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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 48 - n. 29 8 febbraio 2006
COMUNICATI
  • L’ agricoltura in crisi: serve una decisa politica di svolta e l’avvio di un forte impegno unitario delle organizzazioni
  • La nuova legge sull’agriturismo darà forte impulso all’attività delle imprese
  • Previdenza agricola: la mobilitazione del mondo agricolo ottiene un importante risultato. Una boccata d’ossigeno per le imprese
  • Wto-Ogm: gli aspetti commerciali non possono calpestare l’esigenza di sicurezza
TERRITORIO
  • Cia: garantire il futuro alla bieticoltura lombarda
  • La Cia di Crotone avvia il percorso congressuale
  • Vibo Valentia: seminario sul sistema integrato di interventi e servizi sociali
APPUNTAMENTI
  • Cia di Reggio Emilia: proseguono i congressi zonali
  • Biocarburanti in Italia: come mettere in moto la filiera agricola e industriale. Convegno-tavola rotonda di Cia e Aiel alla Fieragricola di Verona

 

COMUNICATI


L’ agricoltura in crisi: serve una decisa politica di svolta e l’avvio di un forte impegno unitario delle organizzazioni

 

Il presidente della Cia Giuseppe Politi interviene all’Assemblea della rete tematica dei circoli “Nuovagricoltura” e rilancia la Costituente dell’agricoltura. Guardare con più attenzione ai problemi del settore: un impegno prioritario della prossima legislatura.

 

“L’agricoltura italiana esce da un anno, il 2005, che ancora una volta ha confermato problemi e difficoltà. Il settore si trova a fare i conti con una profonda crisi strutturale. I produttori sono alle prese con costi di produzione e previdenziali sempre più onerosi, con prezzi praticati sui campi in costante e preoccupante discesa (meno 4,4 per cento), con redditi pressoché dimezzati (meno 9,6 per cento). Uno scenario complesso e per certi versi drammatico. Il 2006 non si è, quindi, certo sotto i migliori auspici. Troppe nubi nere si addensano sulle imprese agricole. Mancano prospettive. Non ci sono reali certezze”. Lo ha affermato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi intervenendo oggi a Roma all’Assemblea della rete tematica dei circoli “Nuovagricoltura”, aperta da una relazione di Paolo De Castro e alla quale hanno parlato Francesco Rutelli, Romano Prodi e Massimo D’Alema.

Davanti ai grandi cambiamenti che caratterizzano lo scenario socio-economico e alle pesanti difficoltà delle imprese agricole, Politi ha rilanciato la Costituente dell’agricoltura e ha sottolineato la necessità  di “un progetto nuovo per il settore. Un progetto di ampio respiro che consenta ai produttori di riprendere la via dello sviluppo e della competitività. C’è l’esigenza di un confronto alto sull’agricoltura. E dovrà essere tra gli impegni prioritari  della prossima legislatura. Si dovrà delineare un’azione condivisa nei confronti del quale le istituzioni e le rappresentanze agricole possano assumere le proprie responsabilità, impegnandosi a realizzarla”.

“Le crescenti e gravi difficoltà dell'agricoltura italiana devono trovare -ha sottolineato il presidente della Cia- un forte impegno unitario ed una decisa risposta di tutto il mondo agricolo. Un impegno in grado di dare impulso al settore e soprattutto per sostenere i produttori agricoli che da tempo chiedono chiarezza di interventi e politiche realmente mirate.  Bisogna, quindi, creare le giuste premesse per sviluppare l’azione unitaria tra le organizzazioni agricole. L’unità che la Cia propone  in questa delicata e complessa fase è quella che parte dalle reali esigenze delle imprese agricole, degli imprenditori agricoli e di quanti hanno relazioni con la produzione agricola”.

“Senza misure valide, senza interventi mirati, senza politiche incisive, c’è il rischio -ha concluso Politi-  di un tracollo. E questo non lo vogliamo assolutamente. Ci appelliamo, dunque, alle istituzioni, alla società, all’intero Paese affinché si guardi all’agricoltura con un’attenzione diversa, per uscire da una crisi dai contorni drammatici, da un’emergenza divenuta ormai soffocante”.

 

 


La nuova legge sull’agriturismo darà forte impulso all’attività delle imprese

 

Cia e Turismo Verde esprimono soddisfazione. Ora gli imprenditori agrituristici avranno maggiori certezze e chiari punti di riferimento.

 

Soddisfazione è stata espressa dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori e da Turismo Verde (l'associazione agrituristica della Cia) per l’approvazione definitiva della nuova legge.

Solo pochi giorni fa il presidente di Turismo Verde Carla Donnini, preoccupata che la chiusura della legislatura vanificasse anni di paziente lavoro, aveva sollecitato la Commissione Bilancio del Senato a sciogliere gli indugi per poter procedere verso l’approvazione definitiva.

Si tratta -affermano Cia e Turismo Verde- di una legge quadro importante che può dare impulso all’attività agrituristica nelle sue specifiche forme di accoglienza, ristorazione, iniziative ricreative, didattiche e sportive.

I principali punti sono: favorire la multifunzionalità in agricoltura e la differenziazione dei redditi agricoli; la forte spinta alla valorizzazione e alla incentivazione delle produzioni di qualità e tipiche legate al territorio e alle tradizioni enogastronomiche; il recupero del patrimonio edilizio rurale, salvaguardando il paesaggio; l’equilibrio nel rapporto Stato-Regioni che mette in risalto un sistema univoco di classificazione ma lascia alle competenze locali il compito di dettare i criteri e i limiti per l’esercizio dell’attività agrituristica e i requisiti igienico-ambientali da adottare nelle imprese; la promozione delle attività di turismo equestre e di pescaturismo; la costituzione, presso il ministero delle Politiche agricole, di un Osservatorio nazionale, fortemente sollecitato proprio da Cia e Turismo Verde, che avrà il compito di monitorare e di raccogliere le informazioni necessarie per pubblicare, ogni anno, un rapporto nazionale sull’andamento del settore agrituristico.

Grazie all’approvazione della nuova legge, gli operatori e le Regioni potranno fare riferimento a dei paletti nazionali certi.

 


Previdenza agricola: la mobilitazione del mondo agricolo ottiene un importante risultato. Una boccata d’ossigeno per le imprese

 

Secondo il presidente della Cia Giuseppe Politi, l’approvazione dell’emendamento da parte del Senato rappresenta un significativo passo avanti nella riduzione del costo del lavoro. La sanatoria permette alle aziende di operare con maggiore tranquillità. Ora serve una reale riforma dell’intero sistema previdenziale del settore agricolo.

 

“Un risultato importante ottenuto grazie alla mobilitazione delle organizzazioni agricole che con la manifestazione di Bologna dell’8 novembre scorso e con i sit-in davanti al Parlamento hanno posto in maniera ferma il problema della previdenza agricola e dei suoi costi onerosi per le imprese”. Così il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi ha commentato l’approvazione da parte del Senato dell’emendamento relativo alla parte previdenziale in agricoltura

Tale emendamento che prevede  la sospensione degli aumenti delle aliquote contributive per il triennio 2006-2008, sterilizzando così l’incremento del  costo del lavoro e dispone riduzioni contributive per i datori di lavoro agricoli nelle zone montane e svantaggiate. Esso prevede anche una sanatoria per tutti carichi contributivi al 31 ottobre 2005 con un pagamento rateale trimestrale per 25 anni e un’anticipazione del 2 per cento del dovuto e con ulteriori agevolazioni per quanto riguarda la sostituzione delle ipoteche e dei giudizi pendenti.

“E’, quindi, un risultato importante che consente alle imprese agricole -ha aggiunto Politi- una boccata d’ossigeno. Da tempo, d’altra parte, avevamo sollecitato una riduzione degli oneri previdenziali e misure di sgravio per i contributi pregressi. Ovviamente, si tratta di un primo significativo passo avanti per il riordino dell’intera materia previdenziale e del costo del lavoro”.

“Per un’efficace ed organica riforma della previdenza agricola -ha sottolineato il presidente della Cia- sollecitiamo la revisione delle prestazioni temporanee; l’ eliminazione del salario medio convenzionale; l’introduzione di incentivi, sotto forma di agevolazioni contributive, per le imprese che aumentano o stabilizzano l’occupazione; la semplificazione degli adempimenti; la riduzione del contributo Inail e l’introduzione di meccanismi di bonus-malus; la regolarizzazione delle figure miste; l’allargamento platea dei contribuenti nei confronti di tutti coloro che utilizzano l’attività agricola, finora non identificati, operanti ad esempio nell’agriturismo, nell’area rurale, nell’utilizzazione economica dell’ambiente rurale e del territorio, nelle attività connesse in generale”.

“Insomma -ha concluso Politi- serve una riforma della previdenza agricola che consenta alle aziende di operare con nuove prospettive e senza gli attuali vincoli”.

 

 


Wto-Ogm: gli aspetti commerciali non possono calpestare l’esigenza di sicurezza

 

La Cia sottolinea che va mantenuto fermo il principio di precauzione. Rispettare l’opinione dei cittadini europei e dare certezze agli agricoltori.

 

La sicurezza dei cittadini non può essere sacrificata sull’altare degli interessi economici e commerciali. Per la Cia-Confederazione italiana agricoltori il giudizio da parte Wto sulla moratoria europea contro gli Ogm -prevedibile poiché inerente la vecchia regolamentazione- non può cambiare assolutamente le carte in tavola e soprattutto ignorare sia le direttive Ue che il parere dei cittadini europei che si sono espressi in maniera negativa sugli organismi geneticamente modificati.

La presa di posizione Wto -afferma la Cia- è grave e c’è il rischio che stravolga la stessa sovranità legislativa dell’Unione europea in materia di Ogm. Il principio di precauzione resta un punto irrinunciabile e le autorità Ue non devono cedere davanti all’incalzare degli interessi commerciali, soprattutto quelli delle multinazionali. La posizione deve rimanere ferma.

La Cia conclude sottolineando che all’agricoltura italiana gli Ogm non servono. Quattro sono i capisaldi da rispettare: produzioni di qualità; sicurezza alimentare e principio di precauzione; certezze per gli agricoltori; tutela delle biodiversità e dell’ambiente.

 

 

 

 

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TERRITORIO


Cia: garantire il futuro alla bieticoltura lombarda

 

La bieticoltura lombarda è trascinata in una crisi che rischia di diventare drammatica se sarà attuato un processo di ristrutturazione dell’industria saccarifera scollegato dal quadro economico ed agricolo regionale. La Confederazione italiana agricoltori della Lombardia denuncia il vuoto di strategia produttiva: affrontare ogni questione di volta in volta, sperando nel minor danno possibile, diventa distruttivo per l’agricoltura italiana e per il sistema agroindustriale.

Le difficoltà della produzione bieticola vengono da lontano, ma le decisioni che si stanno prendendo in merito all’applicazione della riforma del mercato dello zucchero approvata a fine novembre 2005 sono il colpo decisivo che porterà in Lombardia alla chiusura di centinaia di aziende agricole  e alla perdita di numerosi posti di lavoro.

Chi ha avvallato questa ipotesi sui tavoli di Roma e Bruxelles, di fronte alla grave situazione attuale, deve ammettere di aver sbagliato. Contro questi orientamenti sulla chiusura degli stabilimenti e sul riparto delle difficoltà economiche anche sulla prossima campagna di conferimento non serve né il paternalismo, né il tentativo di scaricare sulle associazioni bieticole le tensioni degli agricoltori.

Oggi viene allo scoperto il disegno di far pesare sugli produttori il processo di ristrutturazione industriale in termini di sacrifici economici, con la riduzione del prezzo per i conferimenti del 2005, accompagnati dalla riduzione delle superfici coltivate.

Il risultato delle selezione delle imprese bieticole avrà effetti negativi anche sulle altre produzioni lombarde già in difficoltà per le distorsioni della politica del disaccoppiamento introdotta dalla riforma della Politica agricola comune.

L’attuale proposta di dislocazione degli zuccherifici che rimarranno attivi condannerà ancora di più, se trovasse attuazione, l’agricoltura ad un ruolo marginale, soprattutto in alcune aree del mantovano e del pavese dove le grandi colture sono ancora tra le principali opportunità di reddito per le imprese agricole.

E’, quindi, indispensabile per la Lombardia mantenere in attività quei zuccherifici, tra cui Casei Gerola, che sono in grado di coprire il conferimento tutte le aree bieticole lombarde, e non gravare l’imminente campagna 2006 dei problemi regressi, pagando ai produttori tutto il dovuto della produzione 2005.

Oltre al sostegno e alla mobilitazione degli agricoltori, la Cia Lombardia chiede a Regione, Province, Associazioni, Organizzazioni agricole e Centrali cooperative lombarde di ritrovarsi in un tavolo regionale e decidere unitariamente le azioni necessarie per garantire in questa fase di ristrutturazione uno spazio adeguato al futuro del comparto bieticolo.

 

 


La Cia di Crotone avvia il percorso congressuale

 

La Confederazione italiana agricoltori di Crotone, in vista della IV Assemblea elettiva nazionale, ha proceduto durante la Direzione svoltasi l’altro ieri a tracciare il percorso congressuale, partendo dalle realtà zonali. La Direzione all’unanimità ha votato il documento attraverso cui vengono definiti e programmati i vari congressi che si terranno nel territorio. Per Franco Barretta, presidente della Cia di Crotone, è importante coinvolgere e fare partecipare tutti gli iscritti. A tale scopo sarà svolta una campagna di informazione attraverso i mezzi di comunicazione televisivi e della carta stampata per favorire una massiccia presenza, oggi più che mai -ha concluso Barretta- è necessario organizzare un progetto di rilancio dell’ attività politico-sindacale e definire la riforma del proprio modello organizzativo.


Vibo Valentia: seminario sul sistema integrato di interventi e servizi sociali

 

Si è tenuto martedì 31 gennaio scorso, presso la Biblioteca Comunale di Vibo Valentia, indetto dalla Cia e dalla Anp, un seminario sulla Legge 23/2003, in attuazione della Legge 328, sul sistema integrato di interventi e servizi sociali della Regione Calabria.

Per dibattere ed approfondire sulla mancata attuazione della legge regionale e sulle iniziative da intraprendere sul territorio, sono intervenuti Enio Niccolini, vicepresidente nazionale della Anp, il quale si è soffermato sull’organizzazione dei servizi sociali previsti dalla Legge 328 sul territorio nazionale. Sono intervenuti, inoltre, Gaetano Mazzarella, della Direzione provinciale Cia di Vibo, Giacinto Carrieri, dell’Anp provinciale, Anna Vetrano, direttore Inac, Franco Ritrovato, presidente regionale della Anp, il quale ha parlato delle difficoltà che incontrano i pensionati, gli anziani, le fasce deboli nella regione, principalmente nelle aree rurali e nelle zone interne, per la mancata attuazione della legge.

Ha concluso i lavori Michele Drosi, vicepresidente regionale della Cia, il quale ha ribadito la necessità  di una immediata riforma del welfare, voluta dalla Legge Regionale n. 23, che vede il cittadino calabrese con i suoi bisogni, al centro della politica sociale della Regione.

 

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APPUNTAMENTI


Cia di Reggio Emilia: proseguono i congressi zonali

 

Prosegue l’attività congressuale della Cia di Reggio Emilia che ha messo in cantiere una serie di Congressi zonali, per coinvolgere gli iscritti del territorio nella discussione. Il prossimo di tali incontri si svolge domani sera, giovedì 9 febbraio, alle ore 20.30, nella Sala riunioni della Sede centrale Cia di viale Trento Trieste n. 14 a Reggio Emilia.


Biocarburanti in Italia: come mettere in moto la filiera agricola e industriale. Convegno-tavola rotonda di Cia e Aiel alla Fieragricola di Verona

 

Sabato prossimo 11 febbraio la Confederazione italiana agricoltori presenta a Verona le sue proposte nel campo delle bioenergie. Lo farà in un convegno-tavola rotonda, organizzato insieme con l’Aiel (Associazione italiana energie agroforestali), che si terrà presso la Fieragricola (Centro Congressi Arena - Sala Rossini) nell’ambito di Bioenergy World. Iniziativa che avrà per tema “I biocarburanti in Italia. Cosa serve per mettere in moto la filiera agricola e industriale?”.

I lavori, che inizieranno alle ore 9.30,  saranno aperti da Giambattista Polo, presidente della Cia di Verona. Seguiranno  la presentazione dell’iniziativa da parte di Enzo Pierangioli, vicepresidente nazionale della Cia, e la relazione introduttiva di Marino Berton, presidente dell’Aiel.

Alla tavola rotonda successiva, coordinata da Carla Donnini, responsabile dell’Area Territorio e Sviluppo locale della Cia nazionale, parteciperanno Giuseppe D’Amore, Direzione generale per lo Sviluppo rurale del ministero delle Politiche agricole, Paola De Cesare, direttore generale del Dipartimento Politiche sviluppo e coesione del ministero dell’Economia e delle Finanze, Antonio Emaldi, dell’Assodistil, Bernard Nicol, dell’Assobiodiesel, Roberto Pasca di Magliano, dell’Università La Sapienza di Roma, l’on. Lino Rava, Commissione Agricoltura della Camera,  e l’on. Luca Bellotti, Comitato nazionale per le Biomasse e le Fondi di energia alternativa.

Le conclusioni del convegno-tavola rotonda saranno affidate a Giuseppe Politi, presidente nazionale della Cia.

 

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