| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 52 - n. 173 | 10 settembre 2010 |
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Alla Festa nazionale dell’agricoltura di Matera presentato il “Manifesto” tra “Donne in Campo” e “Actionaid” “Impegno comune nelle attività di sensibilizzazione pubblica tramite le rispettive articolazioni territoriali sull’importanza di promuovere l’uguaglianza di genere e l’empowerment delle donne contadine e agricoltrici; sostenere progetti di sviluppo nel Sud del mondo focalizzate sulle donne contadine e agricoltrici; svolgere azioni di pressione politica nei confronti delle istituzioni sull’importanza di rimettere al centro delle politiche di sviluppo rurale i diritti delle donne e il loro ruolo in agricoltura”. Su questi pilastri si fonda il “Manifesto” di “Donne in Campo” della Cia e “Actionaid” presentato a Matera, in occasione della quinta Festa nazionale dell’agricoltura. Proprio un interessantissimo Convegno, al quale hanno preso parte, tra gli altri, Rosanna Bollettino- presidente “Donne in Campo” Basilicata, Mara Longhin- presidente “Donne in Campo”, Giuseppe Politi- presidente nazionale Cia, Ada Cavazzani dell’Università di Calabria, Beatrice Costa- policy officer di “Actionaid”, Livia Zoli- head of policy and lobby unit “Actionaid”, Veronica Navarra- presidente Onilfa-Mipaf, E’ stato il contesto adatto per illustrare l’importante accordo siglato tra due importanti Associazioni che hanno “la donna” al centro della loro missione. “Queste problematiche che hanno ispirato il “Manifesto” -si è detto nel Convegno- sono decisive per tutto il mondo, in particolare per i Paesi in via di sviluppo, dove è concentrata la maggior parte delle persone povere e affamate, ma anche dove risiedono energie e risorse per un’agricoltura e uno sviluppo sostenibile. In questo quadro, entrambe le organizzazioni hanno deciso di dare priorità al ruolo e ai diritti delle donne contadine e agricoltrici e di impegnarsi perché una solida prospettiva di genere sia adottata nelle politiche di finanziamento e sostegno allo sviluppo rurale. A cinque anni -si è spiegato nel corso dei lavori- dalla data per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del millennio, “Actionaid” e “Donne in Campo” vogliono contribuire a rimettere i diritti delle donne al centro del dibattito sulla fame nel mondo.
Mara Longhin, imprenditrice agricola veneziana è stata rieletta presidente dell’Associazione “Donne in Campo” della Cia. L’Assemblea, che si è svolta all’interno degli eventi collaterali della quinta Festa nazionale dell’agricoltura di Matera, ha inoltre provveduto al rinnovo dei propri organi direttivi. Tutte le regioni italiane sono rappresentate ai massimi livelli nell’Organizzazione.
Nel corso del convegno, dal tema “Sicurezza alimentare, qualità e controlli”, è stato sottolineato che per raggiungere questo obiettivo è necessario condividere nelle filiere e con le istituzioni una visione di futuro, definire politiche adeguate, innovare i servizi ed i processi produttivi. Esistono -è stato ribadito durante i lavori- due declinazioni del termine sicurezza alimentare: salvaguardare approvvigionamenti di cibo a tutti i cittadini del mondo e garantire standard igienici elevati. In tutti e due i casi occorre più agricoltura.
Sotto lo slogan “Una grande festa nel cuore del Mediterraneo”, si è inaugurata ieri 9 settembre la quinta Festa nazionale dell’Agricoltura a Matera, promossa dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori. Alla cerimonia inaugurale, oltre al presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi e al presidente regionale della Confederazione Donato Distefano, erano presenti il presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo, il presidente della provincia di Matera Franco Stella, il presidente della Provincia di Potenza Piero Lacorazza, il presidente dell’Unioncamere Basilicata Angelo Tortorelli, il sindaco di Matera Salvatore Adduce. Alla manifestazione hanno partecipato anche numerosi parlamentari locali, sia della maggioranza che dell’opposizione. La quinta Festa, che rappresenta un evento centrale per Matera, dunque, in questi quattro giorni sarà un punto focale per l’agricoltura italiana. Per un’agricoltura -come
Il presidente della Cia Giuseppe Politi, durante “E’ ora di finirla con le polemiche. Il governo deve governare veramente. Bisogna dare risposte reali alle esigenze del Paese. C’è bisogno di politiche serie e di interventi concreti. Non si può perdere ulteriore tempo. Il mondo imprenditoriale, che vive una fase non certo facile, ha necessità di misure propulsive. Soprattutto le imprese agricole, oggi in profonda crisi, devono poter operare in maniera incisiva. Occorre una svolta decisa fatta di provvedimenti mirati che permettano di aprire una fase nuova, rilanciando sviluppo e competitività. Altrimenti, dall’attuale guado non si esce e si rischia di provocare nuovi e gravi guasti”. Lo ha sottolineato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi durante la quinta Festa nazionale dell’agricoltura che si sta volgendo a Matera. “Non si può paralizzare, come purtroppo sta venendo, l’azione del governo con diatribe inutili e dannose. Come non si può continuamente paventare le elezioni anticipate. Ci vuole -ha aggiunto Politi- un maggior senso si responsabilità. C’è un sistema economico che va incentivato e sviluppato con adeguate politiche. E’ indispensabile rimettere la barra al centro e portare avanti una strategia che consenta alle imprese di riprendere la marcia. Bloccare ora la legislatura sarebbe assurdo. Si perderebbe tempo, con relativi sprechi di risorse che, invece, potrebbero essere destinate a fornire una valida spinta imprenditoriale”. “E’ soprattutto un settore come quello agricolo che -ha rimarcato il presidente della Cia- ha bisogno di certezze e di interventi immediati. Negli ultimi due anni la nostra agricoltura è caduta nel dimenticatoio. Poco e niente è stato fatto nei suoi confronti. E’, quindi, il momento di finirla con questa assoluta disattenzione. Le imprese, sempre più in affanno, devono contare su strumenti validi. Occorre ridurre il pesante carico dei costi che gravano sulle aziende e far in modo che i prezzi oggi praticati sui campi non continuino a crollare. C’è l’esigenza di azioni regolatrici del mercato e di politiche che aprano nuove prospettive ai giovani. E questo vale specialmente in vista dei prossimi appuntamenti europei e internazionali, a cominciare dalla riforma Pac post “Da qui -ha evidenziato Politi- il nostro appello affinché si riprenda la strada del confronto costruttivo, si torni a governare in maniera seria e si venga effettivamente incontro alle necessità del Paese. L’agricoltura attende al più presto interventi anche di carattere straordinario e un nuovo progetto di crescita che -ripetiamo- potrà scaturire dalla Conferenza nazionale la quale, con il concorso di tutti, permetta di delineare le direttrici essenziali per un vero processo di sviluppo”.
Il presidente della Cia Giuseppe Politi mette in evidenza una situazione drammatica. Il valore aggiunto agricolo segna un calo congiunturale del 2,7 per cento e una lieve crescita (più 0,4 per cento) tendenziale, che, però, non compensa minimamente il crollo registrato nel 2009. Un quadro allarmante. Il governo non può continuare ad ignorare le difficoltà degli agricoltori. “Il calo del valore aggiunto agricolo, che si contrappone ad una crescita, in termini congiunturali, di quelli dell’industria e dei servizi, conferma palesemente le gravi difficoltà del settore primario, sempre più alle prese con un calo produttivo, con una forte crescita dei costi e con un crollo dei prezzi praticarti sui campi. Una situazione di piena emergenza. Servono misure immeditate e straordinarie a sostegno delle imprese, molte delle quali, davanti al completo disinteresse del governo nei loro confronti, rischiano di cessare l’attività”. Lo ha sostenuto il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi commentando i dati dell’Istat sull’andamento del Prodotto interno lordo (Pil) nel secondo trimestre del 2010. “La crisi dell’agricoltura è ormai sotto gli occhi di tutti. E il governo non può continuare ad ignorare le difficoltà degli agricoltori. I dati dell’Istat -aggiunge Politi- lo dimostrano senza ombra di dubbio. Il valore aggiunto agricolo ha segnato, in termini congiunturali, un drastico calo (meno 2,7 per cento rispetto ai precedenti tre mesi) e un lievissimo aumento (più 0,4 per cento) nei confronti dello stesso periodo del 2009. Incremento che, però, non compensa minimamente la caduta registrata nello scorso anno (meno 5,2 per cento). Problemi confermati anche dalle stime sull’annata agraria 2010 che vede una produzione in calo (meno 2 per cento), un’ulteriore flessione tra il 3 e il 4 per cento dei prezzi all’origine, un calo del 2,5 per cento degli investimenti, una contrazione tra il 5 e il 7 per cento dei redditi dei produttori, mentre i costi di produzione dovrebbero avere una crescita vicina al 4 per cento”. “Tutto ciò è, purtroppo, la prova tangibile che -avverte il presidente della Cia- gli agricoltori vivono uno dei più difficili momenti degli ultimi trent’anni. Le imprese agricole mostrano, sotto il profilo strutturale, problemi complessi per recuperare margini di efficienza ed a produrre reddito da destinare ai consumi, all’innovazione ed agli investimenti. Pesano ed aggravano questo scenario, da un lato, l’aumento dei costi produttivi, contributivi e burocratici, la caduta verticale dei prezzi all’origine e, dall’altro, le difficoltà di accesso al credito che penalizzano maggiormente le imprese che hanno investito in innovazione e qualità”. “Serve -rileva Politi- un cambiamento di rotta, una svolta positiva per un’agricoltura che non può restare impantanata in una crisi complessa che rischia di gettare nel baratro tantissime imprese. C’è l’esigenza di un vero progetto di sviluppo, di immediati interventi, di politiche propulsive al fine di dare reali certezze e prospettive concrete ai produttori”.
In vista della riunione del Gruppo di lavoro del settore del Copa-Cogeca (13 e 14 settembre a Città di Castello), il presidente della Cia Giuseppe Politi evidenzia l’esigenza che vengano al più presto trovate le risposte giuste per superare l’attuale difficile momento delle imprese agricole. “Bisogna trovare subito risposte concrete verso i produttori che stanno vivendo un momento di grandissima difficoltà”. Così si è espresso il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in merito alla prossima riunione (13 e 14 settembre) a Città di Castello (Umbria) del Gruppo di lavoro sul tabacco del Copa-Cogeca, i comitati delle associazioni professionali agricole e delle cooperative agricole europee. Per Lo stesso ordine del giorno dei lavori (“ “Considerata la presenza in contemporanea delle Regioni, del Ministero, nonché della Commissione europea, sarebbe un’occasione utile per cercare di individuare -ha affermato Politi, che ricopre anche la carica di vicepresidente del Copa- misure valide per i produttori. Un momento, quindi, anche per superare gli antipatici scambi di responsabilità, ad esempio riguardo la vicenda per i premi legati alla misura agroambientale dei Piani di sviluppo rurale”.
Giovedì scorso 9 settembre si è insediato, alla presenza dell’assessore Claudio Sacchetto, presso l’assessorato all’Agricoltura della Regione Piemonte, il tavolo della paritetica per le uve Gavi Docg. Al tavolo erano, tra gli altri, presenti le rappresentanze dei produttori e delle organizzazioni professionali agricole: Il confronto tra le parti agricole e la parte degli industriali, quest’ultima rappresentata da Gianni Martini, è stato serrato ma alla fine si sono trovate d’accordo che per l’interesse del territorio e del Gavi sia fondamentale raggiungere un accordo interprofessionale per il prezzo delle uve al fine di rendere stabili i redditi dei produttori agricoli e dare maggiore vigore alla produzione del Gavi Docg. Il presidente della Cia di Alessandria, Carlo Ricagni, ha ricordato l’importanza della Docg: “Il Gavi è uno dei vini trainanti nel mercato piemontese e in un momento di grande competizione che coinvolge l’intero mercato mondiale dei vini, è necessario più che mai ragionare sulla regolamentazione delle produzioni”. Le parti hanno altresì convenuto sull’importanza di raggiungere due obiettivi. Il primo è garantire alle aziende produttrici di uva la redditività ad ettaro mentre il secondo è, in base alle richieste di mercato, la regolamentazione delle rese produttive. Al termine di questo primo incontro le parti agricole hanno manifestato la necessità di incontrare i produttori sul territorio in preparazione del prossimo incontro del tavolo della paritetica che è stato convocato per mercoledì prossimo, 15 settembre, presso l’assessorato regionale.
E' un ''viaggio nelle culture del pane'' la decima edizione di “Pane Nostrum”, la festa internazionale della panificazione che si tiene a Senigallia (Ancona) dal 16 al 19 settembre prossimi. Quattro giorni per riscoprire il valore di un alimento fondamentale che accomuna le culture del mondo, raccontandone la fantasia e le tradizioni, per riflettere su un'alimentazione consapevole. Forni a cielo aperto, panificatori al lavoro davanti al pubblico, corsi gratuiti per adulti e bambini, laboratori del gusto, pani e prodotti agricoli d'eccellenza animano la festa. Che proporrà un itinerario del gusto fra i pani di filiera delle Marche, i classici francesi (dalla baguette ai croissant) e inglesi, ospiti i panificatori di Chester. Non mancheranno degustazioni di pani tedeschi (il Laugenbrezel, i Trauben Brote), proposti da panettieri di Lorrach, e dei pani tradizionali della Croazia. I presidi Slow Food italiani proporranno assaggi da varie regioni, senza dimenticare una sezione dedicata alla celiachia, con un corso di cucina "gluten free". Promossa dal Comune di Senigallia, Confcommercio, Cia e Provincia di Ancona, Pane Nostrum avrà anche uno speciale annullo filatelico.
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