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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 45 - n. 169 8 ottobre 2003
ATTUALITÀ
  • Il Cipat nazionale prosegue nella creazione di una rete territoriale
TERRITORIO
  • Cartelle pazze: la Cia siciliana scrive al ministro Alemanno e all’assessore Castiglione
  • Petizione per la semplificazione burocratica in campo vitivinicolo
APPUNTAMENTI
  • Agricoltura e cambiamenti climatici: un convegno della Cia Umbria

 

ATTUALITÀ


Il Cipat nazionale prosegue nella creazione di una rete territoriale

Il Cipat nazionale, rinnovato nella forma e nella sostanza, prosegue nel suo percorso volto a conferire concretezza al concetto di “sistema Cia” ed alla dimensione di rete territoriale.
Agire la dimensione di rete sottende al “comunicare” inteso nel senso etimologico e cioè “mettere in comune”, nel caso, progetti, idee, professionalità, esperienze, materiali didattici e soprattutto la ferma convinzione della necessità di percorrere insieme le tappe del cambiamento.
Parte del territorio ha già risposto all’invito a “comunicare” espresso dal Cipat nazionale:
Gli incontri finalizzati a progetti specifici con Campania e Umbria ed i direttivi svolti in Toscana, Sicilia e Marche sono certamente un campione significativo che ci consente di esprimere proiezioni ottimistiche per le restanti realtà con cui entrare in stretto contatto.
Nel territorio ci sono staff professionalmente preparati, motivati e snelli, azioni e progetti innovativi e di prospettiva e tanta voglia di sentirsi pienamente “dentro” al sistema Cia come partner affidabile e corretto sulla strada del cambiamento.
La nuova strategia operativa del Cipat nazionale è orientata in due grandi direttrici:
- attività esterna, rivolta ad associati e cittadini, fornendo un supporto alle attività del territorio e implementando azioni di carattere nazionale e transnazionale non in competizione, ma bensì in sinergia col territorio
- attività interna, tramite la realizzazione di un sistema di autoapprendimento assistito per la formazione permanente dei quasi 3000 dipendenti Cia.
In tale strategia svolgerà un ruolo cardine il sito www.cipat.org (attualmente in fase di allestimento) tramite la sua intranet, uno spazio virtuale per conoscerci, confrontarci, mettere in comune progetti idee, materiali e punti di eccellenza.
Tale strategia, accolta con entusiasmo dalle realtà contattate, è dinamica, flessibile e con una forte propensione a cogliere con umiltà e volontà gli input che provengono dal territorio.
Essere sistema infatti non può prescindere dalla quotidiana disponibilità al confronto “inter pares” con tutti gli elementi del sistema stesso.

 

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TERRITORIO


Cartelle pazze: la Cia siciliana scrive al ministro Alemanno e all’assessore Castiglione
Cartelle pazze: la Cia siciliana scrive al ministro Alemanno e all’assessore Castiglione
perché blocchino le procedure della riscossione coatta

La morsa dei debiti verso l’Inps stritola le aziende agricole siciliane che, a seguito della cartolarizzazione, si vedono notificare da parte delle società di riscossione minacciose raccomandate in cui si comunica il blocco dei beni o l’iscrizione dell’ipoteca.
Il presidente della Cia siciliana, Carmelo Gurrieri, ha chiesto al ministro Alemanno e all’assessore regionale all’agricoltura, Castiglione, un intervento urgente per bloccare le procedure di recupero dei crediti e le azioni di tutela e rivalsa messe in atto dagli istituti di riscossione.
Le procedure di recupero del presunto credito vantato dall’Inps nei confronti delle aziende agricole, malgrado i numerosi ricorsi presentati dalle stesse e quasi mai presi in considerazione, vanno quindi avanti e mettono in serio pericolo la stessa sopravvivenza delle imprese.
"Temiamo pesanti ricadute su migliaia e migliaia di aziende agricole con possibili ripercussioni anche di ordine pubblico” dice preoccupato Gurrieri.
“ll blocco dell’iter previsto dalla cartolarizzazione è necessario –sostiene Gurrieri- se si considera la difficoltà in cui versano le aziende agricole siciliane vessate dal ripetersi delle calamità naturali e della discutibile legittimità della operazione di cartolarizzazione che nella stragrande maggioranza dei casi riteniamo basata su debiti non accertati, così come dimostrano i tanti ricorsi presentati all’Inps e mai evasi dallo stesso Istituto”.
Al ministro Alemanno la Cia siciliana ha poi ribadito la inderogabile necessità di un intervento legislativo che riporti chiarezza e certezza sull’intera problematica e che risolva il problema delle cartelle pazze chiudendo definitivamente la decennale questione.


Petizione per la semplificazione burocratica in campo vitivinicolo

“Unicità di modello ed unicità di sportello”: presentata a Barolo (Cuneo) la petizione per la semplificazione burocratica in campo vitivinicolo


La Cia del Piemonte ha presentato il 7 ottobre, nella prestigiosa sede del Castello del Falletti di Barolo, la petizione al Consiglio regionale intitolata “Unicità di modello ed unicità di sportello", con la quale vuole porre in evidenza l’esigenza di una decisa semplificazione burocratica in campo vitivinicolo ed indica le strade per perseguirla.
La petizione, in calce alla quale la Cia del Piemonte si propone di raccogliere 10.000 firme di viticoltori piemontesi, è stata presentata dal Presidente regionale della Cia Attilio Borroni, dai Presidenti provinciali delle Cia di Asti e di Cuneo, Dino Scanavino e Valentina Masante, dal Direttore della Cia di Alessandria Giuseppe Botto.
Le varie normative in campo vitivinicolo -quella europea, quella nazionale e quella regionale– costringono ormai i vitivinicoltori ad una serie di gravosi adempimenti burocratici, da svolgere presso Amministrazioni ed Enti diversi (Ministero, Regioni, Camere di Commercio), che talvolta si rivelano inutili, non di rado sono ripetitivi e per la loro complessità possono anche creare disguidi e di conseguenza essere la causa di pesanti sanzioni per i produttori.
Le aziende vitivinicole sono inoltre soggette a controlli in loco da parte di numerose Amministrazioni ed Enti, che non sempre agiscono in collegamento tra di loro e talvolta procurano intralci alla normale attività produttiva.
Il disagio nel mondo vitivinicolo sta crescendo enormemente.
E’ giunto il momento, secondo la Cia del Piemonte, di introdurre elementi di semplificazione nelle pratiche burocratiche, che senza trascurare le attese dei consumatori riguardo la serietà e la rigidità dei controlli, si concilino meglio con le esigenze operative dei produttori.
Tramite la petizione, la Cia del Piemonte intende rivolgere un pressante invito al Consiglio regionale perché si faccia interprete del disagio dei viticoltori e chiede, quale elemento più importante di semplificazione degli adempimenti burocratici in campo vitivinicolo, la costruzione di un solo modello da depositare presso un unico sportello per la dichiarazione delle superfici vitate e per quelle sulle produzioni vitivinicole che oggi sono disperse tra enti diversi e sono soggette all’uso di una modulistica diversificata.
La Cia del Piemonte chiede “l’unicità di modello e l’unicità di sportello”, da realizzarsi favorendo un percorso di collaborazione tra la rete territoriale e gli strumenti informatici della Regione, delle Province, dell’Agea e delle Camere di Commercio.
Sarà poi cura dell’Ente incaricato della raccolta del modello mettere a disposizione di tutti gli altri Enti le informazioni, raccolte presso lo sportello unico, per le verifiche, i controlli e le attività di programmazione di loro competenza.
Nel corso della discussione, che è seguita alla Conferenza stampa, sono intervenuti l’Assessore all’agricoltura della provincia di Cuneo Emilio Lombardi, il Consigliere regionale Vincenzo Tomatis, il dirigente regionale del settore vitivinicolo Ettore Ponzo, il direttore della Associazione produttori “ Vignaioli piemontesi” Gianluigi Biestro, il quali hanno tutti dichiarato di essere d’accordo con i contenuti della petizione e sono anche entrati nel merito, dando preziosi suggerimenti su come favorire la semplificazione delle pratiche burocratiche.
Al termine della discussione, il Presidente regionale della Cia del Piemonte ha sottolineato come sia necessario anche in questi momenti -in cui la questione strategica di quale qualità e di quale tipicità si vuole realizzare per i prodotti piemontesi sta assumendo un ruolo di assoluta prevalenza, in relazione anche alla vicenda degli Ogm- non dimenticare le incombenze quotidiane delle imprese agricole ed adoperarsi per una loro soluzione positiva.

 

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APPUNTAMENTI


Agricoltura e cambiamenti climatici: un convegno della Cia Umbria

Il problema della siccità, ma anche il continuo aumento delle temperature per lunghi periodi dell'anno, con i relativi danni per l'ambiente e l'agricoltura sono alcune delle tematiche che verranno trattate nell'incontro indetto dalla Cia dell'Umbria per il 13 ottobre a Marsciano presso l'azienda agricola "Torre Colombaia" di San Biagio della Valle, sul tema "L'agricoltura umbra di fronte ai cambiamenti climatici", l'impresa agricola alle prese con le profonde modificazioni climatiche in atto: gestirle per non soccombere che sarà concluso dal presidente nazionale della Cia Massimo Pacetti.
I lavori saranno introdotti dal presidente regionale Walter Trivellizzi. Parteciperanno tra gli altri, Nicola Stolfi responsabile Ufficio Ambiente della Cia nazionale e Domenico Brugno presidente della Cia di Perugia.

 

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