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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 47 - n. 108 9 giugno 2005
COMUNICATI
  • Fame nel mondo: contributo di solidarietà degli agricoltori europei per dare risposte e una speranza a chi oggi soffre drammaticamente
TERRITORIO
  • Calabria: ancora un significativo successo del progetto “A Scuola con la Cia”
  • Cia di Crotone: parte il progetto "Agri-Risorse"
  • Cia Lombardia: competitività e patto con la società, le future sfide dell’agricoltura
APPUNTAMENTI
  • Friuli Venezia Giulia: i pensionati Cia in festa a Chions discutono di welfare

 

COMUNICATI


Fame nel mondo: contributo di solidarietà degli agricoltori europei per dare risposte e una speranza a chi oggi soffre drammaticamente

 

Un appello in tal senso è stato lanciato oggi a Bruxelles dal presidente della Cia Giuseppe Politi nel corso del praesidium del Copa. Nell’iniziativa coinvolgere anche la Fipa (Federazione internazionale dei produttori agricoli).

 

Gli agricoltori europei in prima linea contro la  fame nel mondo.  L’invito è venuto oggi a Bruxelles dal presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi nel corso del praesidium del Copa (Comitato delle organizzazioni agricole europee).

In questa sede Politi ha ribadito la richiesta fatta al  presidente del Copa Peter Gaemelke per un’iniziativa di solidarietà  con interventi concreti  per dare risposte a chi, soprattutto bambini, oggi soffre in diverse parti del Pianeta. Un’iniziativa nella quale coinvolgere anche la Fipa (la Federazione internazionale dei produttori agricoli)  per affrontare il drammatico fenomeno e cercare di studiare soluzioni che possono alleviare la sofferenza di molte popolazioni

Nel suo intervento al praesidium del Copa, il presidente della Cia ha ricordato che i dati sulla fame nel mondo sono veramente allarmanti. “Il drammatico problema -ha detto-  coinvolge un numero crescente di persone: nel periodo 2000-2004 sono state 852 milioni, 18 milioni in più dalla metà degli anni  '90. Inoltre, i costi umani ed economici della fame non potranno che   aumentare se questa tendenza non verrà invertita”.

“In un  recente studio, la Fao -ha sottolineato Politi-  ha evidenziato che la fame e la malnutrizione causano enormi sofferenze, uccidono ogni anno più di cinque milioni di bambini e costano ai Paesi in via di sviluppo miliardi di dollari in termini di perdita di produttività e di reddito nazionali. Il rapporto afferma anche che, senza i costi diretti cui la società deve far fronte per i danni causati dalla fame, ci sarebbero più fondi a disposizione per combattere altri problemi sociali”.

“Tutto questo -ha ribadito ancora il presidente della Cia- dimostra che per combattere lo spettro della fame nel mondo si fa ancora troppo poco e le azioni intraprese si disperdono in maniera preoccupante e senza che si raggiunga il pur minimo obiettivo. Gli interventi e le politiche sono insufficienti. C’è, quindi, l’esigenza di iniziative nuove e soprattutto di strategie di ampio e solido respiro”. Da qui l’appello di Politi affinché gli agricoltori europei possano, anche in questo delicato frangente, fornire il loro concreto contributo per affrontare il tragico problema e trovare le soluzioni migliori verso i più deboli della Terra. 

 

 

 

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TERRITORIO


Calabria: ancora un significativo successo del progetto “A Scuola con la Cia”

 

La storia parte dal povero contadino Padella che subisce le angherie del barone Muffolone senza terra. Questi si vuole a tutti i costi impossessare della proprietà dello sventurato contadino per poi rivenderla e con il guadagno fare la bella vita nel nord Italia. Le disgrazie che si abbattono su Padella sono davvero tante, ad iniziare dal fuggi fuggi delle donne raccoglitrici di olive impaurite dalla presenza di un falso fantasma per poi proseguire all’attacco maligno della mosca Dacus che danneggia irrimediabilmente  le olive. Scoraggiato dall’accaduto il contadino Padella accetta di vendere la terra al barone Muffolone, ma mentre sta firmando il contratto, ecco arrivare i circensi che chiedono dell’acqua per le loro bestie e che, per ricambiare Padella della cortesia dimostrata, raccolgono le olive salvando il contadino dalla disgrazia. E’ questa la trama dello spettacolo messo in scena dai bambini delle terze classi della scuola elementare “Benedetto Citriniti” di Simeri Crichi (in provincia di Catanzaro), in occasione della “Seconda Festa” legata al progetto “A Scuola con la Cia” che si inquadra nel progetto più generale di “Scuola in Fattoria” un filone di attività della Cia, specificatamente rivolto ai temi dell’educazione alimentare, del consumo dei prodotti tipici e tradizionali della nostra regione e del valore del lavoro agricolo ai fini della protezione del territorio. Una storia semplice, recitata da bambini ma profonda perché nasconde l’amarezza e l’arroganza a cui, i contadini di ieri, oggi imprenditori, erano e sono ancora costretti.

“Certo -ha commentato il presidente della Confederazione italiani degli agricoltori Giuseppe Mangone- un tempo vi erano i baroni proprietari assenteisti, senza scrupoli, oggi c’è invece la strozzatura della mafia che condiziona sempre più pesantemente la libera iniziativa imprenditoriale degli agricoltori”. 

La “Seconda Festa” organizzata appunto dalla Cia, ha coinvolto nella sua sana allegria un intero paese che si è lasciato trasportare dal buonumore scaturito da centinaia di bandierine,  musiche, canti popolari e dalla degustazione di una stuzzicante pasta e ceci e fresine condite con oli di Calabria fini e pregiati. Dopo la recita di poesie realizzate dai bambini delle seconde classi,  i risultati del progetto “A scuola con la Cia” sono stati resi noti della referente Rosa Critelli che ha seguito durante tutto l’anno scolastico 64 bambini delle seconde e terze elementari indirizzandoli verso la conoscenza dell’olivo, dell’olio e dei cereali.

Il presidente Mangone intervenendo ha detto che: “l’obiettivo principale del lavoro svolto con i bambini della scuola elementare ‘Citriniti’ era quello di fare un efficace passo avanti nella formazione di nuovi consumatori che ci auguriamo siano sempre attenti alle questioni alimentari. Spero quindi che il progetto possa riavvicinare le nuove generazioni al mondo dell’agricoltura e creare una maggiore consapevolezza su di un mondo spesso poco conosciuto”.

All’incontro era presente anche l’assessore all’Agricoltura Mario Pirillo che, visibilmente divertito, ha manifestato la più viva soddisfazione di trovarsi coinvolto in una festa dedicata all’agricoltura dove i veri protagonisti sono i bambini. “Progetti di questo genere -ha detto Pirillo nel suo intervento- dovrebbero avere un respiro a livello regionale ed è mia intenzione sostenere questa iniziativa affinché faccia da apripista in altre realtà scolastiche della regione. La Cia della Calabria sta dimostrando di voler allargare i suoi orizzonti portando alla conoscenza di un mondo per tanti aspetti distante, non solo i bambini ma anche i loro genitori che poi materialmente vanno ad acquistare i prodotti come frutta verdura e quant’altro ricchi di una conoscenza in più”.  

All’incontro sono intervenuti, inoltre, la dirigente dell’Istituto Citriniti, Caterina Anania e Carla Donnini, responsabile dell’Area Territorio e sviluppo locale della Cia nazionale che ha concluso la manifestazione, esprimendo il più vivo apprezzamento per il lavoro che la Cia della Calabria svolge sui temi dell’educazione alimentare, soprattutto nell’ambito scolastico.


Cia di Crotone: parte il progetto "Agri-Risorse"

 

Parte il progetto "Agri-Risorse", l’iniziativa curata dal Centro Studi e Ricerca in Agricoltura (Csra) della Cia di Crotone a cui collaborano ingegneri ambientali, ingegneri gestionali, biologi, naturalisti, architetti, agronomi, esperti delle filiere bioenergetiche, ha l’obiettivo di occuparsi degli  aspetti politici, tecnici ed economici legati alle tematiche energetiche.

Per Franco Barretta, presidente della Cia di Crotone, l’agricoltura e gli agricoltori hanno il diritto di entrare a pieno titolo nel panorama delle energie rinnovabili perché dai campi, dai boschi, dagli allevamenti è possibile, oggi, produrre e risparmiare  tanta e buona energia pulita. Basti pensare alla produzione del biodisel, del bioetanolo, alla produzione di energia elettrica o termica con la combustione del legno e così via, attraverso cui è possibile creare sviluppo economico locale, occupazione, miglioramento ambientale, e,quindi riduzione dell’inquinamento atmosferico, che è alla base del protocollo di Kyoto.

A sostenere la validità del progetto, secondo Barretta, va considerato il fatto che grazie alla nuova Politica agricola comune, sarà possibile utilizzare in azienda altre colture, alternative a quelle tradizioni, per effetto del disaccoppiamento. Tale novità consentirà dunque all’azienda di promuovere nuove coltivazioni senza che per questo si possano creare problemi ai fini dei contributi comunitari. Oggi c’è il rischio, però, che il mondo agricolo rischia di vedersi passare davanti il treno delle biomasse e di farsi sottrarre ancora una volta da altri attori della filiera tutto il valore aggiunto.

L’interesse per  colture alternative deriva anche dal fatto che esse possono giocare un ruolo strategico nelle attuali politiche agricole, quale possibile alternativa alle produzioni agricole alimentari.

La Cia di Crotone in questi giorni sarà impegnata a promuovere una serie di incontri e dibattiti con Enti locali ed Istituzioni per dare una dettagliata informazione su cosa si può fare e su come muoversi.

Il 30 giugno unitamente alla Provincia di Crotone, alla Regione Calabria e all’Università di Napoli la Cia  organizzerà un seminario aperto ad esperti, agricoltori ed operatori del comparto agro-energetico. 

 

 

 


Cia Lombardia: competitività e patto con la società, le future sfide dell’agricoltura

 

L’intervento del presidente nazionale  Giuseppe Politi.

 

“Le sfide dell’impresa agricola: competitività, un sistema agroalimentare avanzato, un nuovo patto con la società”. E’ stato questo il tema dominante dell’Assemblea regionale della Cia della  Lombardia, svoltasi ieri a Milano. Nel concludere i lavori, il presidente nazionale della Confederazione, Giuseppe Politi, ha fatto una disamina attenta e puntigliosa del quadro generale dell’agricoltura italiana sottolineandone luci ed ombre.

“Con grande orgoglio -ha detto- possiamo affermare che la nostra è stata l’unica organizzazione ad intuire le nuove esigenze della società europea. ‘Dalla protezione alla competizione’, ‘Un patto alla pari’, il secco no alle quote fisiche alla produzione e soprattutto la scelta della qualità con la parola d’ordine ‘Produrre meglio, produrre meno’, testimoniano la presenza di una organizzazione come la nostra che ha saputo cogliere per intero le novità ed avanzare conseguenti proposte in campo economico e sociale.

“A nostro giudizio -ha detto ancora Politi- una seria politica di governo deve essere finalizzata al superamento degli squilibri produttivi, sociali e territoriali ancora pesantemente esistenti. Per costruire tale obiettivo è necessaria una nuova azione di governo dell’economia e della società, in grado di esaltare e valorizzare le grandi ricchezze umane, produttive e territoriali esistenti nel nostro Paese”.

Politi si è poi chiesto come può la qualità continuare ad essere arma vincente del nostro sistema agroalimentare, in un mercato sempre più aperto e concorrenziale?

“La qualità -ha ribadito- è strategia vincente solo se si combina con l’innovazione e c’è innovazione solo quando le nuove conoscenze sono trasformate in beni e servizi, ovvero in valore aggiunto”.

“Per questo motivo -ha concluso Politi- vogliamo rapportarci alla società, lavorando per creare le giuste intese con l’obiettivo di valorizzare l’agricoltura e il ruolo multifunzionale svolto dagli agricoltori”.

Ad aprire i lavori è stato il presidente regionale della Cia, Mario Lanzi, il quale si è soffermato sulle potenzialità insiste nell’agricoltura regionale, mortificate però da una inadeguata politica a sostegno del lavoro e del reddito degli agricoltori.

“La Cia della Lombardia -ha sottolineato Lanzi- ripropone la propria disponibilità a mantenere anche per il futuro un ruolo coerente e propositivo in un sistema agroalimentare avanzato e in un contesto di rapporti basati su un pano di pari dignità. La confederazione lombarda indica, quindi, alcuni strumenti di confronto e di governo del settore: un Consiglio regionale aperto ai temi dell’agricoltura, la ripresa dei lavori del tavolo verde regionale, la costituzione di una consulta regionale sulla Pac e degli osservatori di prodotto, nonché l’avvio di un organismo interprofessionale latte lombardo”.

Il presidente regionale della Cia ha poi sollecitato l’accelerazione del progetto di distretti rurali regionali che possa cogliere le risorse finanziarie disponibili. Un progetto che parta da un piano destinato alle produzioni vegetali, sul quale innestare la programmazione delle produzioni ortofrutticole e zootecniche. Un distretto che si riconosca in un “paniere rurale” di prodotti, sorretto da una politica di tutela dei marchi e di penetrazione sul mercato che lo renda remunerativo nell’interesse del tessuto sociale e territoriale.

All’Assemblea sono intervenuti, tra gli altri, Maurizio Ottolini, vicepresidente nazionale Confcooperative; Giancarlo Sironi, presidente Anca-Legacoop nord-ovest; Giuseppe Ambrosi, presidente Assolatte. Hanno partecipato anche rappresentanti degli enti locali, della regione e di Coop Italia.

 

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APPUNTAMENTI


Friuli Venezia Giulia: i pensionati Cia in festa a Chions discutono di welfare

 

Si svolgerà a Chions, in provincia di Pordenone, sabato prossimo 11 giugno la terza Festa regionale dei pensionati della Cia del Friuli Venezia Giulia. L’iniziativa, alla quale parteciperà anche una delegazione di pensionati dell’Emilia Romagna, si articola su due momenti: uno politico e l’altro conviviale. Il primo consiste in un convegno che ha per titolo: Stato sociale e tutela degli anziani nelle aree rurali. L’appuntamento è per le ore 10 presso l’auditorium di villa Perotti nel centro di Chions.

Dopo il saluto iniziale del presidente provinciale dei pensionati di Pordenone Rodolfo Fedrigo, la relazione sarà tenuta da Ferdinando Rizzi, responsabile regionale dell’associazione. “Chiediamo alla regione -ha anticipato Rizzi- che i Piani di zona (strumenti della programmazione assistenziale dei distretti) assicurino uguali prestazioni anche alla popolazione che risiede nelle aree rurali e che venga costituito un fondo per gli interventi a favore dei non autosufficienti”. Accanto ai temi di carattere assistenziale, ci saranno anche quelli di natura sanitaria e previdenziale. A questo proposito sarà rivolto un appello al Parlamento ed al Governo per l’adeguamento del minimo pensionistico (portandolo a 600 euro) e la rivalutazione dei contributi versati dagli agricoltori e dagli altri lavoratori autonomi. L’appello sarà raccolto e riportato in sede nazionale da Giovanna Gazzetta, vicepresidente dell’associazione pensionati e da Manuela Botteghi, presidente regionale e componente della presidenza nazionale della Cia, che interverranno al convegno.

 

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