Stampa il documento

Invia un commento sul documento

Chiudi la finestra

  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 53 - n. 162 9 agosto 2011
COMUNICATI
  • Ferragosto: trionferanno pollo e grigliate in campagna
  • L’estate “accende” gli agriturismi: più di 2 milioni di italiani scelgono la vacanza in campagna. Solo a Ferragosto previste oltre 500 mila presenze
TERRITORIO
  • Cia Basilicata: coinvolgere nel “Patto di sistema” tutte le componenti produttive regionali, partendo da agricoltura e Pmi
  • Cia Puglia: da noi condanna ferma del caporalato
  • Parmigiano, Cia Reggio Emilia: il nuovo disciplinare aiuterà a elevare ancora la qualità del prodotto
APPUNTAMENTI
  • Ortofrutta: Cia interprovinciale Napoli-Caserta: il 12 agosto incontro con il Prefetto per discutere della grave crisi del settore

 

COMUNICATI


Ferragosto: trionferanno pollo e grigliate in campagna

 

Secondo la Cia-Confederazione italiana agricoltori circa 3 milioni di persone sceglieranno di mangiare nelle zone rurali. Più di 350 mila polli pronti per essere cotti. Il vino bianco sarà preferito a quello rosso. Bene anche il consumo di pesce.

 

Sarà un pranzo nel rispetto delle più antiche tradizioni rurali, un menù dal sapore classico consigliato dalla stagionalità delle produzioni. Una ricorrenza -quella dell’Assunta- che verrà festeggiata prevalentemente in casa, con parenti e amici, anche se molti approfitteranno dell’occasione per mangiare all’aperto, negli agriturismi o allestendo barbecue immersi nel verde. E’ la previsione della Cia-Confederazione italiana agricoltori per il prossimo pranzo di Ferragosto.

Il pollo sarà il grande protagonista della giornata di festa, un po’ in tutte le regioni: la Cia stima che se ne consumeranno più di 350.000 pezzi, principalmente cucinati alla brace o alla “cacciatora” con aggiunta di vino bianco. I romani, ad esempio, lo cucineranno con il pomodoro, nel Nord lo mangeranno “alla diavola” arrostendolo su di una pietra e aromatizzandolo con il rosmarino. Quindi, la passione degli italiani per il pollo a Ferragosto non conosce flessioni, anche se è tallonata da vicino dal consumo delle immancabili salsicce, molto comode per le grigliate estemporanee. Cresce, in particolare al sud, l’abitudine di celebrare il 15 agosto, degustando pesce e crostacei di ogni tipo.

Per il primo piatto -spiega la Cia- trionfa un po’ ovunque la pasta all’uovo. Ogni regione punterà sulle proprie paste tipiche, dai cannelloni alle lasagne, dagli agnolotti alle fettuccine.

I contorni che verranno maggiormente consumati saranno: insalata verde o mista con pomodori, condita con un filo di olio extravergine d’oliva, sale e una goccia di aceto, sempre più spesso balsamico. Non mancheranno le patate al forno, piatto che ingolosisce sempre i bambini.

Il vino più richiesto, per l’occasione, sarà il bianco. Le aziende agrituristiche e le osterie ne hanno messe in fresco circa 220.000 bottiglie, pronte a integrarle con il “rosso” e con la mescita dello sfuso dalle botti.

I frutti, che guarniranno le ceste a centro tavola, saranno i fichi, l’uva, le pesche, le susine, le albicocche e le pere, e in fresco, sotto abbondante acqua corrente, anguria e meloni.

Per il dolce si punterà sulle crostate di frutta e di marmellate e, per il digestivo, nocino fresco e liquori alle erbe o, in alternativa, tisane calde.

Le oltre 12.000 aziende agrituristiche italiane -spiega la Cia- ospiteranno oltre mezzo milione di persone, che andranno sommate a chi preferirà il pic-nic e a chi andrà con amici e famiglie nelle case in campagna.

La Cia stima che circa 3 milioni di persone, tra italiani e turisti stranieri, trascorreranno Ferragosto in zone rurali. Di questi, circa 800 mila mangeranno all’aperto, organizzando barbecue e grigliate.

Buone notizie anche per l’indotto per il settore -conclude la Cia-. In molti sfrutteranno questo periodo per riportare in città un po’ di prelibatezze dell’agricoltura italiana (salumi, formaggi, marmellate, salse, miele, sott’oli e sottaceti), facilmente reperibili nelle migliaia di aziende che esercitano la vendita diretta, su tutto il territorio nazionale.

 

 

Qualche numero sul pranzo di ferragosto

 

350.000 polli

300.000 chili di pesce (crostacei, molluschi e spinato)

380.000 uova di gallina

390.000 litri di vino                                                                                                         

500.000 chili di frutta fresca

180.000 chili di insalata, pomodori e patate

650.000 chili di farina ( per pane, pasta e dolci)

50.000 litri di olio extravergine di oliva

 

 

 


L’estate “accende” gli agriturismi: più di 2 milioni di italiani scelgono la vacanza in campagna. Solo a Ferragosto previste oltre 500 mila presenze

 

Secondo Turismo Verde-Cia, il giro d’affari per il comparto sfiorerà i 650 milioni di euro tra luglio e settembre. Complici del successo i prezzi rimasti invariati sul 2010 e novità come l’area “wellness”. Svelato il ritratto dell’agriturista-tipo.

 

Nell’estate che segna il riscatto dell’agriturismo dopo un 2010 da dimenticare, la settimana di Ferragosto rappresenta il picco della ripresa. Tra chi sceglierà la campagna per trascorrere l’intero week-end di festa e chi invece si recherà in “fattoria” solo per il pranzo dell’Assunta, le presenze negli agriturismi italiani supereranno quota 500 mila unità nei giorni compresi tra il 10 e il 16 agosto. Con un giro d’affari per le strutture ricettive “verdi” di oltre 110 milioni di euro. Lo afferma Turismo Verde, l’associazione nazionale agrituristica della Cia-Confederazione italiana agricoltori.

Ma non è solo la settimana di Ferragosto a premiare l’agriturismo: dopo il tonfo dell’8 per cento registrato dal settore lo scorso anno, l’estate 2011 sta invertendo la rotta, trasformando il segno meno in segno più: tra luglio e settembre, infatti, Turismo Verde-Cia ha stimato un incremento medio delle presenze tra il 2 e il 2,5 per cento.

Complici i prezzi rimasti invariati rispetto al 2010, la possibilità dei “last minute” e di “pacchetti” sempre più personalizzati (offerte coppia, offerte famiglia, percorsi benessere), le previsioni da qui a settembre -spiega Turismo Verde- parlano di oltre 2 milioni di pernottamenti totali, di una durata media del soggiorno in campagna di 4/5 giorni (ma si supera la settimana per le strutture con piscina o con campeggio) e di un fatturato complessivo pari a quasi 650 milioni di euro.

D’altra parte, a chi sceglie ferie sostenibili e responsabili gli agriturismi offrono sempre più servizi: non solo natura ed escursionismo, birdwatching e aree benessere attrezzate, passeggiate guidate a cavallo o in bicicletta, ma la possibilità di ritemprarsi dallo stress della città imparando a fare “qualcosa” di particolare: corsi per riconoscere e utilizzare le erbe aromatiche e spontanee, corsi per preparare impacchi cosmetici naturali per la cura del corpo, corsi di cucina. E poi attività di svago pensate per i bambini, con la possibilità di partecipare alla vita agricola dell’azienda. Senza dimenticare il fondamentale aspetto enogastronomico, con una ristorazione attenta alla stagionalità dei prodotti e menù biologici legati al territorio e alle tradizioni locali.

Secondo le stime di Turismo Verde-Cia, per le prossime settimane la Puglia, la Sicilia, la Liguria e la Bassa Toscana con il mare, le città d’arte e le specialità culinarie saranno le regioni più gettonate. Ma andranno molto bene anche il Veneto, il Piemonte, l’Emilia Romagna, il Trentino e la Campania.

 

L’identikit dell’agriturista

 

Ha un’età media compresa fra i 30 e i 50 anni, nella metà dei casi svolge un lavoro d’ufficio, si sposta sempre con la famiglia (composta di 3-4 persone) o in coppia, ha un reddito medio-alto e un buon livello culturale. Ama la natura e ha a cuore le tematiche ambientali e sociali, ma è anche un buongustaio sempre alla ricerca di piatti tipici locali e con una propensione forte verso il biologico. Questo l’identikit dell’agriturista italiano che emerge da un’indagine condotta da Turismo Verde-Cia.

L’ospite dell’agriturismo parte preferibilmente ad agosto (54 per cento), ma salgono anche giugno (18 per cento) e settembre (20 per cento). Fa week-end lunghi in campagna e coglie l’occasione delle feste di Pasqua o di Natale (40,4 per cento) per visitare qualche nuova struttura. Trova l’agriturismo con il passaparola (32,5 per cento) o su internet (37 per cento).

La scelta di fare le vacanze in agriturismo è dettata principalmente dal desiderio di stare a contatto con la natura (48 per cento), di riposarsi in assoluto relax e tranquillità (23 per cento), di gustare la cucina tradizionale e le specialità enogastronomiche locali (19 per cento), di avere vicino luoghi che hanno attrattive culturali o religiose (10 per cento).

In più, dall’indagine si rivela che la scelta agrituristica ha un altro dei suoi punti di forza nell’accoglienza familiare dell’azienda, che è preferita al rapporto impersonale degli alberghi.

Infine, tra i requisiti fondamentali per la scelta della struttura un dato curioso: il 65 per cento dei potenziali ospiti chiede se c’è copertura per i cellulari. Anche i servizi relativi all’area benessere hanno fatto rilevare un 38 per cento di pareri positivi contro circa un 25 per cento di opinioni contrarie. I primi sono stati espressi soprattutto dalle donne e dai soggetti più giovani.

 

 

torna al sommario

TERRITORIO


Cia Basilicata: coinvolgere nel “Patto di sistema” tutte le componenti produttive regionali, partendo da agricoltura e Pmi

 

“Il Patto di sistema, strumento concreto e innovativo riproposto ieri dal presidente Vito De Filippo, registra un'evidente lacuna che va colmata contestualmente all’aggiornamento dell’Agenda di lavoro per la ripresa dopo l’estate”. E’ quanto sostiene il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, Donato Distefano, aggiungendo che “il documento non tocca il settore agricolo e con esso il sistema diretto e indotto dell’agroalimentare, dell’agro-ambiente e del crescente fenomeno della ricettività rurale, oltre a tutto il sistema delle Pmi e dei relativi comparti produttivi diffusi operanti in regione. E’ un aggiornamento che necessita rispetto ai documenti già diffusi che rischiano di dare un’idea di staticità nell’azione di governo regionale”.

Per la Cia tale tessuto produttivo riveste l’ossatura e l’architrave portante, oltre che la leva, su cui declinare e rendere credibile qualsivoglia progetto di sviluppo diffuso e sostenibile in Basilicata.

Il “Patto di sistema”, come concepito in questi giorni -si legge nella nota della Cia- deve necessariamente riprendere e contemplare tutti comparti produttivi, a partire dal settore primario, passando per l’artigianato, per il commercio e il turismo, altrimenti è destinato a essere parziale e poco coerente con le propensioni produttive lucane, oltre che scarsamente incisivo in direzione di qualsivoglia politica regionale tesa a costruire un nuovo sistema produttivo in Basilicata, coeso, competitivo e moderno, in grado di consolidare e implementare sviluppo locale, crescita economica, sociale e culturale.

“Anche alla luce dei contenuti della ‘Carta di Matera’, che il presidente ha firmato proprio di recente e che alla base contiene innovative modalità di concertazione e di approccio con il complesso delle questioni del territorio rurale -dice Distefano- proponiamo al governatore De Filippo di aprire a un “addendum” per completare e rendere organico il Patto di sistema”.

Si tratta di coinvolgere le Pmi diffuse e operanti sul nostro territorio, riprendendo quanto definito nazionalmente, a seguito dell’intesa per la crescita e lo sviluppo della nazione, tra forze imprenditoriali, sindacali e creditizie.

Sempre a parere della Cia, inoltre, cosi com’è previsto nel “Patto di sistema” siglato con sindacati e Confindustria, che prevede sicuramente interventi importanti e positivi sul versante dell’occupazione, dello snellimento della burocrazia e della competitività, è fondamentale che tali interventi, siano derubricati a favore dei settori produttivi portanti presenti nella nostra economia regionale, a partire dal settore agricolo e agro-alimentare.

La Cia di Basilicata ribadisce e conferma la necessità di aprire il “Patto di sistema” a tutte le componenti economiche e produttive regionali, accompagnata da un confronto e un livello di concertazione progettuale finalizzata alla definizione di un programma di sviluppo integrato, che “bisogna sostenere attraverso una normativa quadro per la competitività del sistema agro-alimentare lucano, convinti come siamo che declinare un nuovo progetto agro-alimentare nella nostra regione, equivale a ripensare un nuovo modello di crescita e di sviluppo dei nostri territori. Pensiamo che sia vitale definire una norma quadro regionale in materia di competitività del settore agro-alimentare e rurale, allo scopo di recuperare, progettualità e programmazione, oltre che una coerente pianificazione in campo agro-alimentare, tramite la definizione di piani di settore organici e strategici dei comparti più rilevanti quali: l’ortofrutta, la zootecnia, il cerealicolo, il vitivinicolo, l’olivicolo, il silvo-forestale e il floro-vivaistico”.

Oltre a definire un piano regionale per le attività agro-alimentari e zootecniche estensive, recuperando in primo luogo il grande patrimonio di aree demaniali disponibili e produttive a fini vegetali, favorendo un grande programma di prodotti di qualità legata al territorio.

In questo quadro s'inserisce la possibilità di fruire delle misure previste dal “Patto di sistema” a partire, ad esempio, dalla semplificazione amministrativa che raccoglie in parte la nostra proposta di legge d'iniziativa popolare basata sull’istituzione dei fascicoli azienda e della famiglia, l’avvio degli interventi previsti con la banda larga nel Psr, l’accesso ai fondi regionali di venture capital o di garanzia, per venire incontro alle aziende che vogliono investire, le reti d’impresa e la normativa sui distretti agricoli. Recuperando interventi vitali ed essenziali per le nostre aree rurali. Ovvero:

1) un progetto organico d'infrastrutturazione minore e di opere di civiltà e per la qualità del territorio.

2) l’ammodernamento delle reti irrigue e l’uso razionale della risorsa idrica a fini irrigui.

“Sono convinto -conclude Di Stefano- che il governatore De Filippo, che ha partecipato tra l’altro alla nostra assemblea regionale di metà luglio e che dato ampia disponibilità all’ascolto e al confronto, in occasione dell’Agenda di lavoro per la ripresa dopo l’estate raccoglierà queste nostre sollecitazioni, definendo con tutto il sistema produttivo e delle Pmi della regione, modalità e termini per un patto di sistema organico, unitario e coerente con le potenzialità della Basilicata”.

 


Cia Puglia: da noi condanna ferma del caporalato

 

La Cia Puglia ha deciso di non partecipare all'incontro convocato per oggi dall’assessore Dario Stefano sul grave fenomeno del caporalato in provincia di Lecce. La Cia non rappresenta né intende rappresentare presunti agricoltori, per lo più mediatori e commercianti che utilizzano in modo selvaggio i caporali e praticano lo schiavismo.

L'incontro è sicuramente mosso da buone intenzioni, ma la partecipazione della Cia Puglia potrebbe essere interpretata come un’azione di difesa dei nuovi “feudatari dell’agricoltura” che sfruttano i veri agricoltori e i lavoratori stagionali. 

La Cia chiede alla Regione Puglia di intraprendere tutte le iniziative che riterrà necessarie per debellare i comportamenti illeciti che non appartengono ai veri agricoltori. Nello stesso tempo chiede che i controlli siano fortemente mirati e non generalizzati e inefficaci, come purtroppo è avvenuto in altre occasioni, vessando i veri agricoltori che hanno rapporti corretti con i lavoratori e nulla hanno a che fare con il caporalato e lo schiavismo.   

 


Parmigiano, Cia Reggio Emilia: il nuovo disciplinare aiuterà a elevare ancora la qualità del prodotto

 

“E’ il premio a un lavoro condotto per anni, quasi otto, e che si è scontrato evidentemente con interessi particolari che ne hanno fortemente contrastato l’adozione”. Così Giorgio Davoli, responsabile economico della Cia di Reggio Emilia, commenta l’avvenuta pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea del nuovo disciplinare produttivo del Parmigiano Reggiano.

“La tenacia con cui il Consorzio e le rappresentanze degli agricoltori hanno perseguito questo risultato -prosegue Davoli- sono da sottolineare, così come le novità che ci aspettiamo dall’entrata in vigore: le nuove norme rendono sempre più stringente il lavoro sulla qualità e il legame con il territorio d’origine del ‘re dei formaggi’, per questo nel tempo sarà d’aiuto per elevare la qualità del ‘Reggiano’, rendendolo sempre più unico e inimitabile”.

 

 

torna al sommario

APPUNTAMENTI


Ortofrutta: Cia interprovinciale Napoli-Caserta: il 12 agosto incontro con il Prefetto per discutere della grave crisi del settore

 

Venerdì 12 agosto una delegazione di agricoltori della Cia interprovinciale di Napoli-Caserta incontrerà il prefetto di Caserta, Ezio Monaco, per discutere della grave crisi che sta devastando il settore ortofrutticolo.

Il presidente della Cia, Salvatore Ciardiello, nel primo colloquio avuto con il prefetto, ha affermato che “l’Italia non è diversa da Francia e Germania, l’Europa è una e gli agricoltori sono uguali in ogni Stato, quindi bisogna intervenire affinché le aziende agricole italiane possano superare la crisi”.

Insomma, ora è tempo di agire, ha aggiunto Ciardiello, “basta con le parole, gli agricoltori vogliono i fatti veri e concreti!”.

 

 

torna al sommario