| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 52 - n. 240 | 10 dicembre 2010 |
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La Cia commenta la proposta legislativa approvata oggi dalla Commissione di Bruxelles. Occorre rendere chiara la provenienza del prodotto nei trasformati. Deve essere più incisivo il ruolo dei Consorzi. Vanno maggiormente difesi i “prodotti di montagna”. Bene l’etichetta d’origine per tutti i prodotti e un maggior rafforzamento dei regimi per Dop, Igp e Stg. Però, da parte di Bruxelles ci si aspettava più coraggio e maggior decisione al fine di un’effettiva tutela delle produzioni e del lavoro degli agricoltori che tanto hanno investito in qualità e sicurezza alimentare. È quanto sostenuto dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito alla proposta legislativa, approvata oggi dalla Commissione Ue, e con la quale si intende rafforzare e rendere più chiare le regole di qualità esistenti nell'Ue. L’etichetta d’origine -avverte la Cia- è una misura molto importante, però è necessario che la provenienza della materia prima venga indicata in modo molto trasparente per tutti i prodotti trasformati. In questo modo si difende l’attività dei produttori e si valorizza il loro impegno qualitativo. Da sempre la Cia è convinta sostenitrice che le Dop e le Igp siano le più importanti strategie di qualità regolamentata: sono le autostrade della qualità legata al territorio. Ma nello stesso tempo è altrettanto convinta che esse da sole non siano sufficienti per coprire la vasta gamma dei prodotti legati alla tipicità ed alla tradizionalità. Ci sono anche le produzioni biologiche, che hanno un grande valore per i consumatori attenti alla qualità salutistica ed alla salvaguardia dell’ambiente, ma anche con queste non si copre l’intera gamma delle opportunità. In questo ambito, una valutazione più approfondita, per la realtà italiana e non solo, meritavano i “prodotti di montagna”. D’altra parte, il 54,3 per cento della superficie nazionale è montano; il 51,9 per cento dei comuni italiani sono montani. In questi comuni l’agricoltura, con il 26,6 per cento ha il primato per quanto concerne gli addetti, seguita dall’industria con il 17,7 per cento e dai servizi con il 16,7 per cento. Nello stesso tempo -rileva la Cia- è essenziale che si rafforzi il ruolo dei Consorzi di qualità, che devono assumere il ruolo di organismi intersettoriali per poter dettare regole di programmazione e commercializzazione “erga omnes”.
Grande Assemblea nazionale della Cia a Nuoro con il presidente Giuseppe Politi. Sottolineata per rispondere in maniera efficace alla drammaticità del momento che stanno vivendo i produttori, soprattutto in Sardegna. Dichiarare lo stato di crisi. Fiscalizzazione, “bonus gasolio”, blocco del pagamento dei mutui. Ridare liquidità alle aziende agricole. Interventi mirati per il Pecorino Romano. Domani un’altra Assemblea della Confederazione con gli allevatori sardi. Stato di crisi del settore attraverso un’azione congiunta di Regioni e Governo per il riconoscimento e l’approvazione da parte dell’Ue; costituzione di un Tavolo nazionale permanente presso il ministero delle Politiche agricole per il settore ovicaprino che definisca, come per il Grana e il Parmigiano, interventi di smaltimento delle giacenze eccedentarie da destinare agli indigenti; estendere al Pecorino Romano provvedimenti comunitari in materia di stoccaggio privato finalizzato a governare la volatilità dei prezzi e il mercato; predisposizione di azioni di valorizzazione e promozione dei prodotti derivati dall’allevamento ovino (derivati del latte e agnello); definizione da parte del ministero del piano per l’ovicaprino; blocco del pagamento dei mutui, oneri sociali e previdenziali, per un periodo sufficiente alla ripresa delle attività produttive; facilitazione dell’accesso alla ricontrattazione dei debiti bancari. Sono queste alcune delle misure richieste oggi dalla Cia-Confederazione nazionale, durante la grande Assemblea svoltasi a Nuoro che ha visto la partecipazione di centinaia di pastori, per far uscire il comparto dalla grave emergenza in cui si trova e garantire così ai produttori, in pesante difficoltà, certezze per il loro futuro. L’Assemblea della Cia, che precederà un’altra in programma domani sempre a Nuoro e che sarà dedicata ai problemi del settore ovicaprino in Sardegna, è stata l’occasione per fare il punto sull’attuale pesante situazione e per rilanciare con forza una serie di richieste per rispondere in maniera concreta ed efficace alle esigenze dei pastori che da tempo vivono una drammatica crisi, fatta di redditi in crollo, di costi in forte salita e di prezzi del latte ormai non più remunerativi. A puntare il dito sulle difficoltà del comparto e sull’esigenza di nuove politiche è stato il presidente nazionale della Confederazione Giuseppe Politi che ha concluso i lavori. Ma anche tutti gli altri intervenuti (tra i quali diversi rappresentanti delle Regioni), a cominciare dal presidente della Cia Sardegna Martino Scanu, hanno rimarcato la necessità di una svolta per riprendere con vigore la strada dello sviluppo e della competitività. La Cia ritiene che la drammaticità della crisi che sta investendo il settore del latte ovino abbia origine nell’incapacità dell’industria di trasformazione nel ricercare nuovi mercati, nel produrre e commercializzare in funzione della remunerazione del prodotto primario, scaricando sul pastore, tutti gli oneri e le difficoltà della stessa industria. Altri motivi -come ha rilevato Politi- risiedono nella scarsa concentrazione dell’offerta con un approccio disomogeneo al mercato da parte dei produttori del latte e nell’eccessiva polverizzazione del sistema cooperativo che ne determina la sua inconsistenza. Nel corso dell’Assemblea si è insistito molto sull’urgenza di adeguate politiche per il riequilibrio del mercato del pecorino attraverso il ritiro delle eccedenze, per stimolare l’organizzazione del prodotto con incentivi alla costituzione di strumenti di aggregazione dei produttori, per sviluppare ricerca e innovazione in modo di andare oltre il Pecorino romano affinché il latte da destinare alla sua produzione non sia superiore al 50 per cento del totale prodotto con l’individuazione di strategie volte alla differenziazione della produzione casearia e la valorizzazione di prodotti innovativi. Per la Cia, inoltre, occorre permettere la partecipazione dei rappresentanti degli allevatori negli organi di governo dei Consorzi di tutela Dop, con la modifica degli statuti e istituire l’etichetta di origine obbligatoria per tutti i prodotti derivati dal latte ovino e per le carni. Molta attenzione è stata dedicata anche agli strumenti per ridurre i costi di produzione e di gestione dell’impresa agricola. In tale contesto- come ha rilevato lo stesso presidente Politi- occorre il ripristino e l’estensione a tutto il territorio delle regioni interessate della fiscalizzazione degli oneri sociali, la reintroduzione del “bonus gasolio” e un intervento finalizzato all’abbattimento dei costi di adeguamento alle norme sull’anagrafe ovicaprina. Non solo. E’ indispensabile anche favorire, attraverso la semplificazione amministrativa e burocratica la costruzione d’impianti di auto-produzione di energia. A questo si deve aggiungere il riconoscimento e l’applicazione della continuità territoriale della regione Sardegna e di norme atte a favorire la disponibilità delle risorse idriche a prezzi equi. Insomma, la Cia -ha affermato il presidente Politi- è fortemente preoccupata per la drammaticità della situazione che sta vivendo il settore ovicaprino, soprattutto in Sardegna. Uno scenario allarmante che va affrontato con la dovuta incisività e concretezza. C’è l’esigenza di operare con la massima tempestività per evitare il tracollo. E su questo fronte la Confederazione è pienamente mobilitata. Le produzioni ovicaprine in Italia L’Italia ha un patrimonio ovino di 8.013.000 capi, dati 2009, e caprino di 961.000 capi. Per l’ovino le regioni maggiormente rappresentative sono:
Il presidente della Cia Giuseppe Politi: i dati dell’Istat evidenziano uno scenario ancora molto difficile. Il valore aggiunto agricolo segna un calo congiunturale dell’1,2 per cento e una flessione (meno 0,8 per cento) tendenziale. Un quadro preoccupante. Il governo deve intervenire con misure efficaci. Non si può continuare ad ignorare i gravi problemi degli agricoltori. “La nuova grave flessione del valore aggiunto agricolo (meno 1,2 per cento in termini congiunturali e meno 0,8 per cento in termini tendenziali) conferma ancora una volta la pesante crisi che investe, ormai da tre anni, il settore primario, sempre più alle prese con il calo della produzione, con un’impennata dei costi e con una costante caduta dei prezzi praticati sui campi. È piena emergenza. Per questa ragione chiediamo reali interventi a sostegno delle imprese, molte delle quali, davanti al completo disinteresse del governo nei loro confronti, rischiano di cessare l’attività. Ma sollecitiamo soprattutto un nuovo progetto di politica agraria imposto anche dai grandi cambiamenti a livello internazionale, a cominciare dalla riforma Pac post 2013”. Lo ha affermato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi commentando i dati dell’Istat sull’andamento del Prodotto interno lordo (Pil) nel terzo trimestre del 2010. “L’agricoltura italiana continua, dunque, a vivere una profonda difficoltà. Il governo deve intervenire con misure efficaci e concrete. Non è possibile ignorare i gravi problemi degli agricoltori. I dati dell’Istat -ha aggiunto Politi- dimostrano l’esigenza di un cambiamento di rotta. Serve una nuova politica agraria. Il calo del valore aggiunto agricolo (l’anno scorso sceso del 5,2 per cento) conferma un panorama carico di ombre. D’altra parte, le stime sull’annata agraria 2010 parlano chiaro: produzione in calo (meno 2 per cento); ulteriore flessione tra il 3 e il 4 per cento per cento dei prezzi all’origine; diminuzione del 3,5 per cento degli investimenti; contrazione tra il 5 e il 7 per cento dei redditi dei produttori; costi di produzione in crescita del 4-5 per cento”. “Serve -ha rilevato Politi- una svolta positiva per un’agricoltura che non può restare impantanata in una crisi complessa che rischia di gettare nel baratro tantissime imprese. C’è l’esigenza di un vero progetto di sviluppo, di immediati interventi, di politiche propulsive al fine di dare reali certezze e prospettive concrete ai produttori”.
Si è svolta sabato scorso 4 dicembre nei locali del Hotel San Giorgio, alla presenza del residente nazionale Giuseppe Politi, del direttore nazionale Rossana Zimbelli e del presidente regionale della Calabria Mauro D’Acri, l’Assemblea provinciale della Cia di Crotone, che ha conferito all’imprenditore agricolo Nicodemo Podella l’incarico di residente. Nella sua corposa relazione, il presidente Podella, dopo aver ringraziato il residente uscente Francesco Barretta, “per aver voluto ed agevolato, nello spirito dell’autoriforma Cia, l’elezione di un imprenditore agricolo a presidente”, ha tracciato un quadro dello stato dell’agricoltura Regionale e crotonese, inserita nel contesto agricolo nazionale ed europeo. Il neo-presidente si è soffermato sulla necessità di costruire un “processo costituente basato sulla costruzione di nuove alleanze, l’inaugurazione di una nuova stagione nelle relazioni e nei rapporti tra le organizzazioni agricole per favorire la ricomposizione unitaria della rappresentanza e praticare forme più avanzate di unità d’azione.” “L’agricoltura attraversa un momento difficile. C’è bisogno di una svolta radicale nelle politiche agricole nazionali e regionali. Il made in Italy è in crisi: è necessario renderlo più moderno e aggressivo. Bisogna investire sull’impresa integrata in un sistema agro-alimentare di qualità e favorire la creazione di infrastrutture”, ha ricordato Podella. Tra i temi trattati nel corso della relazione, il neo-presidente si è soffermato sulla imminente riforma della Pac post 2013 sostenendo che “dovrà far perno sugli attuali strumenti (pagamenti diretti, misure di mercato e assi dello sviluppo rurale) secondo una nuova articolazione che abbia per obiettivi la semplificazione, la finalizzazione degli interventi a favore degli agricoltori professionali, la valorizzazione del ruolo del settore agricolo per la crescita economica e l’occupazione, la qualificazione dell’attività agricola per fronteggiare adeguatamente le sfide globali”. Podella ha, inoltre, descritto la tradizionale condizione di subalternità e soggezione dei produttori agricoli nei confronti della Grande distribuzione organizzata e delle industrie di trasformazione, sostenendo che la “presenza di un’offerta concertata o coordinata dei prodotti deve essere vista non già come un elemento di perturbazione del mercato ma, al contrario, come un necessario fattore di consolidamento strutturale delle imprese produttrici e di promozione della loro forza di mercato: in un contesto così difficile per le imprese, quale è quello crotonese, le Organizzazioni di produttori sono lo strumento idoneo per favorirne l’aggregazione e raggiungere economie di scala ed aumentare la capacità e l’efficienza commerciale”. Podella ha rimarcato “l’importanza sociale dell’agricoltore quale produttore di alimenti, beni primari ed essenziali e nonostante ciò, la politica tiene scarsamente in considerazione il comparto agricolo.Le derrate alimentari non sono come una camicia di cui si può fare a meno”. Il presidente Cia ha anche fatto riferimento all’annoso problema della brucellosi dicendosi disposto ad un “confronto, serio e schietto, con gli Enti preposti quali l’assessorato regionale all’ Agricoltura, l’assessorato provinciale Agricoltura, l’Azienda sanitaria provinciale e l’Istituto zooprofilattico sperimentale, sulle varie problematiche che il settore zootecnico vive e non riesce a risolvere da almeno un decennio”. “I vari settori agricoli crotonesi faticano a reggere la nuova dimensione della competizione internazionale da un lato per la mancata crescita dei consumi interni (mentre per l’effetto della globalizzazione l’offerta tende a crescere) e dall’altro per le condizioni sfavorevoli in cui agiscono gli operatori agricoli quali gli elevati costi di produzione (energia, manodopera, servizi ecc.), la eccessiva burocrazia, la mancata programmazione produttiva, la fragilità organizzativa, lo scarso raccordo organico tra i vari segmenti della filiera, le insufficienze logistiche e la carente rete stradale e ferroviaria che rappresentano reali elementi di freno allo sviluppo ed alla competitività del sistema”, ha sostenuto nella relazione Podella, che non ha risparmiato critiche all’inadeguatezza dell’apparato amministrativo della Regione e del Dipartimento Agricoltura. “Sono, trascorsi quasi due mesi dall’avvio del procedimento di revoca dei bandi delle Misure 121 e 123 del Psr, da parte della Regione Calabria, senza però che, nel frattempo, sia stata messa in atto -ha aggiunto-alcuna procedura per attivare un nuovo avviso pubblico”. Quindi, le proposte lanciate dalla Cia di Crotone per bocca del suo presidente, sulla riformulazione dei bandi delle Misure 121 e 123 che dovranno tenere presente i seguenti aspetti: tempi celeri di predisposizione ed istruttoria delle richieste di finanziamento;criteri di selezione certi e “check list” di valutazione che vengano pubblicate contestualmente ai bandi e non in corso d’opera, come nel caso della Misura 123; valutazione meritocratica dei progetti; favorire l’accesso al credito attraverso il Fondo di Garanzia. “Occorre, inoltre, che -ha detto alla nutrita platea Podella le vere aziende agricole, guidate da imprenditori agricoli professionali, in grado di creare reddito ed occupazione, siano il fulcro centrale nella predisposizione dei bandi. Così come, un ruolo essenziale dovranno avere le forme associate”. Non poteva mancare, nel corso della relazione del presidente, un accenno allo stato ambientale in cui versa il territorio di Crotone, esprimendo “apprensione per l’ipotesi progettuale di una discarica per lo smaltimento dell’amianto nel territorio di Scandale, e di altre discariche da dislocare nel territorio provinciale: territorio fortemente vocato all’agricoltura di qualità. La realizzazione di tali discariche vanificherebbe gli sforzi compiuti nei decenni passati, dai tanti agricoltori, che rimboccandosi le maniche hanno creato aziende floride ed eco-compatibili, in grado, pur tra mille difficoltà, di competere sul mercato”. Ai lavori dell’Assemblea hanno partecipato, portando un fattivo contributo, tra glia altri, l’on. Nicodemo Oliverio, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati, l’on. Francesco Pugliano, assessore all’Ambiente della Regione Calabria, l’on. Francesco Sulla, consigliere regionale della Calabria ed il dott. Umberto Lorecchio, consigliere provinciale con delega all’Agricoltura. Nel corso della Direzione, riunitasi al termine dell’Assemblea, è stata eletta la nuova Giunta provinciale, composta, oltre che dal presidente Podella, da: Francesco Scarpino e Salvatore Rota vicepresidenti, Leonardo Petrone, Antonio Riolo, Antonella Aurea, Antonio De Meco, Giuseppe Tallarico, Luigi Albo, Eldemira Falcone, Giuseppe Caputo, Riccardo Tristaino, Marcello Bonofiglio. La Giunta, infine, riunitasi al termine dei lavori, ha nominato il direttore della Confederazione provinciale nella persona di Enrico Rapagnetta.
Una serra tutta dedicata agli alunni delle primarie, dove poter conoscere da vicino gli ortaggi di stagione e colorare utilizzando solo pezzetti di verdura. E ancora per i più piccoli l’esposizione in fiera dei lavori realizzati per il concorso “Come vorrei il cortile della mia scuola”, riservato alle classi delle scuole elementari con la premiazione delle creazioni più originali. Infine, la presentazione della nuova guida tascabile di Turismo Verde Treviso, l’associazione degli agriturismi della Confederazione italiana agricoltori. In più un convegno dal titolo “Agriturismo e Agriturismi” organizzato da Turismo Verde Veneto con la collaborazione dell’Osservatorio nazionale dell’agriturismo del Ministero delle Politiche agricole, per fare il punto sulle tendenze del settore e sulla necessità di una classificazione nazionale. La Confederazione italiana agricoltori di Treviso e Turismo Verde si presentano da domani all’appuntamento con le millenarie Fiere di Santa Lucia di Piave con un nutrito programma. Largo alle fattorie didattiche Negli spazi esterni della fiera Cia ha allestito una piccola serra (6 m. x 5) dove gli alunni delle scuole elementari potranno conoscere e toccare con mano piante e ortaggi di stagione. Ci sarà anche un angolo dedicato alle erbe aromatiche. L’obiettivo delle Fattorie didattiche di Cia Treviso è quello di far imparare ai bambini l’importanza della stagionalità attraverso il gioco. Il laboratorio creativo mette a disposizione dei piccoli ospiti pezzetti di verdure di stagione da utilizzare per colorare i loro disegni. Il percorso e il progetto prende spunto dalle attività messe in campo dall’iniziativa “Scuola in fattoria” della Cia nelle fattorie didattiche della regione: “Alle aziende agricole rivolgiamo l’invito di aprire di più le porte alle scuole -spiega Donata Cenedese, presidente di Donne in Campo Treviso- altrimenti si rischia di far perdere ai più piccoli queste conoscenze”. “Come vorrei il cortile della mia scuola” E’ il titolo del concorso organizzato quest’anno da Cia Treviso e dall’Azienda speciale Santa Lucia Fiere e rivolto agli alunni della scuola primaria. Domani, sabato 11, alle ore 10, presso il padiglione dell’ex Filanda avrà luogo la premiazione dei lavori delle classi che si sono cimentate a dire la loro e a ridisegnare lo spazio verde della propria scuola. All’appello di Cia i ragazzi hanno risposto presentando i loro progetti per un cortile “più verde e più a misura di bambino”. Un posto privilegiato dove coltivare non solo le piante (ricorrente è la necessità di disporre di un piccolo orto a scuola), ma anche le amicizie ed essere liberi di esprimere la fantasia e la creatività. Sempre protagonista il rispetto per l’ambiente, con un occhio di riguardo verso il riciclo e la raccolta differenziata. Ai “grandi” i ragazzi chiedono soprattutto di poter toccare con mano gli elementi naturali come la terra e l’acqua. Ed esprimono attraverso i loro lavori il bisogno di rendere il cortile della scuola più bello e accogliente, in modo da poter giocare il più possibile all’aperto e conoscere da vicino le piante. Partendo dalla rappresentazione degli edifici scolastici e dei cortili esistenti, i ragazzi hanno dato forma attraverso disegni, descrizioni o plastici al cortile dei loro sogni. Un luogo che spesso, nella realtà, lascia invece spazio al cemento. Gli agriturismi in tasca: la nuova guida di Turismo Verde-Cia Treviso regala un buono sconto Sulle tracce dei percorsi enogastronomici della Marca trevigiana attraverso gli oltre 60 agriturismi di Turismo Verde-Cia. Presso gli stand dell’associazione presenti in fiera sarà a disposizione la nuova guida tascabile degli agriturismi di Cia Treviso suddivisa in quattro aree enogastronomiche a seconda dei prodotti: dai “Vini e formaggi tra Grappa, Asolo e Montello, lungo il fronte della Grande Guerra” a “Castelfranco e Treviso, dove sbocciano i fiori d’inverno”, lungo la Strada del radicchio rosso. Oppure da “Conegliano e Valdobbiadene”, la culla del Prosecco” alla “Terra del Raboso e dei vini del Piave”. Accompagnati dal nuovo slogan “Passione per la nostra terra, calore per le nostre tavole” i visitatori troveranno incluso nella guida un buono sconto del 10% per una cena in agriturismo durante un venerdì sera. Il buono rimarrà valido fino al 30 giugno del 2011. Il convegno: “Agriturismo e agriturismi”, verso la classificazione nazionale In collaborazione con Fiere Santa Lucia di Piave e l’Osservatorio nazionale dell’agriturismo del ministero delle politiche agricole, Turismo Verde Veneto promuove lunedì 13 dicembre, alle ore 9.30, presso la Sala convegni del Padiglione Filanda, un convegno tutto dedicato agli agriturismi allo scopo di valutare le nuove tendenze del mercato, analizzare i nuovi strumenti a disposizione degli operatori e mettere a fuoco il tema della necessità di arrivare quanto prima a una classificazione nazionale. Si aprirà un confronto con altre realtà regionali per una proposta di classificazione delle aziende agrituristiche secondo criteri omogenei per l’intero territorio nazionale. Partecipano al convegno Giuseppe Gandin, presidente di Turismo Verde Veneto; Nicola De Felice, dirigente generale dello Sviluppo rurale delle infrastrutture e dei servizi del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali; Carlo Hausmann, dirigente dell’Osservatorio nazionale sull’Agriturismo; Amedeo Gerolimetto, capo della Segreteria del ministro Galan. Inoltre, alcuni esponenti delle Regioni Veneto, Lombardia, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia.
Si svolgerà lunedì prossimo 13 dicembre a partire dalle ore 10,30 a Roma, presso la Biblioteca del Cnel in viale Lubin 2, con la partecipazione del presidente nazionale della Cia, Giuseppe Politi, il convegno di diffusione di Agriprev, unico progetto di ricerca sulla prevenzione dei rischi nei luoghi di lavoro per il settore agricolo selezionato nel 2007 dal ministero del Lavoro e della Politiche Sociali. Promosso dalla Cia dell’Umbria in collaborazione con Cia Basilicata, Cia Toscana, Cipa-At dell’Umbria, Fondazione Labos, Ispesl-Inail e ItaliaInnova, il progetto ha avuto come obiettivo quello di diffondere concretamente, nella pratica reale, la cultura della sicurezza nelle aziende agricole. Come è tristemente noto, infatti, tali aziende sono tra i luoghi di lavoro dove più frequentemente si verificano incidenti anche molto gravi, spesso con esiti drammatici. Secondo i più recenti dati Inail, infatti, in Umbria si sono verificati nel 2009 52.629 infortuni in agricoltura uno dei quali mortale, con una riduzione del 7,15 per cento rispetto al 2008 che aveva fatto registrare 53.354 infortuni dei quali 4 mortali; una riduzione che, però, non deve trarre in inganno essendo meno marcata di quella registrata nell' industria e nei servizi. La principale causa di infortunio per l' agricoltura umbra è costituita dal ribaltamento del trattore (71,5 per cento dei casi) seguita, con l' 11,5 per cento, dagli investimenti con mezzi agricoli. Evidentemente occorre tenere alta la guardia e lavorare per una prevenzione veramente efficace, anche attraverso azioni come quelle realizzate con il progetto Agriprev. La ricerca, che costituisce la parte essenziale del progetto, è stata condotta su un campione di oltre 900 agricoltori operanti in Basilicata, Toscana ed Umbria. Al termine di due anni di intensa attività è stata creata una banca dati, consultabile nel portale www.agriprev.it, per informare ed aggiornare costantemente sulla vasta tematica della protezione e della prevenzione dei rischi in agricoltura. Attraverso il sito è anche possibile porre quesiti sulla materia e ricevere risposte in tempi rapidi da personale qualificato. Sono stati, inoltre, realizzati un manuale delle buone pratiche per la prevenzione dei rischi nelle imprese agricole ed un video in dvd, denominato “Campagne Sicure”, con testimonianze di imprenditori e lavoratori agricoli e con interventi sull' argomento di Margherita Hack, Sergio Staino ed Ulderico Pesce, mentre Mauro Pagani ed Andrea Bocelli hanno consentito l' impiego di brani da loro eseguiti per il commento musicale del video. In occasione della Conferenza conclusiva del progetto Agriprev, che si è tenuta a Perugia lo scorso 19 ottobre, la Cia dell' Umbria ha ricevuto dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, una speciale medaglia quale riconoscimento dell' impegno profuso per la sicurezza e la prevenzione dei rischi in agricoltura. Al convegno interverranno, tra gli altri: Lorenzo Fantini, dirigente del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; Antonio Sposicchi, coordinatore Agriprev; Massimo Canalicchio, project manager Agriprev; Vincenzo Laurendi, responsabile settore Sicurezza macchine agricole dell' Inail/Ispesl; Claudio Calvaruso, ricercatore della Fondazione Labos. Concluderà i lavori Giuseppe Politi, presidente nazionale della Cia.
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