| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 48 - n. 137 | 10 luglio 2006 |
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La Cia ricorda che a Coverciano, prima della partenza per Il pollo italiano “portafortuna” degli azzurri. Prima di trasferirsi in Germania, L’invito fu fatto al Centro tecnico sportivo di Coverciano, dove la Cia-Confederazione italiana agricoltori, grazie alla collaborazione offerta dalla Federazione italiana giuoco calcio, promosse l’iniziativa per cercare di rilanciare i consumi di pollame, che erano scesi del 70 per cento a causa di un’ingiustificata psicosi. Quella degustazione a base di polli -ricorda A Coverciano -sottolinea D’altra parte, l’entusiasmo e il richiamo che la nostra Nazionale di calcio suscitano -rimarca Nell’affermazione mondiale -evidenzia
“La crisi strutturale del settore agricolo della Toscana ha bisogno in questo momento di risposte forti da parte di tutto il sistema politico-economico della Regione; occorre un maggiore impegno da tutti i fronti per risollevare l’agricoltura toscana e italiana, risorsa non solo economica, ma anche ambientale e per questo patrimonio di tutti”. Esordisce così Giordano Pascucci, presidente della Cia Toscana, nel suo intervento in occasione della presentazione dell’ottavo Rapporto Irpet, Regione Toscana e Arsia sul settore agricolo della Regione. I dati riferiti al 2005, presentati insieme al documento venerdì scorso 7 luglio a Firenze, fanno intendere che l’agricoltura in Toscana soffre di una crisi strutturale che deve trovare, a detta della Cia, delle soluzioni rapide ed efficaci per non peggiorare lo stato delle cose. “A pochi giorni dalla approvazione di Prs (Programma regionale di sviluppo) e del Psr (Piano di sviluppo rurale) -afferma il presidente della Cia Toscana- occorre che le forze politiche siano tutte d’accordo nell’intervenire in maniera diretta individuando strategie mirate al rilancio del settore”. “Il 2006 -continua Pascucci- sarà il secondo anno di disaccoppiamento dei premi come previsto dalla nuova Pac; tra i produttori c’è un forte scoraggiamento anche perché il precedente governo non ha fatto molto per evitare l’abbandono di certe colture mettendo a rischio l’equilibrio economico del settore con conseguenze anche al patrimonio ambientale”.
E’ stato questo il tema del convegno, organizzato dalla Cia di Puglia, svoltosi venerdì scorso 7 lulgio a Bari, presso l’Hotel Sheraton, che ha registrato l’autorevole presenza del ministro delle Politiche agricole Paolo De Castro e dell’assessore regionale all’Agricoltura Enzo Russo. Una iniziativa nel corso della quale sono stati esposti gli obiettivi e i programmi oltre che le aspettative di migliaia di agricoltori pugliesi. “Oggi abbiamo la consapevolezza -ha dichiarato il presidente regionale della Cia Antonio Barile in apertura dei lavori- che è nelle nostre mani la possibilità di realizzare una nuova agricoltura, che garantisca redditi certi agli agricoltori. L’agricoltura italiana vive una crisi strutturale, la cui causa principale è stata la mancanza di una seria politica agraria nazionale. La politica agraria del passato è stata caratterizzata da un forte strabismo. Infatti, quando c’era da scegliere tra gli interessi degli agricoltori e quella degli industriali, si sono scelti sempre quelli degli industriali”. “Al governo nazionale e al ministro De Castro -ha rimarcato Barile- chiediamo: di abbattere il peso fiscale dell’accise sui costi dell’energia e del carburante agricolo; l’effettivo risarcimento dei danni provocati dalle calamità atmosferiche; di chiudere definitivamente la vicenda della debitoria Inps; di impedire da subito le speculazioni commerciali in agguato nei settori del grano duro, del vino, dell’ortofrutta e dell’olio d’oliva, con un impiego coordinato degli enti di controllo; un impegno straordinario affinché la riforma delle ocm dell’ortofrutta e vitivinicola non siano penalizzanti per l’Italia, il Mezzogiorno e “Al governo regionale -ha concluso- ribadiamo la convocazione della Conferenza regionale dell’agricoltura, l’indice delle molteplici questioni che abbiamo di fronte. Analizzare lo stato della spesa e individuare presto le misure per la sua accelerazione. Definire i nuovi contenuti della programmazione strategica 2007/2013. Organizzare un dipartimento presso l’Assessorato per la trasparenza delle filiere agroalimentari. Definire un piano per la sicurezza nelle campagne. Un grande programma di promozione dei prodotti agricoli pugliesi”. Richieste condivise a pieno dall’assessore Russo che ha sottolineato come “la regione sta impostando le politiche di governo nella programmazione 2007/2013 tese a dare una svolta positiva nel settore più rilevante della nostra economia quale è l’agroalimentare. Vogliamo essere diversi -ha rimarcato- e vicini al territorio con l’elaborazione di un piano strategico messo insieme con il confronto dei tavoli agricoli e vogliamo indirizzarlo con la politica comunitaria che sbloccherà 1000milioni di euro per l’agricoltura pugliese”. A concludere i lavori è stato il ministro Paolo De Castro che ha annunciato come il Dpef che si sta varando “segna gli orientamenti del Governo all’interno dei quali l’agroalimentare viene posto tra i settori su cui si punterà per lo sviluppo del Paese. Nel Dpef -ha sottolineato il ministro- si sta puntando al recupero di competitività attraverso la riduzione dei costi di produzione. Abbiamo tutte le condizioni politiche per risolvere i problemi dell’agricoltura pugliese. Arriveranno iniezioni di investimento nel settore irriguo, interventi sui costi dell’acqua e dei carburanti agricoli aiuti alla concertazione e alla cooperazione. Il tutto con un occhio alla qualità, alla globalizzazione e alla legalità, per aiutare le imprese a dialogare con la grande distribuzione e per difendere il prodotto italiano da una concorrenza sleale”. “Siamo impegnati -ha concluso De Castro- a stimolare capacità organizzative, cooperazione e interprofessione per creare nuove opportunità e per ridare sicurezza nelle campagne”.
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