| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 50 - n. 139 | 9 luglio 2008 |
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In queste settimane oltre 2,4 milioni di pensionati hanno ricevuto nella pensione la quattordicesima mensilità, mediamente 389 euro a persona, per un importo complessivo che supera i 940 milioni di euro. E’ il risultato dell’azione del mondo dei pensionati. Ricordiamo le petizioni svolte assieme alle organizzazioni del Cupla nella primavera del 2007, l’impegno delle organizzazioni confederali, in prima fila Va, inoltre, ricordato che i sindacati dei lavoratori dipendenti volevano lasciare fuori da questi aumenti i pensionati del lavoro autonomo e, nonostante l’impegno delle Confederazioni del lavoro autonomo, è rimasta una discriminazione sugli anni contributivi. Per fortuna gli effetti pratici, di questa norma, non sono rilevanti in quanto, in particolare i coltivatori, hanno una carriera contributiva molto lunga. Il pagamento ai primi di luglio ha interessato non tutti i pensionati, ne sono rimasti fuori circa 200.000, che sono quelli in cui deve essere verificato il reddito e confermato il diritto ad usufruirne. I ritardi nei pagamenti sono da imputare esclusivamente ai tempi dell’Inps che ha aperto il canale informatico di trasmissione dei dati in ritardo rispetto alla scadenza del primo luglio. Con il rateo di agosto saranno pagate tutte le quattordicesime che dimostreranno di averne diritto. Successivamente i livelli di inflazione sono ulteriormente aumentati, negli ultimi mesi a tassi molto alti, i dati Istat descrivono un’inflazione ufficiale al 3,8 per cento mentre quella reale supera di molto il 6 per cento. In una fase in cui devono essere fatte delle scelte di politica economica che vadano a ridurre il gap complessivo che si è creato tra il nostro Paese e il resto dell’Europa, è necessario conciliare le misure volte alla crescita con quelle per attenuare lo stato di disagio delle parti più deboli della popolazione. Occorre, inoltre, un’azione politica nazionale ed internazionale rivolta al contrasto delle speculazioni finanziarie ed alle cause che alimentano l’inflazione internazionale, la crescita dei prezzi dell’energia e dei prodotti base dell’alimentazione, che contribuiscono ad alimentare la crescita esasperata del costo della vita. Strumento di questa azione, sul piano interno, che riguarda prevalentemente i prodotti alimentari, è la indicazione del doppio prezzo, da tempo sostenuta dalla Cia, che permetta al consumatore, e agli organi di controllo, di individuare le speculazioni che lungo la filiera continuano a prosperare. La totale abolizione dell’Ici sulla prima casa va incontro alle richieste di una gran parte della popolazione a cui tale tassa era giustamente invisa, ma sarebbe stato più equilibrato circoscrivere l’esenzione totale a particolari fattispecie, quali i casi di anziani rimasti soli con abitazioni troppo grandi, ed utilizzare le risorse residue in impieghi più confacenti alle caratteristiche di emergenza, quali, ad esempio quelli più utili per ridare potere di acquisto alle pensioni e ai salari. Gli anziani, le cui pensioni sono state falcidiate dalla svalutazione monetaria che si è avuta da 10 anni a questa parte e, adesso, vedono ancor più ridursi, giorno per giorno, il loro potere di acquisto, chiedono che sia dato seguito ad alcune proposte avanzate dalle attuali forze di maggioranza durante la campagna elettorale, particolarmente apprezzate dai pensionati, che comprendono la riduzione della pressione fiscale e l’adeguamento delle pensioni al costo della vita. Nello specifico, la restituzione del potere di acquisto alle pensioni, va fatta attraverso la considerazione di un paniere speciale per la loro rivalutazione annuale, il recupero della svalutazione monetaria, l’alleggerimento del carico fiscale diretto e indiretto, deve diventare un intervento primario dell’azione dell’attuale Governo, non solo per alleviare lo stato di povertà che interessa un numero crescente di individui, ma anche per rilanciare una fascia di consumi che ha subito la maggiore contrazione. Al contrario, dobbiamo purtroppo constatare che nella manovra economica recentemente predisposta dal Governo e in discussione al Parlamento non sono presenti misure che colgano questa necessità. Non ci sono gli adeguamenti dei meccanismi di recupero del potere d’acquisto totale per le pensioni fino a mille euro, non ci sono le misure che riduco la pressione fiscale, sui pensionati, fino a portarla al di sotto del 40 per cento in tre anni. C’è l’inserimento di una carta magnetica finalizzata all’acquisto di beni e servizi per i cittadini che versano in condizioni di maggior disagio economico, la quale, però, per risorse impegnate e per estensione dei soggetti agevolati, non sembra poter risolvere l’emergenza di una parte preponderante di anziani che non possono più condurre un’esistenza dignitosa. Peraltro, tale provvedimento, oltre che di difficile utilizzazione, pone un serio problema di etichettatura delle persone più incapienti rispolverando un vecchio sistema di umiliazione abbandonato già da oltre sessant’anni. Meglio è l’adeguamento delle pensioni. Altro tema riguarda la necessità di approvare la legge nazionale per la non autosufficienza che venga incontro a milioni di famiglie che affrontano, senza sostegno pubblico o quasi, i problemi dell’assistenza ai familiari inabili, quasi sempre anziani, e sono costrette a trovare soluzioni precarie, dispendiose, molto spesso umilianti. L’istituzione del Fondo nazionale per la non autosufficienza con Adesso è necessario ridisegnare il sistema assistenziale per le persone non autosufficienti e prevedere per esso risorse adeguate, in modo che alla situazione di povertà preoccupante dei pensionati non si sommi anche l’abbandono sociale. Legata alla questione del redditi dei pensionati, è quella della parificazione degli assegni familiari degli ex lavoratori autonomi all’assegno per il nucleo familiare che viene erogato agli ex lavoratori dipendenti. Si tratta di una questione di principio, che non comporta grandi spese aggiuntive per lo Stato, ma che è coerente con un disegno di eguaglianza dei cittadini, specie dopo il progressivo trasferimento a carico dello Stato della contribuzione per pagare i trattamenti di famiglia. Peraltro, le ultime leggi finanziarie che hanno aumentato gli stanziamenti per l’Assegno per il nucleo familiare ai lavoratori dipendenti e loro pensionati, hanno ancor più acuito le disparità di trattamento tra i pensionati del lavoro autonomo, ai quali vengono ancora erogati assegni familiari di 10,21 euro mensili, e gli altri pensionati. Riguardo al sistema socio-sanitario La domiciliarizzazione dell’assistenza deve costituire una scelta obbligata in tutte le Regioni e divenire pratica estesa in un disegno complessivo di territorializzazione dell’intervento pubblico. Il sistema sanitario va confermato nella sua universalità e gratuità: la salute dei cittadini deve essere prioritaria e la partecipazione alla spesa deve essere tale da tutelare i più deboli. L’accesso al servizio pubblico deve essere garantito qualificando i servizi e rimuovendo tutti gli ostacoli, come le liste di attesa, che penalizzano specialmente i cittadini meno abbienti e coloro che hanno più bisogno di assistenza, quali gli anziani. Bene ha fatto il ministro del Welfare Sacconi a confermare il patto per la salute, realizzato dal suo predecessore con le regioni, ma occorre essere conseguenti con quelle scelte. Riguardo alla questione sicurezza, che interessa particolarmente gli anziani, vanno valutate con attenzione le prime mosse del Governo per dare maggiori certezze ai cittadini e agli anziani ma occorre che tali misure siano in grado di ridurre il fenomeno della criminalità e della microcriminalità e al tempo stesso di diffondere un clima di convivenza civile tra la gente. Discutibile e pericolosa la scelta introdotta di schedatura dei bambini Rom, anche se un intervento di monitoraggio sul numero e la qualità delle persone presenti sul territorio nazionale, e specificamente nei campi organizzati, è una necessità che va nella giusta direzione. Il forte invecchiamento della popolazione colloca i problemi degli anziani tra i principali problemi che la società moderna si trova a fronteggiare e la garanzia di poter mantenere una condizione dignitosa, di poter usufruire della necessaria mobilità, di poter restare anche da vecchi nella casa di abitazione, rappresenta l’affermazione del diritto a continuare la propria esistenza in un territorio in cui si è trascorso la maggior parte della vita lavorativa. La presenza degli anziani è motivo di sviluppo e coesione sociale per la conservazione e la valorizzazione delle tradizioni e della cultura di cui gran parte dei territori italiani sono portatori, mentre la rarefazione dei servizi, dai centri sanitari, scolastici, culturali, fino agli sportelli bancari, è il fenomeno che prelude alla progressiva emarginazione dei piccoli centri.
Il presidente della Cia Giuseppe Politi al Forum dell’Anbi indica le priorità per garantire un uso razionale di un bene sempre più prezioso. Il contributo responsabile dell’agricoltura. Nuovi sistemi di irrigazione, sviluppo della ricerca e delle tecnologie. Istituire un’Autorità unica delle acque; modernizzare la rete idrica; rinnovare e modernizzare il sistema dei Consorzi di bonifica; promuovere la ricerca sulle tecniche di irrigazione, sulle pratiche agronomiche e su nuove varietà adatte alla scarsità d’acqua. Sono queste alcune delle priorità elencate oggi dal presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi nel corso del Forum promosso a Roma dall’Anbi (Associazione nazionale bonifiche, irrigazioni e miglioramenti fondiari). “I mutamenti climatici in atto e la scarsa attenzione all’uso razionale delle risorse idriche disponibili -ha affermato Politi- determinano situazioni di diffusa emergenza in tema di scarsa disponibilità di acqua ad uso irriguo. Per questo motivo evidenziamo l’esigenza di una gestione innovativa delle risorse idriche a livello amministrativo, di investimenti aziendali nei nuovi sistemi di irrigazione, di sostegno alla ricerca per la diffusione di coltivazioni agricole meno idroesigenti. Insomma, bisogna uscire dalle logica di emergenza, per avviare organiche politiche di natura strutturale”. “L’Autorità unica -ha rimarcato il presidente della Cia- deve avere come obiettivi principali quelli di superare l’attuale frammentazione decisionale, di promuovere accordi tra i diversi soggetti, di controllare e sanzionare le violazioni, di governare l’equa ripartizione delle risorse idriche per l’uso irriguo, dopo aver soddisfatto il consumo umano, come afferma la legge. “L’agricoltura intende così fare -ha detto- la propria parte, sostenendo che servono una programmazione dell’impiego dell’acqua, il coordinamento dell’uso con gli altri settori, l’ottimizzazione dell’utilizzo idrico e politiche di ambito e di bacino”. Ridurre la vulnerabilità delle risorse idriche e lavorare nelle strategie di adattamenti nel settore agricolo significa -ha sostenuto Politi- razionalizzare, integrare e rendere efficienti i diversi usi dell’acqua, cioè quelli che interessano l’agricoltura, l’industria, l’energia e la popolazione e questo richiede il contributo del più ampio arco di forze”. “Il Piano irriguo è stato rifinanziato, i Piani di sviluppo rurale sono stati approvati, ora occorre concentrarsi -ha sottolineato il presidente della Cia- sulle priorità e sulle realizzazioni più urgenti: modernizzare la rete, realizzare strutturare per l’accumulo di acqua, piccoli e medi invasi per usi plurimi, avviare l’uso di risorse idriche non convenzionali, controllare gli emungimenti abusivi, diffusione di nuove tecniche di irrigazione, investimenti per il risparmio idrico, predisporre nuove opportunità assicurative”. Per quello che concerne i Consorzi di bonifica, Politi ha rilevato l’esigenza di in un’azione riformatrice che li collochi “in una logica di governo del territorio, in quanto autonomie funzionali e come strumenti di autogoverno degli agricoltori”. “La mission dei Consorzi di bonifica -ha concluso il presidente della Cia- dovrebbe concentrarsi sull’irrigazione, la gestione del ciclo integrale dell’acqua, la sicurezza idraulica, la difesa del suolo , quindi, il presidio del territori”.
Il presidente della Cia Giuseppe Politi esprime apprezzamento per l’intenzione del responsabile delle Politiche agricole di continuare l’iter già avviato dal suo predecessore De Castro. Indispensabile un confronto alto per affrontare i gravi problemi oggi sul tappeto. “Non possiamo che esprimere il nostro apprezzamento per l’intenzione del ministro delle Politiche agricole Luca Zaia di portare avanti l’iter della Conferenza nazionale sull’agricoltura”. Lo ha sostenuto il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi per il quale “ “ “Per questo motivo, fin da adesso riconfermiamo -ha detto Politi- tutto il nostro impegno e la nostra collaborazione, affinché “Del resto, la nuova situazione nella quale opera l’agricoltura italiana, gli effetti della globalizzazione, le tensioni sulle materie prime agricole nei mercati mondiali, i gravi problemi posti dall’emergenza cibo, la riforma della Pac, la presenza di nuovi e più agguerriti competitori, le mutate esigenze dei consumatori, il confronto sulle prospettive finanziarie dell’Unione europea, le difficoltà di reddito delle imprese, la mancanza di chiare ed efficaci scelte di politica economica rivolte al sostegno dell’agricoltura sono -ha concluso Politi- le motivazioni più importanti per continuare l’iter della Conferenza nazionale sull’agricoltura”.
Un’iniziativa lodevole che può contribuire a rilanciare i consumi ortofrutticoli. Così La proposta -avverte Basti pensare che oggi nell’Unione europea ci sono oltre 22 milioni di bambini in soprappeso, di cui più del 25 per cento obesi. Una percentuale che -sottolinea Quindi, Bruxelles è decisa ad incoraggiare i giovani a consumare prodotti salubri come la frutta e la verdura e ad abbandonare quell’ alimentazione “spazzatura” che in questi ultimi anni ha provocato preoccupanti guasti alla salute. Serve, insomma, una dieta sana che -rimarca Non solo. Iniziative del genere possono contribuire a rilanciare anche i consumi di ortofrutta che sono scesi in tutta Europa, ma soprattutto nel nostro Paese. Nel 2007 -sostiene
Sottolineata l’importanza dell’opera di manutenzione e vigilanza. Informazione capillare per contrastare le fiamme e nuovi gravi danni per l’uomo e l’ecosistema. Gli agricoltori italiani si candidano a guardiani dei boschi e del territorio. Le devastazioni causate anche in questi giorni dagli incendi, appiccati nella stragrande maggioranza dei casi da “piromani killer”, hanno spinto I produttori, con il loro ruolo sempre più multifunzionale, scendono così in campo per svolgere -sostiene L’iniziativa d’informazione della Cia è partita nei giorni scorsi con una programmazione radiofonica su scala nazionale e proseguirà con la distribuzione capillare sul territorio di materiale informativo e didattico. Particolare attenzione, ovviamente, è dedicata alle aree rurale e a tutti i soggetti che intorno ad essa operano o ne fruiscono. L'Italia -rileva
È questo il modo tangibile e serio, secondo il presidente provinciale, per ricercare nella concretezza la serenità e l’unicità di intenti da parte di tutti gli attori del territorio e primi fra questi, degli agricoltori e degli allevatori che, dai danni subiti dai predatori vedono ogni giorno messo in discussione, il loro stesso diritto a ricavare reddito dal proprio lavoro. Stabilito questo come elemento di normalità, gli agricoltori devono poi vedersi riconosciuto il loro ruolo per la conservazione, la custodia, la manutenzione e mantenimento del patrimonio naturale, in questo senso le aree Parco devono diventare luoghi d’eccellenza dove sperimentare nuove e più avanzate forme di politica agro ambientale, di produzioni certificate come provenienti dai territori del Parco e la cui unicità è attestata dalla riconosciuta possibilità di fregiare i prodotti del simbolo dello stesso Parco. Simbolo e fregio che non possono che essere concessi gratuitamente. E’ stato, inoltre, rimarcato l’ineludibile, indispensabile aggancio, ai Piani di sviluppo rurale delle regioni interessate. In questo senso sono state avanzate ipotesi di premialità per i piani di miglioramento aziendali (Pma), provenienti dagli allevatori delle aree parco, da far inserire- previo opportune iniziative comuni - nei bandi di prossima emanazione nelle tre regioni interessate. Infine, ma non per importanza, la necessità di dotare il Parco di un qualificato e qualificante progetto di piano nel settore agrituristico.
Le disposizioni e le novità che regolamentano oggi le attività legate all’agriturismo saranno spunto e traccia per delineare il futuro dell’agriturismo regionale, nell’incontro “Una nuova stagione per l’agriturismo ligure”, il convegno organizzato dalla Confederazione italiana agricoltori di Imperia nell’ambito della Festa Provinciale. La tavola rotonda sarà ospitata sabato 12 luglio nella Sala Consiliare del Comune di Ospedaletti, quest’anno sede scelta per la tradizionale festa organizzata dall’associazione per un momento di riflessione e aggregazione fra i soci. A partire dalle ore 9.30 gli addetti ai lavori delineeranno prospettive e aspettative delle realtà divenute un aspetto sempre più importante e ricercato di turismo e non solo. I lavori saranno introdotti da Gianfranco Croese, presidente provinciale Cia, e Gianna Benedetti, vicepresidente regionale della Confederazione nonché responsabile del “settore agriturismo” della Cia Liguria. I due illustreranno la nuova disciplina regionale, con particolare riferimento alle modifiche e alle novità sostanziali frutto di accordi e discussioni. Per gli aspetti tecnici interverranno Rino Papone, presidente della sezione Edili di Confindustria, che fornirà indicazioni sulla ristrutturazione di caseggiati nel rispetto delle indicazioni paesaggistiche, mentre Rachele Fusai e Maria D’Errico, coordinatrici dell’associazione “Strada del Vino” Terre di Arezzo, introdurranno un’esperienza riuscita di promozione e valorizzazione del territorio attraverso percorsi legati all’agriturismo come forma di turismo e non solo, valore aggiunto che può offrire grandi opportunità. Saranno inoltre presenti il Notaio Franco Amadeo, Presidente della Stl “Riviera dei Fiori”, Ivano Moscamora, presidente regionale della Cia, e Giancarlo Cassini, assessore all'Agricoltura della Regione Liguria. “L’attività agrituristica -sostiene Gianfranco Croese- può divenire fattore trainante per lo sviluppo dell’economia regionale e per la nostra provincia in particolare. L’insieme delle attività e delle proposte agrituristiche, permesse ora dalla nuova disciplina, conciliano infatti agricoltura e turismo, nel rispetto dell’ambiente, del territorio e delle sue tradizioni, senza dimenticare la possibilità di recupero del patrimonio edilizio e storico, attraverso la valorizzazione dei fabbricati esistenti”. Sabato e domenica sera
Sabato 12 e domenica 13 luglio appuntamento a Ne’, in provincia di Genova, dove, in occasione della Fiera-Festa annuale dell’Agricoltura, sarà allestito uno stand di raccolta firme nel quale gli operatori del patronato saranno a disposizione dei cittadini anche per offrire consulenza e informazioni sui servizi che si svolgono in campo socio-previdenziale. L’Associazione pensionati di Genova, che collabora con il Comune e Sempre nel fine settimana di metà luglio, a Ospedaletti Ligure (Imperia) il gazebo dell’Inac accoglierà i visitatori alla Festa della Cia di Imperia, all’ingresso del piazzale a mare, dove sarà chiesto a tutti i partecipanti di apporre la propria firma per l’abolizione del provvedimento che sposta la decorrenza della pensione ad un periodo successivo rispetto a quello di raggiungimento dei requisiti: una vera e propria ingiustizia.
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