| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 53 - n. 98 | 13 maggio 2011 |
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Nei giorni scorsi è stata presentata nella sala consiliare del Comune di Taverna, l’apertura della sede Cia. Per l’occasione, i responsabili della Cia di Catanzaro, nelle persone del presidente Mario Maiorana, del direttore Emanuele Dardano e del referente di sede Daniele Puleo, hanno incontrato l’Amministrazione comunale rappresentata dal sindaco Eugenio Canino. L’inaugurazione della nuova sede è stata preceduta da un dibattito molto interessante sul ruolo della multifunzionalità dell’agricoltura e sui contenuti della “Carta di Matera”. Nel suo discorso introduttivo, il presidente Maiorana ha sottolineato l’importanza ed il ruolo strategico che l’agricoltura svolge per il mantenimento del paesaggio, per la salvaguardia ambientale, offrendo inoltre opportunità occupazionali. Nell’area presilana occorre confermare e mantenere i valori dell’agricoltura rinnovando la consapevolezza delle sue funzioni essenziali e dei servizi che offre a beneficio di tutti. Taverna ed i comuni limitrofi -ha ribadito Maiorana- sono caratterizzati da un’alta vocazione turistica, ambientale ed agricola. Una triade inscindibile che deve essere sostenuta dalle amministrazioni locali. Il sindaco Canino, nel manifestare il compiacimento per l’apertura di una sede Cia nel comune di Taverna, che si candida così a punto di riferimento dei produttori agricoli di un comprensorio molto più vasto, ha evidenziato il lavoro svolto dalla sua amministrazione a favore del settore primario, attraverso il monitoraggio e la tutela delle aree rurali nell’ambito della stesura del Piano strategico comunale. Con una superficie di oltre 14.000 ettari, di cui 7.000 ricadenti nell’area del Parco nazionale della Sila -ha evidenziato il sindaco- il Comune di Taverna ha tutte le potenzialità per lo sviluppo del contesto agro-silvo-pastorale, attraverso l’utilizzo degli strumenti del Psr Calabria. Le motivazioni dell’apertura nel Comune di Taverna, sono state spiegate dal direttore Emanuele Dardano, il quale ha rimarcato la volontà dell’organizzazione agricola di essere sempre più vicina agli agricoltori, specialmente a quelli che operano in contesti ambientali difficili come, appunto, la Presila Catanzarese. Un sostegno alla rappresentanza del mondo agricolo ed un forte impegno per la tutela e la salvaguardia delle aree rurali -ha ribadito Dardano- sono alcuni dei motivi che hanno fatto maturare questa scelta. Una vasta gamma di servizi offerti alle imprese ed ai cittadini, ed il compito di divulgare le opportunità offerte dai vari strumenti regionali, nazionali ed europei, sono stati quindi presentati ed assegnati a Daniele Puleo, agronomo e referente della nuova sede Cia. Lo stesso si è, poi, complimentato con l’amministrazione comunale per la disponibilità e l’attenzione mostrata verso il comparto agricolo. Al termine del dibattito, il sindaco Canino ed il presidente Maiorana, hanno sottoscritto la “Carta di Matera”, documento predisposto dalla Cia nazionale e finalizzato alla sensibilizzazione, ed all’assunzione di impegni concreti, delle amministrazioni locali verso il settore agricolo. Di fatto, il comune di Taverna è stato il primo firmatario per la Provincia di Catanzaro. Concluso il dibattito, tutti i convenuti si sono recati presso gli uffici della nuova sede, sita in corso Mattia Preti n 10, per l’inaugurazione.
La Cia del Comprensorio Occidentale di Castellaneta, nell’ambito delle visite didattiche relative al progetto “Scuola in Fattoria” nei giorni scorsi ha visitato ad Altamura (Bari) il mulino Ca.Me.Ma e il Pastificio artigianale Giovanni Dibenedetto. Le classi quarte della scuola primaria “G. Pascoli” di Castellaneta (Taranto), composte da circa un centinaio di bambini, erano accompagnate dalle loro insegnanti Melita Ciulli, Maria De Benedictis, Antonietta Di Cillo, Carmela Losito, Patrizia Milillo e Patrizia De Vietro; per la Cia erano presenti il presidente della Cia Puglia Antonio Barile, il direttore della Cia di Taranto Vito Rubino, il presidente della Cia di Bari Vito Scalera, il responsabile della Cia di Altamura Franco Denora e gli accompagnatori Eleonora Bandello, Loredana Perdicchia e Michele Verdano, quest’ultimo responsabile dei servizi video-fotografici dei vari momenti della visita. La prima tappa è stata al mulino: qui il presidente Antonio Barile e il direttore Vito Rubino hanno illustrato le ragioni della visita, in questo particolare mulino che lavora il grano prodotto in zona; é stato inoltre evidenziato il notevole impegno della Cia per realizzare queste iniziative e l'importanza di consumare le produzioni locali, sia per aiutare l’economia del nostro territorio, che per consumare prodotti freschi che non hanno fatto lunghi viaggi prima di giungere sulle nostre tavole. Sono diversi anni che la Cia è impegnata su questo fronte, perché è convinta che un aiuto all'economia agricola potrà venire dalle giovani generazioni che con queste iniziative imparano a conoscere e consumare cereali, frutta e verdura locale e di stagione anche per la prevenzione di gravi malattie degenerative. Nel corso della visita il responsabile del mulino, il signor Giuseppe, ha mostrato i vari macchinari presenti ed ha spiegato i vari passaggi, otto per l'esattezza, che il grano compie prima di diventare farina e mostrato loro tutti i sottoprodotti che derivano dalla molitura del grano. Peraltro, è stato spiegato che questo mulino sta riscoprendo l’utilizzo del grano varietà “Cappelli” che per diversi anni non è stato più coltivato in quanto le spighe quando maturavano si accasciavano al suolo; la qualità della farina ottenuta da questa varietà di grano è eccellente e consente la produzione di una ottima pasta e un ottimo pane. La visita è poi proseguita al pastificio artigianale; prima di avviare la visita sul piazzale, il titolare Giovanni Dibenedetto, insieme al presidente della Cia di Bari Vito Scalera, ha spiegato l’attività svolta all’interno nel laboratorio i vari tipi di pasta, le destinazioni della produzione e la provenienza della farina nella maggior parte dei casi prodotta nel territorio pugliese. All’interno del pastificio i bambini hanno osservato come la farina mescolata con acqua viene lavorata dall’impastatrice per passare alle varie macchine che consente di ottenere i vari tipi di pasta anche di colore diverso a seconda della varietà di farina utilizzata e degli ingredienti inseriti. I vari passaggi dall’essiccatoio al confezionamento l’etichettatura e, infine, il magazzino pronta per essere inviata ai negozi e supermercati in varie parti del mondo. Al termine della visita i bambini e le insegnanti hanno potuto acquistare direttamente dalla produzione i vari tipi di pasta. Il prossimo appuntamento sarà presso i laboratori della Scuola alberghiera “M. Perrone”. Continua, quindi, anche per quest'anno l'impegno della Confederazione italiana agricoltori nel progetto “Scuola in Fattoria” che ogni anno si arricchisce di nuove esperienze e conoscenze che resteranno sicuramente impresse nella mente dei bambini di oggi e futuri cittadini di domani.
Il presidente della Cia, Giuseppe Politi, mette in evidenza il contributo positivo del settore primario alla crescita del Prodotto interno lordo nel primo trimestre 2011. Ma avverte: non bisogna cadere in facili ottimismi, costi produttivi record e prezzi non remunerativi pesano ancora sugli agricoltori. “L’agricoltura dimostra di essere un comparto ancora vitale. L’aumento del valore aggiunto del settore primario, che ha contribuito alla crescita congiunturale del Pil nel primo trimestre del 2011, è un risultato importante. Non si devono, però, dimenticare tutti i problemi che ancora condizionano le imprese: la situazione per gli agricoltori resta molto difficile, anche perché continua a mancare una vera politica di sviluppo. Per questo motivo, riteniamo importante la proposta del ministro Romano sugli Stati Generali dell’agricoltura, che noi avevamo sollecitato fin dal 2004 con la Conferenza nazionale”. Lo ha detto il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, Giuseppe Politi, commentando le stime preliminari dell’Istat sul Prodotto interno lordo. “Nel 2010 c’è stata finalmente una prima inversione di rotta -ha spiegato Politi-. L’agricoltura ha chiuso l’anno con un valore aggiunto in rialzo dell’1 per cento dopo il crollo del 3,1 per cento segnato nel 2009. Sono dati che fanno ben sperare anche per il 2011, ma non sono ancora sufficienti per dichiarare superata la lunga fase di crisi. I ‘nervi scoperti’ del settore (tra costi produttivi record, redditi sempre più ‘tagliati’, prezzi sui campi non ancora remunerativi e competitività in costante frenata) ora richiedono prudenza e soprattutto interventi mirati”. “Adesso più che mai -ha sottolineato il presidente della Cia- è indispensabile che vengano adottate nuove politiche tese a valorizzare e sviluppare l’attività imprenditoriale agricola. Oltre agli Stati generali, servono: una rinnovata politica agraria; un’azione condivisa sulla Pac post 2013; una concertazione alla quale restituire spessore e legittimità”.
La Cia Umbria rende noto che il ministro dello Sviluppo economico ed il ministro dell’ Ambiente hanno finalmente trovato la “quadra” per la definizione dei nuovi incentivi al fotovoltaico. Il nuovo decreto prevede che -afferma la Cia Umbria- l’ incentivo parta dal momento dell’ allaccio dell’ impianto alla rete; in caso di ritardo il proprietario avrà diritto ad un indennizzo. Altre disposizioni contenute nel decreto riguardano: il premio del 10 per cento per chi installa pannelli prodotti almeno per il 60 per cento nell’ Unione europea; il beneficio di 5 centesimi di euro per kwh per chi installa pannelli solari bonificando dall’ amianto; il premio del 5 per cento per i pannelli ubicati in zone industriali, cave o discariche esaurite, siti contaminati; il premio del 5 per cento per i piccoli impianti realizzati da Comuni con popolazione inferiore ai 5mila abitanti. Con il nuovo conto energia vengono considerati grandi impianti anche quelli a terra al di sotto dei 200 kwp (Chilowatt picco, ovvero la potenza massima -o di "picco"- di un impianto fotovoltaico)con regime di vendita e non di scambio sul posto. Inoltre, i contributi a fondo perduto sono cumulabili con il conto energia nella misura del 30 per cento per potenze non superiori a 20 kwp anche per impianti standard ed è possibile accedere al premio (massimo il 30 per cento) adottando interventi sull'involucro edilizio, finalizzati al risparmio e all'efficienza energetica. Per quanto riguarda le tariffe il decreto prevede un calo graduale nel corso del 2011 e del 2012, mentre dal 2013 gli incentivi saranno parametrati alla potenza installata adottando, di fatto, il modello tedesco che prevede tetti di spesa al raggiungimento dei quali la tariffa viene rimodulata. “Si tratta -ha dichiarato Domenico Brugnoni, presidente della Cia Umbria- di provvedimenti ancora insoddisfacenti perché non delineano un quadro di certezze nel medio lungo periodo come sarebbe necessario per gli imprenditori, agricoli e non, che investono nel fotovoltaico. Peraltro tali incertezze si vanno a sommare alle lungaggini dei percorsi autorizzativi che fanno capo ad amministrazioni diverse tra le quali è assolutamente urgente -ha concluso Brugnoni- definire un protocollo per semplificare in maniera significativa le procedure burocratiche”.
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