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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 52 - n. 172 9 settembre 2010
COMUNICATI
  • Agricoltura: dal messaggio Cei uno stimolo per i giovani
  • Agricoltura: “tagliate” risorse per un miliardo di euro. Due imprese su cinque “in rosso” e oltre 60 mila a rischio chiusura nel 2010. Subito interventi straordinari e politiche di svolta per evitare il tracollo
  • Bonanni: un inaccettabile atto di violenza. Piena solidarietà della Cia
  • Ogm: ok al rinvio sulle linee guida per la coesistenza
TERRITORIO
  • Cia Cuneo: costituito il Gruppo di interesse economico frutticolo
  • Flormart di Padova: presenti anche i floricoltori della Cia di Savona
  • I produttori floricoli della Cia di Catanzaro presenti al Flormart di Padova
  • Tutela del verde e del territorio veneto e innovazione: la Cia debutta al Flormart e fa scendere in campo i giovani

 

COMUNICATI


Agricoltura: dal messaggio Cei uno stimolo per i giovani

 

Il presidente della Cia Giuseppe Politi rivolge un apprezzamento alle parole dei vescovi italiani in occasione della prossima Giornata del Ringraziamento.

 

“Non possiamo non condividere l’invito della Conferenza episcopale italiana al settore agricolo per una rinnovata e chiara consapevolezza etica e il fatto che proprio il mondo agricolo è palestra di integrazione e leva economica, quale premessa e condizione del progresso sociale. Un segnale positivo in questo periodo di difficile crisi è, del resto, rappresentato dal ritorno all'impresa agricola di giovani laureati, che sentono questo lavoro come una vocazione”. E’ quanto sottolineato dal presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi al messaggio dei vescovi italiani in occasione della prossima Giornata del Ringraziamento.

“I vescovi italiani -ha aggiunto Politi- hanno colto nel segno. Oggi l’agricoltura italiana ha bisogno di certezze e di strumenti validi. E questo vale soprattutto per i giovani che stanno riscoprendo il ruolo dell’agricoltura. E questi giovani vanno incoraggiati con politiche realmente incisive. La Cei evidenzia in modo particolare questo aspetto e il suo messaggio rappresenta uno stimolo per aprire una nuova fase di crescita”.

“Credo che il messaggio dei vescovi vada colto nella sua interezza. Le istituzioni -ha concluso il presidente della Cia- devono favorire l’ingresso dei giovani in agricoltura, dare sostanza ad un effettivo ricambio generazionale che consenta al settore di rafforzarsi e rinvigorirsi. E’ una sfida che va assolutamente vinta”.

 

 

 


Agricoltura: “tagliate” risorse per un miliardo di euro. Due imprese su cinque “in rosso” e oltre 60 mila a rischio chiusura nel 2010. Subito interventi straordinari e politiche di svolta per evitare il tracollo

 

In occasione dell’apertura della quinta Festa nazionale dell’agricoltura di Matera, promossa dalla Cia, il presidente Giuseppe Politi rinnova il grido d’allarme per il settore primario, sempre più abbandonato a se stesso. Ormai è piena emergenza: costi alle stelle, prezzi in caduta, redditi falcidiati. Occorrono immediate misure. Serve una nuova politica agraria. Indispensabile la Conferenza nazionale per delineare, con il concorso di tutti, un reale progetto che rilanci sviluppo e competitività. I problemi più urgenti saranno al centro della manifestazione nella “Città dei Sassi”, che si chiuderà domenica prossima 12 settembre. Riparte la mobilitazione.

 

 “Ormai è emergenza vera. L’agricoltura italiana, sempre più abbandonata a se stessa e priva di misure e politiche realmente efficaci, rischia il tracollo. Già quest’anno sono state tagliate risorse per un miliardo di euro e non abbiamo visto traccia di interventi a sostegno dei produttori. Dalla legge finanziaria all’ultima manovra anticrisi non si è riusciti a predisporre le azioni necessarie per fronteggiare una situazione drammatica, certamente la più difficile degli ultimi trent’anni. E tutto ciò mentre i costi produttivi, contributivi e burocratici sono saliti alle stelle, i prezzi sui campi sono in caduta verticale e i redditi hanno subito lo scorso anno un drastico colpo di scure: meno 21 per cento. Nel 2009 più di 50 mila imprese sono state costrette a cessare l’attività. Non solo. Due aziende su cinque hanno i conti ‘in rosso’ e più di 60 mila sono a rischio chiusura nel 2010. Uno scenario tragico. Per questo motivo chiediamo al governo subito fatti reali. E’ assurdo ignorare lo stato in cui si trova il settore primario. Una cosa è certa: la nostra mobilitazione riprenderà ancora più incisiva. Vogliamo attenzione, ma soprattutto una svolta nella politica agraria, anche in vista dei delicati appuntamenti europei e internazionali, a cominciare dalla riforma Pac post 2013”. E’ quanto ha sostenuto oggi il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi nel corso della cerimonia inaugurale della quinta Festa nazionale dell’agricoltura a Matera che si concluderà domenica prossima 12 settembre.

 “Attorno alle gravi difficoltà dell’agricoltura italiana -ha aggiunto Politi- c’è un assordante silenzio da parte del governo. Negli ultimi due anni si sono fatte soltanto tante belle promesse che, però, sono rimaste tali. E così gli agricoltori hanno visto aggravarsi sempre di più i loro già complessi problemi. Per di più il settore ha subito un taglio drastico di risorse e di misure indispensabili per continuare ad operare. E’ il caso dell’abolizione del ‘bonus gasolio’ per le serre e della mancata proroga della fiscalizzazione degli oneri sociali, che è terminata lo scorso 31 luglio”.

 “Nelle campagne italiane -ha rimarcato il presidente della Cia- c’è un profondo malessere. Molti agricoltori producono in perdita e, quindi, corrono il pericolo di non stare più sul mercato. Tutti i comparti sono in grande affanno. Tuttavia, non si interviene. E in questo modo crescono l’indebitamento delle aziende e le sofferenze bancarie. La progressiva riduzione della superficie agricola mostra, inoltre, una pericolosa tendenza all’abbandono ed al degrado dell’ambiente rurale. Dal 2000 ad oggi l’agricoltura ha perso oltre 500 mila imprese. Solo 112 mila aziende hanno un conduttore giovane. Nella nostra agricoltura non vi è ricambio generazionale. Mentre le imprese agricole europee crescono in termini di competitività e redditività, quelle italiane rimangono drammaticamente al palo”.

“Il settore -ha rilevato Politi- paga l’assenza di un’organica politica agraria. Per questo proponiamo la convocazione al più presto di una Conferenza nazionale sull’agricoltura e lo sviluppo rurale come sede per costruire insieme (istituzioni e rappresentanze) una nuova strategia che si ponga l’obiettivo di delineare un percorso di modernizzazione per la competitività delle imprese agricole e di riorganizzazione dell’intero sistema agroalimentare”.

“Ecco perché -ha sostenuto il presidente della Cia- oggi rilanciamo con forza la nostra ‘campagna d’autunno’. Torneremo nuovamente in piazza. Chiediamo attenzione e soprattutto interventi straordinari a sostegno degli agricoltori, che in cinque anni hanno visto scendere i loro redditi di oltre il 36 per cento”.

Tutti problemi che saranno al centro dei quattro giorni della Festa nazionale dell’agricoltura di Matera promossa dalla Cia. Incontri, convegni e dibattiti, che si alterneranno a momenti di spettacolo, di folklore e enogastronomia, permetteranno di focalizzare i nodi che oggi imbrigliano le imprese. Sotto i riflettori anche le questioni inerenti i giovani, le donne, gli anziani. Dalla “Città dei Sassi” uscirà ancora più forte l’impegno della Confederazione per garantire un futuro di certezza agli agricoltori che non possono continuare ad operare nella continua emergenza e tra ostacoli sempre più complessi.

 


Bonanni: un inaccettabile atto di violenza. Piena solidarietà della Cia

 

Il presidente Giuseppe Politi condanna il grave gesto.

 

La Cia-Confederazione italiana agricoltori esprime viva solidarietà al segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni per l’assurda ed inqualificabile violenza di cui è stato fatto oggetto. “E’ un episodio -ha rilevato il presidente della Cia Giuseppe Politi- molto grave, che evidenzia come nel nostro Paese la convivenza civile e democratica stia subendo un pericoloso degrado”.

“Siamo in presenza di un’azione vile, inaccettabile, antidemocratica e antisindacale. Purtroppo, l’aggressione fisica sta avendo il sopravvento sul dialogo e il confronto. E ciò -ha aggiunto Politi- dimostra l’assoluta mancanza di rispetto per i valori che sono alla base della democrazia e della coesione sociale. A Bonanni rinnoviamo profonda stima e sostegno”.

 

 

 


Ogm: ok al rinvio sulle linee guida per la coesistenza

 

Il presidente della Cia Giuseppe Politi esprime soddisfazione per la decisione della Conferenza Stato-Regione. Pieno rispetto delle nuove direttrici Ue. L’agricoltura italiana non ha bisogno del transgenico.

 

“Il rinvio dell'esame delle linee guida per la coesistenza tra coltivazioni tradizionali, biologiche e quelle Ogm dimostra l’attenzione della Conferenza Stato-Regioni nei confronti degli agricoltori e dei consumatori italiani. E’ un atto di buon senso e in perfetta linea con i nuovi orientamenti dell’Unione europea sulla libertà per gli Stati di decidere sulle colture transgeniche”. Lo ha sostenuto il presidente nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi.

“Siamo in presenza di una decisione -ha aggiunto Politi- che condividiamo. E per questo ribadiamo che l’agricoltura italiana, tipica e diversificata, non ha certo bisogno degli Ogm e che è possibile produrre colture proteiche libere da biotech, con beneficio per l’ambiente, la salute, nonché per migliorare il reddito degli agricoltori e degli allevatori".

“La nostra contrarietà al biotech -ha rimarcato il presidente della Cia- non è ideologica. E’ invece dettata dalla consapevolezza che l’utilizzazione degli organismi geneticamente modificati può annullare l’unico vantaggio competitivo dei suoi prodotti sui mercati: quello della biodiversità. Pertanto, non è una posizione oscurantista. Chiediamo alla scienza di continuare a contribuire alla crescita di questo tipo di agricoltura. E questo lo si può fare senza ricorrere agli Ogm, come, d’altra parte, è avvenuto fino ad oggi con risultati molto importanti. Per questo rinnoviamo al governo l’invito a mantenere la posizione assunta fin d’ora e ad impegnarsi per evitare che ci siano abusi contro una legge sulla quale si è espressa la maggioranza dei cittadini”.

 

 

 

 

 

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TERRITORIO


Cia Cuneo: costituito il Gruppo di interesse economico frutticolo

 

Ieri a Fossano (Cuneo) con i presidenti delle Cia zonali di Cuneo, Fossano e Saluzzo si è costituito il Gruppo di Interesse economico frutticolo cuneese. Lo compongono 15 produttori e tecnici, espressione delle realtà frutticole della provincia Granda. Nel corso dell’incontro è stato fatto il punto sull’andamento della stagione frutticola con valutazioni sia sui risultati delle produzioni terminate ( susine, albicocche, pesche e nettarine) sia su quelle imminenti ( pere, mele, kiwi). “ E’ stata un’utile prima occasione -dichiara Livio Pautassi, frutticoltore di Centallo nominato coordinatore del gruppo-  per una riflessione sull’andamento commerciale del settore, sulla sua evoluzione organizzativa e tecnica. Relativamente all’aspetto economico si è evidenziato che il risultato, anche quest’anno, non paga l’alta professionalità, l’impegno per il rispetto ambientale, la sicurezza alimentare che caratterizza il lavoro del frutticoltore cuneese. Molti altri attori della filiera, Grande Distribuzione in primo luogo ma anche intermediazione e commercio, beneficiano di risultati economici di gran lunga superiori a quelli conseguiti dai produttori obbligati a fare da spettatori impotenti dell’andamento del mercato”.

“Occorre comprendere quanto i produttori siano disposti a cambiare per non vedere più progressivamente diminuire la loro redditività-  ha rilevato Monica Cerva, responsabile Cia zona di pianura. Cambiare è una necessità inderogabile per modificare il modo di organizzarsi al momento della vendita”.

E’ stato questo il punto che ha caratterizzato il ricco dibattito dei partecipanti. “Non è più possibile, pena la sopravvivenza delle aziende -hanno ribadito tutti-  rimanere legati ad un modello organizzato che ha finito con il trasformare i frutticoltori, proprietari degli impianti, in veri e propri “soccidanti”dell’intermediazione, alla quale ci siamo legati mani e piedi, dal momento della scelta delle specie e cultivar, allo stesso acquisto delle piante, perfino alla forma di allevamento per non parlare del momento della raccolta ( fornitura cassoni e periodo di lavoro) e della cessione del prodotto”.

“Gli strumenti che sono nati di recente, in primis l’Osservatorio regionale del settore -hanno evidenziato i presidenti zonali Cia Aurelio Damiano, Silvestro Renato e Bruno Payrone- pur utili per avere una maggior conoscenza dell’intera filiera frutticola, sono troppo spostati verso la parte finale del processo (commercializzazione e distribuzione) minimizzando il ruolo della produzione, dei suoi costi e della insufficiente remunerazione”.

Il Gruppo ha concordato incontri periodici per valutare, con la dirigenza della Cia, di volta in volta i problemi del settore.


Flormart di Padova: presenti anche i floricoltori della Cia di Savona

 

In occasione di Flormart . mostra mercato del settore floricolo delle piante in vaso, principale appuntamento nazionale  per le aziende della filiera che si svolge durante il fine settimana presso la fiera di Padova in Veneto, la Cia ha organizzato uno spazio espositivo per le piante  in vaso prodotte su tutto il territorio nazionale riunito in una collettiva con spazi istituzionali-promozionali.

Saranno presenti molte aziende di produzione di varie regioni compresa la Liguria, che è presente con otto aziende  dell’albenganese, organizzate dalla Cia di Savona. Lo spirito dell’iniziativa è legato alla necessità, in questo momento particolarmente difficile, di dare agli imprenditori  delle opportunità e delle esperienze  che gli permettano di crescere e di confrontarsi con le atre realtà produttive .

Contribuire ad aumentare professionalità e competitività degli operatori agricoli  è una priorità della Confederazione sia a livello nazionale  che locale . Nello spazio istituzionale Cia sono previste iniziative e conferenze stampe sulle problematiche del settore quali il costo del gasolio agricolo per le serre, l’aumento dei contributi per la manodopera ed i disagi legati al rinnovo dell’etichettatura elettronica riconoscibile tramite scanner dei carrelli “CC Container” diffusi in tutta Europa.

Ai  visitatori, in prevalenza se non esclusivamente operatori del settore, verranno offerti degustazioni ed assaggi di vini, olii e prodotti tipici offerti in promozione dalle aziende agricole della zona di Albenga.


I produttori floricoli della Cia di Catanzaro presenti al Flormart di Padova

 

Nei giorni scorsi, presso la sede di Unioncamere Calabria, si è tenuta la conferenza stampa organizzata dalla Camera di Commercio di Catanzaro sul Flormart Miflor, il Salone internazionale del florovivaismo e del giardinaggio, di  Padova  che si svolge da oggi all'11 settembre.

A questo importantissimo appuntamento, il florovivaismo calabrese parteciperà con l’Organizzazione di produttori (Op) “Piante e fiori di Calabria” promossa dalla Confederazione italiana agricoltori di Catanzaro.  

Questa organizzazione -ha precisato lo stesso presidente della Op Franco Lucia- rappresenta il frutto della volontà e della determinazione di 6 aziende vivaistiche della Piana di Lamezia Terme, una delle aree dell’intero territorio nazionale a spiccata vocazione vivaistica, di trovare indispensabili sinergie nella fase produttiva e di commercializzazione delle produzioni vivaistiche.

Nel suo intervento, Lucia ha, inoltre, rimarcato la notevole importanza della partecipazione alla manifestazione che è una delle più importanti vetrine del mercato internazionale del florovivaismo dove le imprese calabresi si affacciano in maniera unitaria proponendo un’ampia gamma di prodotti di elevatissimo pregio.

La crisi che ha colpito tutti i settori produttivi, e in particolar modo quello agricolo, si fa sentire anche sul comparto florovivaistico -ha proseguito Lucia-  dove si devono fronteggiare aumenti generalizzati dei costi di produzione mentre i prezzi praticati dai vivaisti rimangono costanti.

Il mercato dei fruttiferi rimane quasi invariato, mentre nel settore dei fiori recisi e delle piante ornamentali, sia da interno che da esterno, si registra una riduzione delle vendite.

Ciononostante -ha concluso Lucia- guardiamo positivamente al futuro con un certo interesse sia per il settore delle piante da frutto (agrumi e ulivi in primis),  rivolgendoci ai paesi del nord Africa che stanno sviluppando la loro agricoltura a ritmi notevoli, che per il settore ornamentale dove i paesi del Nord Europa rappresentano l’obiettivo primario della ricerca di nuovi canali commerciali.

Subito dopo Lucia, è intervenuto Mario Maiorana, presidente provinciale della Cia di Catanzaro, nonché vicepresidente della Op “Piante e fiori di Calabria”, che ha evidenziato le problematiche del settore inquadrandole nel contesto più ampio della crisi economica.

In maniera specifica per la situazione agricola calabrese e provinciale, Maiorana ha annunciato la richiesta di un incontro con l’assessore regionale all’Agricoltura Michele Trematerra, con il quale affrontare i principali temi che interessano il settore quali l’accesso al credito, lo snellimento delle procedure burocratiche e l’accelerazione delle operazioni di finanziamento dei progetti presentati dalle aziende per il Psr, senza escludere la valorizzazione dei punti di forza del comparto floro-vivaistico che rappresentano un importante biglietto da visita della nostra agricoltura regionale.

 


Tutela del verde e del territorio veneto e innovazione: la Cia debutta al Flormart e fa scendere in campo i giovani

 

Una maggiore presenza di giovani rispetto ad altri settori dell’agricoltura veneta, alta professionalità,  nuove specializzazioni e una forte propensione imprenditoriale al mantenimento e alla cura del verde del paesaggio veneto minacciato da una forte urbanizzazione. La Confederazione italiana agricoltori del Veneto debutta al Flormart, 2010, il Salone internazionale del florovivaismo e giardinaggio al via oggi in Fiera a Padova, e presenta la propria squadra vincente nel settore: una ventina di giovani florovivaisti dalle province di Padova, Venezia e Treviso, tra i 17 e i 40 anni.

Ad aprire la prima giornata di partecipazione di Cia Veneto al Flormart, un convegno dal titolo: “Il futuro nel verde: i vivaisti protagonisti” per fare il punto su un settore che vede i giovani imprenditori florovivaisti in prima linea nel panorama veneto con una nuova funzione, quella della salvaguardia del verde urbano e del paesaggio: “Il florovivaismo - spiega Daniele Toniolo, presidente di Cia Veneto- è caratterizzato da una maggiore presenza di giovani rispetto ad altri settori dell’agricoltura. Oggi il vivaista è colui che progetta un verde compatibile con il mantenimento del paesaggio in un territorio come quello veneto fortemente antropizzato”.

E sono proprio le aziende florovivaistiche, sempre di più in mano ai giovani, a coltivare nuove tecniche che aprono frontiere future al settore, soprattutto in città: “I giovani portano al florovivaismo nuove tecniche e innovazione per il  mantenimento del verde del territorio veneto -puntualizza Toniolo- come la diffusione dei giardini verticali o dei giardini pensili”. Alla vigilia della Conferenza strategica dell’agricoltura, Cia Veneto chiede, inoltre, alla Regione di individuare presto alcune linee strategiche per il settore. E dal Salone di Flormart la squadra dei 20 giovani florovivaisti della Cia  rivolgono il loro appello alle istituzioni: “Proprio perché crediamo nella valorizzazione del verde urbano, lanciamo dal Salone del Flormart 2010 un appello a tutto il mondo economico e civile, affinché la nostra passione trasmetta l’interesse di costruire un paesaggio compatibile con lo sviluppo delle attività produttive e con la programmazione urbanistica, che esalti e valorizzi gli aspetti ambientali e naturalistici del territorio”.

Durante il convegno sono state presentate alcune esperienze realizzate da florovivaisti a sostegno della qualità della vita. Come il progetto “Giardini in Corsia”  del reparto di Pediatria dell’Ospedale di Treviso, il bio orto Angelo Raffaele e il giardino di Palazzo Cappello a Venezia nato in collaborazione con Wigwam club giardini storici Venezia. Nell’anno della biodiversità il convegno ha anche affrontato il tema del ruolo strategico del vivaista nel mantenimento e la salvaguardia delle varietà delle specie, nell’alta specializzazione delle produzioni di piante e nella riscoperta delle specie storiche. Non ultime la strada futura tracciata dalle nuove tecniche innovative: il verde verticale, i giardini pensili, i tetti e le coperture verdi capaci di coniugare benefici ambientali. Hanno partecipato al convegno, Daniele Toniolo, presidente di Cia Veneto,  Mariagrazia Dammico, giornalista e vicepresidente “Promo Verde Veneto” e presidente “Wigwam Club, giardini storici Venezia”, Elena Macellari, dottoressa agronoma, Alessandro Bedin, responsabile  del verde pubblico Comune di Montecchio Maggiore (VI), “Guido Mazzucato, funzionario responsabile Regione del Veneto e Domenico Brugnoni, vicepresidente Confederazione italiana agricoltori  nazionale.

 

 

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