| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 51 - n. 138 | 10 luglio 2009 |
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La manifestazione si è tenuta oggi a Roma, presso la sede del Cnel. Il presidente Giuseppe Politi: abbiamo voluto rendere visibile e tangibile il ruolo e la funzione sociale della Confederazione. E’ stato colto l’invito dell’Ue ad un’effettiva “Rendicontazione sociale”. Un’informazione completa, trasparente e realmente più mirata. Le esperienze di Ases in America Latina e Africa, il progetto con la Siua per contrastare il bullismo, l’accordo con “Libera” per la gestione dei terreni confiscati alla criminalità organizzata. Un’informazione completa, trasparente e realmente più mirata. E’ questo l’obiettivo che si pone il “Bilancio Sociale“ della Cia-Confederazione italiana agricoltori che ha deciso di rendere pubblico il suo impegno, come organizzazione di imprese e di persone che operano e agiscono nel mondo agricolo e rurale, nella società. Un impegno forte e consolidato che affonda le sue radici in più di trent’anni di storia. Il “Bilancio Sociale“ della Cia, elaborato in collaborazione con Un primo “Bilancio Sociale”, forse unico nel suo genere per associazioni di rappresentanza imprenditoriale e sociale, “attraverso il quale -ha sostenuto il presidente Politi- si vuole testimoniare l'impegno della Cia e del mondo agricolo che essa rappresenta per uno sviluppo più equilibrato e sostenibile. Per una crescita che risponda ai bisogni veri delle persone”. D’altronde, da tempo l’Unione europea raccomanda ed invita le imprese, le cooperative e le associazioni e le organizzazioni di rappresentanza ad adottare la pratica della “Rendicontazione Sociale”, nell’ambito della diffusione delle buone pratiche a protezione dei diritti dei consumatori. Più informazione, anche e soprattutto di carattere sociale, insieme a politiche serie di liberalizzazione dei mercati, proteggono e garantiscono ai consumatori libertà e conoscenze negli acquisti. Va letta, quindi, in questo senso anche la decisione della Cia di accogliere ed applicare sia le indicazioni che le raccomandazioni di Bruxelles per le politiche del consumerismo, non solo attraverso gli enunciati e gli impegni assunti, ma anche con la propria storia e tradizione nonché con l’impegno preso attraverso il “Nuovo Patto con la società”. Il “Nuovo Patto con la società” della Cia -ha ricordato Politi- è fondato “sul riconoscimento del contributo dell’agricoltura allo sviluppo ed all’occupazione, al benessere sociale nella sua accezione più ampia: qualità della vita, coesione sociale, biodiversità, ambiente, paesaggio. Nelle economie sviluppate il valore dell’agricoltura produttiva non si misura solo come componente del Pil, ma nella capacità di trasformare la ricchezza del prodotto agricolo, con la sua storia, la sua tradizione, la sua cultura, in una leva strategica che consenta agli agricoltori di produrre reddito, soddisfacendo bisogni collettivi. Per questo vogliamo un’agricoltura forte e imprese competitive capaci di produrre reddito per gli agricoltori e ricchezza per la nazione”. Con il “Nuovo Patto con Nel corso della presentazione del primo “Bilancio Sociale”, è stato rilevato che nel 2006 nella quarta Assemblea congressuale della Cia si è deciso di affiancare ai documenti contabili del Bilancio dell’anno anche una Relazione di Missione, con lo scopo di aumentare l’informazione, la trasparenza, ma anche di rendere sempre più concreto e visibile il ruolo e la funzione sociale della Confederazione. “Nel 2008 -ha rilevato Politi- si è deciso di accogliere le raccomandazioni e l’invito dell’Unione europea a formulare un progetto specifico di Rendicontazione Sociale (Res), con l’obiettivo di rendere sempre più trasparente e diffusa la realtà della nostra Confederazione. Con il nostro progetto di Rendicontazione, non abbiamo voluto fare una pura operazione di marketing sociale, bensì rendere chiaro a tutti che il nostro impegno ed il nostro ruolo economico sono coerenti con le responsabilità che ci siamo assunti verso la collettività e che la nostra identità sociale e la nostra storia ci rendono atti a rispondere alle domande di milioni di cittadini, che vedono nell’agricoltura una risposta idonea e necessaria ai loro bisogni primari, come l’alimentazione, la sicurezza alimentare ed il mantenimento del giusto equilibrio tra sviluppo e territorio”. Un impegno nel sociale che per
La Cia commenta la proposta delle Regioni in merito all’art. 68. La proposta delle Regioni approvata, ieri, a maggioranza sull’utilizzo delle risorse relative all’Articolo 68 è migliorativa rispetto a quella predisposta dal Mipaaf, ma non coglie ancora, nel suo complesso, l’esigenza di rispondere a scelte di carattere strategico per l’agricoltura italiana. Ovvero, concentrare le risorse su precise priorità: miglioramento della qualità delle produzioni, rafforzamento della capacita di commercializzazione, incentivando la contrattualizzazione. E’ quanto sostiene E’ apprezzabile inoltre -secondo Anche la riformulazione della proposta per l’aiuto al settore lattiero-caseario risponde meglio alle esigenze di un comparto fortemente colpito dalla crisi. La scelta di ridurre le risorse destinate alle assicurazioni deve vedere -conclude
In occasione della presentazione del “Bilancio Sociale” della Cia, è stato illustrato un progetto di collaborazione con la Siua-Scuola di interazione uomo-animale. In questo modo si sviluppa l’agricoltura sociale e il suo ruolo anche per contribuire all’educazione e alla convivenza civile dei ragazzi. E ora il bullismo, un fenomeno sempre più allarmante, si contrasta anche in campagna. L’agricoltura, con le sue culture, con i suoi valori che sono radicati saldamente nel tessuto sociale ed economico del nostro Paese, può, infatti, dare il suo positivo apporto. La fattoria apre le sue porte e diventa anche “pet therapy” (zooterapia) per i più giovani. Un progetto che nasce dalla collaborazione tra Il rapporto in campagna con gli animali può, dunque, aprire la mente dei ragazzi, offrirgli delle occasioni di crescita individuale e sociale, aumentare le sue proprietà, la sua capacità di tolleranza. Acquisizioni che sono di grande rilevanza e per questo motivo vanno adeguatamente sviluppate se si vuole raggiungere l'obiettivo del rispetto verso gli altri. L’accordo di collaborazione, illustrato dal presidente della Cia Giuseppe Politi e dal direttore della Siua prof. Roberto Marchesini, dimostra la solidità del contributo sociale che l’agricoltura può fornire e questo, soprattutto, quando è in ballo il futuro stesso dei nostri giovani. Aziende agricole, quindi, in piena linea per sviluppare il loro fattivo impegno per una società migliore. Per una società del rispetto, per una società che si fonda saldamente sui principi della convivenza civile e della solidarietà. Per una società giusta e non discriminante. Il progetto si basa soprattutto sulla promozione dei corsi d’avanguardia di Siua, inerenti le proprie attività di zooantropologia applicata, destinati agli operatori della rete di “Fattorie sociali” e “Fattorie didattiche” aderenti alla Cia. Il progetto si propone di portare in più di 5000 scuole sparse su tutto il territorio nazionale un intervento composto di cinque lezioni dedicate a tutta la classe per spiegare l’importanza del comportamento sociale, più interventi specialistici su segnalazione dell’insegnante dedicati a ragazzi che presentano disturbi della condotta. L’accordo tra Siua e Cia prevede la distribuzione gratuita di materiale didattico alle scuole coinvolte (realizzato con il contributo di Novafoods, azienda da sempre attenta non solo alla salvaguardia del benessere fisico dell’animale attraverso pet-foods made in Italy di altissima qualità ma anche a migliorare il rapporto uomo-animale), piani di formazione dedicati a quelle aziende agricole che vogliono dare questi servizi nelle “Fattorie sociali” e nelle “Fattorie didattiche”. Il tutto con il coinvolgimento della rete di professionisti che Siua ha formato in tutta Italia per la realizzazione dei progetti di “pet therapy”. “Contro il bullismo -ha sostenuto Politi- non servono provvedimenti punitivi e repressivi. Quello che oggi occorre è, invece, una vera educazione al vivere civile. Educare il comportamento prosociale è, dunque, un fattore di rilievo che conferma la validità del nostro impegno verso l’agricoltura sociale. Un’agricoltura che non è solo fattore economico, ma che rappresenta anche un modello di vita al quale fare riferimento per correggere squilibri o tendenze alla dissociazione, alla prevaricazione, alla violenza”. “Per tale ragione -ha rimarcato il presidente- Comunque, tale progetto ha una grande somiglianza con un’altra iniziativa, che oggi testimonia la lungimiranza che ha sempre contraddistinto Cia anche su questi temi: lontana nel tempo (settembre 1996), ma attualissima è, infatti, l’esperienza de “ D’altra parte, uno dei più importanti problemi che affliggono i ragazzi di oggi -come rileva
Le temperature elevate di questi ultimi giorni stanno causando numerosi malesseri tra la popolazione ed in particolare gli anziani.
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