| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
|
Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it |
| Anno 47 - n. 129 | 11 luglio 2005 |
|
||||||||
|
Il presidente della Cia Giuseppe Politi chiede al ministro Alemanno di aprire urgentemente un tavolo di confronto. I riflessi della nuova Pac e i complessi rapporti di filiera. “I produttori italiani di grano duro sono ormai al collasso. Il prodotto si vende a prezzi stracciati: 12 euro al quintale contro i 18-20 euro dello scorso anno. Non basta. Venti anni fa il prezzo era di 50.000 lire, pari ad euro 25,82, ed ora si è ridotto in maniera inspiegabile di oltre il 50 per cento. Intanto, continua a crescere in maniera preoccupante l’importazione dai paesi extracomunitari, come gli Stati Uniti, il Canada, l’Australia e persino il Kazakistan, il che penalizza fortemente il nostro prodotto. Una situazione di piena emergenza che chiediamo al ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno di affrontare ed esaminare attraverso l’apertura di un tavolo presso il dicastero con la partecipazione dei cerealicoltori e dell’industria di trasformazione”. E’ quanto sottolinea il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi per il quale la prossima applicazione della nuova Pac e, quindi, del disaccoppiamento, e i complessi rapporti di filiera devono essere oggetto di un’attenta riflessione. “Dai dati relativi alla superficie utilizzata a grano duro nella campagna 2005 risulta -afferma il presidente della Cia- che la riforma Ue ha fatto sentire i propri negativi effetti, con una contrazione di circa il 28 per cento rispetto al 2004, passando da 1,77 a 1,27 milioni di ettari. Pertanto, con una perdita secca di 500 mila ettari”. “Non solo. Il settore -continua Politi- viene da un’annata, quella del 2004, che passerà alla storia come una delle peggiori. Infatti, nonostante l’aumento della produzione (25 per cento), la qualità, a causa delle abbondanti piogge e dell’andamento climatico non favorevole, è risultata decisamente non eccezionale, soprattutto in rapporto alle percentuali di proteine. E i prezzi, da parte loro, sono scesi a livelli sensibilmente più bassi rispetto a quelli praticati nel 2003 (30-35 per cento in meno)”. “Continuiamo, purtroppo, ad assistere -rileva il presidente della Cia- ad un import record, da parte delle maggiori industrie di trasformazione, di ingenti quantitativi di prodotto dal mercato internazionale, mentre non c’è una seria campagna di ritiri di quello nazionale. Un aspetto questo che giudichiamo in maniera negativa, denunciando anche l’esistenza di azioni commercialmente speculative per condizionare il mercato con il riconoscimento di bassi prezzi ai produttori agricoli”. “Per tale ragione -rimarca Politi- rinnoviamo la richiesta al governo di aprire urgentemente un Tavolo di concertazione per evitare il perdurare di una preoccupante situazione nei rapporti di filiera e dall’esito incerto sugli sbocchi di mercato. Un cosa deve essere tuttavia chiara: se è vero che tutti dobbiamo avere a cuore le sorti della filiera del pane e della pasta, caratterizzate da una forte connotazione della qualità tipica italiana, è altrettanto vero che senza il grano duro italiano lo stesso ‘made in Italy’ subirà un grave contraccolpo”. “ I nostri produttori -conclude il presidente della Cia- sono fortemente intenzionati ad impegnarsi nel settore puntando con sempre maggiore decisione nella direzione della qualità. Vogliono, però, solo le condizioni opportune per lavorare con tranquillità e reddito. In una parola, vogliono che sia dato il giusto riconoscimento alla loro attività, alle loro produzioni. Attendiamo una risposta, ma soprattutto fatti concreti e tangibili e non solo dagli industriali”.
E’ positivo che la Camera abbia approvato la nuova legge quadro nazionale sull’agriturismo; altrettanto ci auguriamo faccia il Senato al più presto, in modo da dare al settore dopo 20 anni uno strumento più adeguato e nuovo per lo sviluppo dell’agriturismo.Nel contempo è auspicabile che in Puglia ed in particolare in provincia di Lecce si instaurino rapporti migliori con i ristoratori ed il settore turismo. Solo insieme turismo e agriturismo possano dare un contributo alla economia complessiva della Puglia. Questo è quanto ha dichiarato Giulio Sparascio, presidente di Turismo Verde regionale, associazione agrituristica della Cia, introducendo i lavori nell’Assemblea degli operatori agrituristici che si è tenuta a Tricase in provincia di Lecce. A sua volta, dopo un intenso dibattito, nelle sue conclusioni il vicepresidente vicario della Cia Puglia, Donato Petruzzi, ha posto in evidenza come sia necessario chiedere al più presto un incontro con l’assessore regionale al Turismo Massimo Ostillio, il quale si è incontrato nel mese di giugno scorso con gli operatori turistici “dimenticando” l’agriturismo: I problemi del settore sono tanti; la vecchia legge regionale 34/85 sull’agriturismo va riformata ed adeguata alle nuove esigenze che deve dare regole certe in merito all’agriturismo e turismo rurale, evitando le confusioni. Anche la stessa commissione regionale sull’agriturismo va resa operativa al più presto in quanto sono diversi mesi che non si riunisce e gli operatori attendono risposte. Il settore agriturismo in Puglia movimentando 34 milioni di euro rappresenta una vetrina privilegiata e insostituibile dei prodotti agricoli pugliesi svolgendo quel ruolo di promozione dell’agricoltura e del turismo di cui la Puglia ha tanto bisogno. Inoltre, l’agriturismo è sempre più elemento cardine dell’agricoltura multifunzionale, di una agricoltura radicata e legata al territorio, che produce qualità e tipicità ed orientata allo sviluppo compatibile e alla salvaguardia dell’ambiente.
Gli agricoltori della Cia venerdì scorso 8 luglio hanno manifestato nelle piazze di Napoli per protestare contro i bassissimi ricavi alla produzione e gli alti prezzi al consumo. La manifestazione, promossa dalla Cia Campania, ha riscosso grande successo nella categoria ed altrettanto interesse tra i cittadini che hanno apprezzato l'impegno della Confederazione a sviluppare politiche di sostegno ai produttori ed ai consumatori. ''Lo scopo della nostra manifestazione -ha detto Giuseppe Corona, presidente della Cia regionale della Campania- è quello di segnalare la forte forbice che si sta verificando tra prezzi alla produzione e prezzi al consumo in cui chi va a perderci, lo sappiamo, sono sia il produttore che il consumatore. Quello che non sappiamo, a questo punto, è chi ci guadagna e come''. Corona ha spiega il perché la Cia campana ha deciso di organizzare stand in alcune tra le principali piazze di Napoli distribuendo materiale informativo e vendendo delle pesche al prezzo di produzione, come esempio concreto del loro lavoro. La Confederazione ha anche raccolto le firme della petizione popolare per una legge che imponga di esporre sull'etichetta il doppio prezzo, quello al produttore e quello al consumatore. ''Chiediamo non solo al governo, ma a tutte le istituzioni, anche locali, di attivare meccanismi di controllo -ha continuato Corona- da una parte di controllare la filiera, i vari segmenti, e in quale modo i prezzi si formano, strada facendo, fino al consumo. Poi di stabilire se i rincari siano giusti o no. Sappiamo che la competizione internazionale è aumentata, ma vogliamo sapere se i prodotti che entrano in Italia hanno le stesse caratteristiche che vengono richieste ai nostri produttori, come la salubrità e i carichi di pesticidi''. La Cia ha chiesto un incontro con l'assessore regionale all'Agricoltura e alle Attività produttive, Andrea Cozzolino, per discutere alcuni punti fondamentali per l'andamento del settore: ''Vogliamo che la Regione sia dalla parte dei produttori e dei cittadini -ha specificato Corona - facendo pressione sulla Comunità e sul governo e che si realizzino dei meccanismi di intervento quando si presentano delle crisi di mercato: sappiamo che in Europa c'è un regolamento in discussione su questo argomento e chiediamo che si partecipi per velocizzare i tempi. C'e' bisogno anche di interventi strutturali -ha aggiunto il presidente della Cia campana- favorendo le aggregazioni di produttori, la logistica, tutti quei meccanismi che rafforzano la capacità contrattuale del produttore da una parte e del consumatore dall'altra. Infine, si dovrebbe creare una sorta di Osservatorio regionale quando ci sono le grandi campagne commerciali del settore ortofrutticolo”. Nel corso della manifestazione, e precisamente a piazza Dante, l'assessore provinciale all'Agricoltura, Francesco Borrelli, che ha deciso di partecipare all'iniziativa, si è intrattenuto a lungo a dialogare con i produttori sui gravi problemi del settore assumendosi l'impegno di convocare già per l'inizio della prossima settimana un tavolo di crisi con istituzioni e rappresentanti delle organizzazioni agricole. “E' giusto -ha detto Borrelli- scendere in piazza per evidenziare la crisi del mercato ortofrutticolo. L'iniziativa della Cia, è il segnale di una crisi profonda che sta attraversando il mercato ortofrutticolo, un settore fondamentale per l'economia della provincia napoletana''. Al termine della manifestazione una delegazione di agricoltori, guidata dal presidente Corona, si è, quindi, incontrata con l'assessore regionale all'Agricoltura, Andrea Cozzolino, che per motivi contingenti non ha potuto essere presente in piazza. Cozzolino ha assicurato il ''massimo impegno'' dell'assessorato non solo per risolvere la situazione di emergenza del comparto ma ''per portare avanti le politiche di sviluppo dedicate al settore a livello regionale''. L’assessore regionale ha anche assicurato che eserciterà ''un'azione forte, a livello europeo'', per sollecitare l'immediata approvazione della nuova Ocm, l'organizzazione comune di mercato, relativa al prodotto ortofrutticolo e per la proposta di regolamento trasversale sulle crisi di mercato.
La Cia della provincia di Ancona ha segnalato gravi danni all’agricoltura, alle strutture, alle abitazioni, ai fienili, ai mezzi di trasporto e attrezzature varie causati da calamità naturali e più precisamente da grandine verificatasi nella giornata di domenica scorsa 10 luglio. La grandine, secondo la Cia, ha colpito vaste aree di territorio, in particolare i comuni di Santa Maria Nuova, San Marcello, Corinaldo, Ostra Vetere, Osimo ecc., dove sono stati completamente distrutti interi vigneti, oliveti, campi coltivati, ortaggi e frutteti. La Cia della provincia di Ancona, tramite il presidente Marco Giardini, ha sollecitato, in una lettera all’assessore regionale all’Agricoltura Paolo Petrini, all’assessore provinciale all’Agricoltura e Pubblica Istruzione Carla Virili e ai sindaci dei Comuni della provincia di Ancona immediati interventi da parte della Regione Marche ed Uffici Decentrati, per quantificare il danno e per chiedere lo stato di calamità naturale. La Cia ha invitato, altresì, gli agricoltori a segnalare eventuali danni al Comune di residenza oppure all’organizzazione agricola.
Torna la consueta mostra mercato de “I Tesori di Fattoria”, giunta alla sua quarta edizione e organizzata dalla Cia di Teramo . Quest’anno si terrà, per la terza volta consecutiva, nella parte alta della città di Giulianova, zona Belvedere e piazza della Libertà. Le date sono: venerdì 29 luglio, sabato 30 luglio e domenica 31 luglio 2005. La manifestazione è stata distribuita su quattro aree: la prima area del Belvedere, stand e assaggi; la seconda sarà il primo tratto della piazza della Libertà, con gli stand di rappresentanza (sponsor e enti pubblici e privati); la terza, nei pressi del monumento a Vittorio Emanale II, l’area didattica con i mini corsi per capire l’olio, il vino e i formaggi ed infine, la quarta area sarà disposta tra i vicoli caratteristici del borgo antico di Giulianova, con l’esposizione e la degustazioni dei vini abruzzesi. Inoltre, sarà illustrato il progetto didattico per bambini delle scuole elementari e medie, ideato dal presidente provinciale della Agia-Cia, Sandra Fattorel, avrà un percorso didattico ideato per l’occasione. Sono una serie di “stazioni” di riferimento della vita contadina (gli animali, la terra, le piante, l’acqua, ecc.), dove alla fine del percorso il bambino ritrova sotto forma di prodotto finito (anche per loro ci saranno degli assaggi guidati), quello che in precedenza avevano visto come materia prima. Ci sarà anche la mostra fotografica, del progetto che sta portando avanti da vari anni, della Cia regionale d’Abruzzo, che consiste negli aiuti per le aree depresse del Centro-Africa, dove, sono state creare delle “Fattorie di sostentamento” alla popolazione africana in difficoltà, creando pozzi, scuole agrarie e corsi base per la produzione basilare delle materie prime agricole. Ed ancora, i corsi di degustazione del vino, dell’olio e dei formaggi (dal 29 al 31 luglio, tutte le sere), tenuti dai tecnici dell’Arsaa regionale (Ente statale regionale per lo sviluppo agricolo dell’Abruzzo) e da alcuni docenti della Facoltà di Agraria di Mosciano Sant’Angelo. Sul Belvedere, dove ci saranno le aziende agricole del vino, olio, insaccati, miele, frutta, verdura, tartufi e formaggi, si potrà assaggiare tutti i prodotti della terra abruzzese. All’ingresso del Belvedere, con un prezzo simbolico (da stabilire nei prossimi giorni) si potranno acquistare il bicchiere con il portasacchettino verde (il colore della Cia), per poter degustare il vino. Numerose le aziende che parteciperanno con molte le bottiglie di Montepulciano d’Abruzzo, il Trebbiano e il Cerasuolo, che verranno consumate dagli esperti, dai curiosi e dai numerosi turisti. Ma anche il Montonico di Bisenti e il Pecorino della Vibrata (antico vitigno della Val Vibrata, riscoperto da alcune aziende della zona), avranno la loro vetrina. Mentre, nella zona della piazza della Libertà saranno presenti gli stand e sponsor della manifestazione con gadget e materiale informativo. Durante le tre giornate della manifestazione sarà possibile omaggiare i presenti, del libricino-guida della Cia di Teramo edizione 2005, dove sarà possibile reperire gli indirizzi di tutte le aziende presenti alla manifestazione ed alcuni guide regionali sui prodotti tipici a cura dell’Arssa regionale, oltre alla guida delle scuole in fattorie, recentemente stampato dalla Cia di Teramo. Inoltre, di concerto con l’amministrazione comunale e la parrocchia di Giulianova, verranno aperti tutti i musei cittadini e le chiese del centro storico.
Allo scopo di ''promuovere e sostenere l' uso razionale e produttivo dello spazio rurale e delle sue risorse'', Confederazione italiana agricoltori e Legambiente di Basilicata hanno preparato un protocollo d' intesa, “Innovazione delle politiche e dei programmi ambientali e territoriali”, che sarà firmato domani martedì 12 luglio, alle ore 16.00, a Potenza. L' accordo sarà siglato presso la Sala riunioni della Cia Basilicata (via dell’Edilizia, lotto E) da Donato Distefano, presidente della Cia Basilicata, e da Marco De Biasi, presidente di Legambiente Basilicata. Parteciperanno, inoltre, Paolo Carbone, vicepresidente vicario della Cia Basilicata, Antonio Lanorte, Direttore di Legambiente Basilicata, Nicola Stolfi, Responsabile nazionale Cia dell’ Ufficio Territorio e Ambiente. Secondo Distefano, ''si tratta di un' intesa importante, che nell' ambito del nuovo Patto con la società, che abbiamo promosso di recente, nasce dall' esigenza di rafforzare il sistema dell' impresa diffusa sul territorio''. "Tutelare la qualità , l' immagine, le denominazioni e i marchi dei prodotti agroalimentari -ha aggiunto De Biase- esaltando la componente del territorio di provenienza, significa favorire uno sviluppo fondato sull' economia della flessibilità e della differenziazione''.
|
|
|
|
|