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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 47 - n. 68 11 aprile 2005
COMUNICATI
  • Maltempo: a rischio la frutta estiva. Freddo e pioggia compromettono i raccolti. Danni anche per gli ortaggi
  • Vino: consumi stabili rispetto al 2004. Il 57 per cento degli italiani lo preferisce “rosso”, il “bianco” piace agli stranieri e quello “giallo” preoccupa i produttori
TERRITORIO
  • Agia di Arezzo: tavola rotonda su credito e imprese agricole
  • L’agricoltura multifunzionale come nuova opportunità per le imprese: Cia e A.r.Bo toscana incontrano gli amministratori locali
  • Vibo Valentia: alla Cia il coordinamento del Tavolo permanente zootecnico
APPUNTAMENTI
  • Cia Sicilia: domani agrumicoltori in assemblea a Catania

 

COMUNICATI


Maltempo: a rischio la frutta estiva. Freddo e pioggia compromettono i raccolti. Danni anche per gli ortaggi

 

La Cia segnala pesanti conseguenze per gli alberi di pesche, di susine, di ciliege, di albicocche, di mandorle. A causa di allagamenti e smottamenti  molte colture devono essere riseminate.

 

La nuova ondata di maltempo che ha colpito il nostro Paese si è abbattuta pesantemente anche sull’agricoltura che già fa la conta dei danni. Gravi conseguenze si sono avute in modo particolare per il settore dell’ortofrutta e molta frutta estiva è a rischio. A segnalarlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori per la quale l’eccezionale ribasso delle temperature  e le abbondanti e persistenti piogge hanno avuto effetti devastanti per gli alberi di pesche, di ciliege, di susine, di albicocche e di mandorle, in fiore da alcune settimane e sui quali erano sbocciati i frutti.

Il maltempo -rileva la Cia- ha provocato problemi anche per molti ortaggi coltivati a campo aperto. E’ il caso delle melanzane, dei peperoni, dei carciofi, delle zucchine. Sono andati distrutti anche interi raccolti di fave, di piselli e di fagioli.

Danni -avverte la Cia- ci sono stati anche per alcune strutture aziendali e stalle che hanno subito degli allagamenti. Tuttavia, anche molti campi appena seminati sono stati completamente distrutti dalla piogge torrenziali, che hanno provocato inoltre numerosi smottamenti. Così  in alcune zone si deve procedere alla risemina di soia, mais, girasole, pomodori e patate.

Dopo un inizio di primavera particolarmente caldo, che aveva fatto temere la siccità soprattutto nel Nord Italia, ora la situazione -segnala la Cia- si è fatta preoccupante e per gli agricoltori si prospetta una nuova difficile situazione che va ad aggravare uno scenario già complesso a causa dei danni subiti nello scorso inverno, per i prezzi sui campi sempre più stracciati e per un allarmante perdita di competitività.

 


Vino: consumi stabili rispetto al 2004. Il 57 per cento degli italiani lo preferisce “rosso”, il “bianco” piace agli stranieri e quello “giallo” preoccupa i produttori

 

Secondo un’analisi della Cia il mercato italiano del vino regge, in controtendenza  rispetto ad una  crisi generale dei consumi. All’orizzonte c’è però preoccupazione per il massiccio  import vinicolo dalla Cina che si attiverà dal prossimo autunno.

 

Il mercato del vino italiano gode di buona salute. In cima alle preferenze dei consumatori (57%) c’è quello rosso, quello bianco, dal canto suo,  è il più esportato. Il comparto, insomma, regge rispetto alla debacle dei consumi alimentari registrati nel nostro Paese, in particolare quelli ortofrutticoli. Ma anche per il vino non si può dormire sugli allori, infatti dopo i pomodori e la “pummarola”, ora la Cina potrebbe invadere i mercati italiani anche di vino. Già da adesso consistenti quantitativi di prodotti vitivinicoli cinesi hanno fatto la loro comparsa nel nostro Paese. Le importazioni massicce, comunque, ci saranno nei prossimi mesi, a partire soprattutto dall’autunno. A denunciarlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori la quale avverte che l’export del “nettare di bacco” asiatico ha fatto registrare un aumento nell’ultimo anno di oltre il 200 per cento. 

Il comparto vitivinicolo cinese -sottolinea la Cia- è, quindi, destinato ad un nuovo eccezionale successo. Le prime avvisaglie, del resto, si sono avute. Il prodotto, principalmente rosso, si vende a prezzi bassi e certamente minori di quelli italiani.  Ovviamente, quanto a qualità lascia molto a desiderare. Tuttavia, le importazioni di vino “made in China” possono, nei prossimi mesi, provocare non pochi problemi ai nostri vitivinicoltori.

A partire dagli anni ’90 -rileva la Cia- la domanda di vini di uva da parte delle classi sociali più abbienti delle grandi città cinesi ha subito una forte accelerazione. Il contatto con gli stili di vita europei e la volontà di utilizzare beni di consumo che costituissero status symbol sociali hanno fatto crescere il consumo di vini in bottiglia nei canali distributivi.

Il “fenomeno vino” in Cina -avverte la Cia- ha così determinato una rapida espansione della superficie vitata, che tra il 1997 ed il 2003 ha fatto registrare una crescita di oltre l’80 per cento. E’ stata stimata un’estensione di supera i 350 mila ettari. E ciò ha spinto un aumento produttivo e l’avvio di una strategia di penetrazione sui mercati esteri.

Ma il vino non è il solo pericolo “giallo”. Dalla Cina arrivano sui mercati italiani anche mele, pere, aglio e cipolle, mettendo in grande difficoltà le nostre produzioni. Negli ultimi dodici mesi le importazioni di ortofrutta “made in China” sono cresciute del 250 per cento e la tendenza sembra sempre più consolidarsi.  E questo desta allarme, poiché rischia di aggravare la situazione di tantissimi produttori che già vendono a prezzi stracciati e hanno visto un costante calo dei consumi di ortofrutticoli.

I nostri mercati ortofrutticoli -avverte la Cia- hanno visto in questi ultimi mesi una vera e propria “calata cinese” e non solo. Alla Cina si sono, infatti, affiancati paesi non tradizionali esportatori di frutta e verdura, come il Cile, l’Argentina, l’Uruguay, il Brasile, l’Africa del Sud. Così dobbiamo fare i conti con importazioni sempre più massicce di pomodori, cicorie, cipolle, zucchine, carciofi, kiwi, mele, pere, ciliegie, nocciole, mandorle. Tutti prodotti per i quali abbiamo mantenuto per anni la leadership non solo in Europa.

Ma la minaccia cinese incombe pericolosa. Si stima -sottolinea la Cia- che la Cina attualmente, tra l’altro, possieda, per la produzione di ortofrutta, circa 350.000 ettari di serre ed 850.000 ettari di coltivazioni protette, mentre è stato avviato e sostenuto lo sviluppo di liberi mercati all’ingrosso. Ci sono, inoltre, altri programmi che prevedono l’ammodernamento della rete infrastrutturale tra province, in modo da migliorare le possibilità di commercio tra aree produttive ed aree di consumo, queste ultime localizzate prevalentemente nel Nord.

 

 

 

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TERRITORIO


Agia di Arezzo: tavola rotonda su credito e imprese agricole

 

Promossa dall'Agia di Arezzo si è tenuta il 7 aprile scorso, presso la Biblioteca di Palazzo Pretorio, una tavola rotonda sul tema del credito alle imprese agricole. Alla iniziativa ha partecipato, concludendo i lavori, il vicepresidente nazionale della Cia Enzo Pierangioli. La tavola rotonda  è  stata introdotta da una prolusione del presidente provinciale della Cia Paolo Tamburini che ha ricordato come la Cia aretina si stia attivando con apposite iniziative su tematiche inerenti lo sviluppo dell'impresa. A questo proposito, Tamburini ha sottolineato come nella recente iniziativa sulle biomasse a Cetica di Castel San Niccolò (Ar) si sia ottenuto un risultato tangibile come l'approvazione di un progetto, da parte della locale Comunità Montana, di una rete di teleriscaldamento nella stessa Cetica. La relazione della responsabile Agia provinciale Roberta Giorni si è incentrata sulle novità introdotte dall'accordo di Basilea 2 e su come le aziende agricole aretine possono rapportarsi senza incontrare difficoltà insormontabili.

Sono poi intervenuti i relatori in scaletta, Seri per la Cciaa, Nibi per l'Amministrazione provinciale, Fruttuosi per l'Arsia,  oltreché il direttore della capogruppo Mps di Arezzo Cenni e il dirigente Paganini. Molto apprezzato l'intervento di quest'ultimo che ha ricordato fra, le tante cose, come la proficua collaborazione  fra Mps e Cia abbia già prodotto ottimi risultati. Interessante anche il contributo del presidente Agia regionale Roberto Scalacci che, partendo da una affermazione del Financial Times sull'importanza di investire in agricoltura, ha sviluppato il proprio contributo sulla conoscenza dei problemi inerenti al credito per le imprese agricole.

Dopo un breve dibattito, ha concluso Il vicepresidente nazionale della Cia Enzo Pierangioli che con chiarezza ha ricordato come il settore viva con grande attenzione questa fase di profondo cambiamento che la profonda riforma della Pac sta determinando. Dopo aver constato il buon rapporto con il mondo del credito da parte dell'Agia e più complessivamente della Cia aretina, Pierangioli ha rimarcato come i Consorzi Fidi possano rappresentare un valido strumento di aiuto  per le imprese agricole. 

     

 


L’agricoltura multifunzionale come nuova opportunità per le imprese: Cia e A.r.Bo toscana incontrano gli amministratori locali

 

La Cia Toscana ha appena concluso un impegnativo giro di incontri con i candidati, a livello regionale e territoriale, per illustrare le proprie proposte per la prossima legislatura.

In occasione di “Terra futura” la Confederazione, insieme all’Associazione regionale boscaioli, A.R. Bo Toscana, ha riproposto all’attenzione dell’opinione pubblica, uno dei temi proposti alla società toscana: la multifunzionalità dell’impresa agricola.

Nella tavola rotonda dal titolo “Agricoltura multifunzionale  e nuove opportunità per le imprese agricole”, svoltasi a Firenze, presso Fortezza da Basso l’8 aprile scorso, e introdotta da Marco Failoni, presidente dell’Associazione boscaioli, sono intervenuti Oreste Giurlani, presidente dell’Uncem, l’Unione delle Comunità Montane, Ivan Mencacci, in rappresentanza dell’AnciI Toscana e Carlo Chiostri, dirigente dell’Arsia.

Ormai tutti riconoscono che l’immagine della Toscana nel mondo è dovuta al suo territorio, alla bellezza del paesaggio, ai prodotti dell’agricoltura. La collettività e le Istituzioni chiedono all’agricoltura di svolgere una funzione non solo produttiva, ma di tutela ambientale e territoriale, e quindi di essere multifunzionale.

Il tema che la Cia ed A.R.Bo. Toscana pongono è quello del riconoscimento di questa funzione, in termini di creazione di nuove opportunità di lavoro reddito per le imprese agricole. Per questo, nel corso del dibattito, è stato richiesto agli Enti Locali un impegno affinché, nelle politiche di sviluppo locale e di gestione del territorio rurale, venga assegnato un ruolo centrale al sistema delle imprese agricole. Un supporto rilevante  per la promozione della multifunzionalità dell’impresa agricola, potrà avere la Regione Toscana, attraverso l’adeguamento degli strumenti normativi e della programmazione.

La discussione ha fatto emergere numerosi potenziali campi di attività multifunzionale per l’impresa agricola, che vanno dalla funzione di presidio ambientale determinata dalla presenza stessa dell’agricoltura e dalla selvicoltura (ad esempio la funzione di assorbimento di anidride carbonica) alle molteplici attività che possono essere svolte dalle imprese:

In campo sociale, dove la crescente difficoltà di far fronte, da parte delle amministrazioni, alla molteplicità di servizi per la cittadinanza, soprattutto nelle aree rurali, apre spazi e prospettive per attivare modelli di gestione fondati sulla sussidiarietà:

- Servizi di prossimità: esercizi commerciali polifunzionali, servizi di trasporto, servizi postali

- Servizi di assistenza domiciliare

- Servizi di accoglienza: centri diurni per anziani, asili nido, accoglienza e formazione per soggetti disagiati, recupero di soggetti con disagio sociale

In campo ambientale attraverso una funzione attiva che può essere svolta dalle imprese nel contesto della gestione territoriale:

- Produzione di energia da fonti rinnovabili

- Difesa del suolo ed opere di ingegneria naturalistica

- Manutenzione di strade, fossi, corsi d’acqua e laghetti

- Gestione di porzioni di patrimonio forestale pubblico, oggi in stato di abbandono

- Attività di protezione civile e di prevenzione incendi

- Interventi di miglioramento ambientale a fini faunistici

- Tutela e conservazione della biodiversità

- Manutenzione e gestione del verde pubblico

Nell’accoglienza turistica e servizi connessi, che rappresentano attività multifunzionali già ampiamente praticate in Toscana, ma che devono trovare spazio all’interno di politiche di sviluppo locale e di marketing territoriale che esaltino l’integrazione tra istituzioni e sistema delle imprese:

- Agriturismo

- Degustazioni, somministrazione pasti, valorizzazione prodotti tipici;

- Attività ricreative (trekking, equitazione, altre attività sportive)

- Attività venatorie

- Attività culturali (corsi sulla cultura locale, visite guidate)

- Artigianato locale

- Didattica ambientale

- Produzioni alternative (fibre coloranti naturali, erbe officinali)

Si tratta di attività che -ha affermato il presidente della Cia Toscana Giordano Pascucci, concludendo i lavori- risultano essenziali per promuovere lo sviluppo sostenibile in Toscana. Alcune di queste attività contribuiscono direttamente all’opera di valorizzazione del territorio toscano. Altre attività, di servizio alla cittadinanza e di manutenzione del territorio, rischiano di essere abbandonate o fortemente ridimensionate, se non si ripensa rapidamente ad un modello partecipato di gestione, che coinvolga pienamente il sistema delle imprese che operano nelle aree rurali.

 

 

 


Vibo Valentia: alla Cia il coordinamento del Tavolo permanente zootecnico

 

A Michele Napolitano, della Cia, è stato riaffidato, all’unanimità, il coordinamento del Tavolo permanente zootecnico della provincia di Vibo Valentia.

Fanno parte del Tavolo zootecnico, la Prefettura U.t.g. di Vibo Valentia, Il Servizio provinciale Agricoltura, l’Unità operativa di medicina veterinaria, la Coldiretti, il Copagri, l’Unione provinciale agricoltori, la Confederazione italiana agricoltori e l’Associazione provinciale allevatori.

Il Tavolo zootecnico costituito nel marzo del 2004 si prefigge, fondamentalmente, le finalità di:

- esaminare le problematiche del settore zootecnico in genere;

- sensibilizzare, attraverso le singole strutture di riferimento ed appartenenza, gli allevatori alla formulazione di piani di adeguamento aziendale, soprattutto in materia di igiene e sanità degli ambienti di produzione, trasformazione e conservazione dei prodotti zootecnici e benessere degli animali;

- coordinare le attività tra le organizzazioni professionali agricole  e l’Apa, di intesa con il Servizio provinciale dell’agricoltura e l’unità operativa veterinaria, attraverso la formulazione di programmi di lavoro che si pongano essenzialmente la finalità di informare l’allevatore sui vari adempimenti burocratici ed amministrativi, favorendo le ottimizzazioni delle attività e dei tempi di lavoro per l’azienda agro-zootecnica, nonché la migliore e più efficace attività del Tavolo stesso.

Napolitano, nel suo intervento, ha ringraziato tutti i componenti del Tavolo per la fattiva collaborazione ed il significativo contributo.

Momenti di concertazione di questo tipo,  ha aggiunto Napolitano, non fanno che contribuire alla crescita, culturale otre che evidentemente organizzativa, economica e sociale,  delle singole organizzazioni, del settore zootecnico e del Comprensorio complessivamente. E’ fondamentale, quindi, la sinergia, soprattutto perché gli allevatori possano lavorare con serenità,  ritrovando,  nelle varie organizzazioni, enti ed associazioni aderenti al Tavolo,   momenti di riferimento e supporto - anche per affrontare in modo più programmato l’attività propriamente imprenditoriale e, quando dovessero verificarsi, più agevolmente le difficoltà del settore, soprattutto relative alle emergenze sanitarie, che purtroppo sono sempre più frequenti.

Importanti questioni, ha detto Napolitano, sono state affrontate in questi mesi dal Tavolo zootecnico; dalla vaccinazione contro la Blue Tongue, alla movimentazione del bestiame, alle varie analisi sulle proposte di legge regionali relative al settore zootecnico ed al sistema allevatoriale, alla riforma della Pac, all’emergenza dei mesi scorsi -  causata delle abbondanti nevicate - che ha interessato le Serre Vibonesi le cui aziende zootecniche sono state messe a dura prova.

Proprio rispetto all’ultimo punto, Napolitano ha inviato un ringraziamento a tutti i Sindaci dei Comuni delle Serre, che hanno attivamente collaborato nella sensibilizzazione delle autorità, locali e regionali, al fine di un concreto supporto alle aziende zootecniche, ricadenti nei propri comuni.

Significativa, inoltre, anche la concertazione dei mesi addietro, con il Direttore Generale  e  quello Sanitario dell’Asl, per la risoluzione del problema inerente il trasferimento degli uffici veterinari a Pizzo.

Apprezzamenti a Napolitano, per l'importante incarico, sono stati espressi dal presidente della Cia di Vibo Domenico Petrolo.

 

 

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APPUNTAMENTI


Cia Sicilia: domani agrumicoltori in assemblea a Catania

 

Agrumicoltori siciliani in assemblea. L’incontro, organizzato dalla Cia della Sicilia, si svolgerà nella mattinata di domani, 12 aprile, all’ Hotel Parco degli Aragonesi, alla Playa di Catania e avrà per tema: “Riforma dell’Ocm ortofrutta. Una nuova politica comunitaria per l’agrumicoltura siciliana”.

L’assemblea sarà una utile occasione per dibattere sulle proposte di modifica della politica comunitaria che riguarda il settore ortofrutticolo e in particolare quello agrumicolo.

L’agrumicoltura in Sicilia interessa circa 75mila ettari, riconducibili a circa 74mila aziende e rappresenta oltre il 60 per cento del valore della produzione agrumicoltura nazionale e addirittura il 90 per cento della produzione di limoni.

In Sicilia l’agrumicoltura, con 700 milioni di euro, rappresenta poco meno del 20 per cento del valore di tutta la produzione agricola. “Si tratta, quindi, di un comparto vitale per l’economia della regione ecco perché -osserva il presidente regionale della Cia, Carmelo Gurrieri- riteniamo di dovere valutare con la massima attenzione ogni proposta di modifica della politica comunitaria che interessi il settore”. E continua: “Anche e soprattutto alla luce del recente crollo dei prezzi alla produzione e alla riduzione dei redditi dei produttori”.

All’assemblea, presieduta dal vicepresidente regionale della Cia, Carmelo Travaglia, porterà il saluto il presidente provinciale della Cia di Catania, Francesco Costanzo, introdurrà i lavori Maurizio Lunetta, responsabile regionale Cia per il settore economico. Sono previsti gli interventi del presidente dell’Op “Rossa di Sicilia”, Giuseppe Di Silvestro, del consigliere delegato dell’Uiapoa, Stefano Biral, del direttore dell’assessorato regionale all’Agricoltura, Felice Crosta e di Enzo Mastrobuoni, responsabile nazionale Cia per l’area produzione e mercato. Le conclusioni sono affidate al presidente regionale della Cia, Carmelo Gurrieri.

 

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