| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
|
Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it |
| Anno 50 - n. 117 | 12 giugno 2008 |
|
||||||||
|
Dal 31 maggio al 6 giugno scorso si è tenuto a Varsavia, in Polonia, il 38° Congresso della Fipa (Federazione internazionale dei produttori agricoli sul tema “Lavorare uniti per la redditività, la sostenibilità e lo sviluppo”, al quale hanno partecipato il presidente della Cia Giuseppe Politi e il membro della Giunta nazionale della Confederazione e presidente regionale della Sicilia Carmelo Gurrieri. Il Congresso ha adottato una Dichiarazione sulla crisi alimentare che invita alla definizione, in cooperazione con le organizzazioni agricole, di nuovi piani nazionali che assicurino a livello mondiale la sicurezza alimentare e di nuovi strumenti per la redditività dei produttori. Nel corso dei lavori congressuali è stato eletto il nuovo presidente della Fipa, Ajay Vashee di nazionalità zambese, che è succeduto al. Jack Wilkinson. Il Ajay Vashee è presidente sia dell’Organizzazione regionale degli agricoltori dell’Africa del Sud e sia dell’Unione zambese degli agricoltori. La nuova presidenza della Fipa è composta dal presidente, da tre vicepresidenti -Elisabeth Gauffin (Svezia), Raul Montemayor (Filippine) e Carlos Simancas (Colombia)- e dal tesoriere, Peter Gaemelke (Danimarca). Al presidente Giuseppe Politi è stato confermato il suo doppio incarico di membro del Comitato esecutivo e di vicepresidente del Comitato Mediterraneo della Fipa. Quattrocento dirigenti agricoli, di 80 paesi, si sono riuniti dal 31 maggio al 6 giugno Nell’arco di due anni, i mercati cerealicoli mondiali sono passati da una fase di eccedenza sostanziale ad una situazione in cui le scorte mondiali si ritrovano ai loro livelli più bassi degli ultimi 50 anni. I prezzi del grano e del riso sono aumentati sensibilmente anche se ricominciano a diminuire, numerosi paesi hanno imposto dei limiti alle esportazioni di alimenti. Ciò mostra a che punto i mercati mondiali di cereali siano fragili. - Le eccedenze alimentari dei paesi dell'Ocse sono sparite in seguito alle misure prese per riformare le politiche agricole (una domanda in aumentato nelle economie emergenti e la creazione di sbocchi non alimentari per i cereali e i semioleosi come la produzione di biocarburanti e di plastiche biodegradabili. - Il rialzo dei prezzi al dettaglio e dei prezzi all'ingrosso non ha necessariamente come effetto l’aumento dei prezzi pagati all'agricoltore. Mancanza di trasparenza lungo tutta la filiera alimentare. - La crescita dei redditi nelle “economie emergenti “ ha intensificato i bisogni alimentari. Una classe media in espansione fa montare il consumo dei prodotti della zootecnia, e ciò fa aumentare la domanda di cereali per l'alimentazione del bestiame. - Il rialzo dei prezzi del petrolio e l'intensificazione degli scambi commerciali hanno incrementato in maniera sostanziale i costi di trasporto delle importazioni di prodotti alimentari. Numerosi PVS importatori netti di alimenti non sono più in grado di pagare questi costi e in futuro dovranno creare delle fonti locali di alimentazione. - L'indipendenza in materia di energia e di carburanti ha determinato uno sviluppo delle produzioni di biocarburanti e di prodotti biodegradabili. Pertanto è aumentata la domanda di culture agricole come materie prime per l'industria. - I cambiamenti climatici accentueranno i rischi sui raccolti e le epidemie animali determinando una maggiore instabilità sui mercati agricoli (la siccità in Australia ha ridotto la produzione cerealicola). - Mentre il mondo cerca di raddoppiare la produzione alimentare per rispondere ai bisogni di una popolazione in costante aumento, le risorse idriche e la terra diventano sempre più scarse. Che cosa bisogna cambiare? Gli agricoltori della Fipa raccomandano dei nuovi piani nazionali per l'agricoltura, elaborati in collaborazione con le organizzazioni agricole, per garantire la sicurezza alimentare dei consumatori e la sussistenza dei produttori in tutto il mondo. Il ruolo fondamentale dell'agricoltura è quello di nutrire le popolazioni e fornire una sorgente di reddito alle famiglie agricole. Per potere adempiere a questo ruolo, sono necessari gli investimenti nell'agricoltura ed il sostegno alle risorse del settore agricolo L'investimento è al cuore della crescita economica nella maggior parte dei Pvscome evidenziato nel Rapporto 2008 sullo sviluppo nel mondo dalla Banca Mondiale. La fame e la povertà rurale saranno eliminate se si riuscirà a trasformare gli agricoltori di sussistenza in piccoli imprenditori. Le organizzazioni internazionali ed i donatori continuano ad accordare all'agricoltura una precedenza molto modesta. Ciò deve cambiare. Senza strade e senza infrastruttura di base, gli agricoltori non possono ricevere i loro input o smerciare i loro prodotti sul mercato. Senza un regime fondiario sicuro e senza il materiale moderno per la produzione e la trasformazione agricola, i rendimenti continueranno ad essere bassi, le perdite dopo il raccolto aumenteranno e la creazione di impieghi resterà inesistente. L'organizzazione delle filiere per prodotto è fondamentale per aiutare gli agricoltori di sussistenza a diventare dei piccoli imprenditori agricoli. Gli agricoltori hanno bisogno di strumenti per lavorare insieme, per conformarsi alle norme di qualità e di sicurezza alimentare, per definire i prezzi ed per sviluppare i mercati locali e regionali. Le filiere bene organizzate sono a vantaggio dei consumatori, e degli agricoltori poiché diminuiscono i costi di transazione in quanto si riducono gli intermediari. La gestione dei rischi è essenziale affinché tutti gli agricoltori possano prendere delle decisioni innovatrici in materia di produzione e fare fronte ai rischi legati alle alee climatiche, alle malattie ed ai mercati. Gli agricoltori devono potere coprire i rischi associati al rimborso dei loro prestiti. Degli sforzi particolari devono essere fatti per combattere, sui mercati internazionali dei prodotti di base, la speculazione che imperversa in questi ultimi due anni e che contribuisce per il 30% al rialzo dei prezzi dei prodotti alimentari. I cambiamenti climatici generano delle condizioni atmosferiche sempre più instabili e delle penurie idriche. Occorre aumentare gli investimenti nella ricerca e sostenere le energie rinnovabili e le bioenergie. Sviluppo sostenibile. Il miglioramento della biodiversità consente di sostenere la produzione alimentare conservando l'ambiente, valorizzando i paesaggi, proteggendo gli habitat della fauna selvaggia, gestendo in modo integrato le risorse idriche e conservando i prodotti locali. Gli agricoltori devono essere ricompensati per i "servizi non alimentari" che rendono all’umanità e alla natura se vogliamo incoraggiarli a conservare l’ambiente. Gli scambi commerciali costituiscono un fattore essenziale per lo sviluppo dell'agricoltura. Tuttavia, i governi nazionali devono creare delle condizioni favorevoli agli agricoltori per poter beneficiare dell'espansione dei mercati, mettendo in atto dei sistemi di sicurezza sanitaria degli alimenti e di tracciabilità. Le regole dell'Omc dovrebbero dare agli agricoltori la possibilità di contribuire alla sicurezza alimentare nei loro paesi e di organizzarsi sul mercato così come di gestire i rischi. Dopo il Congresso mondiale degli agricoltori a Varsavia,
La Cia conferma la mobilitazione e ribadisce la sua disponibilità ad una pronta ripresa delle trattative. Rinnovato l’invito al ministro Zaia di intervenire per aprire un Tavolo allargato anche alla Grande distribuzione organizzata. Le imprese zootecniche da latte sono ormai alle corde. I costi sono sempre più insostenibili. Alle stelle mangimi e gasolio, con rincari che superano il 30 per cento in poco meno di tre mesi. Mentre il prezzo alla stalla non è più remunerativo. Così gli allevatori rischiano di produrre in perdita. A sottolinearlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori che, preoccupata per la situazione che si è venuta a creare, chiede la ripresa della Trattativa sul prezzo del latte in Lombardia, la regione maggiore produttrice, rinnovando l’invito al ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia ad intervenire ed aprire un Tavolo di negoziato allargato anche alla Grande distribuzione organizzata (Gdo). I costi produttivi -evidenzia La Cia, pur riconfermando la sua mobilitazione sul territorio, ribadisce la disponibilità a riprendere la trattativa oggi interrotta al fine di giungere ad un soddisfacente accordo di filiera. Ma la ripresa del negoziato deve tener conto di precise condizioni: recupero dei costi produttivi sostenuti dagli allevatori, un prezzo alla stalla più equo e un meccanismo di adeguamento rispetto agli andamenti del mercato.
La forte mobilitazione, avviata dopo la rottura della trattativa sul prezzo del latte con Assolatte, sta già portando i primi risultati. Questo pomeriggio, il presidente della Cia della Lombardia Mario Lanzi, insieme a Coldiretti e Confagricoltura, ha sottoscritto con Italatte, in rappresentanza dei marchi Galbani, Invernizzi e Cademartori, un accordo sul prezzo del latte per il periodo 1 aprile-31 dicembre 2008. L’accordo raggiunto con queste imprese leader del mercato italiano, che vede il pagamento di 0,39 euro/litro per i mesi d’aprile, maggio e giugno e di 0,42 euro/litro per il periodo da luglio a dicembre, rappresenta un primo successo e una piena legittimazione delle attese avanzate in queste settimane dalle organizzazioni agricole. Secondo Puntando molto su questa tematica,
|
|
|
|
|