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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 46 - n. 201 11 novembre 2004
ATTUALITÀ
  • Agricoltura biologica: il contributo di Anabio-Cia alla modifica del decreto legislativo
  • Cartellino con doppio prezzo (origine e finale) per i prodotti agroalimentari: parte la raccolta di firme della Cia per una petizione popolare
  • I Torneo dell’agricoltura italiana di calcio a cinque. La Cia batte la Coldiretti 10-2
  • Manifestazione del 13 novembre “Così non va”: a Firenze in piazza anche le mucche
  • Manifestazione del 13 novembre “Così non va”: forte mobilitazione con assemblee comunali e grande iniziativa della Cia di Cosenza
  • Manifestazione del 13 novembre “Così non va”: in piazza anche a Napoli
  • Manifestazione del 13 novembre “Così non va”: la Cia Calabria si mobilita
  • Manifestazione del 13 novembre “Così non va”: la Cia incontra i Prefetti di Perugia e Terni
  • Manifestazione del 13 novembre “Così non va”: le iniziative della Cia di Ancona
  • Manifestazione del 13 novembre “Così non va”: le iniziative della Cia di Brindisi
COMUNICATI
  • Ogm: soddisfazione della Cia per l’approvazione del Decreto sulla coesistenza
APPUNTAMENTI
  • Cia di Ancona: festa dell’olio nuovo a Scapezzano

 

ATTUALITÀ


Agricoltura biologica: il contributo di Anabio-Cia alla modifica del decreto legislativo

 

Il Comitato nazionale per l’agricoltura biologica, nella seduta del 9 novembre scorso, ha dato il parere positivo e definitivo sullo schema del Decreto legislativo (in attuazione della legge delega n° 38/03) sull’agricoltura biologica.

Il provvedimento introduce alcune novità importanti: un sistema sanzonatorio per gli Organismi di controllo, la revisione triennale dei requisiti degli stessi, l’adozione, come pre-requisito, delle Norme EN4511 a garanzia, tra l’altro, della terzietà degli O.d.c., ed alcuni concetti di semplificazione all’interno dei contratti di filiera e dei distretti biologici.

Anabio-Cia ha condotto, fin dall’inizio dell’esame del provvedimento, un’azione pressante per ottenere la semplificazione degli adempimenti e della modulistica, con particolare riguardo per le piccole e medie imprese, il primo recepimento (come già detto) nell’ambito dei contratti di filiera e dei distretti è insufficiente rispetto alla problematica da noi sollevata e perciò nella seduta di ieri abbiamo presentato un ordine del giorno, approvato all’unanimità dal Comitato, con il quale si impegna il Comitato stesso e la Direzione generale del ministero, ad istituire un gruppo di lavoro che definisca entro un anno le linee per la semplificazione di tutto il sistema.

Sulla questione del logo nazionale Anabio-Cia, consapevole che molti alimenti non possono essere prodotti esclusivamente con materie prime nazionali e, quindi, in difesa soprattutto di quelle aziende che trasformano e commercializzano direttamente il proprio prodotto, ha concordato con il concetto di prevalenza (previsto nell’art. 10 del Decreto) di prodotto nazionale, impegnando comunque il ministero ad emettere un successivo Decreto che chiarisca nei dettagli l’elenco degli alimenti che possono fregiarsi del logo nazionale.


Cartellino con doppio prezzo (origine e finale) per i prodotti agroalimentari: parte la raccolta di firme della Cia per una petizione popolare

 

Nell’ambito della mobilitazione nazionale “Così non va” del 13 novembre, sarà dato il via all’iniziativa. Denunciato il forte divario tra i prezzi al produttore (diminuiti in maniera pesante)  e quelli al consumatore (cresciuti a livelli vertiginosi). Il presidente Politi: è necessaria la massima trasparenza in tutta la filiera.

 

Doppio prezzo sui cartellini dei prodotti agricoli: quello all’origine e quello al dettaglio. Questa la proposta che la Cia-Confederazione italiana agricoltori lancerà sabato prossimo 13 novembre  nel corso della mobilitazione “Così non va”, che vedrà   manifestazioni di piazza in oltre cento città italiane. Inizierà così in tutto il Paese una raccolta di firme per una petizione popolare rivolta al presidente del Consiglio dei ministri in modo da garantire la trasparenza della formazione dei prezzi dei beni di consumo nel settore agroalimentare.

La Cia ritiene, infatti, necessario fare massima chiarezza su un fronte, quello dei prezzi agricoli, che negli ultimi mesi ha registrato confusione e soprattutto tensioni artificiose e speculazioni. Sta di fatto che quelli pagati al produttore agricolo hanno subito anche pesanti flessioni, mentre quelli al consumo sono lievitati in maniera vertiginosa. Una situazione che ha creato il giusto malessere dei consumatori sempre più disorientati da listini che molte volte risultano incontrollabili.

Con la petizione popolare sul doppio prezzo, la Cia vuole assicurare sia il  produttore che il consumatore attraverso una corretta informazione sul prezzo dal campo alla tavola. Insomma, una reale tracciabilità. In questo modo è possibile evitare rincari ingiustificati e manovre speculative che in troppe occasioni hanno destabilizzato i mercati.

La Cia intende così garantire  un meccanismo di controllo dell’intera filiera agroalimentare , rendendo la dinamica dei prezzi più coerente con il mercato. Nello stesso tempo il consumatore potrà conoscere con esattezza il prezzo di origine e quello finale. Elemento questo che potrà evitare lievitazioni abnormi nei vari passaggi dell’intermediazione.

La petizione popolare prevede anche l’istituzione di un Organismo indipendente di sorveglianza e di controllo sulla formazione e sulla trasparenza dei prezzi, composto dai rappresentanti pubblici deputati e dalle Organizzazioni interprofessionali riconosciute e rappresentative delle filiere agroalimentari fondamentali, in grado di monitorare costantemente il mercato al fine di scongiurare rincari ingiustificati e manovre speculative.

La raccolta delle firme -rileva la Cia- proseguirà fino alla prossima primavera, in maniera da presentare la petizione popolare prima dell’estate. Obiettivo della Confederazione è quella di raccogliere un milione di firme.

“Sul fronte dei prezzi -sottolinea il presidente della Cia Giuseppe Politi- la nostra Organizzazione si è fortemente impegnata, a livello centrale e nelle regioni, a far comprendere alla opinione pubblica la grave situazione delle imprese agricole che in molti casi devono rinunciare alla raccolta del prodotto perché non conveniente o per mancanza della domanda da parte del mercato. L’assurdo è che i consumatori italiani, in molti casi, riducono il consumo di ortaggi, frutta e di produzioni di qualità perché devono fare i conti con aumenti ingiustificati dei prezzi al consumo e, quindi, non compatibili con i bilanci delle famiglie. Dall’altra, i produttori agricoli non riescono a collocare i loro prodotti a prezzi remunerativi sul mercato. Con la petizione popolare al presidente del Consiglio dei ministri si vuole cercare di porre rimedio ad un tale insostenibile stato di cose”.

 

Il testo della petizione popolare

 

Cittadini

 

 

La Confederazione italiana agricoltori

 

chiede al Governo

 

di esaminare, con attenzione e disponibilità, l’opportunità, nell’ambito delle politiche di carattere economico, di stabilire, attraverso un’apposita legge,  che nei cartellini di vendita al dettaglio dei prodotti agroalimentari venga esposto il doppio prezzo, quello praticato all’origine e quello praticato al consumo all’origine e quello praticato al consumo e che si istituisca un Organismo indipendente, a partecipazione pubblica e privata, di sorveglianza e di controllo sulla formazione e sulla trasparenza dei prezzi.

 

Pertanto

 

invita i cittadini  a firmare la petizione popolare

 

per i il doppio prezzo (origine e finale) nelle vendite al dettaglio dei prodotti agroalimentari presso le sedi della Confederazione italiana agricoltori

 

 

Al presidente del Consiglio dei ministri

 

Petizione popolare per il doppio prezzo (origine e finale)

 

 

I sottoscritti cittadini,

 

Premesso

 

 

Che si è registrato un accentuato divario tra il prezzo dei prodotti agroalimentari praticato dagli agricoltori e quello riscontrato negli esercizi commerciali.

 

Che i prezzi pagati al produttore agricolo hanno subito pesanti flessioni, mentre quelli al consumo sono lievitati in maniera vertiginosa.

 

Che si sono avuti rincari ingiustificati al dettaglio dei prodotti agroalimentari.

 

Che i consumatori hanno subito contraccolpi economici pesanti e il loro disorientamento è stato notevole.

 

Che gli agricoltori, proprio a causa del calo evidente dei prezzi all’origine, hanno visto scendere i loro redditi.

 

Considerato

 

Che occorre garantire una corretta informazione e la massima trasparenza dei prezzi dei beni di consumo nel settore agroalimentare.

 

Che è necessario mettere i consumatori in condizione di conoscere, con esattezza, il prezzo di origine e il prezzo finale dei prodotti agroalimentari in maniera da evitare rialzi ingiustificati nella filiera.

 

Che è indispensabile creare una reale tracciabilità del prezzo del prodotto agroalimentare.

 

Che gli aumenti hanno generato disagio e preoccupazione tra i consumatori.

 

Che si sono ridotti i consumi dei prodotti agroalimentari per gli elevati prezzi praticati al dettaglio. 

 

Che uno degli obiettivi prioritari è il contenimento dell’inflazione.

 

Che gli agricoltori non possono essere costretti a praticare prezzi all’origine che sono fuori da ogni logica economica e di mercato.

 

Tutto ciò premesso e considerato, con la presente petizione promossa dalla Confederazione italiana agricoltori

 

Chiedono

 

Al Governo di esaminare, con attenzione e disponibilità, l’opportunità, nell’ambito delle politiche di carattere economico, di stabilire, attraverso un’apposita legge, che nei cartellini di vendita al dettaglio dei prodotti agroalimentari venga esposto il doppio prezzo, quello praticato all’origine e quello praticato al consumo.

 

Inoltre, di prevedere, in tale contesto, l’istituzione di un Organismo indipendente di sorveglianza e di controllo sulla formazione e sulla trasparenza dei prezzi, composto dai rappresentanti pubblici deputati e dalle Organizzazioni interprofessionali riconosciute e rappresentative delle filiere agroalimentari fondamentali, in grado di monitorare costantemente il mercato al fine di evitare rincari ingiustificati e manovre speculative.

 


I Torneo dell’agricoltura italiana di calcio a cinque. La Cia batte la Coldiretti 10-2

 

Nel primo “Torneo dell’agricoltura italiana”, dopo tre successi consecutivi, la Cia-Confederazione italiana agricoltori, sconfigge anche la Coldiretti con un rotondo 10 a 2 e chiude il girone eliminatorio a punteggio pieno.

Risultato mai in discussione, la Cia ha palesato, da subito, una evidente supremazia concludendo con un’eloquente 6 a 1 la prima frazione di gara. Nel secondo tempo, la formazione del presidente Politi amministrava la partita, controllando autorevolmente le operazioni di gioco e fissando il risultato sul 10 a 2 finale. Sette reti di  Livio Rocconi e tre di Giampiero Bendia. Partita sostanzialmente corretta sul campo (non è mancato il sano agonismo) e sugli spalti, dove risiedevano, nonostante il maltempo, numerosi colleghi della Cia e delle strutture collegate Caa-Cia,Caf-Cia, Inac e Cia imprese, tutti molto partecipi e vicini alla squadra.

Grazie a questo risultato, la Cia approda alle semifinali del Torneo che si disputeranno il 23 novembre e incontrerà la seconda classificata del girone A. Ovvero Ismea, Agrisian o Confagricoltura.


Manifestazione del 13 novembre “Così non va”: a Firenze in piazza anche le mucche

 

In cento piazze d’Italia, sabato prossimo 13 novembre,  la Cia si mobiliterà, sotto lo slogan “Così non va”,  per denunciare lo stato di crisi cui versa il settore; una crisi che registra un forte calo dei prezzi alla produzione a fronte di un inspiegabile aumento di prezzi al consumo.

A Firenze la Cia scende in piazza per denunciare questi gravi problemi.  E sabato, in piazza Indipendenza, la Cia allestirà uno stand. Dalle ore 9,30 alle 13, gli agricoltori della Cia fiorentina diffonderanno documenti e volantini, parleranno con i consumatori, distribuiranno prodotti agricoli e porteranno anche due mucche

Ai prodotti agricoli verranno esposti cartellini con il doppio prezzo al fine di rendere evidente la enorme distanza tra i prezzi pagati ai produttori agricoli e quanto pagato dai consumatori.

Prodotti ortofrutticoli, vino, olio, castagne, fiori -tanto per citare alcuni prodotti- saranno offerti ai consumatori.

Presso lo stand saranno condotte le due mucche, a testimoniare la concretezza di un settore che produce beni e servizi per la collettività reali, tangibili, e che tutela l’ambiente e si batte in difesa delle biodiversità.

Al termine della mattinata saranno formate delegazioni di agricoltori che si recheranno dal Prefetto e dal Presidente dell’Amministrazione provinciale per consegnare loro il documento a base dell’iniziativa ed illustrare le proposte della Cia.

Alla manifestazione fiorentina, che si svolge in contemporanea ad analoghe iniziative nelle piazze dei capoluoghi di provincia della Toscana e di tutta Italia,  parteciperà il presidente regionale della Cia Toscana e vicepresidente nazionale, Enzo Pierangioli.

 


Manifestazione del 13 novembre “Così non va”: forte mobilitazione con assemblee comunali e grande iniziativa della Cia di Cosenza

 

Nell’ambito della mobilitazione nazionale “Così non va” promossa dalla Cia per richiamare l’attenzione sui gravi problemi che oggi l’agricoltura è costretta ad affrontare,  migliaia di agricoltori stanno partecipando alle assemblee comunali e di comprensorio organizzate dalla Cia cosentina  che culmineranno sabato 13 in una grande manifestazione a Cosenza.

Sessanta aziende agricole esporranno i loro prodotti di qualità e tipici, con degustazione gratuita. Ci saranno le migliori produzioni dell’agroalimentare casentino. Gli stand di “Sapori della nostra terra” -così è intitolata l’esposizione- dalla piazza dei Bruzi si allinieranno lungo la centralissima Corso Mazzini, che sarà anche animata da numerosi gruppi folck.

L’ apertura della manifestazione, che sarà presieduta da Italo Garrafa, presidente provinciale della Cia, è prevista per le ore 9 con l’intervento di due imprenditori agricoli: Mariapia Bonifati, presidente dell’Associazione provinciale Donne in Campo, e Vincenzo Quercia, presidente dell’Associazione provinciale giovani imprenditori agricoli (Agia). Porterà il saluto il sindaco di Cosenza, Eva Catizone, e concluderà Giuseppe Mangone, presidente della Cia Calabria, che denuncerà i gravi problemi che condizionano l’iniziativa imprenditoriale degli agricoltori e solleciterà un nuovo progetto di sviluppo in grado di rilanciare la competitività dell’impresa agricola e di valorizzare le aree rurali.

In piazza, a Cosenza, oltre ai partecipanti all’esposizione del nostro agroalimentare, ci saranno anche folte delegazioni di agricoltori provenienti dall’intera provincia, per sostanziare visibilmente e con la distribuzione di volantini in tutta la città, la protesta della categoria. Intanto, oggi, il presidente provinciale della Cia, Italo Garrafa, insieme ad una delegazione di imprenditori agricoli, si è incontrato con il prefetto, Diego D’Amico, e con il presidente dell’Amministrazione provinciale, Mario Oliverio.


Manifestazione del 13 novembre “Così non va”: in piazza anche a Napoli

 

Il prossimo 13 novembre la Cia scende in piazza per richiamare l’attenzione del governo, delle istituzioni nazionali e locali, dell’opinione pubblica sulla profonda crisi dell’agricoltura italiana. A Napoli, la Confederazione sarà in Piazza San Domenico Maggiore, dove saranno distribuiti ai passanti fiori, frutta e verdura per richiamare l’attenzione generale sulla grave crisi dell’agricoltura italiana. “Una crisi senza precedenti -afferma Gaetano Gargiulo, presidente provinciale della Cia- che rischia di cancellare decine di migliaia di piccole e medie aziende”.

Per la nostra agricoltura sono moltissime le ombre, poche, anzi pochissime, le luci. Una situazione sempre più pesante che ormai confina con una drammatica emergenza: crollo dei prezzi, vendite dimezzate, consumi in calo, costi in continua salita, redditi falcidiati, imprese strozzate dai debiti, disavanzo commerciale in crescita e prodotti stranieri invadono i nostri mercati. L’annata agraria 2004 si chiude così, dodici mesi all’insegna dei problemi, delle difficoltà, delle preoccupazioni, dei continui allarmi.

La crisi che sta attraversando l’agricoltura italiana è profonda: non si vende e quando si vende si svende. Non si coprono i costi di produzione.

Nonostante quest’anno non vi siano state, come gli anni precedenti, situazioni climatiche avverse diffuse e persistenti e la produzione, per alcuni comparti, è risultata in ripresa, i redditi dei produttori sono scesi in maniera drastica. Questo perché diverse colture sono rimaste invendute e i prezzi all’origine hanno avuto, specie nel comparto degli ortofrutticoli, un crollo verticale all’origine. Non basta. I costi, soprattutto quelli degli oneri sociali, sono cresciuti in modo pesante e la bilancia commerciale agroalimentare è risultata in grave sofferenza. Sta di fatto che anche alcune “voci” (vedi la frutta e la verdura) che sono state sempre in attivo, hanno visto un saldo in pesante rosso.

“Di fronte alla gravità della situazione occorre un nuovo progetto di sviluppo in grado di rilanciare la competitività dell’impresa agricola del nostro Paese e di valorizzare lo spazio rurale -afferma Gargiulo-.Il crollo dei prezzi all’origine, il forte calo dei redditi, la preoccupante flessione dei consumi alimentari, i conti sempre più in rosso del commercio agro-alimentare, l’invasione di prodotti agricoli dai paesi extra-comunitari, rappresentano solo alcuni dei problemi con i quali oggi l’agricoltura italiana è costretta a confrontarsi”.

La Cia evidenzia la necessità di una politica di svolta per l’agricoltura. Di un progetto organico teso a rilanciare e valorizzare il settore primario.  Insomma, una nuova strategia fatta di politiche per la ricerca e l’innovazione, per la promozione internazionale del made in Italy, una politica del credito e delle assicurazioni, per il welfare, per il ricambio generazionale e la mobilità fondiaria, per le infrastrutture e la logistica per un sistema di regole condivise.

Dalla Cia giunge poi la denuncia di speculazioni sul prezzo dei prodotti. “Vi è -afferma Gargiulo- un elemento per noi inspiegabile. Nel momento in cui i prezzi alla produzione sono ai minimi storici, i prezzi al consumo continuano ad essere proibitivi per le famiglie. Evidentemente vi è qualcosa che non va nella filiera alimentare. Nei vari passaggi dalla produzione al consumo, i prezzi subiscono aumenti incomprensibili, frutto di mere speculazioni, che hanno effetti catastrofici sui consumi. Amplificando così gli effetti di una crisi già evidente, al punto da rendere non più procrastinabile un intervento del Governo".


Manifestazione del 13 novembre “Così non va”: la Cia Calabria si mobilita

 

La situazione nella campagne si sta complicando al punto tale da non consentire più la pratica dell’attività agricola. Ed è per tale ragione che sabato prossimo 13 novembre, sotto lo slogan “Così non va”, tutta l’agricoltura italiana incrocerà le braccia, scenderà in piazza e incontrerà cittadini, Prefetti, assessori all’ agricoltura, partiti politici, sindacati, presidenti delle amministrazioni provinciali e regionali. La drammatica condizione agricola calabrese è stata resa nota ai giornalisti nel corso di una conferenza stampa dal presidente della Cia regionale Giuseppe Mangone, secondo cui nella nostra realtà gli indicatori dello sviluppo economico segnano una condizione di ristagno. L’incontro è servito inoltre a presentare la news della Cia Regionale Cia Calabria informa” nata a seguito di un finanziamento dell’Assessorato regionale all’Agricoltura, Caccia e Pesca, Mis. 4.8- Asse IV Por Calabria 2000-2006.

“Gli investimenti previsti dal Por -ha detto Mangone -  procedono a passo di lumaca con una bassa qualità della spesa, mentre il 2006 è alle porte. I problemi che abbiamo posto a sostegno della richiesta della costituzione di un tavolo agricolo presso la giunta regionale sono rimasti irrisolti, ossia il funzionamento dell’apparato burocratico amministrativo, la criminalità, la questione ambientale. Da anni gli agricoltori calabresi sono impegnati a realizzare un’agricoltura incentrata sulla qualità e sulla sostenibilità, un’agricoltura fortemente diversificata che mantiene sulla scena produttiva migliaia di prodotti tipici e tradizionali ma, a fronte di tanto impegno, i produttori non hanno più una contropartita dal punto di vista del reddito”.

“La dinamica divergente dei costi e dei prezzi -ha aggiunto- sta fortemente compromettendo la tenuta del settore, le prediche sulla qualità come motore dello sviluppo, gli slogan voluti da Alemanno, non bastano se non sono accompagnati da mezzi e strumenti. I problemi del reddito degli agricoltori non possono essere più rinviati, urge trovare soluzioni agendo in più direzioni. La prima è sulla materia dei prezzi. Quando il prezzo all’origine va su, il prezzo finale esplode subito in alto, quando il prezzo all’origine crolla, quello finale non si abbassa mai. Il gioco è condotto con una strapotere della Grande distribuzione organizzata.(Gdo) Posto che gli ipermercati sono in espansione, e che l’autorizzazione è di competenza delle regioni, occorre un intervento per discutere la politica dei ricarichi. I produttori e le piccole e medie imprese non possono essere spettatori passivi dell’azione della Gdo, che valorizza solo i prodotti a proprio marchio senza tenere mai conto degli sforzi per la qualità che si compiono all’origine e che sono a totale carico degli agricoltori. La seconda direzione è quella delle filiere e degli strumenti organizzativi dell’agricoltura”.

“Nella nostra regione -ha concluso Mangone- i problemi di mercato per le produzioni a maggiore incidenza sulla produzione lorda vendibile regionale, possono essere affrontati solo se saremo capaci di costituire una moderna ed efficace organizzazione di filiera in grado di assicurare uno sbocco sui grandi mercati europeo ed internazionali. L’assessorato all’agricoltura deve  procedere con più speditezza e convinzione per migliorare l’efficienza e l’efficacia dell’apparato burocratico amministrativo che in Calabria resta una pre-condizione per attuare qualsiasi scelta di politica agraria”. 


Manifestazione del 13 novembre “Così non va”: la Cia incontra i Prefetti di Perugia e Terni

 

Gli agricoltori dell’Umbria non possono più sostenere la grave situazione economica che sta interessando il settore agro-alimentare che vede un crollo vertiginoso dei prezzi  pagati al produttore agricolo  a fronte di prezzi molto alti per i consumatori, costi  di produzione elevatissimi  e calo dei consumi.

Un problema le cui gravi conseguenze sono state fatte presenti questa mattina al Prefetto di Perugia, Gianlorenzo Fiore dal presidente regionale della Cia, Walter  Trivellizzi, accompagnato da Sergio Bambagiotti presidente Cia Alto Tevere e da Marzio Cacciamani presidente Cia di Spoleto ed al Prefetto di Terni, Gianni Ietto da una delegazione composta, oltrechè da Trivellizzi, dal vicepresidente regionale Giuseppe Natale, dal presidente Cia di Orvieto Giampiero Rosati e dal presidente Cia di Terni Leonardo Fontanella.

I  due Prefetti hanno condiviso le preoccupazioni della Confederazione impegnandosi a sottoporre la grave situazione, e le proposte avanzate, a livello nazionale. «La Cia ha da tempo denunciato la grave situazione in cui versano le imprese agricole  -ha dichiarato Trivellizzi- che, nonostante un’annata produttiva buona per qualità e quantità, hanno registrato anche per il 2004 un calo preoccupante del reddito».

“Così non va”  è, pertanto, lo slogan con cui sabato 13 novembre gli agricoltori protesteranno con azioni dimostrative in 100 piazze italiane. In Umbria le iniziative avranno luogo a Perugia, in piazza della Repubblica, ed a Terni, in piazza Europa.

 

 


Manifestazione del 13 novembre “Così non va”: le iniziative della Cia di Ancona

 

“Sono stati incontri utili per informare le massime autorità della provincia sulle questioni più impellenti della nostra agricoltura”. Positivo il commento rilasciato da Marco Giardini, presidente Cia della provincia di Ancona, a margine dei colloqui che una delegazione della Confederazione ha avuto con il presidente della provincia e con il prefetto. Al centro della discussione il problema prezzi: “Quelli dei nostri prodotti agricoli - spiega Giardini- hanno subito nell’ultimo anno un tracollo di circa il 40 per cento. Il reddito dei nostri agricoltori continua a scendere, mentre i prezzi al consumatore finale aumentano sempre di più. Un’anomalia sulla quale occorre intervenire al più presto”. Una situazione d’emergenza che ha portato la Cia ad organizzare per sabato mattina 13 novembre la grande manifestazione nazionale “Così non va” con convegni ed iniziative nelle maggiori città italiane. Numerosi gli agricoltori della provincia di Ancona che si ritroveranno, insieme a quelli delle altre province, ad Ancona, presso la facoltà di Economia G. Fuà, per richiamare l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica sulle gravi difficoltà del settore agricolo.

“Attenzione soprattutto sul problema dei prezzi -sottolinea ancora Giardini- su una filiera le cui storture non sono certo da attribuire ai produttori, che al contrario continuano a diminuire i prezzi e vedono chiudere in rosso i loro bilanci”. La Confederazione chiede, sul piano nazionale, un fondo straordinario capace di far fronte a quella che ormai si profila come vera e propria emergenza: il mancato reddito degli agricoltori. Una richiesta a cui si accompagnano quelle avanzate alla Regione. “Riteniamo indispensabile -dicono dalla Cia di Ancona- istituire un osservatorio sui prezzi con la presenza anche dei produttori, in maniera da verificare l’intero iter della loro formazione”. Una battaglia sul fronte dei prezzi quella della Cia, ma anche su quello del bilancio regionale e della semplificazione amministrativa: un richiamo alla Regione affinché tenga conto di tutte queste difficoltà nelle sue future decisioni di spesa e dito puntato soprattutto contro la proliferazione della burocrazia che impedisce lo sviluppo del settore agricolo.

Le Marche agricole, dunque, si danno appuntamento ad Ancona sabato 13 novembre, per ricordare a tutti che la nostra regione non può fare a meno dell’agricoltura.

 

 


Manifestazione del 13 novembre “Così non va”: le iniziative della Cia di Brindisi

 

Si è svolto, mercoledì 10 novembre, alle ore 17, nei locali della Cia provinciale di Brindisi, un incontro con i presidenti territoriali, i funzionari e delegazioni dei comitati direttivi delle varie sezioni locali. All'ordine del giorno: iniziative da intraprendere in vista della giornata di mobilitazione nazionale del 13 novembre “Cosi non va”. Alla riunione ha partecipato il vicepresidente vicario della Cia Puglia, Donato Petruzzi. La grave situazione in cui versa il settore è stata testimoniata drammaticamente anche da parte di alcune aziende intervenute che hanno chiesto alla Cia di Brindisi, ma anche a quella regionale e nazionale, una forte e decisa mobilitazione affinché si spinga il governo e l''opinione pubblica ad ascoltare le ragioni del mondo agricolo.

Dall'incontro, caratterizzato da un intenso  e sentito dibattito,  è emersa la volontà, diventata poi decisione, di manifestare in modo da non arrecare disturbo ad altre categorie ed alla cittadinanza intera, nè di  limitarsi ad un corteo nelle vie centrali del capoluogo, ed è, quindi, scaturita l'idea di una "serrata delle aziende agricole".

In sostanza, domani venerdì 19 novembre e tutte le aziende associate alla Cia di Brindisi provvederanno ad effettuare le comunicazioni di licenziamento agli operai risultanti assunti a quella data ed il giorno lunedì 22 novembre, delegazioni di dirigenti ed associati consegneranno interi plichi contenenti copie dei fogli dei licenziamenti al prefetto, al direttore dell'Inps ed al direttore dell'Ufficio Provinciale del Lavoro. Lo slogan che accompagnerà l'iniziativa è: “licenziare per lavorare!”

Nella stessa giornata mobilteremo decine di coltivatori che, personalmente, si recheranno, all'apertura degli uffici dell' Inps, a chiedere spiegazioni sulle lettere di notifica indebito (per contributi non pagati e/o per condoni ancora in corso) che stanno per l'ennesima volta giungendo alle nostre aziende.

Nell'ambito delle iniziative, infine, sono previste due manifestazioni intercomunali che avranno l'obiettivo di condurre centinaia di agricoltori nelle piazze di Fasano e di Mesagne per le quali verranno stabilite, nelle prossime ore, le modalità  di organizzazione.

 

 

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COMUNICATI


Ogm: soddisfazione della Cia per l’approvazione del Decreto sulla coesistenza


“Finalmente è stata messa la parola fine alla telenovela del Decreto sulla coesistenza tra colture tradizionali e Ogm. Esprimiamo quindi soddisfazione per un provvedimento che da tempo avevamo sollecitato per dare certezze sia ai produttori che ai consumatori”. Lo ha affermato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, Giuseppe Politi in merito alla decisione assunta dal Consiglio dei ministri.

“Il decreto -ha aggiunto Politi- doveva essere approvato da oltre un mese, comunque, meglio tardi che mai. Adesso è opportuno che il provvedimento venga rapidamente recepito dal Parlamento. Oggi finalmente le regioni hanno uno strumento certo perché i produttori possano, nel momento delle semine autunnali, avere  un quadro di riferimento preciso. Nello stesso tempo,  i consumatori avranno garanzie concrete sugli alimenti che acquistano.

 

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APPUNTAMENTI


Cia di Ancona: festa dell’olio nuovo a Scapezzano

 

Oltre una settimana di feste, da sabato prossimo 13 al 21 novembre, per celebrare l’olio nuovo a Scapezzano, uno dei più importanti centri marchigiani -con Monte S. Vito e, nel pesarese, Cartoceto- in olivicoltura e, quindi, per la produzione di quello che viene definito “l’oro verde”. Cerimonia di apertura alle 18,00 di sabato con Luana Angeloni, sindaco del Comune di Senigallia, che, con Provincia, “Città dell’olio”, Acli, il “Nocciolo” di Scapezzano, organizzazioni agricole hanno promosso la festa anche con la pubblicazione di un elegante opuscolo contenente pure alcune appetitose ricette del posto. Il progetto -curato da “Marca di Ancona Cia”- prevede, sempre sabato sera, anche uno “Scapezzano com’era”, rievocato da Rina Fratini. E’, inoltre, prevista la partecipazione di Teodoro Bolognini della Legacoop Marche, di Marco Giardini, presidente provinciale Cia, e di Mauro Pierfederici che effettuerà la lettura di alcuni brani dell’autrice. Poi musica, mostre, ristoranti convenzionati.

Otto giorni di iniziative. Domenica 21 ci sarà la presentazione dell’olio nuovo abbinato a piatti tipici e tradizionali, gli stessi che verranno esposti, degustati ed offerti nel corso dei festeggiamenti. Nei due sabati e nelle due domeniche gli stand culinari funzioneranno a pieno regime. Le altre sere cene tematiche presso due osterie attrezzate proprio per la festa. Infine, presso il locale circolo Arci fin da venerdì 12, un’ anteprima- menù a base di stoccafisso.

 

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