Stampa il documento

Invia un commento sul documento

Chiudi la finestra

  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 48 - n. 137 10 luglio 2006
COMUNICATI
  • Italia campione: il pollo “portafortuna” degli azzurri. Nel successo al mondiale c’è anche un po’ di agricoltura
TERRITORIO
  • La Cia Toscana interviene alla presentazione del Rapporto Irpet sull’agricoltura regionale
  • “L’agricoltura nel governo nazionale e regionale”: manifestazione della Cia Puglia

 

COMUNICATI


Italia campione: il pollo “portafortuna” degli azzurri. Nel successo al mondiale c’è anche un po’ di agricoltura

 

 

La Cia ricorda che a Coverciano, prima della partenza per la Germania, Lippi e i nostri calciatori hanno mangiato carne  avicola per cercare di contribuire alla ripresa dei consumi. Un’iniziativa che si è rivelata di buono auspicio per la Nazionale, la cui vittoria viene salutata dagli agricoltori italiani con grande soddisfazione.   

 

Il pollo italiano “portafortuna” degli azzurri. Prima di trasferirsi in Germania, la Nazionale di calcio è, infatti, scesa in campo per venire in soccorso ai prodotti avicoli  “made in Italy”, pesantemente colpiti dall’influenza aviaria. In quell’occasione il commissario tecnico Marcello Lippi e i calciatori invitarono gli italiani a riprendere a consumare carni avicole del nostro Paese, che sono sicure sia sotto il profilo della qualità che della salubrità, come riconosciuto anche da autorevoli organismi e istituzioni internazionali (Fao, Organizzazione mondiale della sanità e Unione europea).

L’invito fu fatto al Centro tecnico sportivo di Coverciano, dove la Cia-Confederazione italiana agricoltori, grazie alla collaborazione offerta dalla Federazione italiana giuoco calcio, promosse l’iniziativa per cercare di rilanciare i consumi di pollame, che erano scesi del 70 per cento a causa di un’ingiustificata psicosi.

Quella degustazione a base di polli -ricorda la Cia- si è, quindi, rivelata di buono auspicio e ora gli agricoltori italiani salutano con grande soddisfazione e orgoglio l’affermazione “azzurra” ai mondiali di Germania.

A Coverciano -sottolinea la Cia- il pollo italiano fu degustato da Lippi, dai calciatori, dall’intero staff tecnico e dai giornalisti presenti al ritiro degli azzurri. Un’iniziativa che è stata un buon viatico per la nostra Nazionale che con grande forza e determinazione ha conquistato la vetta del mondo del pallone.

D’altra parte, l’entusiasmo e il richiamo che la nostra Nazionale di calcio suscitano -rimarca la Cia- hanno sicuramente rappresentato un elemento importante per  contribuire alla ripresa delle vendite di pollo. E con essa è arrivata  anche la vittoria a Berlino.

Nell’affermazione mondiale -evidenzia la Cia- degli azzurri c’è, pertanto, anche un pò di agricoltura italiana che come i nostri calciatori ha decisamente puntato sull’impegno e sulla qualità.

 

 

torna al sommario

TERRITORIO


La Cia Toscana interviene alla presentazione del Rapporto Irpet sull’agricoltura regionale

 

“La crisi strutturale del settore agricolo della Toscana ha bisogno in questo momento di risposte forti da parte di tutto il sistema politico-economico della Regione; occorre un maggiore impegno da tutti i fronti per risollevare l’agricoltura toscana e italiana, risorsa non solo economica, ma anche ambientale e per questo patrimonio di tutti”. Esordisce così Giordano Pascucci, presidente della Cia Toscana, nel suo intervento in occasione della presentazione dell’ottavo Rapporto Irpet, Regione Toscana e Arsia sul settore agricolo della Regione. I dati riferiti al 2005, presentati insieme al documento venerdì scorso 7 luglio  a Firenze, fanno intendere che l’agricoltura in Toscana soffre di una crisi strutturale che deve trovare, a detta della Cia, delle soluzioni rapide ed efficaci per non peggiorare lo stato delle cose.

“A pochi giorni dalla approvazione di Prs (Programma regionale di sviluppo) e del Psr (Piano di sviluppo rurale) -afferma il presidente della Cia Toscana- occorre che le forze politiche siano tutte d’accordo nell’intervenire in maniera diretta individuando strategie mirate al rilancio del settore”.

“Il 2006 -continua Pascucci- sarà il secondo anno di disaccoppiamento dei premi come previsto dalla nuova Pac; tra i produttori c’è un forte scoraggiamento anche perché il precedente governo non ha fatto molto per evitare l’abbandono di certe colture mettendo a rischio l’equilibrio economico del settore con conseguenze anche al patrimonio ambientale”.

La Cia Toscana si dice fiduciosa negli interventi del nuovo governo nazionale, ma si aspetta in proposito anche un concreto appoggio da parte delle forze locali. “Non sarà sufficiente la sola capacità individuale delle singole imprese a rilanciare il settore -specifica Giordano Pascucci- ma serviranno in proposito strategie condivise e una maggiore concertazione tra il governo nazionale, quello regionale e le forze sociali”.

La Cia Toscana si aspetta un lavoro sulle filiere, elemento fondamentale per il rilancio di un’economia in scala; uno sviluppo locale integrato; un rapporto diretto tra l’agricoltura e gli altri settori economici (tema che sarà discusso il 12 luglio alla tavola rotonda organizzata dalla Confederazione per discutere sui temi del Prs 2006-2010); più credito ai produttori per reinvestire nelle colture tradizionali e nell’innovazione del sistema secondo la multifunzionalità dell’azienda.


“L’agricoltura nel governo nazionale e regionale”: manifestazione della Cia Puglia

 

E’ stato questo il tema del convegno, organizzato dalla Cia di Puglia, svoltosi venerdì scorso 7 lulgio a Bari, presso l’Hotel Sheraton, che ha registrato l’autorevole presenza del ministro delle Politiche agricole Paolo De Castro e dell’assessore regionale all’Agricoltura Enzo Russo.

Una iniziativa nel corso della quale sono stati esposti gli obiettivi e i programmi oltre che le aspettative di migliaia di agricoltori pugliesi.

“Oggi abbiamo la consapevolezza -ha dichiarato il presidente regionale della Cia Antonio Barile in apertura dei lavori- che è nelle nostre mani la possibilità di realizzare una nuova agricoltura, che garantisca redditi certi agli agricoltori. L’agricoltura italiana vive una crisi strutturale, la cui causa principale è stata la mancanza di una seria politica agraria nazionale. La politica agraria del passato è stata caratterizzata da un forte strabismo. Infatti, quando c’era da scegliere tra gli interessi degli agricoltori e quella degli industriali, si sono scelti sempre quelli degli industriali”.

“Al governo nazionale e al ministro De Castro -ha rimarcato Barile- chiediamo: di abbattere il peso fiscale dell’accise sui costi dell’energia e del carburante agricolo; l’effettivo risarcimento dei danni provocati dalle calamità atmosferiche; di chiudere definitivamente la vicenda della debitoria Inps; di impedire da subito le speculazioni commerciali in agguato nei settori del grano duro, del vino, dell’ortofrutta e dell’olio d’oliva, con un impiego  coordinato degli enti di controllo; un impegno straordinario affinché la riforma delle ocm dell’ortofrutta e vitivinicola non siano penalizzanti per l’Italia, il Mezzogiorno e la Puglia”.

“Al governo regionale -ha concluso- ribadiamo la convocazione della Conferenza regionale dell’agricoltura, l’indice delle molteplici questioni che abbiamo di fronte.  Analizzare lo stato della spesa  e individuare presto le misure per la sua accelerazione. Definire i nuovi contenuti della programmazione strategica 2007/2013. Organizzare un dipartimento presso l’Assessorato per la trasparenza delle filiere agroalimentari.  Definire un piano per la sicurezza nelle campagne. Un grande programma di promozione dei prodotti agricoli pugliesi”.

Richieste condivise a pieno dall’assessore Russo che ha sottolineato come “la regione sta impostando le politiche di governo nella programmazione 2007/2013 tese a dare una svolta positiva nel settore più rilevante della nostra economia quale è l’agroalimentare. Vogliamo essere diversi -ha rimarcato- e vicini al territorio con l’elaborazione di un piano strategico messo insieme con il confronto dei tavoli agricoli e vogliamo indirizzarlo con la politica comunitaria che sbloccherà 1000milioni di euro per l’agricoltura pugliese”.

A concludere i lavori è stato il ministro Paolo De Castro che ha annunciato come il Dpef che si sta varando “segna gli orientamenti del Governo all’interno dei quali l’agroalimentare viene posto tra i settori su cui si punterà per lo sviluppo del Paese. Nel Dpef -ha sottolineato il ministro- si sta puntando al recupero di competitività attraverso la riduzione dei costi di produzione.  Abbiamo tutte le condizioni politiche per risolvere i problemi dell’agricoltura pugliese. Arriveranno iniezioni di investimento nel settore irriguo, interventi sui costi dell’acqua e dei carburanti agricoli aiuti alla concertazione e alla cooperazione. Il tutto con un occhio alla qualità, alla globalizzazione e alla legalità, per aiutare le imprese a dialogare con la grande distribuzione e per difendere il prodotto italiano da una concorrenza sleale”.

“Siamo impegnati -ha concluso De Castro- a stimolare capacità organizzative, cooperazione e interprofessione per creare nuove opportunità e per ridare sicurezza nelle campagne”.

 

 

torna al sommario