| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 49 - n. 215 | 7 novembre 2007 |
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Molto intensa l’attività dell’Associazione nazionale p ensionati della Cia in questi mesi che ha visto per i pensionati determinarsi le condizioni di un miglioramento delle loro condizioni di reddito dopo tanti anni di impegno per la conquista dell’aumento delle pensioni basse. Da giugno a ottobre, dopo l’approvazione dell’aumento delle pensioni basse decise dal Governo ed approvate dal Parlamento, che ha istituito la quattordicesima mensilità, l’Anp si è impegnata in un lavoro di informazione ai pensionati sull’importante conquista ottenuta. All’insegna dello slogan “uniamo le generazioni” ha sviluppato oltre quaranta assemblee territoriali di informazione sui contenuti dei provvedimenti alle quali hanno partecipato oltre 10.000 pensionati facendole coincidere con la festa dei nonni in calendario il 2 ottobre. Oltre all’aumento delle pensioni basse l’Anp è impegnata a portare avanti, assieme alla Cia, gli interventi nella legge finanziaria in discussione in questi giorni in Parlamento. Il fondo sulla non autosufficienza e la relativa legge, un adeguato fondo sanitario nazionale sulla base degli accordi stipulati con le regioni, ed alcune altre misure minori fanno parte dell’insieme di provvedimenti che l’Anp sollecita al Parlamento perché siano recepite nella legge finanziaria.
I costi della “bolletta petrolifera” -afferma la Cia- pesano in maniera consistente sulla gestione delle imprese agricole. Pesanti riflessi per le serre, le imprese zootecniche. Il continuo vertiginoso rincaro del petrolio, che ha portato a nuovi record assoluti del prezzo della benzina e del gasolio, pesa in maniera sempre più pesante anche sulle imprese agricole che hanno visto, nei primi nove mesi dell’anno, lievitare i costi della “bolletta petrolifera” di oltre il 25 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il che ha significato un maggior esborso di oltre 100 milioni di euro da parte dei produttori agricoli. A rilevarlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori per la quale il settore, che già è costretto ad operare in una situazione di crisi strutturale, si trova ad affrontare un’altra emergenza costituita proprio dal caro-carburante. Già nel 2006 -ricorda Le imprese agricole che più hanno risentito dell’aumento -afferma
La Cia giudica negativamente un emendamento che rischia di aggravare ulteriormente la situazione delle aziende agricole di minore dimensione. Ingiustificati gli adempimenti previsti. Ancora oneri e costi per le piccole imprese agricole. Un aggravio che rischia di provocare danni gravi sia sotto l’aspetto economico e sociale per strutture che rappresentano un elemento insostituibile per l’ambiente rurale. A denunciarlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori la quale sottolinea che nella Finanziaria 2008 è stato inserito un emendamento che rende più difficile l’attività di questi agricoltori. Si tratta di un provvedimento -sottolinea Insomma, un adempimento a carico di soggetti, sino ad oggi sollevati da tutti gli obblighi dichiarativi, documentali e contabili, nonché dal versamento dell’imposta, che rischia di rendere lettera morta le norme relative al regime di esonero Iva. La Cia, che da tempo e sempre con maggior impegno si è fatta portavoce della necessità di ridurre la burocrazia e semplificare sempre di più gli adempimenti cui sono sottoposte le aziende agricole italiane (attraverso la petizione “Dacci un taglio, è semplicemente un tuo diritto”), non può che guardare con stupore e preoccupazione alla norma che impone agli agricoltori con volumi di affari risibili nuovi ed ingiustificati adempimenti. La Cia non può che giudicare incomprensibile un sistema istituzionale che, invece di agevolare l’operato delle imprese, lasciando che le giornate-lavoro siano dedicate alla crescita del loro grado di competitività e all’abbattimento di inevitabili barriere poste da concorrenti che si avvantaggiano di costi di produzioni più bassi e di realtà produttive e ordinamentali meno rigide, legiferi in modo tale da ingessare l’operatività degli attori economici. Gli imprenditori, soprattutto quelli di piccole dimensioni, dovrebbero -conclude
Il presidente della Cia Giusepe Politi, intervenendo a Palermo all’Assemblea dei dirigenti regionali della Confederazione, ha rivolto parole di plauso e di ringraziamento alle forze dell’ordine a alla magistratura per i significativi risultati ottenuti. “Non possiamo che esprimere il nostro plauso e ringraziamento alle forze dell’ordine e alla magistratura per i significativi successi ottenuti nei giorni scorsi contro la criminalità organizzata in Sicilia. Si è trattato di un colpo durissimo inferto dallo Stato nei confronti della mafia che riaccende e rafforza la speranza perché la legalità e la sicurezza tornino a trionfare”. E’ quanto sostenuto dal presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi, nel suo intervento a Palermo all’Assemblea dei dirigenti regionali dell’Organizzazione incentrato sul tema “L’agricoltura siciliana tra manovre e sfide del mercato”. “Gli ultimi eccellenti arresti -ha aggiunto Politi- hanno confermato che lo Stato c’è ed è forte. E’ un’ulteriore dimostrazione che la mafia si può battere. Si tratta, comunque, di un’azione tenace ed incisiva da continuare senza sosta. Le istituzioni, insieme con la società civile, devono operare verso questa direzione con la dovuta fermezza. Solo una totale mobilitazione del tessuto sociale può determinare un reale cambiamento”. Il presidente della Cia ha, infine, sottolineato che “successi del genere contro la criminalità organizzata non possono che creare soddisfazione in un settore come quello agricolo che, proprio in Sicilia, è sottoposto a violenze, soprusi, angherie e ad ogni tipo di sopraffazione da parte della mafia. Il risultato ottenuto dalle forze dell’ordine e dalla magistratura, quindi, aprono una pagina nuova e prospettive più incoraggianti per chi vive nella democrazia e nella legalità”.
Apprezzamento e sostegno all’azione svolta dalle forze dell’ordine è stato manifestato dai partecipanti all’Assemblea regionale dei gruppi dirigenti della Cia riunitisi nella mattinata di oggi all’Astoria Palace Hotel di Palermo. Dall’assise, convocata per discutere su “L’agricoltura siciliana tra innovazione e sfide del mercato” alla presenza dei rappresentanti dell’Ars e del Governo regionale, è partita poi la proposta di una grande manifestazione di tutte le organizzazioni imprenditoriali, sindacali e della società civile a sostegno dell’azione di contrasto della mafia. “I recenti arresti di capimafia eccellenti che hanno consentito la decapitazione dei vertici della criminalità organizzata ispirano nuova fiducia nelle imprese che possono concentrarsi meglio sulle sfide del mercato”, ha dichiarato Carmelo Gurrieri, presidente regionale della Cia. “Le attività di contrasto non si devono però attenuare, per questo riteniamo sia arrivato il momento che il mondo imprenditoriale e la società civile scendano in piazza a testimoniare pieno sostegno e consenso alle forze dell’ordine impegnate in prima linea contro la mafia”. All’assise ha partecipato l’on. Lillo Speziale, vicepresidente dell’Assemblea regionale siciliana, e i capigruppo dell’Ars del Pd, Antonello Cracolici e di An, Salvino Caputo. Riguardo all’agricoltura, ai rappresentanti del Parlamento e del Governo regionale, “L’agricoltura -ha ammesso Lillo Speziale- difficilmente trova spazio nel dibattito assembleare. “Ma il suo ruolo nello sviluppo e nell’economia dell’Isola non può essere sottovalutato, né marginalizzato”, ha aggiunto, impegnandosi poi personalmente affinché l’Ars decida di dedicare una sessione straordinaria per dibattere i temi agricoli. “Senza la valorizzazione del territorio in cui una grande ruolo assume l’attività agricola -ha sottolineato Giuseppe Politi, presidente della Cia nazionale, concludendo i lavori dell’Assemblea- non può esserci sviluppo economico né di un paese, né di una regione. Ecco perché Ie scelte politiche di una regione importante come Tra i temi trattati nel corso dell’assemblea, oltre alle questioni emergenziali (calamità naturali, fitopatie, credito agrario ecc.), ci saranno le problematiche che riguardano l’aiuto ad ettaro per gli agrumi, la riforma dell’Ocm vitivinicolo, la riduzione della pressione fiscale regionale per le aziende agricole (Irap), il Piano di Sviluppo Rurale, la riforma dei Consorzi di Bonifica e la proposta di riconoscimento della Dop Sicilia per l’olio extravergine di oliva, della Doc Sicilia per il vino e della Igp Sicilia per l’ortofrutta
La Cia provinciale di Brindisi, insieme alle altre organizzazioni di categoria (Coldiretti e Confagricoltura) ed a Codiamsa, Italia Nostra, Legambiente e Wwf, sta seguendo con attenzione la questione relativa alla utilizzazione agricola dei terreni limitrofi al nastro trasportatore del carbonile Enel in località Cerano a Brindisi. A tal proposito la Cia sosterrà e parteciperà alla prima pacifica marcia di trattori che si terrà domani giovedì 8 novembre con inizio alle ore 8.00, con partenza dalla strada per Villanova, in direzione Saline Punta della Contessa per raggiungere la sede dell’Enel di Cerano e formare un simbolico sit in. Alla marcia è invitata tutta la cittadinanza. Sempre domani la Cia parteciperà alle ore 12 ad una apposita riunione convocata dall’assessore all’Agricoltura della Provincia di Brindisi Donato De Carolis per l’approfondimento della problematica e la concertazione di possibili iniziative da assumere. Lunedì 12 novembre, invece, la Cia parteciperà al tavolo tecnico convocato dal Prefetto di Brindisi Mario Tafaro per esaminare la situazione determinatasi in conseguenza del divieto di coltivazione e commercializzazione dei prodotti agricoli provenienti dalle aree circostanti il nastro trasportatore della centrale Enel di Cerano.
“La filiera corta e la vendita diretta dei prodotti da parte degli agricoltori sono opportunità per accrescere il reddito dei titolari delle aziende agricole e per ridurre i prezzi che nel passaggio dai campi alla tavola subiscono incrementi sino a 5 volte il guadagno del produttore”. E' l'obiettivo del progetto presentato oggi dalla Cia Basilicata che ha organizzato a Potenza un seminario di lavoro dedicato alle vendite dirette in agricoltura. Luciano Sileo, responsabile servizi all’impresa della Cia regionale, aprendo i lavori, ha illustrato un “pacchetto di proposte innovative” della Confederazione: valorizzazione dell'impresa e della produzione oltre che attraverso la vendita diretta con mercatini cittadini riservati alla vendita diretta; convenzioni con Enti e altre istituzioni, con particolare riferimento ai servizi alle persome (segretariato sociale gestito direttamente dalle strutture e uffici Cia); agrienergia per la produzione di energia alternativa; multifunzionalità e creazione di valore aggiunto del territorio; agricoltura periurbana; agricoltura e nuove generazioni; fattorie didattiche. Matteo Ansanelli, della Cia nazionale, ha presentato alcune esperienze già realizzate in alcune aree del Paese, approfondendo gli aspetti dei cosidetti ”Circuiti brevi di commercializzazione delle produzioni agro-alimentari”. Tra le esperienze pilota citate quella di Roma dove sono in funzione mercati appostiti in quartieri popolari in particolare la domenica; gruppi di acquisto per produzioni tipiche regionali in condomini, “rifornimenti” a parrocchie e strutture sociali. Nella consapevolezza che la vendita diretta non è certamente la soluzione a tutti i problemi dell'agricoltura, né l'unica risposta alla valorizzazione dell'impresa e delle produzioni -ha sottolineato il presidente della Cia Basilicata Distefano- è, però, di certo una delle strade che conduce e avvicina l'impresa al mercato. Beneficiari di simili iniziative con cui articolare le possibilità di vendita diretta saranno, pertanto, non solo, i produttori che potranno posizionare i loro prodotti agricoli in nuovi spazi di mercato, ma anche i consumatori che a fronte delle condizioni sempre più insostenibili del fare la spesa, avranno la possibilità di acquistare a prezzi tollerabili a differenza di quanto accade con la grande distribuzione. Tra gli obiettivi del progetto: individuare le opportunità più efficaci per realizzare la vendita diretta, migliorando il reddito degli agricoltori per costruire dei pacchetti di servizi “verificati” da inserire nei processi della consulenza Cia; qualificare la Cia come soggetto sociale capace di dare risposte ai bisogni dei citadini (specie alle fasce più deboli). Distefano ha annunciato una convenzione con l'Anci perchè i Comuni riservino specifiche aree ai mercatini degli agricoltori-produttori. Al seminario sono intervenuti, inoltre, l'assessore comunale di Potenza Donato Coviello, Gerardo Salvatore, del Dipartimento Sanità della Regione, Giueppe D'Agrosa, del Dipartimento Agricoltura della Regione, Sergio Gallo dell'Alsia e dirigenti della Cciaa di Potenza.
“ Il presidente della Cia Marche Franco Fiori è netto: “La bieticoltura può e deve fornire un apporto importante al settore primario delle Marche, per questo siamo convinti che lo zuccherificio deve rimanere in vita. Il ruolo della barbabietola non è sganciata dall’agricoltuira e può aprire prospettive nuove sui questo terreno. Nelle Marche - prosegue Fiori- non può esistere soltanto il grano, e la bietola deve necessariamente ritagliarsi un ruolo complementare rispetto ai cereali delle Marche alle ”. Certo la situazione non è semplice, le questioni ancora vive, perché non divengano vere e proprie ferite, vanno sedate: “Certo “Evoluzione normativa per l’Agriturismo pugliese”: è stato questo il tema di un interessante e partecipato incontro pubblico organizzato dal Comune di Otranto (Lecce), dalla Cia di Puglia e da Turismo Verde Puglia , svoltosi martedì scorso 6 novembre presso la sala triangolare del Castello Aragonese di Otranto. All’incontro -moderato dal vicepresidente vicario della Cia Puglia Donato Petruzzi- hanno partecipato il presidente nazionale di Turismo Verde Walter Trivellizzi, il presidente regionale della stessa associazione Giulio Sparascio, il sindaco di Otranto Luciano Cariddi, l’assessore comunale alle Politiche agricole Daniele Merico, e il consigliere regionale Dario Stefano, presidente della quarta Commissione permanente Sviluppo economico della Regione Puglia. “Vogliamo -hanno spiegato i rappresentanti del Comune di Otranto intervenuti all’incontro -che la nuova legge regionale, che andrà a sostituire quella del 1985, salvaguardi innanzitutto l’agricoltura, che deve essere il cavallo trainante dell’agriturismo locale. Non è vero, infatti, come si vuol far intendere, che gli agriturismi pugliesi utilizzano la legge sull’agriturismo solo per speculare in ambito turistico. E’ necessario creare, invece, una legge che tuteli prima chi ha un reddito agricolo e cerca di arrotondarlo facendo anche turismo. Andando ad approvare una normativa che non cauteli gli agricoltori, significa incentivare gli stessi a vendere i propri terreni, magari proprio a chi vuole fare speculazione edilizia". Di “stallo della legge regionale” ha parlato, invece, Giulio Sparascio, ritenendolo “uno stallo che non è favorevole agli agriturismi pugliesi che hanno, invece, bisogno di una legge regionale che raccolga le novità legislative introdotte a livello nazionale e che stanno cambiando l’agriturismo in Italia”. Un impegno a sbloccare tale stallo istituzionale in cui versano i diversi schemi di legge regionale sull’agriturismo è stato assunto dal Presidente della competente commissione consiliare della Regione Puglia Dario Stefano. Nel suo intervento, invece, il Presidente nazionale di Turismo Verde, Walter Trivellizzi, ha ribadito la “necessità di stringere i tempi per la definizione di una nuova legge regionale che regolamenti l’agriturismo pugliese così ricco di potenzialità, rafforzandone ulteriormente il legame con l’agricoltura e con la cultura e le tradizioni del territorio”.
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