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COMUNICATI
Annata agraria: anche nel 2006 i conti restano negativi. Calano produzione, valore aggiunto, prezzi e redditi
Secondo le prime stime della Cia, l’agricoltura continua a registrare un andamento “in rosso”. Il settore resta in una preoccupante crisi strutturale. La flessione produttiva determinata dalle avverse condizioni climatiche, in particolare dalla siccità estiva. Diminuiscono gli investimenti.
Un’altra annata, quella del 2006, con il segno negativo per l’agricoltura del nostro Paese. La produzione dovrebbe registrare una flessione intorno al 3-4 per cento, il valore aggiunto un calo del 2-2,5 per cento, i prezzi all’origine una flessione del 2 per cento, gli investimenti una diminuzione dell’1,5-2 per cento, i redditi degli agricoltori un taglio tra il 3 e il 5 per cento, mentre i costi di produzione dovrebbero crescere intorno al 2 per cento. Questi i primi dati resi dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori che ha elaborato le previsioni in occasione dell’11 novembre, festa di San Martino che, per una vecchia tradizione, si fa coincidere con la fine dell’annata agraria.
Per l’agricoltura italiana si confermano così tutte le difficoltà. Il settore -afferma la Cia- continua a restare in una profonda e persistente crisi strutturale che accresce i problemi degli imprenditori agricoli che fanno i conti con continui aumenti dei costi produttivi e con prezzi praticati sui campi fermi al palo.
Al calo produttivo -avverte la Cia- hanno contribuito in maniera determinante anche i danni causati alle colture dalle avversità atmosferiche, in particolare dalla siccità, Secondo le prime rilevazioni, nei primi 9 mesi dell’anno il maltempo ha provocato conseguenze per oltre 1,3 miliardi di euro.
L’agricoltura, almeno dalle prime stime, risulta il solo settore -sostiene la Cia- che non registra una crescita, che invece si evidenzia per l’intera economia nazionale, che dovrebbe mettere, a fine 2006, a segno un aumento tra l’1,5 e il 2,5 per cento.
Il 2006, come il 2005, rischia, pertanto, di passare come uno degli anni più difficili per l’agricoltura italiana dell’ultimo decennio. Due anni che -rileva la Cia- hanno vanificano i positivi risultati ottenuti nel corso del 2004. Il settore non riesce ad uscire dal tunnel della crisi. Le imprese sono alle prese con problemi sempre più opprimenti: la crescita dei costi e i prezzi all’origine in completa stagnazione stanno determinando un drastico taglio dei redditi dei produttori. Nello scorso anno la diminuzione è stata del 10,4 per cento e quest’anno si torna, purtroppo, a replicare la tendenza negativa.
Questi dati preliminari -sottolinea la Cia- riaffermano la necessità di una nuova politica nei confronti dell’agricoltura italiana. Si impone un cambiamento di rotta, un progetto valido che permetta il rilancio dello sviluppo e della competitività. Una politica che deve scaturire da un’adeguata e nuova concertazione che va portata avanti in modo organico e costante. Occorre promuovere politiche che consentano all’intero sistema imprenditoriale di riprendere la strada di una crescita solida e duratura. Concetti che sono rimarcati con chiarezza nel Manifesto programmatico “L’agroalimentare cuore strategico dello sviluppo”, firmato da molte organizzazioni imprenditoriali, del consumo e dell’ambientalismo
La Cia ribadisce, pertanto, la necessità di adottare misure concrete per favorire una reale innovazione ed un equilibrato sviluppo dell’agricoltura. In tale contesto la sede più idonea per individuare le scelte di una politica organica per il settore resta la Conferenza nazionale per l’agricoltura e lo sviluppo rurale. Auspicio -conclude la Cia- è che questo momento di confronto venga convocato al più presto.
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I conti “in rosso” dell’agricoltura (prime stime 2006)
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Produzione |
-3/4% |
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Prezzi |
-2% |
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Valore aggiunto |
-2/2,5% |
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Costi delle imprese |
+2% |
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Redditi dei produttori |
- 3/5% |
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Investimenti |
-1,5/2% |
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Superficie agricola persa negli ultimi
10 anni |
-18 mila Kmq |
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Danni maltempo primi 9 mesi 2006 |
1,3 miliardi euro |
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