della sesta edizione: “I pani del Mediterraneo”,

“Pane Nostrum” è una manifestazione del Comune di Senigallia, in collaborazione con Assipan Confcommercio e Cia della Provincia di Ancona, con la partecipazione della Provincia di Ancona Assessorato all’Agricoltura, della Camera di Commercio di Ancona e della Regione Marche.

L’inaugurazione è domani alle ore 17,30. La manifestazione si concluderà domenica 17 settembre.
Quindi, per quattro giorni tante inziaitive dedicate al pane. Forni in piazza come veri e propri palcoscenici dove maestri panificatori da tutto il mondo, proporranno lo spettacolo e le suggestioni di un mestiere antichissimo: l’arte di fare il pane. Quattro giorni tra i profumi inebrianti del pane caldo appena sfornato. Tra i segreti e le meraviglie di un elemento tanto semplice quanto carico di significati e implicazioni culturali, antropologiche, sociali. Ne esistono infinte varianti, tante quante sono le culture di questa terra.

“Pane Nostrum” si propone di esplorarle. L’evento, punto di riferimento a livello nazionale, del prodotto pane e dintorni, si svolge nel suggestivo scenario di Piazza del Duca e Rocca Roveresca. Ogni anno, la manifestazione è accuratamente pensata intorno a un tema centrale da cui poi si irradiano le iniziative. Il tema dell’edizione 2006   è, quindi,  quanto mai attuale, puntando a scoprire “I pani del Mediterraneo”.

Dalla Sardegna alla Grecia, dalla Puglia alla Sicilia, l’Africa del Nord, la Basilicata, la Calabria, la Toscana il viaggio che “Pane Nostrum” propone nell’edizione 2006. Inoltre, saranno presenti pani e panificatori da tutte le  Marche con una selezione dei suoi pani migliori ed anche da Inghilterra, Francia, Germania.

 

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