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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 46 - n. 26 11 febbraio 2004
ATTUALITÀ
  • Conferenza internazionale Cia-Iai su “I negoziati Wto sull’agricoltura, sfide e opportunità per l’Europa e l’Italia”
  • Incontro tra Cia e Sindacato veterinari
  • Patate: siglato l’accordo interprofessionale
COMUNICATI
  • San Valentino: per gli innamorati in regalo 16 milioni di fiori In più di 100 mila scelgono un week end d’amore in un agriturismo
APPUNTAMENTI
  • Tesseramento on line: martedì 17 febbraio inizia il ciclo di seminari per gli amministratori regionali

 

ATTUALITÀ


Conferenza internazionale Cia-Iai su “I negoziati Wto sull’agricoltura, sfide e opportunità per l’Europa e l’Italia”

 

 

 

Si è svolta oggi a Roma la Conferenza Internazionale su: “I negoziati WTO sull’agricoltura, sfide e opportunità per l’Europa e l’Italia”, organizzata congiuntamente dall’Istituto Affari Internazionali (IAI) e dalla Confederazione Italiana degli Agricoltori (Cia).

Nel corso della conferenza sono state analizzate le prospettive del Round negoziale del Wto lanciato nel 2001 a Doha, dopo il fallimento della Conferenza di Cancun nel settembre dello scorso anno. 

Durante la conferenza è stato messo in luce che lo stato delle trattative commerciali desta forti preoccupazioni poiché sembra essersi esaurito il clima di cooperazione che aveva caratterizzato l’Accordo di Doha, risultato anche di un rinnovato atteggiamento cooperativo e di una forte leadership esercitata da Stati Uniti ed Europa in seguito agli attacchi terroristici del’11 settembre 2001. E’ stato, altresì, riconosciuto che Cancun ha evidenziato non solo le difficoltà oggettive di conciliare interessi diversi, ma anche la crisi del modello negoziale che aveva assicurato il successo dei precedenti Round negoziali incentrati sul ruolo e l’azione decisiva svolta dai due global players:  Stati Uniti e Unione Europea. Oggi i negoziati commerciali multilaterali devono tenere conto anche di un nuovo forte attore, il gruppo dei paesi in via di sviluppo chiamato G20.

Allo stesso tempo è stato sottolineato da tutti gli interventi che la questione agricola rappresenta un tema cruciale che ha causato aspre divisioni prima e dopo Cancun. Il raggiungimento di un accordo di alto profilo sul tema dell’Agricoltura di qui alla fine del Round sarà decisivo per l’esito positivo dei negoziati e rappresenta il banco di prova del Wto di tenere in debita considerazione le esigenze di molti paesi in via di sviluppo (Pvs) e dei paesi meno avanzati (Pma), poiché una maggiore apertura dei mercati da parte dei paesi ricchi consentirebbe a molti Pvs consistenti incrementi di reddito reale e riduzioni dei livelli di povertà.

I lavori della conferenza sono stati aperti da Paolo Guerrieri, professore di Economia presso l’Università “La Sapienza” di Roma e vicepresidente dello IAI, e Massimo Pacetti, presidente della Cia. Paolo Guerrieri ha introdotto i temi generali e le prospettive del Round di Doha mettendo in evidenza i molteplici interessi – politici ed economici – di cui si deve tenere conto, e delineando tre possibili scenari futuri del negoziato multilaterale: il primo interpreta riduttivamente il fallimento di Cancun e prevede con molto ottimismo di riprendere a trattare e ottenere dei primi risultati già a partire dai prossimi mesi;  il secondo prevede la ripresa delle trattative del negoziato nel 2005, dopo le elezioni del parlamento europeo e le presidenziali americane, con esiti positivi del Round a condizione che si riesca a raggiungere un accordo sui temi dell’agricoltura e si riaffermi una forte co-leadership da parte di Stati Uniti ed Europa, con un attivo coinvolgimento del G21; il terzo contempla l’ipotesi di uno stallo del negoziato nei prossimi anni e un suo congelamento di fatto dovuto ai veti incrociati dei diversi attori-paesi con il rischio di una crescente frammentazione delle relazioni commerciali internazionali e l’affermarsi di accordi regionali-bilaterali dominati dai paesi più forti.

Pacetti, nel suo intervento, ha sostenuto che “non dobbiamo fermarci di fronte alle difficoltà di Cancun. La quinta Conferenza ministeriale non rappresenta solo un fallimento, ma la manifestazione di una realtà negoziale, quella dei paesi emergenti, completamente nuova. Si è infatti realizzata una miscela di novità rispetto alle l’accordo tra i due grandi protagonisti del commercio mondiale, Usa e Unione europea, non più sufficiente per la chiusura delle trattative”.“La lezione di Cancun -ha aggiunto il presidente della Cia- ci insegna che la posta in gioca non riguarda più solo le regole da modificare, ma i rapporti di forza tra vecchi e nuovi protagonisti del sistema multilaterale. Sono sorti nuovi problemi che richiedono atteggiamenti diversi rispetto al passato. Molti gli interrogativi aperti, anche se sono emersi segnali importanti per riprendere con vigore la strada che permetta di arrivare ad un’intesa che apra una nuova fase di effettivo equilibrio sui mercati mondiali”.

“Il negoziato di Cancun -ha rilevato Pacetti-  si è arenato su aspetti diversi dall’agricoltura.  Si è bloccato, invece, sugli investimenti, sulla trasparenza e sulla concorrenza . Temi che erano presenti nell’accordo di Singapore e che non avevano trovato un’adeguata risposta. Tuttavia, per l’Unione europea è stato importante presentarsi alla Conferenza Wto con la riforma della Pac, che ha rappresentato un utile punto di forza negoziale. Senza di essa, le conseguenze sarebbero state fortemente negative. La Pac, inoltre, costituisce un notevole contributo per la modifica della tipologia di sostegno interno perché accetta un’idea fondamentale:il disaccoppiamento”.

Per la Cia, comunque, l’agenda di Doha -ha evidenziato il presidente della confederazione- continua a costituire il punto di riferimento per un nuovo negoziato multilaterale che riporti al centro dell’attenzione la volontà di liberalizzare gli scambi e di considerare un nuovo approccio alla soluzione delle problematiche dello sviluppo. Non dobbiamo, però, lasciare che i complessi eventi internazionali condizionino pesantemente anche quel poco che si è costruito”.

Pacetti, nel suo intervento, ha elencato gli obiettivi di fondo del negoziato:”proseguire il processo di liberalizzazione degli scambi in un mercato più aperto e più equo; rafforzare il sistema Wto per sostenere la crescita economica e sociale; consolidare il multilateralismo e la governance mondiale; approfondire l’azione  Wto su temi non propriamente commerciali, ma che incidono sugli scambi ed interessano i cittadini, a partire dalle questioni ambientali, sociali, sanitarie, della qualità e della comunicazione”.

“Siamo d’accordo -ha affermato il presidente della Cia- che tutti paesi del Wto riducano, in vista delle loro eliminazione, i sussidi alle esportazioni e interni, ad eccezione di quelli che non influenzano i commerci e sono, invece, volti a riconoscere la multifunzionalità dell’agricoltura. Allo stesso tempo occorrerà rinforzare, all’interno della cosiddetta ‘scatola verde’ i sostegni all’agricoltura che non provocano distorsioni del commercio, ma sono mirati a promuovere obiettivi di sviluppo rurale e tutela ambientale, di occupazione e di benessere animale, di sicurezza e di qualità alimentare”.

Pacetti ha aggiunto che per l’Unione europea e l’Italia è importante il rafforzamento dell’area euromediterranea. “Soprattutto  per il nostro Paese -ha detto- pone una primaria responsabilità, se non altro per la vicinanza geografica. L’obiettivo di arrivare, entro il 2010, ad un’area di libero scambio mediterranea è certamente ambizioso. Sono ricorrenti i timori per la concorrenza esercitata da agricolture in rapido sviluppo e forti di un vantaggio competitivo basato significativamente su minori costi del lavoro. Dobbiamo evitare che situazioni di conflitto commerciale e chiusure protezionistiche rallentino ulteriormente il già difficile processo”.

Soffermandosi sulla qualità, il presidente della Cia ha sostenuto che essa rappresenta il tratto distintivo del nostro sistema agricolo-alimentare.  “La qualità  -ha rimarcato- è dinamica, non statica, è non solo il rispetto di un disciplinare codificato da tempo, ma anche la capacità di innovazioni organizzative che sappiano portare le imprese sul mercato”.

Secondo Pacetti, “la qualità è strategia vincente solo se si combina con l’innovazione (azioni di marketing, di comunicazione, di organizzazione). Soltanto attraverso essa è possibile contrastare efficacemente i tentativi di imitazione, recuperare i margini di competitività, ottenere una differenziazione di prezzo ed un maggior reddito per gli agricoltori. Il registro multilaterale delle indicazioni geografiche potrebbe aiutarci nella difesa dalle contraffazioni, ma non può servire alla promozione commerciale dei nostri prodotti di qualità”.

Parlando, infine, di competitività, il presidente della Cia ha sostenuto che la concorrenza si batte con l’innovazione e la ricerca e non con  il protezionismo. Quindi, è necessario assicurare alle imprese un quadro di certezze e strumenti adeguati che permettano una presenza incisiva sui mercati.

Il tema dei negoziati agricoli, lo stato e le prospettive per la costruzione di un nuovo regime degli scambi internazionali dei prodotti agro-alimentari è stato oggetto della sessione centrale dei lavori a cui ha partecipato Giovanni Anania, professore presso l’Università della Calabria, con una relazione imperniata sulla posizione e gli interessi negoziali dell’UE, la riforma della Politica agricola comune e la compatibilità di questa in ambito Wto.

Ha preso quindi la parola Timothy Josling, professore presso l’Institute for International Studies della Stanford University , che ha analizzato la posizione statunitense all’interno dei negoziati in corso, basata attualmente sulla proposta avanzata in gennaio da Robert Zoellick (Ustr). La complessità della posizione americana deriva dal fatto che essa deve fare i conti con le imminenti elezioni presidenziali.

Infine, Alexander Sarris, direttore della Divisione prodotti di base e commercio della Fao, ha approfondito gli interessi e le strategie negoziali del G21, dando rilievo alle peculiarità di questa coalizione e alle proposte che ha presentato in ambito Wto.

 

 

 


Incontro tra Cia e Sindacato veterinari

 

Nei giorni scorsi si è svolto a Roma, presso la sede nazionale della Cia, un incontro fra una delegazione della Confederazione (composta dal presidente nazionale Massimo Pacetti e dal vicepresidente Mino Rizzioli) e quella del Sindacato italiano veterinari libero professionisti -S.I.V e L.P.- (composta dal segretario nazionale Gastone Dal Monte e dal responsabile del settore produzioni Carlo Rossi). Alla riunione ha preso parte anche il direttore di NaturalCarni Pietro Coletto.

Gli argomenti trattati hanno riguardato principalmente le emergenze attuali per il settore agro-zootecnico (“Blue tongue”, micotossine, influenza aviaria), con tutte le loro interazioni di processo, prodotto e immagine.

Inoltre, sono state affrontate anche tematiche di medio e lungo periodo individuate come strategiche nella nuova Pac.

L’incontro ha registrato l’ampia convergenza delle parti, con particolare riferimento alle misure da adottare nei confronti della “Blue tongue” e al riconoscimento dell’importanza di assicurare i prerequisiti igienico-sanitari, indispensabili allo sviluppo, su basi solide e inattaccabili, delle politiche di valorizzazione delle filiere agro-alimentari nazionali.         


Patate: siglato l’accordo interprofessionale

 

E’ stato siglato l'accordo interprofessionale sulle   patate destinate alla trasformazione industriale nella campagna   2004. L’intesa è stata firmata da Unapa   (Unione nazionale associazione produttori di patate) e   Italpatate per la parte agricola; Aiipa (Associazione italiana   industrie prodotti alimentari) e Anicav (Associazione nazionale   industriali conserve alimenti vegetali) per la parte   industriale. L’accordo è stato sottoscritto con l'assistenza delle organizzazioni professionali   agricole Cia, Confagricoltura e Coldiretti   L'accordo si pone l'obiettivo   di inviare alla trasformazione industriale almeno 130 mila   tonnellate di prodotto nazionale.

 

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COMUNICATI


San Valentino: per gli innamorati in regalo 16 milioni di fiori In più di 100 mila scelgono un week end d’amore in un agriturismo


Secondo un’indagine compiuta dalla Cia, le rose restano ancora una volta le preferite dagli italiani che ne acquisteranno, per l’occasione, circa 10 milioni.

 

E’ San Valentino, festa degli innamorati, e ancora una volta tra i regali più gettonati ci sono i fiori. Più di cinque milioni di italiani sceglieranno un dono floreale e oltre 100 mila di trascorrere il prossimo week end di amore in un’azienda agrituristica, dove potranno assaporare piatti di qualità e della  tradizione popolare. Lo rileva la Cia-Confederazione italiana agricoltori secondo la  quale nella particolare ricorrenza si venderanno più di 16 milioni di fiori, tra rose (certamente le più gettonate con circa 10 milioni di esemplari), orchidee, gerbere, tulipani, viole. Mentre saranno più di 100 mila gli italiani che opteranno per una  “due giorni” (visto che San Valentino capita sabato) a contatto con la tranquillità della campagna.

Secondo la Cia, anche quest'anno, in occasione della festa degli innamorati, si è  scelto la tradizione e, quindi, l’omaggio di fiori è in testa a tutte le preferenze. Così i floricoltori italiani si sono sbizzarriti nel coltivare e confezionare prodotti floreali che rispondano alle esigenze degli italiani. Sono oltre 20 mila le aziende che operano nel settore florovivaistico, occupano più di 100 mila lavoratori e hanno una produzione annua che supera abbondantemente i 3 miliardi di euro.

Comunque, anche quest’anno -segnala la Cia- l’agriturismo per San Valentino fa registrare in molte regioni (a cominciare dalla Toscana, dall’Umbria, dalla Lombardia e dal Veneto) il tutto esaurito per il prossimo fine settimana. Una coppia di innamorati, con una cifra che si aggira intorno ai 120 euro, può assicurarsi due giorni di completo relax a contatto con la natura e poter gustare i prodotti dell’enogastronomia tipica e tradizionale delle nostre regioni.

Secondo la Cia, che ha effettuato un’indagine attraverso Turismo verde, l’istituto del settore agrituristico, più dell’80 per cento delle prenotazioni effettuate negli agriturismi sono state di giovani coppie tra i 25 e i 35 anni. Molto richiesti, oltre ai prodotti tipici e ai vini di qualità, i dolci. Per questa ragione i gestori stanno preparando torte di mele e mandorle, ciambelloni, frittelle dolci, tartufi ai marroni, praline al vin santo, crostate di noci, fagottini di miele e i tradizionali dolcetti di San Valentino.

 

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APPUNTAMENTI


Tesseramento on line: martedì 17 febbraio inizia il ciclo di seminari per gli amministratori regionali

 

Martedì prossimo 17 febbraio, dalle ore 9.30 alle ore 18, presso la sede nazionale della Cia (saloncino V piano) inizierà il ciclo di seminari di aggiornamento sulla procedura del tesseramento on line, riservato agli amministratori regionali.

Dopo questo primo incontro, ci sarà un’ulteriore giornata formativa in aula informatica da tenersi entro il mese di febbraio, cui seguirà un modulo di formazione a distanza attraverso un sussidio per autoapprendimento.

Il seminario si pone l’obiettivo sia di consentire agli amministratori regionali di svolgere al meglio le loro funzioni, sia di analizzare il programma di formazione per i funzionari provinciali e zonali da realizzare nei prossimi mesi.

Alla riunione saranno presenti rappresentanti di Agrinform e del Cipat.

 

 

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