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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 53 - n. 243 7 dicembre 2011
ATTUALITÀ
  • Elezione dei nuovi vicepresidenti Cia: Donne in Campo esprime soddisfazione per la prima volta di una donna ai massimi vertici confederali
  • Incontro a Bologna dei direttori del patronato Inac. I servizi alle persone al centro del dibattito
COMUNICATI
  • “Agriyou-Terra giovane”: al terzo appuntamento la campagna di informazione di Agia-Cia sulla Pac
  • Crisi: cinquanta litri d’olio extravergine in cambio di un week end in una Beauty Farm. In campagna torna il baratto
  • Manovra, con il nuovo aumento delle accise sui carburanti prezzi alle stelle e consumi al palo. Un’altra batosta per le aziende agricole
  • Manovra: il “caro gasolio”, un colpo micidiale per l’agricoltura. L’aumento delle accise costerà oltre tremila euro a impresa
  • Manovra: misure penalizzanti per l’agricoltura. Sulle imprese pesanti oneri fiscali e contributivi. Indispensabili interventi per la crescita
  • Ponte dell’Immacolata, la manovra “taglia” le presenze in agriturismo: solo 150mila pernottamenti. Ma la ristorazione regge
TERRITORIO
  • Cia Basilicata: dalla manovra economica un pesante colpo per le aziende agricole lucane
  • Preoccupazione della Cia Toscana per i provvedimenti varati dal governo Monti

 

ATTUALITÀ


Elezione dei nuovi vicepresidenti Cia: Donne in Campo esprime soddisfazione per la prima volta di una donna ai massimi vertici confederali

 

L’Associazione Donne in Campo esprime profonda soddisfazione per l’elezione dei due nuovi vicepresidenti della Cia Cinzia Pagni e Fabio Moschella e in particolare per la nomina di una donna ai massimi vertici confederali.

Donne in Campo si è battuta, infatti, con determinazione in questi anni perché il preziosissimo apporto dell’imprenditoria femminile venisse rappresentato negli organismi confederali, ottenendo importanti risultati.

“Recentemente -ha detto la presidente nazionale di Donne in Campo Mara Longhin- abbiamo affermato la necessità che anche ai vertici nazionali Cia fossero rappresentate le donne. Siamo particolarmente orgogliose della scelta di Cinzia Pagni che è stata tra le fondatrici dell’Associazione Donne in Campo Toscana e all’interno della quale è cresciuta e che ha contribuito a far crescere”.

“L’Associazione Donne in Campo -ha affermato ancora Mara Longhin- si è dimostrata un ottimo luogo di crescita della rappresentanza femminile e il suo ruolo diventa così fondamentale per il Sistema Cia”.

“E’ la stessa Unioncamere con i suoi dati a raccontarci da alcuni anni che  -ha continuato Mara Longhin- le imprese femminili resistono meglio alla crisi. Ma gli ultimissimi dati,  rilevano una importante novità: se fino allo scorso anno le imprenditrici di tutti i settori possedevano e gestivano circa un quarto delle imprese totali, tra il 2010 e il 2011 su 18.794 nuove imprese 8.814 sono gestite da donne. Siamo quasi alla metà. Credo che nessuno possa ignorare questo dato che rivela una verità troppo spesso taciuta: le donne italiane sono la spina dorsale di questo Paese! Non solo hanno in carico quasi totalmente il lavoro di cura ormai considerato un loro ‘affare privato’, ma esprimono un’energia e una vitalità sorprendente all’interno del tessuto economico nazionale, nell’impresa. Per questo siamo orgogliose di appartenere ad un Sistema di rappresentanza come quello Cia al passo con l’evoluzione del tessuto economico e sociale”.


Incontro a Bologna dei direttori del patronato Inac. I servizi alle persone al centro del dibattito

 

Il 29 e 30 novembre scorsi si è svolto a Bologna l’incontro annuale dei direttori Inac. Alla presenza di numerosi dirigenti nazionali e locali della Cia, organizzazione promotrice del patronato, nonché dei direttori regionali e provinciali Inac, sono stati presentati i risultati dell’Inac e le proposte di sviluppo dei servizi nell’ottica di un’offerta organizzata nell’ambito del sistema Cia.

Il direttore generale Inac Corrado Franci, nel suo intervento introduttivo, ha evidenziato i soddisfacenti risultati dell’Inac: attività 2010 in crescita del 5,1 per cento,  risultati provvisori 2011 più 3,8 per cento . Per confermare il trend positivo anche nel 2012, ha continuato Franci, l’Inac è impegnato per la completa realizzazione dei progetti di sviluppo e per l’utilizzo generalizzato degli strumenti informatici.

Il presidente Inac Carla Donnini, introducendo i lavori della seconda giornata, ha comunicato gli interessanti risultati di un’indagine svolta dall’istituto di ricerca Ispo, che ha messo in evidenza una conoscenza diffusa dei patronati tra la popolazione italiana: il 93 per cento dei soggetti intervistati ha sentito parlare dei patronati e il 50 per cento si è rivolto a loro almeno una volta.

L’utilità sociale del patronato, ha continuato Donnini, è reale e in particolare il suo ruolo di facilitatore dei rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione. Ogni anno i patronati italiani lavorano circa 11.500 pratiche di cui il 91 per cento sono accolte. Per realizzare “il patronato all’altezza dei tempi” l’Inac, insieme agli altri settori del sistema Cia, è impegnata a realizzare, su tutto il territorio, il Polo dei Servizi alla persona, per offrire in modo integrato ai cittadini i servizi previdenziali, fiscali e sociali di cui hanno bisogno.

Ai lavori hanno partecipato tra gli altri, i responsabili degli altri settori del sistema Cia che hanno illustrato le azioni e gli strumenti messi in campo per realizzare completamente il “Polo dei Servizi alla persona” del sistema Cia. Sull’argomento, alcuni direttori Inac hanno illustrato alla platea i progetti per l’integrazione dei servizi, realizzati nelle loro province.

Il direttore nazionale Cia Rossana Zambelli, nel suo intervento, ha espresso apprezzamento per la numerosa partecipazione ai lavori ed ha illustrato le scelte organizzative e finanziarie della Cia per lo sviluppo integrato dei servizi.

Nel suo intervento conclusivo, Giuseppe Politi, presidente nazionale Cia, ha riaffermato con forza il valore del progetto di autoriforma dell’Organizzazione, diretto a coinvolgere maggiormente gli imprenditori agricoli nelle scelte di organizzazione e nella valorizzazione dei prodotti.

Un’organizzazione, ha aggiunto il presidente Politi, che nella sua evoluzione storica -da organizzazione dei contadini a organizzazione degli imprenditori agricoli- e sempre “con i piedi nella terra”, opera nella società a tutela dei redditi delle imprese agricole e con un’offerta di servizi alle imprese e alle persone che si realizza attraverso i nuovi strumenti tecnologici e soprattutto con la sinergia di tutte le componenti del sistema Cia.

 

 

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COMUNICATI


“Agriyou-Terra giovane”: al terzo appuntamento la campagna di informazione di Agia-Cia sulla Pac

 

Il 12 e 13 dicembre a Valenzano (Bari) si terrà il terzo dei cinque seminari dell’Associazione giovani imprenditori agricoli sulle politiche europee. In questo caso al centro la sicurezza degli approvvigionamenti alimentari nella prospettiva Ue. Previsti altri tre incontri sul territorio, un meeting europeo nella primavera del 2012 a Roma e un nuovo portale internet.

 

Pac e sicurezza alimentare al centro del secondo appuntamento di “Agriyou-Terra giovane”, il progetto della Cia-Confederazione italiana agricoltori volto a informare soprattutto i giovani delle aree urbane sulla riforma della Politica agricola comune, illustrandone le potenzialità. Una campagna di informazione finanziata dalla Dg Agri della Ue, che comprende una serie di cinque seminari distribuiti sul territorio e un meeting europeo che avrà sede a Roma nella primavera del 2012.

Il seminario del 12 e 13 dicembre presso la sede dello Iamb (Istituto agronomico mediterraneo Bari) a Valenzano (Bari) è organizzato dall’Agia, l’Associazione dei giovani imprenditori della Cia, e si concentrerà sulla “salvaguardia della capacità di produzione della Unione europea a garanzia della sicurezza degli approvvigionamenti alimentari”. Presiederà i lavori il presidente dell’Agia Luca Brunelli; interverranno, tra gli altri, Vincenzo Netti, membro della giunta nazionale dell’Agia, Giuseppe Cornacchia con una relazione su “Riforma della Pac: Sicurezza alimentare politiche commerciali”, il direttore dello Iam di Bari Cosimo Cerignola, che farà un intervento su “Agricoltura e sicurezza alimentare: scenari di medio termine”. Tra gli altri, saranno presenti Dario Stefàno, coordinatore nazionale degli assessori regionali all’Agricoltura; Antonio Barile, presidente della Cia Puglia. Le conclusioni della “due giorni” saranno affidate ad Alberto Giombetti, il coordinatore della Giunta nazionale Cia.

Seguiranno gli incontri di Verona e Pescara: un calendario di appuntamenti che offre ai giovani imprenditori momenti di incontro e di confronto sulle politiche europee. Uno stesso confronto è offerto sul web, nel portale www.agriyou.it dei giovani della Cia, iniziativa che fa sempre parte del progetto finanziato dalla Ue. Si tratta di uno spazio web fortemente interattivo che coinvolge direttamente l’utente, chiamato a esprimere la propria opinione partecipando a sondaggi e a forum interni al sito su temi fondamentali, come la tutela del paesaggio, la sicurezza alimentare, i cambiamenti climatici, etc. Un esempio di come l’agricoltura può accorciare le distanze con la società stringendo un nuovo patto basato sulla sicurezza alimentare, la qualità e la sostenibilità ambientale.

 

 


Crisi: cinquanta litri d’olio extravergine in cambio di un week end in una Beauty Farm. In campagna torna il baratto

 

 

Un’iniziativa della Cia-Confederazione italiana agricoltori di Pisa per movimentare il mercato dell’invenduto. Su internet sarà semplice scambiare merci e fare piccoli affari.

 

Offro 10 caciotte di pecora di prima qualità, cerco un pigiama di puro cotone. Offro 80 litri di vino rosso Doc di Toscana per un decespugliatore anche usato ma in buono stato. Permuto 50 litri di ottimo olio extravergine d’oliva 0,4 gradi di acidità per un soggiorno completo di tre giorni in una Beauty Farm, preferibilmente in alta Italia. No perditempo. Non si tratta di un “ritorno al futuro” ma di un’idea innovativa che attinge dal passato remoto, grazie alla Cia-Confederazione italiana agricoltori il baratto torna di grande attualità e proprio dalla campagna riprende vita il primo metodo di commercializzazione conosciuto dall’uomo.

La crisi del settore -spiega la Cia- ma il disagio più in generale che sta attraversando il Paese ha stimolato dirigenti e tecnici della Cia della provincia di Pisa, che hanno lavorato per la realizzazione di un portale sul web dove sarà possibile barattare prodotti della terra con servizi o con altre produzioni merceologiche.

Del resto -prosegue la Cia- le scorte di alimenti invenduti nelle aziende agricole sono ingenti, si tratta di prodotti di grande qualità che non hanno trovato i giusti canali nel mercato, ma che hanno un valore e soprattutto farebbero la felicità di molti. Magari di quelle persone che, a loro volta, hanno eccedenze di altri beni che potrebbero servire alle famiglie degli agricoltori.

In questo periodo -afferma la Cia- c’è una grande scelta di frutta e verdura, formaggi, olio e vino, oltre che di conserve, marmellate sott’oli e legumi. Tutte produzioni rigorosamente “made in Italy”, realizzate nel pieno rispetto delle più attente norme igienico sanitarie e salutistiche.

Siamo convinti -continua la Cia- che questo meccanismo potrà mettere facilmente in connessione molti utenti e le loro reciproche esigenze. Quante volte si ricevono, ad esempio, regali doppi o magari non si può partire per un viaggio già pagato, per l’imprevisto dell’ultimo momento. Si tratta di centinaia di casi ogni giorno, denaro che troppo spesso va in fumo, sprechi inaccettabili. Una semplice macchinetta fotografica digitale -evidenzia la Cia- può valere tranquillamente la fornitura annua di buon vino da tavola per una famiglia.

In breve tempo -auspica la Cia- il portale pensato dovrebbe diventare una sorta di social network, dove attraverso il processo di fidelizzazione tra gli utenti stessi, si potrà innescare un meccanismo virtuoso che dovrebbe attivare una grande quantità di scambi giornalieri. 

Con questa semplice idea -conclude la Cia- nell’attuale congiuntura e a ridosso delle festività natalizie, il baratto agricolo può contribuire a razionalizzare le economie famigliari e portare tangibili benefici a molte persone. Serve un pizzico di attenzione, pochissimo tempo e un minimo di dinamicità. Non è certo la soluzione di tutti i problemi, ma è una cosa utile.

 

 


Manovra, con il nuovo aumento delle accise sui carburanti prezzi alle stelle e consumi al palo. Un’altra batosta per le aziende agricole

 


La Cia preoccupata per la decisione del governo Monti di rendere subito esecutiva la misura. Già stravolta la “spesa-tipo” delle famiglie, a discapito del capitolo “cibo e bevande” .

 

Il nuovo aumento delle accise sui carburanti, che il governo Monti vuole rendere esecutivo con l’entrata in vigore della manovra, rischia di dare il colpo di grazia ai consumi, perché determinerà un rialzo immediato e generalizzato dei prezzi finali dei beni trasportati su gomma. A partire dal 90 per cento dei prodotti alimentari, che per arrivare dal campo alla tavola “macinano” centinaia di chilometri. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori.

.Ma questi continui aumenti dei carburanti stanno anche stravolgendo la “spesa-tipo” degli italiani. Fino a un anno fa -ricorda la Cia- la quota per generi alimentari e bevande rappresentava un quarto della spesa complessiva delle famiglie. Da inizio anno, invece, questa quota sta andando pian piano riducendosi: colpa dei ricorrenti “ritocchi” a benzina, gasolio e diesel che costringono i consumatori a togliere soldi a beni essenziali come pane, pasta e carne e destinarli invece ad altri capitoli di spesa.

La conseguenza è che già oggi il budget che ogni famiglia destina a cibo e bevande è sceso a 467 euro al mese -osserva la Cia- superato in volata da quello per carburanti, trasporti ed energia elettrica, che è salito a 470 euro mensili. Nuovi rialzi non potranno che ampliare questa forbice, a discapito dei consumi alimentari già fermi al palo da oltre un anno.
Non solo per le famiglie -conclude la Cia- anche per gli agricoltori si tratta di una nuova stangata e di un colpo durissimo. Il gasolio, infatti, è “re” nel settore: non solo è necessario per il riscaldamento delle serre, ma per l’alimentazione dei mezzi meccanici come i trattori. In più si fa indispensabile nei lunghi mesi in cui si avvicendano operazioni di semina, concimazione, diserbo, irrigazione, trinciatura e raccolta. Solo a ottobre (ultimo dato disponibile), i rincari dei carburanti hanno fatto salire del 7,6 per cento annuo i costi di produzione degli agricoltori.


Manovra: il “caro gasolio”, un colpo micidiale per l’agricoltura. L’aumento delle accise costerà oltre tremila euro a impresa

 

La Cia lancia l’allarme: è ormai una situazione insostenibile: I danni sono gravi non solo per le serre, ma anche per tutte le altre aziende. Così si affossa l’imprenditoria del settore primario. D’accordo sulla linea di rigore; servono, tuttavia, anche interventi e agevolazioni che permettano ai produttori agricoli di operare sul mercato, dal quale altrimenti rischiano di uscire.

 

L’aumento delle accise sui carburanti è un colpo di scure micidiale per l’agricoltura italiana. E così i bilanci di migliaia di imprese sono sempre più “in rosso”. Il rincaro del gasolio (11,2 centesimi al litro, mentre quello agricolo ha ormai superato abbondantemente l’euro a litro) avrà effetti devastanti nel settore. Le conseguenze non saranno solo per le serre (dove c’è un utilizzo elevato del carburante), che in questi ultimi mesi hanno già subito danni drammatici. Ma anche per le altre aziende è profonda emergenza. Secondo le prime stime, l’incremento deciso con la manovra del governo Monti comporterà un costo di oltre tremila euro a impresa. Costo che si aggiunge a quello (più di 2 miliardi di euro) sostenuto durante nel corso del 2011 a causa dell’impennata dei prezzi dei prodotti petroliferi. E’ quanto denuncia la Cia-Confederazione italiana agricoltori seriamente preoccupata da una situazione allarmante per l’imprenditoria agricola, costretta a sostenere pesanti oneri produttivi e contribuitivi, che con i recenti provvedimenti varati dell’esecutivo lieviteranno in maniera notevole.

Di fronte a un’escalation del genere -avverte la Cia- c’è il fondato pericolo che molte imprese possano uscire dal mercato. Da qui l’esigenza di provvedere al più presto con adeguate agevolazioni in modo da consentire ai produttori agricoli di svolgere un’adeguata attività imprenditoriale. E’ vero che lo scenario economico e finanziario del nostro Paese richiede una linea di rigore, ma è altrettanto vero che se si agisce solo con aumenti e tagli si affossa il lavoro di tantissimi agricoltori.

La Cia ricorda che la situazione per l’agricoltura si era fatta già difficile nel novembre del 2009, quando furono abolite le agevolazioni (l’accisa zero) sull’acquisto di gasolio per le serre.

Durante quest’anno, anche a causa del maltempo e di una stagione invernale molto fredda, è cresciuto il ricorso al riscaldamento delle strutture serricole e ciò ha fatto registrare un incremento di consumi di carburanti, con il relativo aggravio per la gestione aziendale. Non solo. Il periodo delle grandi raccolte, con l’inevitabile utilizzo massiccio di macchinari, ha provocato problemi di carattere economico per tutte le imprese agricole, che continuano a fare i conti con costi produttivi pesanti e con prezzi non certo remunerativi.

Per questa ragione, la Cia si appella al governo affinché provveda, nei confronti del settore primario, all’introduzione di una sorta di “bonus” produttivo sia per le serre e per tutte le aziende agricole, garantendo così costi meno onerosi. Altrimenti, si esce dal mercato, con pesanti conseguenze sociali ed economiche


Manovra: misure penalizzanti per l’agricoltura. Sulle imprese pesanti oneri fiscali e contributivi. Indispensabili interventi per la crescita

 

 

 

La Direzione nazionale della Cia approva un ordine del giorno nel quale si denunciano le difficoltà e i problemi delle aziende con i nuovi provvedimenti varati. Pur consapevole della gravità del momento e dell’esigenza di una linea di rigore, la Confederazione sollecita azioni tese a ridare vigore anche allo sviluppo dell’imprenditoria agricola. Ribadita l’esigenza di un comune impegno da parte delle Organizzazioni professionali.

 

Una manovra pesante per l’agricoltura che vede aumentare in modo grave gli oneri fiscali, tributari e contributivi. Misure che rendono ancora più difficile la situazione delle imprese agricole che già fanno i conti con opprimenti costi produttivi e previdenziali, che da tempo riducono e frenano l’operatività sui mercati. E’ quanto afferma un ordine del giorno approvato dalla Direzione nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori che si è riunita a Roma e che ha approvato la relazione del presidente Giuseppe Politi sui provvedimenti varati dal governo Monti.

Siamo in presenza di una manovra -sottolinea l’ordine del giorno della Direzione Cia- che penalizza le aziende agricole che rischiano di subire drammatici contraccolpi di carattere finanziario. Uno scenario reso ancora è più complesso dalla mancanza di misure tese a ridare vigore e impulso alla crescita e alla competitività. Per questo motivo il giudizio della Cia, pur consapevole della gravità della situazione finanziaria ed economica del nostro Paese e dell’esigenza di un’indispensabile linea di rigore, è negativo e viene espressa forte preoccupazione per i riflessi che le misure decise in materia fiscale, tributaria e contributiva avranno sull’attività delle imprese agricole.

La Direzione nazionale della Cia -si legge nell’ordine del giorno- ribadisce la necessità di un’equa ripartizione dei sacrifici e sostiene l’impellente esigenza che le misure restrittive vengano controbilanciate da efficaci e mirati interventi a sostegno della crescita e della competitività sui mercati delle imprese agricole, con particolare riferimento a quelle condotte da giovani imprenditori.

A tale proposito la Direzione nazionale -afferma ancora l’ordine del giorno approvato- auspica un comune impegno da parte delle Organizzazioni professionali agricole (Cia, Coldiretti, Confagricoltura e Copagri), sulla base del documento unitario presentato al Governo.

Nell’ordine del giorno si rileva, inoltre, che viene giudicata inaccettabile la decisione di sterilizzare l’inflazione sulle pensioni a partire dal doppio del minimo.

La Direzione nazionale della Cia ribadisce, infine, la necessità che alcune misure vengano corrette nel corso del dibattito parlamentare per l’approvazione della manovra del governo.


Ponte dell’Immacolata, la manovra “taglia” le presenze in agriturismo: solo 150mila pernottamenti. Ma la ristorazione regge

 

Le previsioni della Cia alla vigilia dell’8 dicembre. Sulle prenotazioni contenute ha influito anche la mancanza di neve nelle località ad alta quota. La vacanza in campagna, quindi, sarà all’insegna delle passeggiate all’aperto e dei mercatini natalizi organizzati dalle aziende.

 

Se il Ponte dell’Immacolata è la cartina di tornasole dell’andamento delle vacanze durante le festività natalizie, le previsioni ad oggi non sono affatto rosee. Con la crisi in atto e la stangata della manovra in arrivo, gli italiani hanno già deciso quest’anno di “tagliare” del 7 per cento spostamenti e villeggiature, e in questa corsa al risparmio ci rimetterà anche l’agriturismo. E’ ancora presto per dire come andrà tra Natale e Capodanno, ma certo per il Ponte dell’8 dicembre non ci sarà il “pienone” in campagna. Lo afferma Turismo Verde-Cia, l’associazione nazionale agrituristica della Confederazione italiana agricoltori.

Pur mantenendo i prezzi sostanzialmente fermi al 2010, le prenotazioni stentano a riempire le aziende -spiega Turismo Verde-. Per il Ponte che prende il via domani, infatti, si prevede un’affluenza contenuta: all’incirca 150 mila ospiti soggiorneranno in agriturismo, trascorrendovi non più di 2 notti. Va un po’ meglio al ramo ristorazione. Le prenotazioni per il pranzo in campagna sono più del doppio dei pernottamenti: quasi 345 mila persone “spalmate” tra giovedì e domenica.

Oltre alla crisi, ci sono altri fattori che frenano anche le famiglie più affezionate alla vacanza nella natura -osserva l’associazione agrituristica della Cia-. Ad esempio, per le località sciistiche, la totale mancanza di neve non è certo di stimolo per i potenziali ospiti sportivi e gli amanti delle vacanze ad alta quota. Senza contare che le temperature ancora alte di questo periodo pre-natalizio tendono a ritardare le prenotazioni in attesa di offerte e pacchetti “last minute”.

Il Ponte dell’Immacolata, quindi, sarà un ponte da trascorrere soprattutto all’aperto, tra passeggiate in campagna e mercatini artigianali, molto spesso solidali, che le aziende agrituristiche organizzano generalmente in autunno e in primavera: una sorta di prova generale della 6° Giornata nazionale dell’agriturismo che da quest’anno si celebrerà ogni 21 marzo, come è stato unanimemente deciso nel corso dell’ultima assemblea di Turismo Verde-Cia, che si è svolta il 29 novembre a Roma.

Insomma, il Ponte dell’8 dicembre in agriturismo non sarà solo l’occasione di una vacanza in mezzo al verde, ma offrirà agli ospiti la possibilità di acquistare prodotti eno-gastronomici per le tavole delle feste e fare regali “sfiziosi” -conclude Turismo Verde-Cia- riscoprendo sapori e profumi della tradizione del territorio.

 

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TERRITORIO


Cia Basilicata: dalla manovra economica un pesante colpo per le aziende agricole lucane

 

Due colpi di scure si stanno abbattendo sulle aziende agricole per gli effetti della manovra del governo Monti: aumentano del 45 per cento gli estimi catastali; la nuova stangata sul prezzo del gasolio, che è fondamentale nel settore. Solo a ottobre (ultimo dato disponibile), i rincari dei carburanti hanno fatto salire del 7,6 per cento annuo i costi di produzione degli agricoltori. Tutto ciò mentre ritorna l’annuncio dell’imminente arrivo della card carburanti che per gli agricoltori lucani servirà a ben poco. E’ il grido d’allarme lanciato dalla Cia della Basilicata.

Dai primi calcoli, l’incremento della base imponibile ai fini Imu, assieme alle nuove tasse sui fabbricati rurali, comporterà incrementi di tassazione dal 100 per cento al 400 per cento. Dal primo gennaio prossimo sia le abitazioni rurali che i fabbricati strumentali all’attività agricola saranno assoggettati all’Imu senza tenere conto che i fabbricati rurali sono veri e propri mezzi di produzione per le aziende. Per entrambe la tipologia di immobili l’aliquota sarà del 4 per mille (salvo diverse disposizioni dei Comuni).

Inoltre, il decreto del governo Monti ha anche riaperto fino al 31 marzo 2012 i termini (scaduti il 30 settembre scorso) per la richiesta di variazione della categoria catastale dei fabbricati rurali qualora diversa da A/6 (se ad uso abitativo) o D/10 (se strumentali).

Infine, l’inasprimento fiscale è previsto anche per i terreni coltivati che sino ad ieri godevano di un’attenuazione del prelievo Ici  calcolato in ragione del valore della base imponibile. Di tale agevolazione nell’Imu non c’è più traccia. 

Per la Cia Basilicata gli aumenti degli estimi catastali per le campagne arrecano un grave danno agli agricoltori, che verrebbero schiacciati da un ulteriore appesantimento della pressione fiscale senza possibilità di ripresa e di competitività.

La Cia Basilicata è, dunque, del tutto contraria: l’incremento comporterà esborsi di centinaia di migliaia di euro per le imprese, già in grande difficoltà. Si configura in questo modo -è il giudizio di Donato Distefano, presidente della Cia regionale- una vera e propria patrimoniale sul mondo agricolo; quella patrimoniale, invece ,che è stata risparmiata al mondo del capitale e della finanza. Ci sono margini pertanto in Parlamento di modificare il decreto.


Preoccupazione della Cia Toscana per i provvedimenti varati dal governo Monti

 

“Ancora una volta il mondo agricolo farà la sua parte compartecipando al risanamento del Paese sacrifici che dovranno essere utili per rimettere in sesto i nostri conti ma rimarchiamo che occorre ad ogni livello più rigore, serietà, trasparenza e coerenza nell’amministrazione e gestione delle cose pubbliche”. Lo sottolinea Giordano Pascucci, presidente Cia Toscana commentando i provvedimenti varati dal governo Monti.

“Ci vuole un senso di responsabilità che richiama e sollecita una maggiore equità dei provvedimenti da adottare -aggiunge Pascucci-, per questo rimarchiamo che qualche correzione alla manovra è necessaria affinché la ripartizione dei sacrifici sia più equa e sostenibile per tutti. Dopo l’emergenza bisogna pensare alla crescita e sviluppo dell’economia per questo sollecitiamo interventi incisivi ed efficaci per tutti i settori produttivi a partire dall’agricoltura adottando una nuova politica agraria, mettendo in atto interventi per il rilancio e lo sviluppo dell’agricoltura, per rafforzare la competitività sia delle nostre produzioni che delle imprese agricole sul mercato interno ed internazionale. Assumere lo sviluppo dell’agricoltura come strategia prioritaria è una sfida che può contribuire effettivamente alla crescita , allo sviluppo ed al rilancio dell’intero Paese”.

Perplessità -aggiunge la Cia Toscana- su alcune misure che vanno ad aggravare ulteriormente l’operatività delle imprese, senza che vi siano politiche orientate alla ripresa dello sviluppo. Per questa ragione auspichiamo che nel confronto parlamentare vengano apportati i necessari correttivi che consentano agli imprenditori agricoli meno gravami e un vero impulso alla ripresa. “La manovra del governo -prosegue Pascucci- rende più onerosa l’attività degli agricoltori sia come imprenditori che come semplici cittadini. L’inasprimento delle misure fiscali, tributarie, contributive e previdenziali andrà a pesare in maniera grave su una situazione già alquanto complessa che vede migliaia di imprese agricole con l’affanno. Sarebbe, quindi, opportuno controbilanciare questi interventi rigorosi con provvedimenti, anche a costo zero, per garantire gli indispensabili margini allo sviluppo. Con questa manovra aumenteranno sensibilmente i costi di produzione che per esempio nel 2011 sono aumentati di quasi l’8 per cento (rispetto all’anno precedente) e contribuiranno in modo determinante ad un reddito negativo per gli agricoltori. Con questi interventi compensativi bisogna abbattere i costi di produzione e ridare competitività alle imprese”.

Accise carburanti, altra batosta per l’agricoltura – “Il nuovo aumento delle accise sui carburanti, che il governo Monti vuole rendere esecutivo con l’entrata in vigore della manovra -sottolinea il presidente Cia Toscana Pascucci-, rischia di dare il colpo di grazia ai consumi, perché determinerà un rialzo immediato e generalizzato dei prezzi finali dei beni trasportati su gomma”.

A partire dal 90 per cento dei prodotti alimentari, che per arrivare dal campo alla tavola “macinano” centinaia di chilometri. Ma questi continui aumenti dei carburanti stanno anche stravolgendo la “spesa-tipo” degli italiani. Fino a un anno fa -ricorda la Cia Toscana- la quota per generi alimentari e bevande rappresentava un quarto della spesa complessiva delle famiglie. Da inizio anno, invece, questa quota sta andando pian piano riducendosi: colpa dei ricorrenti “ritocchi” a benzina, gasolio e diesel che costringono i consumatori a togliere soldi a beni essenziali come pane, pasta e carne e destinarli invece ad altri capitoli di spesa.

La conseguenza è che già oggi il budget che ogni famiglia destina a cibo e bevande è sceso a 467 euro al mese -osserva la Cia Toscana- superato in volata da quello per carburanti, trasporti ed energia elettrica, che è salito a 470 euro mensili. Nuovi rialzi non potranno che ampliare questa forbice, a discapito dei consumi alimentari già fermi al palo da oltre un anno.

“Non solo per le famiglie -conclude Pascucci- anche per gli agricoltori si tratta di una nuova stangata e di un colpo durissimo. Il gasolio, infatti, è ‘re’ nel settore: non solo è necessario per il riscaldamento delle serre, ma per l’alimentazione dei mezzi meccanici come i trattori”. In più si fa indispensabile nei lunghi mesi in cui si avvicendano operazioni di semina, concimazione, diserbo, irrigazione, trinciatura e raccolta. Solo a ottobre (ultimo dato disponibile), i rincari dei carburanti hanno fatto salire del 7,6 per cento annuo i costi di produzione degli agricoltori.

 

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