| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 48 - n. 159 | 10 agosto 2006 |
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Sollecitata una pronta correzione delle decisioni assunte dalla Giunta regionale. Per una valida politica di programmazione e sviluppo è indispensabile un confronto ampio e articolato con tutte le forze sociali ed economiche. La Cia-Confederazione italiana agricoltori protesta con il governatore della Regione Molise Angelo Michele Iorio per essere stata esclusa, insieme ad altre organizzazioni, dal tavolo di concertazione. In una lettera, il presidente Giuseppe Politi esprime disappunto e invita il presidente della Giunta regionale a rivedere tale “assurda decisione”. Nella lettera, Politi evidenzia, infatti, tutto il suo stupore per la delibera, presa nei giorni scorsi, della Giunta regionale molisana “riguardante l’organizzazione del processo di programmazione 2007-2013 della politica di coesione regionale e comunitaria. Delibera nella quale è previsto, appunto, un sistema si concertazione a livello regionale che prevede la partecipazione, solo di alcuni soggetti, al confronto parternariale, dal quale la Cia, al pari di altre organizzazioni, è stata esclusa. “Ci pare assurdo -sottolinea il presidente della Cia- che alla definizione di uno strumento di programmazione così importante, per il futuro dell’economia e della società regionale per i prossimi anni, non si sia ritenuto non solo utile, ma necessario il coinvolgimento di tutti i soggetti e di tutte le forze economiche e sociali del Molise”. Secondo Politi, “vi è poi una considerazione da svolgere sul ruolo ed il peso della rappresentanza: ricordo, infatti, che la Cia è componente a pieno titolo del Cnel e siede al Tavolo agroalimentare presso Palazzo Chigi”. “E’ la prima volta -ribadisce il presidente della Cia- che accade un tale fatto in una Regione, a proposito di definizione degli strumenti di programmazione. Peraltro, con questa delibera di Giunta si determina un sistema di rappresentanza del tutto anomalo”. Per questo motivo, Politi sollecita il governatore Iorio affinché vengano corrette le determinazioni assunte “al fine di stabilire un corretto rapporto tra istituzioni regionali, forze sociali ed economiche”. In assenza di un intervento da parte del presidente della Regione Molise, “attiveremo conclude Politi- tutti gli strumenti a sua disposizione al fine di poter garantire la partecipazione della Cia al parternariato, cosi come definito dalle normative comunitarie”.
In data odierna si è svolto a Matera, presso la sede della Confagricoltura, il programmato incontro tra le Organizzazioni Professionali Agricole CIA, Coldiretti e Confagricoltura, le tre Centrali Cooperative, AGCI, Confcooperative, Legacoop, hanno partecipato all’incontro tra gli altri il rappresentante dell’area economica della CIA dr. Giuseppe Di Falco, il Presidente Nazionale dell’Unione Seminativi, Giorgio Morini, nonché Presidente del Consorzio Agrario Lombardo Veneto, al fine di verificare i percorsi operativi che potrebbero consentire una ripresa delle attività del Consorzio Agrario della Basilicata, venute meno a seguito della dichiarazione di fallimento decretata dal Tribunale di Potenza. Dopo una accurata disamina della criticità in cui versano le imprese agricole a causa della sfavorevole congiuntura economica e di mercato, i dirigenti intervenuti hanno ribadito la necessità di evitare la frammentazione delle strutture che pregiudicherebbe la funzionalità ed il ruolo già esercitato dal CAR nell’ambito della economia agricola regionale, pregiudicando anche i possibili futuri assetti occupazionali. Il Presidente del Consorzio “Lombardo Veneto”, Giorgio Morini, manifestando interesse per le sorti della struttura consortile lucana, nel corso dell’incontro ha evidenziato come il futuro di questa struttura è collegato alle imprese agricole, specie a quelle che maggiormente incrociano le istanze del mercato e dei consumatori. Per tali nuovi soggetti imprenditoriali è fondamentale predisporre pacchetti innovativi di servizi che vanno modulati a seconda delle specificità produttive e territoriali in cui esse operano. I rappresentanti delle Centrali Cooperative, da parte loro, hanno sottolineato come il sistema produttivo della Basilicata non può fare a meno di un così rilevante punto di riferimento strumentale per le attività agricole, il cui valore in termini economici, nonostante la difficile congiuntura, raggiunge cifre ragguardevoli, movimentando un notevole indotto, a monte ed a valle della produzione, come anche negli altri settori produttivi in cui si caratterizza il tessuto economico-sociale della Regione Basilicata. I partecipanti per dare continuità al lavoro svolto e verificare se esistano le condizioni imprenditoriali per realizzare un piano industriale, hanno costituito un “gruppo di lavoro” di natura tecnica a cui partecipano anche i responsabili tecnici delle strutture nazionali . Nei prossimi giorni il gruppo di lavoro, così costituito, entrerà nel merito delle problematiche da affrontare al fine di predisporre una proposta operativa. La Cia, Confederazione italiana agricoltori di Taranto, segnala ingenti danni alle colture per le violente piogge alluvionali dei giorni scorsi che hanno interessato i comuni di Manduria, Sava, S. Marzano di S. Giuseppe, Fragagnano e Grottaglie. Anche la zona orientale di Taranto, così come quella occidentale, è stata colpita da una violentissima grandinata in particolare nei comuni di Grottaglie, Fragagnano e S. Marzano di S. Giuseppe. Tali calamità hanno provocato ingenti danni alle colture dell’uva da vino, uva da tavola, olive e ortaggi con particolare riferimento alle angurie e pomodori. Alla Regione Puglia si chiedono sopralluoghi urgenti al fine della delimitazione delle zone colpite. La provincia di Taranto continua a vivere l’emergenza relativa alle calamità atmosferiche, che puntualmente si abbattono in tutti i periodi dell’anno, provocando ingenti danni. Non è possibile ritornare alla vecchia legge sulle calamità, la 185/92, come continua a sostenere qualche assessore comunale dalla memoria corta: quella legge fu combattuta da tutti perché era inadeguata alle esigenze delle aziende agricole. La legge 102/04, che ha sostituito la precedente 185/92, sarebbe sufficiente a garantire questi eventi calamitosi se avesse la giusta dotazione finanziaria. La demagogia e il populismo di qualche politico non aiuta a risolvere le questioni: servono iniziative urgenti, concertate e concrete per risollevare le sorti del settore.
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