| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
|
Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it |
| Anno 48 - n. 176 | 12 settembre 2006 |
|
||||||||
|
Il presidente della Cia Giuseppe Politi chiede maggiore attenzione per l’agricoltura che vive una profonda crisi strutturale. “Il settore agricolo vuole essere ascoltato e contribuire alla ripresa di sviluppo e competitività”. Rilanciare il “made in Italy” sui mercati esteri. “L’agricoltura italiana, sempre più in grave crisi strutturale, chiede maggiore attenzione, ma soprattutto un progetto che permetta una reale svolta positiva in grado di dare certezze ai produttori che non possono continuare ad operare tra costi crescenti e prezzi in persistente stagnazione se non in calo. Il governo, fin dalla prossima legge finanziaria, deve cominciare a dare risposte adeguate. Il tempo delle promesse è finito. Ora aspettiamo concretezza. Aspettiamo che la concertazione, come più volte annunciato, coinvolga tutte le parti sociali e non sia solo un dialogo tra pochi. Aspettiamo fiduciosi la convocazione a Palazzo Chigi, altrimenti siamo pronti a sviluppare tutte le iniziative necessarie per far sentire la voce del settore agricolo”. Lo ha sostenuto il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi intervenendo oggi a Pesaro al convegno “L’agricoltura italiana tra Europa e mondo”, svoltosi nell’ambito della Festa nazionale dell’Unità. “In più occasioni abbiamo ripetuto che -ha aggiunto Politi- la manovra economica per il 2007 deve cominciare a delineare un nuovo quadro di interventi per il mondo agricolo, come, d’altra parte, indicato nel Dpef. Una politica che, tuttavia, deve articolarsi in un’azione più complessiva ed organica che, per noi, deve avere il suo momento focale nella Conferenza nazionale dell’agricoltura e dello sviluppo rurale. Un appuntamento, viste le difficoltà che attraversa il settore (confermate dal calo del valore aggiunto nel secondo trimestre del 2006), non più procrastinabile e, quindi, da tenere in tempi molto brevi”. “Il nuovo progetto per il settore primario -ha sottolineato il presidente della Cia- deve articolarsi lungo tre indispensabili direttrici: la proiezione internazionale del sistema agroalimentare, il rafforzamento dei rapporti di filiera, l’innovazione per l’impresa agricola. Sono direttrici che vanno percorse in maniera decisa se si vuole dare un futuro agli imprenditori, in particolare quelli giovani che oggi entrano nel settore e si trovano di fronte ostacoli ed intralci, finanziari e burocratici, sempre più complessi”. “Oltre ai costi produttivi e agli oneri contributivi, che appesantiscono enormemente la gestione dell’impresa, riducendone la competitività, quello che più preoccupa -ha rilevato Politi- sono le difficoltà che s’incontrano sui mercati esteri, dove c’è una concorrenza agguerrita e dove il ‘made in Italy’ subisce attacchi da parte dell’agropirateria. Una concorrenza che non viene solo dai nuovi paesi produttori ed esportatori, ma dagli stessi partner europei (a partire dalla Spagna)”. “Per questa ragione -ha concluso il presidente della Cia- insistiamo sull’esigenza di regole contrastare le contraffazioni e, in special modo, di una seria politica di promozione delle nostre produzioni a livello internazionale e di una protezione multilaterale delle denominazioni geografiche. A tale scopo riteniamo importante e non rinviabile la definizione di un progetto condiviso e capace di coinvolgere i diversi ministeri interessati, le Regioni, i Comuni e le Province, le Camere di commercio e le organizzazioni professionali agricole, nel quale individuare obiettivi, risorse finanziarie, mercati, prodotti, soggetti e strumenti interessati alla promozione del ‘made Italy’ nel mondo”.
La Commissione europea ha deciso, il bilancio annuale di fondi da impegnare per lo Sviluppo Rurale, per l’Italia viene confermato il budget di 8.292.009.883, di cui almeno 3.341.091.825 da destinarsi alle zone obiettivo convergenza. Nei prossimi giorni sarà definita la ripartizione del budget nazionale, con la preparazione dei Piani di Sviluppo Rurale Regionali. “Serve un approccio coerente e pragmatico che tenga conto degli obiettivi di sviluppo ma anche di sostegno alla competitività del settore primario nel suo ruolo produttivo e multifunzionale”. E’ quanto sostiene la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito alla ripartizione del Budget assegnato all’Italia dalla Commissione europea, per finanziare i piani di Sviluppo rurale delle varie Regioni. La ripartizione annuale del budget -prosegue la Cia- peraltro a ribasso, non è costante perché influenzata dai fondi provenienti dalla modulazione obbligatoria tra il I° ed II° pilastro nonché dagli storni provenienti dalla riforma dei settori: zucchero e tabacco. La Cia evidenzia come lo Sviluppo rurale, che si allarga ad obiettivi anche non agricoli, deve mantenere l’impresa agricola e forestale al centro degli interessi, a salvaguardia di uno sviluppo sostenibile e condiviso della società nel suo insieme, in particolare in quelle aree, come quelle montane, dove l’abbandono del settore primario rischia di innescare processi di involuzione socioeconomica irreversibili.
Grazie anche alla collaborazione con le Amministrazioni provinciali, le Comunità Montane e l’Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste, i numerosi partecipanti alla Festa nazionale dell’agricoltura, organizzata dalla Cia, hanno potuto conoscere e apprezzare la ricchezza paesaggistica e produttiva lombarda. I primati dell’agricoltura lombarda non sono solo in termini quantitativi: le azioni mirate a garantire e a valorizzare la qualità e la sicurezza dei prodotti agroalimentari hanno portato I 17 vini Doc e Docg e le 20 denominazioni di origine controllata (Dop) tra formaggi, olio e salumi, oltre a ben 220 prodotti tradizionali riconosciuti, sono le punte di diamante di un settore che ha fatto dell’eccellenza dei suoi prodotti la principale strategia produttiva. Il forte legame con il variegato territorio della lombardia è uno dei cardini dell’agricoltura lombarda che ha contribuito a modellare nel corso dei secoli il paesaggio della nostra regione, con terrazzamenti, vigneti, risaie, filari e canali che sono tra i tanti elementi che caratterizzano il multiforme paesaggio agrario lombardo frutto di una millenaria civiltà rurale.
In occasione della Festa provinciale dell’Uva, domani 13 settembre si svolgerà a Vo’ (Padova), presso Villa Sceriman, il convegno “Colli Euganei: evoluzione di un territorio”. L’incontro, fra i cui promotori c’è
“L’agriturismo in Italia tra qualità e multifunzionalità”. Questo il tema dell’incontro promosso da Turismo Verde, l’associazione agrituristica della Cia, per sabato prossimo 16 settembre a Taormina nell’ambito della Festa regionale dell’agricoltura della Cia Sicilia. I lavori si terranno, a partire dalle ore 10.00, presso
|
|
|
|
|