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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 47 - n. 234 7 dicembre 2005
COMUNICATI
  • Natale e maltempo, “miscela esplosiva” per i prezzi. Rincari record di frutta e verdure. Le Speculazioni imperversano. I consumi a picco
  • Più di 8 milioni di “veri” alberi di Natale nelle case degli italiani
  • Torna la “fiorentina”: una vittoria della qualità e della salubrità della carne italiana
TERRITORIO
  • Sempre più Donne in Campo nel Friuli Venezia Giulia
APPUNTAMENTI
  • Agia Friuli Venezia Giulia: convegno su “Agricoltura, energia, biomasse ed energie rinnovabili”
  • Cia Umbria: convegno sul futuro della zootecnia
  • La patata Dop di Bologna va rilanciata. Un convegno della Cia che inaugura la nuova sede di Budrio
  • Padova: convegno su “La donna. Figura chiave per uno sviluppo rurale e sociale”
  • Giovani agricoltori: parte una nuova iniziativa di comunicazione dell’Oiga

 

COMUNICATI


Natale e maltempo, “miscela esplosiva” per i prezzi. Rincari record di frutta e verdure. Le Speculazioni imperversano. I consumi a picco

 

La Cia denuncia: in due mesi si sono registrati incrementi  al dettaglio, del tutto ingiustificati,  fino ad oltre il 40 per cento. Sui campi, invece, le quotazioni sono stagnanti e per alcuni prodotti, come le clementine, ci sono addirittura ribassi. Gli aumenti più consistenti negli ultimi sette giorni. Le vendite continuano a scendere e per le prossime feste si prevedono ulteriori rialzi. 

 

Il maltempo e il Natale diventano una “miscela esplosiva” per i prezzi di frutta e verdure. E così si registrano, in appena due mesi (da ottobre a dicembre), incrementi che vanno dal 10 e addirittura al 40  per cento. Rialzi del tutto ingiustificati e “gonfianti” da pure manovre speculative che continuano ad imperversare sui mercati, mentre sui campi le quotazioni restano stagnanti e per alcuni prodotti, come ad esempio le clementine, subiscono anche ribassi consistenti. A denunciarlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori la quale evidenzia che gli incrementi più consistenti si sono avuti negli ultimi sette giorni e che le previsioni per le prossime festività non promettono nulla di buono: sono in agguato ulteriori  lievitazioni.

Sono rincari -avverte la Cia- che non hanno alcun fondamento. Hanno invece come unico effetto quello di allontanare dalle tavole degli italiani ancora di più frutta e verdure,  i cui consumi, in due mesi, sono scesi, rispettivamente, del 12 e del 18 per cento. Un dato allarmante che mette in mostra una situazione sempre più grave che vede penalizzati sia gli agricoltori, che vendono a prezzi stracciati e quindi subiscono un taglio di reddito,  sia i consumatori che sono alle prese con listini da capogiro e sono costretti necessariamente a ridurre gli acquisti.

Le impennate maggiori -rileva la Cia-  si sono avute per gli ortaggi, mentre per la frutta gli aumenti sono stati più contenuti. Abbiamo rialzi del 42,9 per cento per i carciofi, del 27,3 per cento per  i cavolfiori, del 18,8 per la lattuga, del 16,7 per gli spinaci, del 19,2 per le zucchine, dell’11,1 per le carote,  del 16,0 per i mandarini, del 15,4 per le arance, del 13,0 per le clementine,  del 14,3 per le pere, dell’11,1 per le mele, del 10,5 per i kiwi. Prodotti per i quali gli agricoltori percepiscono gli stessi prezzi dell’anno scorso, se non  addirittura minori.

E’ vero -rimarca la Cia- che il maltempo dei giorni scorsi ha provocato danni rilevanti alle campagne, però è altrettanto vero che questi non si sono tradotti in rincari generalizzati alla produzione. Molti prodotti, infatti, erano già stati raccolti e altri erano coltivati in serre. D’altra parte, le intemperie hanno causato soprattutto smottamenti dei terreni agricoli appena seminati a cereali e danneggiamenti alle strutture aziendali. Oltretutto, anche gli ortaggi distrutti dagli allagamenti non potevano assolutamente generare rincari del genere. Quindi, solo ed unicamente speculazioni che nel periodo natalizio prendono maggior forza e spinta.

Per tale ragione la Cia chiede che si faccia un  po' di chiarezza sul fronte dei prezzi dell'ortofrutta. Anche l’indagine promossa  dell'Antitrust deve giungere al più presto ad una conclusione, proprio per far capire tutte le motivazioni che determinano i rincari di frutta e verdura, dando così anche massima trasparenza ai troppi passaggi, anche sette, dai campi alla tavola.

 

 

 

 

 

Frutta e verdure: due mesi di rincari

(Euro/Kg)

 

Prodotti    

Ottobre ’05 

Dicembre ’05     

Var.%

 

 

 

 

Cavolfiori                  

1,10                   

1,40       

+27,3

Spinaci                      

1,50          

1,75     

+16,7

Zucchine                     

2,60           

3,10       

+19,2

Finocchi                      

1,30          

1,40    

+7,7

Carciofi (euro/capo)    

0,35  

0,50     

+42,9

Lattuga                        

1,60            

1,90     

+18,8

Carote                           

0,90      

1,00    

+11,1

Arance                        

1,30    

1,50      

+15,4

Mandarini                      

1,25       

1,45  

+16,0

Clementine                     

1,15   

1,30

+13,0

Mele                                   

1,35    

1,50  

+11,1

Pere                                   

1,40  

1,60

+14,3

Kiwi                                    

1,90  

2,10 

+10,5

Limoni                                    

1,40    

1,50    

+7,1

 

 


Più di 8 milioni di “veri” alberi di Natale nelle case degli italiani

 

La Cia rileva che questa tradizione, dopo la flessione registrata negli anni Novanta, ha ripreso grande vigore e moltissime sono le famiglie che da domani 8 dicembre procederanno all’addobbo di questi alberi, che sono in tanti a preferirli a quelli sintetici.

 

Da domani, 8 dicembre, in moltissime famiglie italiane si comincia  ad addobbare il tradizionale albero di Natale. Saranno più di 8 milioni gli esemplari “naturali” che verranno allestiti nelle nostre case. E' quanto rileva la Cia-Confederazione italiana agricoltori la quale sottolinea che sono ancora tanti i  consumatori che preferiscono l’albero “vero” a quello artificiale, in quanto ricrea meglio il clima delle feste. Si tratta di una tradizione che, dopo la flessione registrata negli anni Novanta, ha oggi ripreso vigore

A tal proposito la Cia afferma che gli abeti destinati all’addobbo natalizio  vengono, per la maggior parte,  coltivati in terreni particolari, difficili e collinari proprio per tutelare l’assetto idrogeologico, evitando così frane e smottanti. Il ricambio è, infatti, continuo. Molti sono anche i vivai che producono questi alberi, i quali hanno una propria etichetta di garanzia. C’è da rilevare che esistono anche forme di “affitti” dell’albero che, una volta finite le feste, vengono regolarmente reimpiantati nel suo habitat naturale.

 Quest'anno -evidenzia la Cia-  il prezzo del “vero” albero di Natale è rimasto pressoché inalterato e varia dai 12 e i 35-40 euro. Ovviamente, il costo cresce se si è in presenza di un albero che supera i due metri di altezza. 

Ornare un albero nella ricorrenza del  Natale  ha origini lontane. E’ una tradizione che troviamo in  Germania già nel VII secolo. In Italia questa pratica, che  nell’ Ottocento era molto sviluppata sia negli Stati Uniti che nei paesi dell’Europa del Nord, si cominciò a diffondere solo all’inizio del Novecento, ma ebbe la sua massima espansione soltanto a partire dagli anni Cinquanta.


Torna la “fiorentina”: una vittoria della qualità e della salubrità della carne italiana

 

La Cia esprime viva soddisfazione per la decisione dell’Ue che riporta sulle tavole un prodotto apprezzato in tutto il mondo ed emblema stesso del “made in Italy”.

 

Una decisione importante che pone  fine ad un blocco durato da quattro anni (esattamente dal primo aprile del 2001 in piena emergenza Bse). Così la Cia-Confederazione italiana agricoltori commenta con viva soddisfazione il via libera ufficiale dal prossimo primo gennaio, da parte dell’Ue, alla bistecca alla fiorentina.

Con le feste di Capodanno gli italiani -afferma la Cia- potranno così assaporare le famose bistecche con l’osso, piatto conosciuto in tutto il mondo e emblema stesso del “made in Italy”.

Il blocco -sottolinea la Cia- non aveva più ragione di sussistere in quanto gli accertamenti compiuti per verificare la presenza del morbo dell’encefalopatia spongiforme bovina (Bse) avevano già da tempo  sgombrato  ogni dubbio sulla salubrità e sulla qualità della carne italiana. I risultati scaturiti sono stati, infatti, largamente soddisfacenti. Dal primo gennaio di quattro anni fa ad oggi sono stati effettuati più di tre milioni di controlli e i casi accertati di Bse sono stati finora 128, di cui 50 nel 2001, 36 nel 2002 e 31 nel 2003. Casi che nel 2004 e nel 2005 sono diventati irrilevanti.

Sono dati eloquenti -evidenzia la Cia- che dimostrano chiaramente che i nostri allevamenti sono garanti della qualità e della salubrità delle loro produzioni, grazie soprattutto alla tenace e costante azione svolta in questi anni dai produttori italiani.

L’unico neo -sottolinea la Cia- è che la decisione Ue riguarda solo i manzi fino a 24 mesi, mentre le organizzazioni agricole e zootecniche italiane hanno, comunque, chiesto un innalzamento almeno fino a 30 mesi.

La “fiorentina” -rileva  ancora la Cia- dà vita ad un fatturato di oltre 200 milioni di euro, circa il 5 per cento del totale complessivo della carne bovina italiana. Un fatturato al quale contribuiscono  quattro milioni di turisti stranieri che, in vacanza in Italia, consumano ogni anno almeno una “bistecca con l’osso” a testa.

 

 

 

.

IL SETTORE DELLE CARNI IN ITALIA

 
- Allevamenti bovini: 90.000


- Imprese di macellazione: 2.200


- Occupati nell'allevamento e nella macellazione: 80.000


- Valore della produzione agricola di carne bovina: 4.200 milioni di euro (8 per cento produzione agricola).

 

- La carne nel suo complesso (bovina, suina, avicola, ovicaprina, cunicola) è al primo posto nei consumi alimentari delle famiglie italiane: il 21,7 per cento della spesa alimentare complessiva, pari a 26 miliardi di euro.

 

- Gli acquisti domestici di carne bovina delle famiglie italiane sono pari a oltre 400.000 tonnellate per un importo di 3,5 miliardi di euro. 

 

- Gli acquisti domestici di carne avicola sono stati pari a 301.000 tonnellate  per un importo di oltre 1,5 miliardi di euro e di carne suina a 205.000 tonnellate per un importo di 1,2 miliardi di euro.

 

 

CONSUMI PRO-CAPITE DI CARNI (Kg.)

 

 

 

2000

2001

2004

VAR.%

2000-2004

 

BOVINE

24,9

22,1

25,1

+0,8

 

SUINE

36,5

38,6

39,2

+7,4

 

AVICOLE

18,9

18,2

17,1

-9,5

 

CUNICOLE

4,0

4,1

4,1

+2,5

 

OVICAPRINE

1,6

1,6

1,5

-6,3

 

EQUINE

1,5

1,9

1,5

-

 

 

 

 

 

 

 

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TERRITORIO


Sempre più Donne in Campo nel Friuli Venezia Giulia

 

Laura Driussi, 46 anni, allevatrice con tanto di laurea in veterinaria e agriturista in comune di Ronchis (Ud), è la prima presidente regionale di Donne in campo del Friuli Venezia Giulia, l’associazione che raggruppa le imprenditrici agricole iscritte alla Cia. L’elezione è giunta al termine dell’Assemblea che si è svolta martedì scorso 6 dicembre a Palmanova e che ha provveduto anche ad approvare il nuovo statuto dell’associazione.

“Noi donne rivendichiamo l’originalità ed il valore della nostra presenza nella società e nell’impresa”, ha affermato con un pizzico d’orgoglio la Driussi, che sarà affiancata dalla vicepresidente Fiorella Bisutti, altra grintosa imprenditrice di Basiliano, che figura tra le promotrici storiche dell’associazione in Friuli. L’imprinting delle donne sta nella concretezza dell’agire quotidiano -ha aggiunto la neopresidente, proprio a rimarcare la forza della new wave di agricoltrici nella Cia.” Tra gli obiettivi politici dell’associazione la Driussi ha indicato il contributo di proposte che Donne in campo elaborerà per il prossimo programma regionale di sviluppo rurale.

Proprio su questo importante obiettivo di politica agraria era in precedenza intervenuto l’assessore regionale dell’Agricoltura Enzo Marsilio. “Il nuovo piano di sviluppo rurale -ha dichiarato l’assessore- sarà caratterizzato da un approccio di filiera. Sarà cioè assegnata priorità a quegli interventi che metteranno in rete più aziende dello stesso comparto produttivo o che interesseranno una medesima area territoriale.”

Le altre importanti novità preannunciate da Marsilio riguardano la presentazione da parte delle aziende di una domanda unica per tutte le misure previste dal piano e la scelta della modalità “a sportello”, anziché “a bando”.

All’assemblea hanno partecipato numerose rappresentanze esterne: le consigliere regionali Tamara Blazina e Patrizia Della Pietra e Mara Cernic, vice presidente della commissione regionale Pari opportunità. Le rappresentanti di Donne Impresa della Coldiretti e dell’Unione Donne della Confagricoltura hanno, da parte loro, confermato l’impegno a rendere operativo il Coordinamento unitario donne associazioni agricole della regione.

I lavori sono stati presieduti da Michela Fachin, referente dell’Agia regionale (Associazione giovani imprenditori della Cia). Rossana Contri, Donne in Campo nazionale, e Manuela Botteghi, presidente regionale della Cia, hanno fatto da madrine alla neocostituita Associazione Donne in campo del Friuli Venezia Giulia. “Il rafforzamento dell’associazione -ha commentato la Botteghi- consentirà alle donne di avere maggior peso nelle vita interna della confederazione ed anche nelle scelte politiche”.

 

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APPUNTAMENTI


Agia Friuli Venezia Giulia: convegno su “Agricoltura, energia, biomasse ed energie rinnovabili”

 

Su iniziativa dell’ Associazione giovani imprenditori agricoli (Agia) della Cia del Friuli Venezia Giulia si svolgerà martedì prossimo 13 dicembre, alle ore 14.30,  presso la nuova sede Cefap a Codroipo -vicolo Resia, 3 (via San Daniele) sala riunioni primo piano- il convegno sul tema “Agricoltura, energia, biomasse  ed  energie rinnovabili”

Dopo l’ introduzione e saluti di  Michela Fachin, presidente regionale Agia , ci sarnno gli interventi di Valter Francescato, Aiel-Associazione italiana energie agroforestali, Padova (“Energia dal legno e dall’olio vegetale”), di Rino Gubiani, Università di Udine (“Energia dal mais”), di  Luca Morsero, Biogas Energia, Torino (“Energia dal biogas”), di Romeo Cuzzit, Regione autonoma Friuli Venezia Giulia (“Intervento pubblico e misure di sostegno nel nuovo Psr”), di Stefano Predan, Kmecka Zveza-Cipa.at (Esperienza: “La filiera del legno cippato nelle Valli del Natisone”), di Danilo Canesin, presidente della Cia di Gorizia (Progetto: “Trasformazione di residui di potatura in cippato nel Collio”), di Ennio Benedetti, presidente della Cia di Udine (Progetto: “Impianto pubblico-privato di produzione di biogas a Colloredo di Montalbano”). Seguiranno il dibattito e le conclusioni di  Michela Fachin.


Cia Umbria: convegno sul futuro della zootecnia

 

Le questioni della zootecnia umbra saranno al centro di un convegno che si svolgerà lunedì prossimo, 12 dicembre, a Gubbio, nella Sala Trecentesca del Palazzo Comunale.

L’incontro, promosso dalla Confederazione italiana agricoltori dell’Umbria, si pone come obiettivo quello di analizzare un settore particolarmente importante per l’economia della nostra regione. L’interrogativo di fondo, sul quale si incentrerà anche il dibattito, sarà il seguente: “Quale futuro per la zootecnia umbra?”.

Dopo la presentazione del convegno da parte di Walter Trivellizzi, presidente della Cia dell’Umbria, e il saluto del sindaco di Gubbio, Orfeo Goracci, il programma della giornata prevede la relazione di Giuseppe Natale, vicepresidente regionale Cia.

A seguire, gli interventi di Costantino Pacioni, responsabile zootecnia Cia Umbria e di Ubaldo Rosati, del Consorzio produttori zootecnici. Sarà l’occasione per un quadro esauriente e dettagliato sulla situazione attuale, con particolare attenzione alle problematiche più urgenti.

Al convegno di Gubbio -che avrà inizio alle ore 9,30- parteciperà, tra gli altri, il vicepresidente e assessore regionale all’Agricoltura, Carlo Liviantoni. 

Al termine dei lavori è prevista una degustazione di prodotti tipici umbri. L’incontro è organizzato nell’ambito delle azioni di valorizzazione del Progetto “Sistema di adattamento alla multifunzionalità”,  Programma  comunitario  “Leonardo da Vinci”.


La patata Dop di Bologna va rilanciata. Un convegno della Cia che inaugura la nuova sede di Budrio

 

La patata tipica di Bologna vive, nonostante gli sbalzi del mercato, un suo momento economicamente instabile ma, tutto sommato, positivo, con prezzi leggermente superiori ai costi di produzione. A questo si aggiunge il riconoscimento della Dop (Denominazione di origine protetta), approvato dalla Regione Emilia-Romagna e dal ministero delle Politiche agricole ed in attesa di conferma da parte della Comunità europea, a sottolineare il valore indiscutibile di una accertata valorizzazione. 

Sempre vigile su tutto ciò che va sostenuto nell'ambito colturale e con l'occhio costantemente attento alle produzioni che meritano particolari approfondimenti, la Cia di Bologna, pur tra i cupi momenti che economicamente attraversa tutto il mondo agricolo, vuole sottolineare l'importanza di questo comparto, tra i fiori all'occhiello delle colture bolognesi (circa 4.000 ettari e da 1.350.000 a 1.500.000 quintali organizzati da due Associazioni di produttori, Appe e Assopa), dedicandogli uno specifico convegno.

Si svolgerà, infatti, venerdì 9 dicembre, alle ore 9.30, presso la Banca di Bologna, in via Zenzalino Sud 2, a Budrio, l'iniziativa: "La patata di Bologna Dop: come rilanciare la pataticoltura bolognese".

Presieduti e condotti da Giorgio Vitali, presidente della Cia di Bologna, i lavori proseguiranno con la relazione di Lorenzo Grazia, presidente dell'Appe (Associazione produttori patate emiliano-romagnoli). Dopo il dibattito, le conclusioni saranno tratte da Tiberio Rabboni, assessore regionale all'Agricoltura.

Ma le iniziative della giornata non finiscono qui. Ad ulteriore conferma dell'impegno della Cia di Bologna nel dare, all'agricoltura, il posto che le compete e nell'assicurare agli imprenditori agricoli i supporti più idonei per un sempre migliore rapporto lavorativo, lo stesso giorno verrà inaugurata, alle ore 11.30, la nuova sede zonale della Cia di Budrio, in via del Moro nr. 2/B.

Saranno presenti, oltre a dirigenti e funzionari della Confederazione, il sindaco di Budrio Carlo Castelli e l'assessore Tiberio Rabboni.

Infine, a coronamento di una giorno importante, agricoltori e cittadini di Budrio sono invitati ad assistere, gratuitamente, allo spettacolo teatrale "Al prufom d'la camarira", commedia dialettale della compagnia "Al nostar dialatt" di Castenaso, in programmazione, alle ore 21 di venerdì 9 dicembre, al Teatro consorziale di Budrio, via Garibaldi 33.


Padova: convegno su “La donna. Figura chiave per uno sviluppo rurale e sociale”

 

Si svolgerà domenica 11 dicembre a Rubano (Padova) un convegno dal titolo "La donna. Figura chiave per uno sviluppo rurale e sociale”. Saranno presenti Il vicepresidente nazionale della Cia, Enzo Pierangioli, il presidente dell’Associazione Donne in Campo, Paola Ortensi, il presidente della Cia di Padova, Toniolo Daniele, il vicepresidente nazionale dell’Anp-Cia, Giovanna Gazzetta, e il segretario dell’Anp della  Padova, Dino Milanello.


Giovani agricoltori: parte una nuova iniziativa di comunicazione dell’Oiga

 

Partirà dalla Regione Marche la   nuova iniziativa di comunicazione dell' Oiga, l' Osservatorio   per l' imprenditorialità giovanile in agricoltura (di cui fa parte anche l’Agia-Cia), costituito   nell' ambito del ministero delle Politiche Agricole e Forestali.

Il prossimo 12 dicembre, ad Ancona, si terrà, infatti, il primo dei   seminari informativi regionali promossi dall' Oiga e realizzati   in collaborazione con Ismea, Sviluppo Italia e Assessorati   regionali all' Agricoltura.

L' Oiga -si legge in una nota di presentazione dell' iniziativa- si propone di affrontare, tramite anche la   partecipazione diretta di rappresentanti di Ismea, Sviluppo   Italia e Regione ospitante, alcune tematiche che stanno molto a   cuore ai giovani imprenditori agricoli come, ad esempio, le  strategie in favore dell'insediamento, la permanenza e lo sviluppo delle aziende giovani; i finanziamenti regionali per lo sviluppo dell'impresa agricola; gli incentivi a favore dell'autoimprenditorialità; la questione fondiaria; le  assicurazioni agricole; la competitività del settore e le sue   peculiarità nel mercato globale. 

L' Osservatorio -prosegue la nota- si pone, inoltre, l'obiettivo di stimolare il coordinamento tra i vari soggetti deputati all' attuazione delle politiche per l' insediamento e   la permanenza in agricoltura dei giovani, costruendo per questi un percorso fatto di certezze. A questo primo appuntamento  ne seguiranno altri in varie   Regioni.

 

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