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Anno 51 - n. 161 8 agosto 2009
TERRITORIO
  • Cia Basilicata: da Tricarico il rilancio del suino nero lucano

 

TERRITORIO


Cia Basilicata: da Tricarico il rilancio del suino nero lucano

 

Era quasi estinto, come è accaduto a centinaia di razze zootecniche tradizionali italiane: il Suino Nero Lucano (o di Tricarico) ha avuto, però, un’altra possibilità e grazie all’azione dell’Alsia, dell’Associazione allevatori e a “coraggiosi” allevatori di Tricarico e del Medio Basento, alle confederazioni degli agricoltori-allevatori, è stato istituito l'albo genealogico del "suino nero Lucano".  Un evento importante che permette agli allevatori di conservare e allevare la razza autoctona in purezza e valorizzarne le produzioni di salumi pregiati. Di questo si discuterà a Tricarico martedì 11 agosto  alla tavola rotonda "Il Suino nero: un opportunità di sviluppo per le aree interne della Basilicata" (con la partecipazione del presidente della Cia lucana Donato Distefano) nel’ambito della Prima Sagra del Suino nero.

La Cia in questa occasione annuncerà la proposta di sostenere nel "comitato di sorveglianza", che nella misura 214 azione 3 del Psr.2007/13 vengano inserite oltre alle specie vegetali già previste, anche le razze autoctone delle specie zootecniche, fin qui escluse, in modo da aiutare quelle aziende che intendono diversificare le produzioni. Di pari passo con la valorizzazione del Suino Nero Lucano c’è quella  della Strada dei salumi lucani, oltre che una via turistica, è anche una strada nel tempo alla ricerca di tradizioni antichissime, visto che già i romani riconoscevano la qualità dei salumi della nostra regione. Un progetto importante riguarda i salumi della Media Valle del Basento e prevede la creazione di una filiera di salumi prodotti con suini allevati allo stato semibrado da un’associazione di produttori con sede a Tricarico. I salumi verranno prodotti in un salumificio in grado di coniugare il rispetto delle tradizioni e le norme igienico-sanitarie. L’etichetta evidenzierà sia il salumificio sia l’azienda agricola.

Per la Cia  Basilicata, il tema centrale del rilancio del settore zootecnico ed in particolare il segmento degli allevamenti  estensivi e bradi, riconducibile alle razze autoctone a partire da quello podolico per il comparto bovino, passando per quello ovi-caprino, suino ed equino -precisa il vicepresidente regionale Paolo Carbone- assumono centralità e pregnanza nelle politiche di sviluppo rurale, in particolare in questa fase di avvio delle iniziative d’investimenti legati al Psr 2007/2013, che rappresentano i punti alla base della nostra programmazione.

Infatti con le risorse disponibili per il Psr è necessario favorire soluzioni e investimenti in grado di coniugare vocazionalità dei nostri territori, propensioni produttive, risorse naturali, sorretta da una coerente azione progettuale capace di fornire un reale impulso ad alcuni importanti comparti produttivi, tra cui quello zootecnico, che a nostro parere più di altri è in grado di irrobustire la nostra economia agricola, agevolare lo sviluppo e rafforzare i sistemi produttivi locali, esaltare l’origine e il legame delle nostre produzioni con la nostra terra, costruire filiere produttive tipiche/locali. Questo percorso -dice Carbone- rappresenta una grande e unica opportunità che la Basilicata e le Organizzazioni agricole devono saper cogliere e contestualizzare e radicare nella nostra Regione anche attraverso uno specifico ddl di tutela e valorizzazione in zootecnia delle razze autoctone.

 

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