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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 50 - n. 138 8 luglio 2008
COMUNICATI
  • Consumi: è “boom” della spesa in campagna. Risparmi del 30 per cento e garanzia di qualità e tipicità
TERRITORIO
  • I lavori della Direzione della Cia di Catanzaro
  • L’agricoltura toscana in ginocchio, via alla mobilitazione della Cia
  • L’Aquila: Assemblea delle imprenditrici della provincia per costituire Donne in Campo
APPUNTAMENTI
  • Cia Sardegna: iniziativa sulla tracciabilità alimentare
  • Cia Liguria: convegno su “Aree agricole, risorsa per tutti”
  • Cia di Treviso: sabato 12 luglio la “Festa dei giovani agricoltori”

 

COMUNICATI


Consumi: è “boom” della spesa in campagna. Risparmi del 30 per cento e garanzia di qualità e tipicità

 

In relazione ai dati resi noti oggi dall’Istat, la Cia evidenzia che negli ultimi sei mesi 4 famiglie su 10 hanno fatto acquisti, almeno una volta, in fattoria e negli agriturismi. Frutta, verdure, olio e vino, i prodotti più gettonati. In crescita anche le compere di latte dai distributori automatici.

 

Davanti al caro-prezzi cresce il numero di italiani che scelgono di fare acquisti in campagna. Negli ultimi sei mesi, quattro famiglie su dieci hanno optato, almeno una volta, verso questo tipo di vendita. Il risparmio è assicurato (anche il 30 per cento in meno rispetto ai canali tradizionali della distribuzione), ma anche qualità, freschezza (è il caso dell’ortofrutta), tipicità e legame con il territorio. Risparmi che si ottengono anche nei mercati dove gli agricoltori praticano la vendita diretta. A sottolinearlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori in relazione ai dati sui consumi resi noti oggi dall’Istat.

Molto consolidato è, quindi, l’acquisto direttamente in fattoria o negli agriturismi. Nel 2007 la percentuale degli italiani che hanno comprato in campagna è cresciuta in maniera tangibile: più 15 per cento rispetto all’anno precedente. Si calcola -afferma la Cia- che altre 3,5 milioni persone che si sono rivolte, anche più volte, nell’arco dei dodici mesi, verso questo tipo di consumo che, oltre a mostrare un’evidente convenienza, permette di portare a casa prodotti genuini.

Per frutta e verdura -rileva la Cia- l’acquisto in campagna si rivela un vero ”affare” per i consumatori. Il risparmio si aggira attorno al 35 per cento (con punte anche del 40 per cento) nei confronti dei tradizionali canali di vendita. Stesso discorso per vino e olio, i cui prezzi si riducono del 25-30 per cento. Tagli del 15-20 per cento si hanno per pane e carne. In questo modo, infatti, si eliminano tutti i vari passaggi della filiera. Il che significa abbattimento dei costi.

Un chiaro esempio del risparmio per i consumatori italiani -afferma la Cia- viene anche dai distributori di latte, dove acquistare non è solo conveniente, ma si ha anche un prodotto di qualità che proviene direttamente dalla stalla. E i risultati finora ottenuti hanno evidenziato il ruolo importante di tale vendita diretta. Basti pensare che in poco tempo, in Italia, sono in funzione oltre 700 distributori con una vendita complessiva di circa 9.000 tonnellate di latte.

Inoltre, da quando è operativo il decreto per la vendita diretta da parte degli agricoltori -sostiene la Cia- è stato un vero crescendo. Nei vari punti di questa particolare commercializzazione, soprattutto frutta e verdura, ma anche pane, olio, vino e carne, si è registrato un sorprendente afflusso di persone. Siamo, quindi, in presenza di un fenomeno che è destinato a svilupparsi e a consolidarsi, visto che anche gli agricoltori stanno rispondendo in maniera concreta e costruttiva a questa rinnovata attenzione da parte dei consumatori.

Ovviamente la spesa in campagna -aggiunge la Cia- rappresenta una percentuale ancora bassa rispetto al totale degli acquisti alimentari. Tale strada costituisce, però, un elemento importante per contrastare i prezzi e combattere i rincari abnormi e ingiustificati provocati dai molteplici passaggi di filiera e dalle spinte speculative.

Un caro-prezzi che in questi ultimi mesi, ha appesantito la spesa alimentare degli italiani (vedi i rincari per generi di prima necessità come il pane, la pasta, il latte, la frutta e la verdura) e provocato un conseguente calo dei consumi (meno 2,5 per cento nel primo semestre dell’anno).

Dunque, aumenti pesanti e non per colpa dei produttori agricoli, che al contrario in questi ultimi due anni hanno visto ridurre i listini praticati all’origine. Basti pensare che dal campo alla tavola si registrano aumenti anche di venti volte che penalizzano sia i consumatori che gli stessi agricoltori. La vendita in campagna e quella dei mercati degli agricoltori apre, pertanto, nuove prospettive. Un percorso, quindi, da continuare a percorrere e sviluppare.

 

 

 

 

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TERRITORIO


I lavori della Direzione della Cia di Catanzaro

 

Nei giorni scorsi si è riunita la Direzione provinciale della Cia di Catanzaro per affrontare lo stato di grave crisi che attanaglia il settore agricolo. Alla riunione hanno partecipato il presidente regionale e la responsabile dell’organizzazione regionale Giuseppe Mangone e Rosa Critelli.

I lavori sono stati aperti e conclusi dal presidente provinciale Franco Lucia il quale alla luce di quanto emerso nella recente Conferenza economica nazionale di Lecce ha posto l’accento sul rallentamento dell’economia mondiale e il conseguente aumento generalizzato dei prezzi a partire da quello del petrolio ormai attestatosi su 150 dollari al barile.

Ciò -ha proseguito- ha fortissime ripercussioni sul settore agricolo dove il livello di concorrenza è globale. I produttori agricoli sono stritolati da un meccanismo perverso: da una parte i loro costi sono aumentati del 9 per cento in un anno (concimi  più 33 per cento, mangimi  più 22 per cento, carburante  più 10 per cento, antiparassitari  più 4 per cento), dall’altra i prezzi alla produzione continuano a diminuire a fronte di un aumento di quelli al dettaglio: generando  una ulteriore brusca frenata dei consumi di prodotti agricoli ed una conseguente riduzione del  più 2 per cento dei redditi rispetto allo scorso anno.

Alla luce di questi dati Franco Lucia ha indicato alcune delle proposte Cia: doppio prezzo (produzione e consumo finale), accordi di filiera, vendita diretta, interventi strutturali per sostenere la competitività delle imprese, ripristino delle agevolazioni fiscali per il carburante agricolo.

In Calabria per fronteggiare la crisi in atto bisogna sfruttare al massimo le opportunità offerte dal Por e dal Psr 2007/2013. Occorre fin dall’inizio vigilare attraverso controlli rigorosi e monitoraggi seri e costanti sulle reale destinazioni produttive della spesa nel settore, bloccando fin dall’inizio operazioni speculative che sottrarrebbero risorse scarse all’agricoltura.

Occorre, altresì, dirottare più risorse possibili verso l’impresa agricola capace di creare sviluppo e occupazione.

A tale proposito la Cia di Catanzaro alla ripresa della pausa estiva si farà portatrice di una forte iniziativa finalizzata a dare il giusto peso al ruolo dell’impresa agricola nella società e nei territori. Riguardo a ciò è notevole l’impegno profuso dalla Cia di Catanzaro per l’istituzione del Distretto agroalimentare del Lametino e rurale dello Ionio catanzarese.

La Direzione della Cia, inoltre, ha espresso compiacimento per la riduzione dei Consorzi di Bonifica da 17 a 11. Occorre, ha continuato Franco Lucia, procedere alla razionalizzazione delle strutture burocratiche-amministrative dei consorzi. La stessa operazione è auspicabile avvenga per le Associazioni Allevatori.

è stato anche espresso un giudizio positivo per l’iniziativa intrapresa dal Consorzio Alli Copanello nel recedere alla Astaldi il contatto d’appalto della diga sul Melito.

Infine, la Direzione provinciale della Cia ha sollecitato un intervento dell’assessorato regionale all’Agricoltura nei confronti dell’Organismo Pagatore per la liquidazione delle pratiche relative al biologico e alle calamità naturali.

La Direzione ha provveduto ad approvare i bilanci della Confederazione ed il relativo progetto di ristrutturazione e sviluppo.


L’agricoltura toscana in ginocchio, via alla mobilitazione della Cia

 

“Una ferita culturale e politica, un vero macigno ai danni degli agricoltori che va rimosso”. Le parole sono del presidente della Regione Toscana e assessore all’Agricoltura, Claudio Martini, che intervenendo all’assemblea della Cia regionale ha fatto riferimento alle norme urbanistiche che tanti danni stanno creando alle aziende agricole toscane come da tempo denunciato dalla Cia.

“Già ieri la Regione ha inviato una circolare a tutti i comuni toscani che sblocca le fidejussioni (da pagare per gli annessi agricoli) -ha aggiunto Martini- mi prendo personalmente la responsabilità, erano state sottovalutate le dimensioni del problema. Mi impegno -ha detto Martini alla platea della Cia- ad uscire dal tunnel, lavoriamoci sapendo che ci sono dei problemi sul campo, ed insieme troveremo la strada per non bloccare lo sviluppo delle nostre imprese”. Molte le richieste e le preoccupazioni rivolte al presidente Martini: dal tema della governance, ai problemi della burocrazia; dalla questione della risorsa idrica, “è meglio fare dieci invasi piuttosto che un altro Bilancino”, ha detto Martini, fino al dramma degli ungulati su cui ”bisogna programmare interventi di tipo straordinario”.

Oltre agli impegni di Martini, il quadro che è emerso è di un’agricoltura toscana in pericolo. Il grido da allarme viene dalla Confederazione italiana agricoltori della Toscana; per questo partirà una mobilitazione della Cia regionale. Forte preoccupazione per i redditi degli agricoltori, che sono diminuiti dal 2000 al 2007 del 18 per cento (contro un +16% della media europea), mentre nello stesso periodo i prezzi degli alimenti al consumo sono aumentati del 28 per cento. Nel 2007 i costi di produzione sono aumentati del 6%; è aumentata l’incertezza produzioni a causa dei cambiamenti climatici; si moltiplicano i vincoli e condizionamenti dell’attività agricola e il costo della burocrazia soffoca, sempre più, le imprese.. Fra le piaghe più grosse quella della burocrazia: ogni azienda agricola dedica 100 giorni all’anno per risolvere le pratiche amministrative e burocratiche anziché per lavorare nei campi. Una situazione critica che è comune a tutte le province toscane:

“Così non va -ha detto Giordano Pascucci, presidente della Cia Toscana (che conta 85mila iscritti come è emerso nell’assemblea)- serve un progetto strategico per lo sviluppo del settore, serve un nuovo patto tra agricoltura e società. La situazione purtroppo è di estrema difficoltà ed è generalizzata in tutta la regione -ha aggiunto Pascucci- non ci sono differenze sostanziali tra le  diverse zone della regione, la preoccupazione degli agricoltori è omogenea. Il Piano di sviluppo rurale può essere una spinta alla ripresa e all’ammodernamento delle strutture, ma da solo non sarà sufficiente per risolvere i problemi, che vanno dal caro gasolio al calo di consumi. La nostra agricoltura ha bisogno di rinnovarsi, solo così -sottolinea Pascucci- potrà essere competitiva sui mercati”.

Per questo la Cia lancia una fase di mobilitazione a tutela degli interessi e dei diritti legittimi degli agricoltori. Si tratta di un programma di iniziative per contribuire a risolvere i problemi, senza fomentare proteste o agitazioni: si terranno incontri ed assemblee con gli agricoltori in tutto il territorio; segnalazione dei problemi non risolti a partire dai concreti casi aziendali, costituendo “dossier” tematici; incontri con le istituzioni locali e regionali; campagne di sensibilizzazione dei cittadini; presidi, manifestazioni ed altre forme di mobilitazione che si rendano necessarie a sostegno delle richieste degli agricoltori.

“Quello che propone la Cia Toscana -ha concluso il presidente Pascucci- partendo dalla prossima assemblea, è un futuro con più spazio per il settore agricolo. In primis per garantire delle produzioni alimentari di qualità, quindi per garantire lo sviluppo delle aree rurali e per migliorare la qualità della vita di quei cittadini che vivono in quelle aree. E inoltre è importante ricordare che grazie all’agricoltura si tutela l’ambiente e il paesaggio della Toscana”.

Infine l’intervento del presidente nazionale della Cia, Giuseppe Politi il quale ha affermato che “manca un tavolo di confronto per l’agricoltura. Nonostante le promesse del ministro Zaia, nella finanziaria non c’è niente per l’agricoltura. Inoltre, a livello nazionale c’è ultimamente una preoccupante tendenza a distinguere fra le aziende che devono produrre e quelle che “non servono a niente”. Non vorremmo -ha sottolineato il presidente della Cia- che tutte quelle piccole medie imprese, che fanno multifunzionalità, rientrino fra le seconde, a vantaggio solo delle multinazionali, con il rischio di cadere nell’errore degli Ogm”.

 

 

 


L’Aquila: Assemblea delle imprenditrici della provincia per costituire Donne in Campo

 

Si è svolta, il 4 luglio scorso, un’Assemblea di imprenditrici agricole della provincia dell’Aquila per attivare la creazione di gruppi attivi di imprenditrici volti a promuovere nella provincia l’imprenditorialità femminile e iniziare il percorso di costituzione dell’Associazione Donne in Campo.

L’Assemblea, che ha visto la presenza di imprenditrici molto motivate all’attività, ha deciso di indire tre incontri da tenersi in punti diversi del territorio aquilano allo scopo di coinvolgere con maggior capillarità le imprenditrici della zona.

Alla riunione, presieduta da Filippo Rubei, presidente della Cia de L’Aquila, hanno partecipato Manuela Cozzi, imprenditrice della provincia e membro della Direzione nazionale Cia, e Teresa Chinni, presidente di Donne in Campo Chieti

 

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APPUNTAMENTI


Cia Sardegna: iniziativa sulla tracciabilità alimentare

 

Sabato prossimo 12 luglio, su iniziativa della Cia Sardegna, si terrà a Cagliari, alle ore 9.30, presso l’Hotel Mediterraneo,  una conferenza stampa sul  progetto:  “Tracciabilità alimentare sviluppo di mercato, una nuova gestione del sistema agroalimentare. Tracciabilità - certificazione di prodotto e di filiera - mercato e sviluppo. Oltre al presidente della Cia regionale Giorgio Piras, interverranno il  presidente della Regione Sardegna  Renato Soru, l’ assessore regionale all’Agricoltura Francesco Foddis, il  presidente regionale di Confagricoltura Luigi Picciau. Gianni Ibba, di Agea, Giuseppe Pulina, di Agris, Giancarlo Rossi, di Laore, Vincenzo Russo di Det Norscke Veritas, Salvatore Lotta, di Ortofrutticola Sarsa, e Danilo Onnis, Board consulting agroalimentare Cia. 


Cia Liguria: convegno su “Aree agricole, risorsa per tutti”

 

Il terreno è il principale tra i fattori che servono all’agricoltura per esistere ed essere competitiva: avere  buona terra disponibile è la  condizione imprescindibile per “fare agricoltura”. In Liguriala competizione fra le diverse destinazioni del territorio è un fenomeno di forte rilevanza. La modesta quantità  di superficie disponibile, unitamente alla nostra collocazione geografica,  fa sì che le spinte alla crescita degli insediamenti abitativi ed a destinazioni  diverse da quelle agricole siano sempre presenti e pressanti.

Se si analizzano la storia, anche recente, dello sviluppo economico e della gestione urbanistica della Regione Liguria si può verificare  come,  nella maggior parte dei casi,  non si sia tenuto conto del rapporto inscindibile fa “terra” ed attività agricola, sottovalutando il principio di irriproducibilità   del bene territorio.

Anche la nuova generazione degli strumenti urbanistici (Puc) ha quasi sempre pensato alle aree agricole come a “spazi vuoti in cui  poter fare altre cose”.

Tutelare il territorio agricolo significa non solo continuare a garantire la prospettiva ad una economia importante nella Regione Liguria. Significa anche conservare, in senso dinamico, il territorio che è bene e patrimonio di tutta la collettività.

Su questo importante tema la Confederazione italiana agricoltori della Liguria ha organizzato, per giovedì 17 luglio, presso la Sala Paganini dell’Hotel Bristol Palace, a Genova un convegno (“Aree agricole, risorsa di tutti”) a cui parteciperanno: urbanisti,  rappresentanti delle istituzioni e del  mondo agricolo e che sarà chiuso dal vicepresidente nazionale Enzo Pierangioli.

I lavori, che inizieranno alle ore 9.30,  saranno introdotti da Ivano Moscamora, presidente regionale della Cia Liguria. Tra gli interventi, quelli di Carlo Ruggeri, assessore all’Urbanistica della Regione Liguria, e di  Giancarlo Cassini, assessore all’Agricoltura della Regione Liguria. Il convegno sarà presieduto da Gianna Benedetti, vicepresidente regionale della Cia Liguria

Partendo dall’analisi della situazione esistente, l’obiettivo della Cia Liguriaè quello di cominciare ad aprire un dibattito che rifletta su quali possono essere gli strumenti da mettere in atto per promuovere la tutela del territorio agricolo, ivi compresa l’esigenza di nuove norme regionali in materia di urbanistica.


Cia di Treviso: sabato 12 luglio la “Festa dei giovani agricoltori”

 

Sabato prossimo 12 luglio, presso l’Azienda agricola Castello di Roncade, la Cia di Treviso ha organizzato la “Festa dei giovani agricoltori”, che avrà inizio alle ore 17.00. Nell’ambito della manifestazione si svolgerà un convegno sul tema “Riforma di medio termine della Pac: una riflessione per i giovani”. Dopo i saluti del sindaco di Roncade, Simonetta Rubinato e del presidente della Cia Veneto, Alessandro Ghiro ci saranno, gli interventi di Enzo Mastrobuoni, responsabile nazionale dell’Area economica della Cia, di Daniele Bianchi, componente dell’ufficio di Gabinetto della Commissione Ue agricoltura, di Denis Susanna, presidente della Cia di Treviso. Le conclusioni saranno svolte da Franco Manzato, assessore all’agricoltura della Regione Veneto. Al termine del convegno sarà costituita l’Agia-Associazione dei giovani imprenditori agricoli di Treviso.

 

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