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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 47 - n. 45 8 marzo 2005
COMUNICATI
  • Alimentazione: gli italiani sempre meno “mediterranei”. Si riducono i consumi di frutta, verdura e pane
  • Maltempo: in due mesi 60 milioni di danni per l’ agro-zootecnia sarda
  • Maltempo: l’agricoltura del Sud in ginocchio. Danni per milioni di euro.In Calabria devastate colture e zootecnia a rischio sopravvivenza
TERRITORIO
  • 8 marzo: “Da Donna a Donna” in Puglia, le donne dell’agricoltura e della città unite per il doppio prezzo
  • Cia di Brindisi: seminario su agricoltura e fisco
  • Cia Napoli: un importante rilancio organizzativo
  • La Cia Basilicata sulla nuova legge regionale per l’agriturismo
  • Maltempo: zootecnia a rischio sopravvivenza in Calabria
APPUNTAMENTI
  • Domani a Roma la Direzione nazionale della Cia

 

COMUNICATI


Alimentazione: gli italiani sempre meno “mediterranei”. Si riducono i consumi di frutta, verdura e pane

 

Secondo la Cia, nel 2004 le vendite di pasta e vino sono rimaste stabili. In flessione quelle di carni e uova. Crescita per latte e yogurt.  Il calo degli acquisti  per l’ortofrutta (-10 per cento) sono dovuti alla minore disponibilità economica e ai forti rincari registrati al dettaglio.

 

Gli italiani in fatto di alimentazione sono sempre meno “mediterranei”. Si riducono, infatti, i consumi di pane (scesi nel 2004 del 5 per cento), di frutta e verdura (-10 per cento), mentre crescono quelli di latte (+1 per cento) e di yogurt (+3 per cento). La pasta e  il vino, invece, mostrano una certa stazionarietà. A rilevarlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori che, elaborando una serie di dati statistici, ha messo in evidenza la costante flessioni di quei prodotti che sono stati sempre alla base della nostra dieta, tipicamente mediterranea.

Secondo la Cia, ogni italiano ha consumato nello scorso anno 123 chili di cereali e suoi derivati, mentre ha mangiato poco più di 195 chili di ortaggi e 130 chili di frutta e bevuto intorno ai 50 litri di vino. Un  evidente calo (-5 per cento) si ha anche nel consumo di riso.

Risultano, comunque, in lieve calo anche -sottolinea la Cia-  in calo i consumi di carni e uova  che complessivamente fanno segnare un meno 1,5 per cento.  La diminuzione più consistente si ha soprattutto per la carne suina (-5 per cento) e quella avicola (-3,5 per cento). I salumi, invece, fanno registrare un aumento nelle vendite (circa più 3 per cento).

Le uova -avverte la Cia-  continuano, comunque, a rappresentare uno degli alimenti più apprezzati dai consumatori. Un rapporto di fiducia che è cresciuto con il passare del tempo. Se nei primi anni ‘50 ogni italiano ne mangiava appena otto chili, adesso si sfiorano i 14. E’ evidente, quindi, l’importanza del ruolo che questo prodotto ricopre nella nostra alimentazione, ma anche all’interno del settore agro-alimentare. Basta guardare i dati alla produzione e al consumo del 2004. L'Italia ha prodotto 12 miliardi e 837 milioni di pezzi, che corrispondono a 808 mila tonnellate, per un fatturato di 1 miliardo e 350 milioni di euro.

Per quanto riguarda il settore dell’ortofrutta, la Cia sottolinea che gli italiani, pur  mangiando meno frutta e verdura, hanno visto in crescita la loro spesa per questi prodotti. In poco meno di 24 mesi i consumi pro-capite sono scesi da 349 a 325 chili l’anno, mentre dalle tasche delle famiglie del nostro Paese sono usciti più euro: nel 2002  si spendevano, infatti,  circa 85 euro al mese per comprare ortofrutticoli, nel 2004 tale cifra e arrivata a 95 euro (più 11,7 in termini percentuali).

La brusca flessione negli acquisti di prodotti ortofrutticoli , secondo la Cia, è dovuta essenzialmente alla minore disponibilità economica e ai rincari, spesso ingiustificati, alle manovre speculative che hanno continuato a disorientare i consumatori i quali sono stati costretti disertare sempre di più  i banchi di frutta e verdura. Questo, tuttavia, non è stato sufficiente a risparmiare. Dalle borse delle famiglie italiane sono usciti più soldi per la spesa degli ortofrutticoli, un terzo dei quali di provenienza estera. E ciò -sostiene la Cia- ha accresciuto le gravi difficoltà degli agricoltori che hanno visto diminuire in maniera vertiginosa i loro redditi, in quanto i prezzi all’origine hanno preso una parabola discendente e l’invasione di  prodotti stranieri ha fatto il resto. Risultato: i produttori ortofrutticoli perdono quote di mercato, vendono frutta e verdura a prezzi stracciati e sono alle prese con una crisi che non ha precedenti negli ultimi venti anni.


Maltempo: in due mesi 60 milioni di danni per l’ agro-zootecnia sarda

 

 

La Cia sottolinea che le avversità atmosferiche che continuano ad imperversare nell’ Isola da metà gennaio, con  freddo e gelate, alta piovosità e neve stanno provocando conseguenze pesantissime per agricoltori e allevatori.

 

Causa le abbondanti nevicate, specie nel Nord Sardegna e nel nuorese, ma anche in alcune aree del cagliaritano e dell’ oristanese, il settore zootecnico in Sardegna vive una situazione di assoluta  emergenza. I danni, in poco più di due mesi, hanno raggiunto i 60 milioni di euro. A sostenerlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori la quale rileva come molte aziende non siano raggiungibili dagli operatori solo per assolvere alle necessarie operazioni di routine, che scarseggiano ormai da giorni le provviste alimentari.

Per di più foraggi e mangimi -rileva la Cia- non possono, causa gli alti costi ed una oggettiva difficoltà economica delle famiglie, essere acquistati dagli allevatori  considerato che si sono visti quest’ anno dimezzare i ricavi sulla vendita dei prodotti, vedi latte nel settore ovicaprino e carne in quello bovino, e raddoppiare o triplicare alcuni costi di gestione e produzione. Si segnalano  con sempre più frequenza numerose morie di animali per fame con seri problemi anche di natura sanitaria per lo smaltimento delle carcasse.

Per la Cia si aggiungono, inoltre,   difficoltà anche nel conferire il latte della mungitura ed il calo di produttività degli animali ormai stabilizzatosi in un  meno 50 per cento, difficilmente recuperabile  nel corso della campagna (situazione quest’ultima riscontrabile in tutta l’ isola). E’ una situazione di disagio che perdura da decine di giorni, con un collasso per le produzioni  visibile e  verificabile.

Stesso discorso -sostiene la Cia- nel settore delle coltivazioni orticole in pieno campo dove  l’ eccessiva piovosità e le continue gelate minano le prospettive di raccolta.  L’ aumento per le serre dei costi di riscaldamento, per l’ utilizzo elevato di carburanti, causa le continue e basse temperature, rappresentano una ulteriore variante nella mappa del disagio. Sono situazioni comuni a molte aree e aziende sarde. Restano poi da valutare le conseguenze nei settori della frutticoltura e viticoltura, riscontrabili più avanti nel tempo.

Questi danni -afferma la Cia-  rendono ancor più preoccupante lo scenario  della   agro-zootecnia  sarda, con gli imprenditori agricoli che di certo vedono calare i loro redditi e diminuire la competitività delle produzioni, mentre tardano ad essere avviate politiche di comparto. La Cia chiede, dunque, che la Giunta Regionale governi l’ emergenza, attivandosi urgentemente per chiedere lo stato di calamità naturale nei comuni e aree interessate. Procedendo, inoltre, per quanto riguarda le zone  innevate, ad interventi organizzati di ausilio  atti ad evitare ulteriori morie di bestiame  e  ad assicurare adeguate risorse alimentari. 


Maltempo: l’agricoltura del Sud in ginocchio. Danni per milioni di euro.In Calabria devastate colture e zootecnia a rischio sopravvivenza

 

La Cia segnala pesanti conseguenze per gli allevamenti. Distrutti campi di ortaggi, alberi da frutta e strutture aziendali.

 

Il maltempo continua a far sentire i suoi pesanti effetti sull’agricoltura. Nel Sud, ma soprattutto in Calabria, si sono registrati gravissimi danni non solo alle colture (ortaggi, alberi da frutta), ma anche alle strutture (in particolare serre e stalle) e in special modo alla zootecnia che è a rischio sopravvivenza. A sottolinearlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori che sta seguendo con attenzione l’evolversi della situazione attivando sul territorio centri di assistenza per gli agricoltori e gli allevatori colpiti dalle conseguenze delle abbondanti nevicate e piogge e dall’eccezionale ondata di freddo.

Tuttavia, il quadro più critico al momento, secondo la Cia, si registra in molte zone agricole della Calabria, dove le intemperie hanno provocato ingenti danni sia al comparto ovicaprino che a quello bovino. Molti animali sono morti per il freddo, altri per il crollo di stalle e capannoni, mentre migliaia di capi rischiano di morire per l’impossibilità di essere alimentati.

Numerose aziende zootecniche calabresi -afferma la Cia- stanno, inoltre, esaurendo le scorte di foraggio e mangime. Nelle zone interne e montane, dove la zootecnia rappresenta l’unica fonte di reddito, sono numerose le imprese isolate da diversi giorni e che rischiano di vedere i loro animali morire per stento.

Questi danni -rileva la Cia- rendono ancora più complesso lo scenario della zootecnia calabrese che già vive un momento di grande incertezza con gli imprenditori che a causa di emergenze climatiche sanitarie (“Lingua Blu”) vedono calare i redditi e diminuire sempre di più la loro competitività sui mercati.

 

 

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TERRITORIO


8 marzo: “Da Donna a Donna” in Puglia, le donne dell’agricoltura e della città unite per il doppio prezzo

 

“Oggi le donne dell’agricoltura chiedono di firmare la  petizione della Cia per un’etichetta con il doppio prezzo. Le donne sono le protagoniste principali della spesa e le più impegnate a far quadrare il bilanci familiari”. Lo ha sostenuto il presidente regionale della Puglia Antonio Barile in merito alle iniziative promosse in occasione dell’8 marzo Festa della Donna in tutti i capoluoghi di provincia pugliesi.

“La Cia -ha sottolineato Barile- raccoglierà in Puglia 100 mila firme per una nuova legge che preveda l’indicazione sui cartellini di vendita del doppio prezzo per i prodotti agroalimentari e l’istituzione di un Organismo indipendente per la trasparenza e il controllo dei prezzi. Il cartellino dei prezzi deve indicare il prezzo all’origine e quello al consumo. Non possiamo più accettare che aumentano i prezzi per i consumatori e cala  il reddito degli agricoltori. E’ indispensabile una reale tracciabilità del prezzo del prodotto agroalimentare, perché gli aumenti ingiustificati generano disagio e preoccupazione tra i consumatori. I prezzi ai consumatori sono proibitivi, determinando un fenomeno di avvitamento dei consumi già depressi da una situazione economica negativa. Mentre gli agricoltori sono costretti a vendere  a prezzi che sono fuori da ogni logica di mercato. Si stima che solo l’agricoltura pugliese abbia perso nell’ultimo quadriennio oltre 2,5 miliardi di euro di produzione lorda vendibile”.

“L’agricoltura pugliese e italiana -ha aggiunto il presidente regionale della Cia-  sta vivendo una crisi senza precedenti. I redditi agricoli sono pressoché nulli. Stiamo vivendo drammaticamente le conseguenze di una lunga mancanza di un’organica politica agraria del governo regionale e nazionale commisurata alla gravità della situazione. Una assenza che sta favorendo una speculazione selvaggia ai danni degli agricoltori”.

“L’agricoltura -ha concluso Barile- è strangolata dalla bassa redditività e dall’aumento dei costi contributivi e energetici. In queste ore il prezzo del gasolio agricolo è alle stelle.

La grande distribuzione punta solo ad ingrassarsi con nuovi ipermercati. In Puglia vengono autorizzati dalla Regione 17 nuovi ipermercati senza alcuna contropartita per la produzione locale. “

 

 


Cia di Brindisi: seminario su agricoltura e fisco

 

Si è tenuto ieri 7 marzo in provincia di Brindisi, a Ceglie Messapica, presso l'azienda agricola "Montedoro", un seminario fiscale organizzato dalla Cia provinciale che ha avuto per oggetto le attività connesse in agricoltura, aspetti fiscali. Il seminario era rivolto, oltre ai funzionari e ai collaboratori della confederazione, anche alle aziende agricole che già esercitano attività connesse e che hanno partecipate numerose alla iniziativa.

Ha aperto i lavori il presidente della Cia di Brindisi Luigi D'Amico che ha posto l'accento sul fatto che le attività connesse possono divenire una grande risorsa economica per il territorio provinciale. Ha fatto seguito la relazione del responsabile fiscale della Cia nazionale Massimo Bagnoli che ha stimolato un vivace dibattito che ha visto coinvolte, in prima persona, le aziende agricole presenti. Hanno partecipato ai lavori il presidente regionale della Cia Puglia Antonio Barile ed il vicepresidente vicario regionale Donato Petruzzi che hanno dato un contributo alla discussione, con interventi di più largo respiro sulle problematiche dell'agricoltura pugliese in particolare.


Cia Napoli: un importante rilancio organizzativo


Si è riunita il 7 marzo scorso la Direzione provinciale della Cia Napoli con all’ordine del giorno il rilancio organizzativo della Confederazione napoletana ed il conseguente allargamento della Presidenza provinciale con la nomina a vicepresidente di Pasquale Corvino e la cooptazione nella Presidenza di Sossio Cristiano e Fabio Marozzi.

Ai lavori della Direzione hanno partecipato Giuseppe Corona, presidente regionale, e Giuseppe Politi, presidente nazionale della Cia.

Nell'introduzione il presidente provinciale, Gaetano Gargiulo, ha tracciato il quadro delle attività confederali mettendo in evidenza le iniziative messe in campo dalla Cia in difesa del reddito delle aziende agricole.

Il presidente regionale Corona, nel suo intervento, ricco di spunti politici e programmatici, ha sottolineato il momento di grave crisi del settore primario e gli scenari alquanto preoccupanti verso cui si sta dirigendo l'agricoltura europea.

Corona ha, inoltre, invitato i convenuti a riflettere sul ruolo decisivo di Napoli e della Cia provinciale nell'ambito di una strategia di rilancio competitivo dell’agricoltura campana.

Anche il presidente nazionale Politi  ha focalizzato il suo intervento sul valore strategico della Cia napoletana e sulla necessità di rafforzare strutturalmente ed organizzativamente la Confederazione dotandola degli strumenti adatti a confrontarsi con il nuovo scenario determinato dai profondi cambiamenti intervenuti nel settore negli ultimi anni.Le proposte di allargamento del quadro dirigente avanzate dal presidente della Cia di Napoli sono state accolte all'unanimità dai componenti della Direzione provinciale. 


La Cia Basilicata sulla nuova legge regionale per l’agriturismo

 

La Cia Basilicata, pur accogliendo positivamente, in linea generale, l’approvazione della nuova legge “Agriturismo e turismo rurale” del 25 febbraio 2005, ritiene opportune   alcune considerazioni su qualche lacuna che la legge stessa presenta.

A parere della Cia regionale -afferma il vicepresidente vicario Paolo Carbone- i compiti e le funzioni della Commissione Regionale per l’agriturismo prevista all’interno della legge risultano essere molto limitati. Alla stessa si assegna il solo compito di esprimere pareri sui programmi regionali di interesse per l’ospitalità.

La Cia e Turismo Verde di Basilicata -aggiunge Carbone- avevano proposto che la Commissione potesse assolvere alla  funzione  di “Osservatorio regionale dell’agriturismo” che consentisse di monitorare costantemente e adeguatamente il settore, nella necessaria flessibilità, orientandone la crescita equilibrata, in un rapporto sempre più stringente e privilegiato con la principale attività agricola.

L’Osservatorio  se dotato di fondi propri   avrebbe potuto contribuire a favorire la crescita di attività di studio, ricerca, sperimentazione, formazione professionale e promozione delegata alle Associazioni Agrituristiche. Compito dell’ Osservatorio, inoltre,  poteva essere l’incentivazione e l’adozione volontaria di norme di qualità dei prodotti e dei servizi realizzati nelle aziende agrituristiche.

Per la Cia Basilicata  altro punto debole della legge -conclude Carbone-  è l’aver delegato la gestione e l’istruttoria delle domande riguardanti il Turismo rurale al Dipartimento Attività produttive, ponendo queste attività al di fuori dei Piani di sviluppo rurale elaborati e gestiti dal Dipartimento agricoltura e sviluppo rurale, generando tra gli agricoltori confusione e disorientamento.


Maltempo: zootecnia a rischio sopravvivenza in Calabria

 

Per l’agricoltura è emergenza maltempo  e la zootecnia è tra i settori più danneggiati dall'eccezionale ondata di maltempo che in questi giorni sta colpendo la Calabria. E’ l’Associazione regionale allevatori (Ara) della Calabria a denunciare la drammaticità in cui versano le aziende zootecniche della Calabria a causa del maltempo.

A provocare danni -sottolinea Franco Barretta presidente dell’Ara- non è solo la neve e il freddo, in alcune zone le copiose piogge hanno provocato smottamenti dei terreni agricoli e hanno seriamente compromesso i raccolti e le strutture aziendali. Il quadro è preoccupante. Il maltempo ha provocato, infatti, ingenti danni sia al comparto ovicaprino che a quello bovino. Molti animali sono morti per il freddo, altri per il crollo di stalle e capannoni, mentre migliaia di capi rischiano di morire per l’impossibilità di essere alimentati.

Numerose aziende zootecniche stanno, infatti, esaurendo le scorte di foraggio e mangime.

Nelle zone interne e montane, dove la zootecnia rappresenta l’unica fonte di reddito, sono numerose le aziende isolate da diversi giorni e che rischiano di vedere i loro animali morire per stento.

Stesso discorso per il latte il cui trasporto, proprio a causa dell’impraticabilità delle strade di campagne ha fatto registrare notevole difficoltà. Un gran numero di allevatori si sono così trovati nell’impossibilità di consegnare il prodotto, molto del quale è andato distrutto.

Questi danni -dice Franco Barretta- “rendono ancora più complesso lo scenario della nostra zootecnia che già vive un momento di grande incertezza con gli imprenditori che a causa di emergenze climatiche o per cause dovute ad emergenze sanitarie (“Lingua blu”) vedono calare i redditi e diminuire sempre di più la loro competitività sui mercati. E ciò deve necessariamente stimolare un’attenzione nuova verso il settore, con politiche mirate e propulsive che consentano alle imprese zootecniche di riprendere con efficacia la strada dello sviluppo”.

La situazione -conclude Barretta- resta ancora molto critica. Le aree interne e di montagna sono senz'altro quelle che stanno soffrendo di più. L’Ara chiede alle autorità competenti nazionali e regionali di attivare tutti gli strumenti per ripristinare la piena funzionalità delle aziende agrozootecniche e per far fronte ai danni economici subiti.

La Regione Calabria dovrà valutare la necessità di inserire nella declaratoria dei danni le somme necessarie al ripristino delle normali condizioni di utilizzo delle aziende, al fine di far fronte ai conseguenti oneri finanziari.

Per questo, secondo l’Ara, è necessario mettere in atto subito quanto previsto dal Decreto sulla crisi di mercato (Interventi urgenti nel settore agroalimentare) di recente approvazione che dà alla Regione la possibilità di accendere mutui senza intaccare il patto di stabilità.

 

 

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APPUNTAMENTI


Domani a Roma la Direzione nazionale della Cia

 

Si svolgerà domani 9 marzo a Roma,  alle ore  9.30, presso il Centro Convegni Palazzetto delle Carte Geografiche (via Napoli, 36), la Direzione nazionale della Confederazione italiana agricoltori. I lavori, presieduti dal presidenti Giuseppe Politi, saranno introdotti da una relazione del vicepresidente Enzo Pierangioli.

 

 

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