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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 54 - n. 57 13 marzo 2012
ATTUALITÀ
  • Domani il presidente Politi presenta a Roma il libro del prof. Segrè “Basta il giusto. Quando e quanto"
COMUNICATI
  • Fisco: bene la decisione della Camera su revisione Imu agricola
  • Il mondo politico si unisce alla protesta di Cia, Confagricoltura e Copagri contro l’Imu e per una maggiore attenzione verso i problemi dell’agricoltura
  • Inflazione, il carrello della spesa vola in alto: caro benzina e maltempo infiammano i prezzi alimentari
  • Le Organizzazioni lanciano un grido di allarme e chiedono attenzione da Governo e Parlamento: l’Imu avrà effetti devastanti sulle imprese; non si può accettare un aumento di cinque volte delle tasse.
APPUNTAMENTI
  • Convegno della Cia di Reggio Emilia: nuovi agricoltori in cerca di futuro, collaborazioni e passaggi generazionali
  • Domani riunione della Direzione Cia di Venezia sulla riforma della Pac

 

ATTUALITÀ


Domani il presidente Politi presenta a Roma il libro del prof. Segrè “Basta il giusto. Quando e quanto"

 

“Basta il giusto. Quando e quanto" è una lettera-libro  del prof. Andrea Segrè ad un suo studente sulla società della sufficienza. Si può dire che si tratta di un moderno manifesto per un nuovo civismo ecologico, etico ed economico. Lo scrive nella presentazione del volume il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi.

Il prof. Andrea Segrè è professore di Politica agraria internazionale e comparata all’università di Bologna, dove è preside della Facoltà di  Agraria. E' anche l'ideatore dello “spin off” accademico per il recupero sostenibile e solidale di beni alimentari invenduti, "Last Minute Market. Trasformare lo spreco in risorse".

Nel suo libro -rileva ancora Politi- descrive, molto bene i mali e le distorsioni di questo sviluppo caotico e come soluzione ideale invita i giovani, perché s'impegnino in una società che passi da un falso ben-essere a un autentico ben-vivere e un mondo più giusto, per tutti.

La Cia -aggiunge il presidente- prende l'occasione per avviare un momento di riflessione su queste tematiche della "sicurezza alimentare", con la presentazione del libro che avverrà domani mercoledì 14 marzo, dalle ore 9,30 alle ore 12,00, presso il Café de Paris, via Veneto 90, a Roma. Luogo, ieri, dei sogni e delle illusioni felliniane, oggi è invece un luogo della legalità. Infatti, è stato confiscato alle mafie ed ora è in gestione commissariale, in attesa di assegnazione e restituzione alla collettività, per un uso legale.

All'incontro parteciperanno, insieme al presidente Politi, il prof. Adolfo Pepe, direttore della Fondazione Di Vittorio, il prof. Silverio Ianniello, docente dell'Università di Trieste, il dottor Antonio Gaudioso, vicesegretario di Cittadinanzattiva. Sarà presente l’autore Andrea Segrè.

 

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COMUNICATI


Fisco: bene la decisione della Camera su revisione Imu agricola

 

Cia, Confagricoltura e Copagri commentano positivamente l’ok all’ordine del giorno che impegna l’esecutivo a rivedere la nuova imposta sui fabbricati rurali: la nostra manifestazione unitaria davanti a Montecitorio ha sortito il primo effetto.

 

Grande soddisfazione è stata espressa da Cia, Confagricoltura e Copagri per il sì bipartisan della Camera all’ordine del giorno sul decreto Liberalizzazioni che prevede l’impegno del Governo a “promuovere una revisione dell’Imu” per le aziende agricole

Si tratta di un primo risultato che fa seguito alla manifestazione di protesta indetta proprio oggi davanti a Montecitorio da tutte e tre le organizzazioni. Una mobilitazione che ha portato a Roma agricoltori da tutt’Italia, uniti per dire “no” a un’imposta iniqua e insostenibile che così com’è -spiegano Cia, Confagricoltura e Copagri- determinerà un vero e proprio salasso da 1,5 miliardi di euro per l’intero settore. Mettendo a rischio la sopravvivenza di oltre 200 mila imprese.

La decisione della Camera è una dimostrazione della sensibilità delle forze politiche presenti in Parlamento che, d’accordo con il mondo agricolo, auspicano che si riveda effettivamente il meccanismo dell’Imu -concludono le tre organizzazioni- prima che il provvedimento diventi legge.

 

 


Il mondo politico si unisce alla protesta di Cia, Confagricoltura e Copagri contro l’Imu e per una maggiore attenzione verso i problemi dell’agricoltura

 

Numerosi i parlamentari che sono intervenuti al sit-in a Roma in piazza Montecitorio davanti alla Camera dei Deputati. Sui palco hanno parlato Casini, Zucchi e Donadi.

 

Tanti i parlamentari che sono intervenuti alla manifestazione congiunta indetta oggi davanti a Montecitorio da Cia, Confagricoltura e Copagri per protestare contro l’Imu sui fabbricati rurali e sui terreni agricoli e per chiedere più attenzione alla situazione dell’agricoltura. Esponenti di primo piano dei vari partiti politici si sono uniti agli agricoltori in presidio per manifestare la loro solidarietà al settore. D’accordo con il fatto che l’imposta Imu rischia di dare il colpo di grazia a un comparto fondamentale per l’Italia, non solo perché costituisce “la dispensa” del Paese ma perché rappresenta l’eccellenza del “made in Italy” all’estero.

“L’Imu così com’è adesso ammazza l’agricoltura italiana -ha affermato il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini-. L’imposta va cambiata per quanto riguarda il settore primario, che finora è sempre stato considerato una cenerentola ma che deve poter vivere e guardare con speranza al futuro”. Quindi nel vertice di giovedì chiederemo al premier Monti di rivederla. Perché l’agricoltura italiana è in ginocchio e deve essere salvata”.

L'agricoltura, ha aggiunto il vicepresidente della Commissione Agricoltura alla Camera ed esponente del Pd, Angelo Zucchi, “è un settore che non si è mai tirato indietro nei momenti di difficoltà. Anche ora non si sottrae a questo tipo di sacrifici ma chiede di essere capita. Noi abbiamo chiesto un tavolo di confronto con tutte le organizzazioni agricole e il Mipaaf per verificare le ricadute dell’Imu sul comparto, ma c’è sordità da parte del governo. Ecco perché è necessario a volte alzare la voce, come avete fatto voi oggi”.

Secondo Zucchi “il governo dei tecnici non la sa troppo lunga sull’agricoltura”, mentre “il settore avrebbe bisogno di provvedimenti in grado di rispondere alla crisi”. Il lavoro agricolo, ha continuato il parlamentare democratico, “va rispettato, ma per farlo davvero serve equità e giustizia. E invece questa tassa così com’è è iniqua, sproporzionata e soprattutto difficilmente sostenibile”.

Sulla stessa linea il capogruppo dell’Idv alla Camera, Massimo Donadi: “L’agricoltura è una grande ricchezza che va sostenuta e non penalizzata. In aula noi abbiamo votato contro questa norma che uccide l’agricoltura italiana. Perché mettere l’Imu sui granai, sui capannoni, sui depositi degli attrezzi significa uccidere l’agricoltura italiana. E noi non ci stiamo. Noi faremo di tutto per far cambiare questo provvedimento”.

Ma sono stati davvero molti i deputati e i senatori in piazza insieme a Cia, Confagricoltura e Copagri. In rappresentanza del Pd, hanno partecipato Sandro Brandolini, Leana Pignedoli, Maria Teresa Bertuzzi, Luciano Pizzetti, Massimo Florio, Susanna Cenni, Nicodemo Oliverio. Dell’Idv erano presenti Anita Di Giuseppe, Ignazio Messina e Ivan Rota. E poi anche: dell’Udc Teresio Delfino, di Sel Elettra Deiana e di Rifondazione comunista Alfio Nicotra. 


Inflazione, il carrello della spesa vola in alto: caro benzina e maltempo infiammano i prezzi alimentari

 

La Cia commenta i dati diffusi dall’Istat: i continui rincari di benzina e gasolio si abbattono su tutta la filiera, stravolgendo i bilanci delle aziende agricole e aumentando i costi delle famiglie per la tavola. Sul “super-rialzo” congiunturale dei vegetali freschi ha inciso l’ondata di neve e gelo delle scorse settimane.

 

Il carrello della spesa degli italiani continua la sua corsa inarrestabile e lievita a febbraio del 4,5 per cento, toccando il valore più alto da ottobre 2008 e superando il record di gennaio, quando aveva fatto segnare quota 4,2 per cento. Numeri che per le famiglie si traducono in una stangata senza precedenti, soprattutto perché a crescere sono ancora una volta i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza, dai carburanti al cibo. A subire un “super-rialzo” è il prezzo della verdura fresca (più 8,7 per cento congiunturale), spinto in alto dai danni provocati alle coltivazioni dall’ondata di maltempo che ha attraversato il Paese nel mese di febbraio e dagli effetti del prolungato blocco dei tir. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando i dati diffusi dall’Istat.

Nel mese i listini della benzina salgono del 18,6 per cento e quelli del gasolio del 25,5 per cento, con effetti a catena su tutta la filiera alimentare. A pagare infatti sono prima i produttori, che spendono praticamente il doppio dell’anno scorso per riscaldare le serre e alimentare i mezzi meccanici -spiega la Cia- e poi i consumatori al supermercato, che scontano la dipendenza quasi totale dal trasporto su strada per la distribuzione dei prodotti dalle campagne alla tavola.

Il risultato è che a febbraio i prezzi al consumo degli alimentari lavorati crescono del 3,4 per cento tendenziale e quelli degli alimentari freschi dell’1,7 per cento. In particolare -ricorda la Cia- il caffè schizza su del 14,6 per cento, il pesce fresco di mare del 5,7 per cento e pesce fresco d’allevamento dell’8,9 per cento, la carne rossa del 2,7 per cento e la pasta del 2,3 per cento.

Discorso diverso è invece quello della verdura fresca, i cui listini restano bassi rispetto a febbraio 2011 (meno 0,1 per cento), ma volano al più 8,7 per cento nel confronto con gennaio. Sui prezzi dei vegetali cioè -osserva la Cia- si è scaricato quasi tutto il peso dell’ondata di maltempo che ha colpito l’Italia: blocco delle consegne, 150 mila tonnellate di ortofrutta “bruciata” dal gelo, finita al macero o ferma nei magazzini e conseguenti fenomeni speculativi al dettaglio.

Quello che è certo, però, è che l’incremento dei costi per il carrello alimentare e contemporaneamente la spesa maggiore per i carburanti -conclude la Cia- rappresentano un mix devastante per i bilanci delle famiglie. Continuando così non ci potrà essere alcuna risalita dei consumi e, quindi, nessuna ripresa economica.

 


Le Organizzazioni lanciano un grido di allarme e chiedono attenzione da Governo e Parlamento: l’Imu avrà effetti devastanti sulle imprese; non si può accettare un aumento di cinque volte delle tasse.

 

Manifestazione di Cia, Confagricoltura e Copagri a Roma in piazza Montecitorio davanti alla Camera dei Deputati. I presidenti Giuseppe Politi, Mario Guidi e Franco Verrascina lanciano l’allarme: così si mette a rischio il futuro di migliaia di aziende. Un “salasso” di 1,5 miliardi di euro dall’imposta sui fabbricati rurali e sui terreni agricoli. Sugli imprenditori pesano troppi costi, dal caro-gasolio agli oneri contributivi. A questi si aggiungono i pesanti danni (oltre 500 milioni di euro) causati dal maltempo. Il settore è in crisi e serve una nuova politica agricola nazionale, soprattutto in vista della riforma Pac post 2013. L’agricoltura ha un valore strategico per la ripresa del Paese.

 

Quintuplicare la tassazione in agricoltura significa mettere fuori mercato più di 200 mila imprese. Per tale motivo chiediamo di rivedere l’impatto dell’Imu, dal momento che l’imposizione fiscale anche sui fabbricati rurali, strumentali all’attività di coltivazione o di allevamento, è una profonda iniquità, che non trova giustificazione alcuna. Per questo diciamo un fermo “no” all’Imu così com’è posta. Un’imposta assurda e penalizzante che determinerà un vero e proprio “salasso” da 1,5 miliardi di euro, rispetto agli attuali 300 milioni circa di gettito, ai quali potrebbero aggiungersi altri 2-3 miliardi di euro per l’accatastamento. Sarà un impatto devastante che metterà in crisi tutto il settore, che già vive un momento di estrema difficoltà, con costi produttivi (in particolare il “caro-gasolio”), contributivi e burocratici giunti ormai a livelli insostenibili. Questo il grido d’allarme lanciato oggi a Roma, durante una manifestazione in piazza Montecitorio davanti alla Camera dei Deputati, dai presidenti di Cia-Confagricoltori Giuseppe Politi, di Confagricoltura Mario Guidi e di Copagri Franco Verrascina.

L’agricoltura è una risorsa vitale per il nostro Paese e non si può -hanno rimarcato i tre presidenti- frenarne la competitività e affossarla con insostenibili tasse. Questo non significa che il mondo agricolo voglia, vista la fase critica che attraversa il Paese, sottrarsi alle proprie responsabilità. Non è stato valutato l’effetto devastante che l’Imu potrà avere sulle imprese agricole. Siamo pronti ai sacrifici, ma non possiamo accettare misure distruttive dell’imprenditoria agricola. Il governo Monti ha fondato il suo programma sull’equità, ma questo provvedimento non è per nulla equo.

Non possiamo assistere passivamente alla fine delle imprese agricole italiane che oggi scontano redditi inferiori a quelli del 2005; al contrario, ci batteremo con determinazione per difenderle e garantire loro un futuro di reali certezze.

Se l’obiettivo del governo è quello di rilanciare l’economia, non si può dimenticare che l’agricoltura ha un ruolo centrale per la crescita del Paese. Ecco perché chiediamo -hanno rimarcato i presidenti di Cia, Confagricoltura e Copagri- una maggiore attenzione da parte del governo, delle istituzioni, delle forze politiche.

Le tre Confederazioni agricole sollecitano che sull’Imu ci sia un adeguato ripensamento. Occorre che la situazione sia analizzata in maniera oculata e vanno verificati quali impatti avrà l’applicazione dell’imposta.

Al Governo in queste ultime settimane abbiamo sollecitato -hanno detto Politi, Guidi e Verrascina- che oggi all’agricoltura, soprattutto in vista della riforma della Pac post 2013 e delle difficili sfide che porrà, serve una politica incisiva che affronti i problemi strutturali, recuperi competitività al settore, valorizzando le sue forti risorse intrinseche. Una strategia di ampio respiro che apra nuove prospettive al settore primario che va considerato come un grande protagonista della ripresa e del rilancio del nostro Paese.

Allo stesso modo chiediamo che il Governo intervenga -hanno sottolineato i tre presidenti- anche sul problema del “caro gasolio”, che sta avendo effetti traumatici per le imprese. In pochi mesi, il prezzo del carburante agricolo è cresciuto del 25%, aggravando i costi, già pesanti, che l’agricoltore è costretto a sostenere.

Analogo discorso per i sacrifici richiesti al settore agricolo anche in termini di lavoro e previdenza che tuttora sono insostenibili. Su questo versante ribadiamo l’esigenza di mitigare l’aumento degli oneri contributivi dei lavoratori autonomi agricoli previsto dal governo Monti. E proprio gli autonomi dell’agricoltura -hanno sostenuto Politi, Guidi e Verrascina- sono tra le figure più penalizzate, dal momento che sono stati esclusi dai provvedimenti per la crescita previsti per altri settori.

Una situazione, dunque, estremamente complessa quella della nostra agricoltura che fa, peraltro, i conti con i gravissimi danni subiti, prima per il blocco dei Tir e poi per la disastrosa ondata di maltempo: oltre 500 milioni di euro. Per le aziende colpite è opportuno che vengano bloccati i pagamenti fiscali e contributivi e i mutui e attivati pronti interventi secondo le procedure di legge.

Tartassare ancora il settore significa decretarne la fine e questo -hanno rilevato i presidenti di Cia, Confagricoltura e Copagri- non è assolutamente accettabile. Siamo scesi in piazza perché rivendichiamo il ruolo, l’importanza, ma anche la specificità del settore agricolo.

Siamo disposti a credere in questo Paese -hanno concluso i tre presidenti- nella misura in cui questo Paese è disposto a credere nell’agricoltura.

 

 

 

 

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APPUNTAMENTI


Convegno della Cia di Reggio Emilia: nuovi agricoltori in cerca di futuro, collaborazioni e passaggi generazionali

 

La Cia di Reggio Emilia e le sue Associazioni di persone (Agia - Donne in Campo - Anp) promuovono un convegno dedicato al futuro dell’agricoltura giovedì 15 marzo prossimo alle ore 9.15 alla Cantina Albinea-Canali. Tema scelto: “Ritorno al futuro - Agricoltura 2.0 . Collaborazioni e passaggi generazionali”. Sottotitolo: 'l'impresa dell'imprendere per i giovani agricoltori reggiani'

Si tratta di un appuntamento - concepito in modo non tradizionale - rivolto agli imprenditori agricoli, ma al contempo aperto al pubblico, che l'associazione ha costruito con un percorso d’incontri sui territori, e con l’intento dichiarato di dar voce ai suoi associati, per prepararsi insieme alle importanti sfide che attendono giovani e meno giovani agricoltori.

Dalla cultura contadina forte e creativa tipica delle nostre terre, scaturiranno le risorse e le intelligenze per cominciare da oggi a dar forma all’agricoltura di domani, recita l'invito.

Il convegno che vedrà intervenire Arianna Alberici (Agia), Roberta Rivi (assessore provinciale Agricoltura), Luca Lombroso (docente Università di Modena e Reggio), Ivan Bertolini (presidente Cia provinciale). Nel programma (per la parte non tradizionale) sono previsti anche proiezioni di documentazione video sui giovani agricoltori intervistati in azienda ed interventi musicali.

 


Domani riunione della Direzione Cia di Venezia sulla riforma della Pac

 

Domani mercoledì 14 marzo, alle ore 20.00, presso la sede della Cia di Venezia, a Marghera, riunione della Direzione provinciale per discutere della riforma della Pac. All’incontro partecipa il responsabile del Dipartimento di Sviluppo agroalimentare e Territorio della Cia nazionale Giuseppe Cornacchia.

 

 

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