| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 53 - n. 221 | 10 novembre 2011 |
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Si tratta di un’opportunità importante per garantire un futuro d’impresa. Il provvedimento è contenuto nel “Progetto” predisposto dall’Associazione dei giovani imprenditori e sottoposto nei mesi scorsi all’attenzione delle istituzioni e alle forze politiche. Bisogna evitare azioni speculative. “Un provvedimento che fa propria una nostra esplicita richiesta formulata da tempo e che, quindi, riteniamo vada nella giusta direzione”. Così l’Associazione giovani imprenditori (Agia) della Cia-Confederazione italiana agricoltori commenta la misura, contenuta nel maxi-emendamento alla legge di stabilità, che dispone la vendita da parte del Demanio di terreni agricoli di proprietà dello Stato ai giovani agricoltori. Si tratta di un intervento che -afferma l’Agia-Cia- può dare risposte importanti ai tanti giovani che vogliono continuare o intraprendere l’attività agricola. Adesso, dopo l’approvazione definitiva del maxi-emendamento, è però essenziale che si proceda rapidamente ai previsti decreti che il ministero delle Politiche agricole, alimentare e forestali dovrà predisporre d’intesa con il dicastero dell’Economia e delle Finanze. Insomma, serve una procedura veloce e soprattutto trasparente per favorire realmente il diritto di prelazione ai giovani imprenditori agricoli, sia nella trattativa privata (per i terreni di valore inferiore ai 400 mila euro) che nell’asta pubblica. Bisogna, infatti, evitare che nella vendita s’inseriscano speculatori. Per questa ragione l’Agia chiede una maggiore concertazione con le parti interessate dal provvedimento, in modo che i giovani agricoltori possano usufruire concretamente di questa opportunità che, se ben gestita, può garantire un futuro di certezza all’imprenditore, a chi realmente coltiva la terra, oltre che portare nelle tasche dello Stato circa 6 miliardi di euro. L’Agia ricorda che questa misura è contenuta nel “Progetto giovane” predisposto dall’Associazione per favorire il ricambio generazionale in agricoltura, sottoposto nei mesi scorsi all’attenzione delle istituzioni e delle forze politiche. Un documento che si pone tre essenziali obiettivi. Primo, l’accesso al fattore terra (si propone la costituzione di un’Agenzia per il riordino fondiario con il compito di elaborare, gestire e facilitare progetti di riordino fondiario su terreni pubblici -demaniali e degli enti- e anche privati resi liberi per la successiva assegnazione ai giovani; secondo, l’accesso al capitale finanziario (si propone la costituzione di società miste giovani e anziani, in cui l’anziano proprietario titolare dell’azienda entra in società con il giovane); terzo, facilitare il fare impresa attraverso l’accesso al mercato, la semplificazione normativa, la fiscalità agevolata, il supporto alla gestione. Per quanto concerne la semplificazione amministrativa, l’Agia-Cia propone la creazione di una banca dati delle informazioni amministrative delle imprese agricole attive. In particolare, dovrà essere riconosciuto, da parte della pubblica amministrazione, il fascicolo aziendale come banca dati per tutte le richieste e per le prestazioni pubbliche all’impresa stessa. In merito al fisco e ai contributi vanno privilegiati, secondo l’Agia, i giovani imprenditori e gli agricoltori professionali rispetto a chi detiene un terreno senza finalità produttive o per finalità speculative. Viene proposta l’esenzione totale per almeno quattro anni dal pagamento degli oneri previdenziali e delle tasse e fiscalizzazione degli oneri per la mano d’opera assunta nel caso di giovani che subentrano nella conduzione delle imprese o che intendano intraprendere l’attività agricola.
Sabato 12 novembre, nell’ambito di Agri@tour ad Arezzo Fiere, l’associazione organizza un convegno sulla nuova frontiera dell’accoglienza in campagna: non più solo ristorazione e ospitalità, ma uno spazio dove promuovere l’offerta di servizi culturali, educativi, assistenziali, formativi e occupazionali per le persone diversamente abili o svantaggiate. Il presidente di Turismo Verde, Giuseppe Gandin: la nuova agricoltura, oltre a vino e frutta, produce welfare. Può cominciare dalla cura dell’orto o dall’aiuto in cucina il riscatto sociale e il reinserimento lavorativo di persone diversamente abili o svantaggiate. Perché l’agriturismo non è più solo vacanza, ristorazione e ospitalità in campagna: oggi è anche uno spazio solidale dove le persone disagiate possono costruire nuove relazioni sociali, fare terapia con le piante o con gli animali, ritagliarsi un posto nuovo nel mercato del lavoro. E’ questo il succo del convegno “L’agriturismo sociale: il nuovo percorso della multifunzionalità”, che Turismo Verde-Cia terrà sabato 12 novembre alle ore 15 nell’ambito di Agri@tour, il Salone nazionale dell’Agriturismo che comincia domani ad Arezzo. “Conformemente agli indirizzi comunitari, l’azienda agricola moderna oggi si delinea come un’azienda multifunzionale - spiega l’associazione agrituristica della Confederazione italiana agricoltori - che può esercitare l’agriturismo, valorizzare e vendere le produzioni tipiche dei territori, proteggere l’ambiente e il suolo e fare inclusione sociale”. La nuova agricoltura cioè, “oltre a latte, vino, olio e frutta produce welfare - continua Turismo Verde-Cia - un welfare ‘rigenerativo’ che nell’attuale binomio etica-agricoltura diventa lo strumento migliore per dare nuova vita e nuove risorse al rapporto tra città e campagna. Diventando un soggetto attivo nell’erogazione di servizi al pubblico”. Molte aziende e molti agriturismi associati alla Cia hanno già avviato e sperimentato questo nuovo modo di fare agricoltura - afferma Turismo Verde - promuovendo l’offerta di servizi culturali, educativi, assistenziali, formativi e occupazionali a vantaggio di soggetti deboli (portatori di handicap, tossicodipendenti, detenuti, anziani, bambini) e di aree fragili (montagne e centri isolati) in collaborazione con istituzioni pubbliche e con il vasto mondo del Terzo settore. “Ma c’è ancora tanto da fare - prosegue l’associazione agrituristica della Cia - perché è una realtà nuova, che non ha ancora né numeri precisi né strumenti, regole e norme definite a livello nazionale. Anche per questo il convegno di sabato ad Agri@tour, aperto a operatori del settore e a semplici curiosi, diventa davvero importante: è tempo di far conoscere le esperienze e le pratiche di agricoltura sociale nate nella maggior parte dei casi da percorsi innovativi condotti in autonomia e in forma quasi sempre volontaria da singole aziende o cooperative agricole, in accordo con i servizi sociali territoriali”. Nello specifico, dopo l'apertura dei lavori e la definizione di cosa si intende per multifunzionalità e agricoltura sociale da parte di Fabio Panchetti, presidente di Turismo Verde Toscana e vicepresidente nazionale di Turismo Verde, Francesca Durastanti, presidente di AiCare (Agenzia italiana per la Campagna e l'Agricoltura Responsabile ed Etica), nella sua relazione introduttiva illustrerà come e cosa deve fare un'azienda agricola agrituristica che sceglie di intraprendere un percorso etico includendo, nelle attività lavorative, soggetti contrattualmente deboli e svantaggiati. Seguiranno le testimonianze di due operatori agrituristici, Pierangelo Cena, presidente di Turismo Verde Piemonte e Mario Grillo, presidente di Turismo Verde Calabria e vice presidente nazionale di Turismo Verde, che racconteranno le loro esperienze sul territorio relativamente a programmi di inclusione e di didattica. I lavori, coordinati da Rosa Giovanna Castagna, presidente di Turismo Verde Sicilia e vice presidente nazionale di Turismo Verde, saranno conclusi dal presidente nazionale dell'associazione, Giuseppe Gandin. “L’agricoltura e l’agriturismo sociale quindi - sottolinea Gandin - rappresentano il contributo che il mondo rurale può offrire al miglioramento della qualità della vita, in chiave terapeutica e di reinserimento lavorativo, delle fasce svantaggiate della popolazione”.
L’Associazione culturale Gaia di Castellaneta, in collaborazione con la Cia e la Scuola Primaria Pascoli di Castellaneta, hanno organizzato un corso di danza popolare e un corso di tamburello e strumenti a percussione della tradizione popolare; la durata di entrambi i corsi è di venti ore. Le lezioni si svolgeranno una volta la settimana e saranno tenute da Anna Rita Di Leo, Carmelania Mastromarino e Dominique Antonacci del gruppo di musica popolare Terraròss. Le lezioni partiranno in questa settimana e si terranno tutti i giovedì: a partire dalle ore 17.30 per il tamburello e alle ore 19.30 per il corso di danza popolare. L’Associazione Gaia opera da diverso tempo sul territorio di Castellaneta organizzando e partecipando, in collaborazione con la Cia ed altre associazioni, a diverse manifestazioni; ed ha come scopo la promozione, la valorizzazione delle tradizioni popolari e la crescita del territorio attraverso il recupero del patrimonio delle tradizioni culturali locali. Per adesioni e informazioni sui corsi contattare: Maria De Benedictis (329/8244773), Cia (099/8442079) e la Scuola Primaria Pascoli (099/8491143).
Lo scorso 9 novembre si è svolta un’importante manifestazione di solidarietà nell’azienda agricola “Le Margherite”. Sedici associazioni di categoria, più le tre associazioni antiusura “Mo Basta!”, “Unione Casertana AntiRacket” e “Associazione Antiracket Antiusura Onlus, hanno portato sostegno alla signora Francesca Fiore, che per anni è stata vittima di estorsioni che ha denunciato alla Procura della Repubblica più di un mese fa. Ogni rappresentante delle associazioni di categoria ha lasciato nell’azienda una bandiera per dimostrare la loro partecipazione e per provare che in questi casi non va lasciato da solo nessuno. Il presidente della Cia interprovinciale Napoli Caserta Salvatore Ciardiello si ritiene soddisfatto degli obiettivi raggiunti dopo anni di lotta e, al termine della riunione, ha dichiarato che questa battaglia contro la malavita continua a che i sacrifici di una vita in questo modo non vanno distrutti da nessuno.
Domani venerdì 11 novembre, giorno di San Martino, In questa occasione, alcune aziende agricole della Cia Lombardia prenderanno parte al mercato contadino che offrirà l’opportunità di acquistare frutta e verdura di stagione, fiori, prodotti biologici, salumi e formaggi di latte vacino-caprini e bufale, vino, conserve e miele, uova fresche e dolci. Sempre in piazza Città di Lombardia, nel corso della giornata nell’ambito dei vari eventi, saranno offerte ai cittadini degustazioni guidate di prodotti tipici e vini lombardi, si potrà visitare la mostra mercato e rivolgersi al “medico delle piante” per una consulenza gratuita, offerta dagli esperti del Servizio fitosanitario regionale. Soddisfazione espressa dal presidente regionale della Cia Lombardia
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