| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 48 - n. 119 | 13 giugno 2006 |
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Un chiarimento in materia di aziende agricole e smaltimento di rifiuti è stato richiesto al ministero dell’Ambiente da parte della Cia che ha inviato una lettera nella quale pone un quesito relativo proprio al nuovo Testo unico sull’ambiente. Infatti, con l’entrata in vigore del nuovo Testo unico sull’ambiente -sottolinea Il concetto di “impresa che esercita la raccolta e il trasporto dei propri rifiuti non pericolosi come attività ordinaria e regolare”, di cui al c. 8 dell’art. Questa situazione di incertezza, circa l’obbligo o meno per le imprese agricole di iscriversi all’Albo, le espone -ribadisce Al fine di poter fornire agli imprenditori agricoli una corretta interpretazione del c. 8 dell’art. 212, è necessario -sollecita Inoltre, sarebbe necessario confermare -conclude
Il presidente della Cia Giuseppe Politi scrive al ministro Paolo De Castro sollecitando un intervento affinché tutti i produttori, specialmente quelli olivicoli meridionali, possano accedere agli aiuti previsti della riforma. Opportune modifiche nelle modalità e nei tempi di presentazione delle domande di Premio unico legate alla riforma Pac del 2006. Questo richiede il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi al ministro delle Politiche agricole Paolo De Castro. In una lettera, Politi sottolinea che l’attuale gestione sta, infatti, generando forte preoccupazione, nonostante il grande impegno dei Caa delle Organizzazioni professionali e la “proroga” al 15 giugno dei termini di presentazione. “La gestione della Pac nel 2006 -segnale il presidente della Cia- è caratterizzata da forte complessità per l’implementazione nella riforma di importanti settori dell’agricoltura italiana: olio di oliva, tabacco, zucchero, latte. Per questi motivi nel 2006 si assiste ad uno straordinario aumento del numero di domande e, per molte di esse, ad una forte crescita delle difficoltà di compilazione, dovuta all’interazione tra i diversi comparti”. Politi lamenta, prima di tutto, “un notevole ritardo nella definizione del quadro normativo necessario per la gestione delle domande”. E in tale contesto, cita, ad esempio, la circolare Agea sulla fissazione dei titoli provvisori 2006 che è stata emanata il 5 maggio e quella sul funzionamento della riserva nazionale emanata solo il 7 giugno e le modalità per la ricognizione preventiva dello zucchero che sono state definite soltanto il 6 giugno. Il presidente della Cia, nella lettera, fa presente al ministro De Castro diversi problemi nella funzionalità del sistema informativo Sian. “Ad oggi -sottolinea - mancano importanti applicazioni operative (ad esempio il trattamento delle consociazioni tra olivo ed altre colture, l’incrocio dei dati del tabacco tra superfici e contratti, ed altro ancora). Il sistema, inoltre, anche per il grande numero di connessioni, spesso non garantisce una funzionalità adeguata all’emergenza che stiamo vivendo. Questa situazione rallenta il lavoro e ne impedisce una efficace programmazione”. Politi, inoltre, evidenzia “la delicata questione dell’obbligo dei 3.000 mq per poter fissare i titoli ‘olivo’. Tale vincolo penalizza, escludendoli di fatto dalla domanda unica e conseguentemente dalla riforma, un numero di aziende molto elevato (la stima fatta da Agea parla di circa 180.000 aziende)”. A tal proposito, il presidente della Cia ricorda che “a questi agricoltori sono stati regolamentante comunicati i titoli provvisori, con specifica raccomandata da parte di Agea, ed oggi si impedisce loro di concretizzare l’iter con la presentazione della Domanda unica. Da rilevare, infine, che tali agricoltori hanno di fatto contribuito a determinare il budget del settore olivicolo sulla base dell’attività svolta nel quadriennio di riferimento”. “Il perdurare di questi problemi, senza opportune modifiche nelle modalità e nei tempi di presentazione delle domande, rischia -conclude Politi- di lasciare fuori della riforma Pac alcune centinaia di migliaia di produttori agricoli, soprattutto olivicoltori delle regioni dell’Italia meridionale”.
Sabato prossimo 17 giugno a San Dorligo della Valle (in provincia di Trieste), presso
In questa fase di profonde trasformazioni per il settore agricolo, di preparazione e definizione del Documento di programmazione per lo sviluppo rurale regionale 2007/13 è importante che alle donne imprenditrici sia prestata particolare attenzione e sostegno. Per questo motivo, il Coordinamento donne associazioni agricole del Friuli Venezia Giulia (Donne - Impresa della Coldiretti, Donne in Campo della Cia, Donne Imprenditrici della Confagricoltura), costituitosi in occasione della Giornata mondiale della Donna Rurale il 19 ottobre
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