| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 54 - n. 96 | 7 maggio 2012 |
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L’appuntamento prologo del progetto editoriale promosso dalla Cia Lazio (“Un lessico comune per l’agricoltura. Riforma Pac: impatto sul sistema agricolo italiano e laziale”) è andato ogni più rosea aspettativa, non solo per il numero dei partecipanti e per la qualità dei contributi dei relatori, ma anche perché ha individuato, evidentemente, una traiettoria per condividere un progetto volto alla valorizzazione dell’agricoltura che metta in sinergia differenti e variegati soggetti. L’incontro si è svolto a Roma lo scorso 4 maggio, presso la Sala Luigi Di Liegro di Palazzo Valentini. La forza, la passione e la profondità tecnica e analitica degli interventi trattati rappresentano uno stimolo ulteriore al lavoro messo in campo dalla Cia Lazio. Il presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo Paolo De Castro, il presidente della Commissione Agricoltura della Camera Paolo Russo, l’assessore regionale all’Agricoltura del Lazio Angela Birindelli, l’assessore alle Politiche dell’agricoltura della Provincia di Roma Aurelio Lo Fazio, il prorettore vicario dell’Università di Tor Vergata Pietro Masi, il presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi e il presidente regionale della Cia Lazio Alessandro Salvadori, seppur da differenti prospettive, hanno sottolineato come l’agricoltura sia passione ed economia, come questo settore rappresenti e debba sempre più essere un asse su cui investire per dare prospettive al nostro Paese. Per far questo è necessario, come emerso dagli interventi dei relatori al convegno, che la tematica agricoltura sia argomento di interesse quotidiano non solo delle istituzioni, ma anche di altri soggetti del mondo sociale, culturale ed economico. Ma soprattutto, per far questo è importante che gli imprenditori agricoli abbiano reddito e potenzialità di crescita. Un punto di partenza per ottenere ciò è garantire l’imprenditore nella Pac che verrà. Quanto espresso dal presidente De Castro e dagli altri importanti ospiti fa ben sperare. Il presidente della Cia Politi, nel suo intervento, ha messo in risalto l’importanza di sviluppare un’azione sempre più incisiva nei confronti dell’agricoltura che ha risorse notevoli, oggi penalizzata da una politica poco attenta nei confronti degli imprenditori. Da qui l’esigenza di misure efficaci e di un progetto nuovo di agricoltura che va realizzata prima che la nuova Pac entri in vigore. Allo stesso tempo l’iniziativa in fieri della Cia Lazio vuole rappresentare uno strumento e un motore per immaginare, comprendere e disegnare una nuova ruralità. Come ha sottolineato il presidente della Cia Lazio Salvadori, ringraziando quanti hanno dato il loro contributo a questo progetto. “L’appuntamento del 4 maggio ha rappresentato un importante passo in questa direzione”.
Il mondo agricolo umbro si interroga sul futuro della zootecnia, comparto “storico” e fortemente identificativo del nostro territorio. Nelle ultime settimane sono state tante, infatti, le occasioni di confronto su questo argomento sia per la problematica legata alla sostenibilità ambientale degli allevamenti sia per l’avvio del confronto tra assessorato all’Agricoltura della Regione Umbria e Organizzazioni di settore in vista della stesura del Piano zootecnico regionale. La Cia dell’Umbria ha, tra l’ altro, organizzato una serie di incontri con gli allevatori con l’obiettivo di discutere la vasta tematica nelle sue varie sfaccettature e di recepire direttamente dagli imprenditori le loro esigenze più urgenti. La zootecnia è da tempo in grave difficoltà anche nella nostra regione. Una vera e propria crisi appesantita dal continuo aumento dei costi di produzione e degli oneri burocratici e resa insostenibile dall’insufficiente organizzazione economica del prodotto, dalla diminuzione dei consumi, dalla pressione competitiva degli altri Paesi e dalla scarsa valorizzazione delle produzioni nazionali. Se si aggiunge la necessità di adeguare continuamente gli allevamenti ad una normativa in incessante evoluzione -spandimento dei reflui, emissioni in atmosfera, etc.- si comprende bene il rischio di una massiccia chiusura delle imprese zootecniche umbre con le immaginabili ripercussioni negative sull’ ambiente, sull’ economia e sulla occupazione nei diversi territori. Gli allevatori temono, inoltre, che un ulteriore colpo ai loro redditi possa venire dalle novità che saranno introdotte dalla Politica agricola comunitaria dopo il 2013, che non consentiranno di mantenere livelli di aiuti diretti differenziati per settore. Tra gli orientamenti produttivi che attualmente beneficiano maggiormente dei pagamenti diretti ci sono proprio gli allevamenti bovini da carne nei quali gli aiuti incidono per il 22 per cento sul valore aggiunto e consentono alle aziende di raggiungere soglie minime di redditività. Ma la Pac post 2013, secondo le proposte avanzate dalla Commissione europea nello scorso mese di ottobre, presenterà agli allevatori un conto molto salato e ciò renderà necessario, per salvaguardare il comparto delle carni bovine, trovare nuovi strumenti per la gestione del mercato, la programmazione dell’offerta ed il miglioramento della commercializzazione, orientati anche alla creazione di appositi fondi mutualistici per tutelare il reddito agricolo in caso di necessità. Per la Cia dell’ Umbria, quindi, è di fondamentale importanza proseguire la “battaglia” unitaria, intrapresa nei mesi scorsi con le altre Organizzazioni agricole, per modificare la proposta di riforma della Pac anche per evitare conseguenze pesanti per la nostra zootecnia. Un comparto strategico per il nostro Paese, in particolare per la nostra regione, con grandi potenzialità -per lo più ancora inespresse- sia sul versante della salvaguardia dell’ ambiente, sia su quello della qualità e sicurezza alimentare, sia su quello dell’ innovazione tecnologica e della ricerca. Tradizione, cultura e innovazione, infatti, sono per la Cia dell’Umbria i tre pilastri su cui si dovrà fondare il futuro della nostra zootecnia per venire incontro alle esigenze non solo degli allevatori, ma dei consumatori e della società in generale. Nella nuova fase occorrerà anche sostenere concretamente l’adeguamento degli impianti per la trasformazione dei prodotti zootecnici (ad es. strutture per la macellazione di capi allevati con metodi biologici lungo la dorsale appenninica) e la realizzazione di moderni biodigestori per ottenere energia pulita utilizzando soprattutto gli effluenti delle attività zootecniche. Anche in questo senso -per la Cia dell’Umbria- dovrà essere approntato il nuovo Piano zootecnico regionale che dovrà altresì prevedere i necessari sostegni finanziari e azioni mirate all’ ammodernamento delle strutture aziendali, alla razionalizzazione della filiera ed alla promozione sui mercati nazionali ed internazionali delle eccellenze prodotte dai nostri allevamenti.
“Welfare: spesa o investimento sociale?”. E’ questo il tema del convegno promosso dalla Confederazione italiana agricoltori -insieme all’Anp-Associazione nazionale pensionati, all’Agia-Associazione giovani imprenditori agricoli, all’Associazione Donne in Campo, al patronato Inac e alla Fondazione Humus- per il prossimo 9 maggio a Roma. I lavori si svolgeranno, a partire dalle ore 9.30, presso il Centro Congressi “Frentani” (Sala Accademia), via dei Frentani 4. Il convegno, introdotto dal Alberto Giombetti, coordinatore nazionale della Giunta Cia, vedrà gli interventi di Paolo Leon, economista e professore dell’Università Tre di Roma, di Vincenzo Brocco, presidente dell’Anp, di Carla Collicelli, vicedirettore del Censis, di Carla Donnini, presidente dell’Inac, di Giovanni Tria, professore dell’Università Tor Vergata e presidente della Scuola superiore della Pubblica Amministrazione, di Annalisa Mandorino, vicesegretario di Cittadinanzattiva, di Luca Brunelli, presidente nazionale Agia, di Mara Longhin, presidente nazionale di Donne in Campo. Le conclusioni saranno tenute da Giuseppe Politi, presidente nazionale Cia e della Fondazione Humus.
La Cia, in occasione dell’apertura della sedicesima edizione del Salone internazionale dell’alimentazione, sottolinea l’importanza del settore per l’economia del nostro Paese. L’export di pasta, formaggi, vino e olio italiano non conosce crisi, ma per consolidare questi risultati occorre una maggiore integrazione nella filiera, una promozione mirata e un’efficace lotta alla contraffazione. Presenti con uno stand Cia-Anabio; mercoledì 9 l’incontro su “For@zoobio - Imparare ad allevare biologico con soddisfazione”. Vale il 15 per cento del Pil e ogni anno arriva a muovere 245 miliardi di euro tra consumi, export, distribuzione e indotto: è l’agroalimentare italiano, da oggi al 10 maggio in mostra a “Cibus”, il Salone internazionale del gourmet e della buona tavola che ha aperto i battenti alla Fiera di Parma per la sua sedicesima edizione. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, spiegando che la manifestazione rappresenta una delle vetrine internazionali più importanti per le produzioni agricole e per l’industria del cibo “made in Italy”. Nonostante la crisi economica -ricorda la Cia- l’agroalimentare italiano cresce ancora oltreconfine, e non solo sui mercati tradizionali come Germania o Stati Uniti, ma anche nelle potenze emergenti del Bric. E a “tirare” di più all’estero sono Grana padano e Parmigiano reggiano (più 22 per cento) e Gorgonzola (più 14 per cento), poi la pasta (più 7,4 per cento), l’olio d’oliva e i prodotti da forno e salumeria (più 7 per cento). Anche il 2012 si è aperto bene sul fronte delle esportazioni -continua la Cia- e questo è un risultato molto importante per l’economia del Paese, visto l’apporto essenziale della domanda estera a sostegno del comparto agroalimentare in una fase molto “nera” per i consumi interni, che nel 2011 sono calati del 2 per cento. Ma per mantenere questi tassi di crescita e garantire una penetrazione capillare anche nelle nuove “piazze” strategiche c’è ancora molto da fare -osserva la Cia-. Il nostro export agroalimentare ha bisogno di maggiore integrazione tra i vari soggetti della filiera, con una coesione e un’aggregazione sempre più forte tra agricoltori, trasformatori e Gdo; di una più attenta e mirata attività promozionale, integrata a un’efficace lotta alla contraffazione e all’italian sounding che ogni anno -tra falsi e tarocchi- “scippa” al settore 60 miliardi di euro. Alla sedicesima edizione di “Cibus” la Cia è presente con un suo stand, affidato ad Anabio, l’associazione nazionale agricoltura biologica della Confederazione. Inoltre, il 9 maggio -alle ore 15 nella Sala del Consiglio (palazzina uffici)- si terrà un incontro su “For@zoobio - Imparare ad allevare biologico con soddisfazione”, un progetto cofinanziato dal Mipaaf che si prefigge di formare gli allevatori di bovini, suini, ovini, caprini e avicoli al metodo biologico.
Il Patronato, promosso dalla Cia, sabato prossimo scende in piazza per spiegare ai cittadini la nuova riforma e per chiederne alcune modifiche. Nei gazebo informativi allestiti si potrà ricevere assistenza, consulenze gratuite e vademecum su come orientarsi nelle normative connesse al tema del lavoro. “Perché la pensione non sia un’illusione!”. Questo lo slogan con cui l’Inac-Istituto nazionale assistenza cittadini scenderà, il prossimo sabato 12 maggio, nelle principali piazze di tutti i capoluoghi di provincia italiani. Una manifestazione “Inac in piazza per te”, giunta alla sua 6ª edizione, che nasce con il preciso scopo di riaffermare il ruolo del patronato e soprattutto per incontrare le persone comuni, offrendo loro informazioni utili e spiegando le ultime novità su temi importanti come: pensioni, assistenza previdenziale, infortunistica, regolarizzazioni stranieri e norme per lavoratori domestici. All’interno dei gazebo allestiti per l’occasione, personale altamente specializzato offrirà consulenze gratuite e informazioni sui servizi offerti dal patronato Inac-Cia. In questa fase particolarmente complessa per il Paese, in un contesto di crisi dove i temi del lavoro, della previdenza, degli ammortizzatori sociali assumono una rilevanza straordinaria, l’Inac-Cia vuole portare il suo contributo costruttivo e presentare anche una serie di proposte volte al miglioramento delle condizioni sociali nel nostro Paese. Per questo, il prossimo 12 maggio l’Inac-Cia illustrerà ai cittadini la propria proposta per una legge di modifica dell’attuale sistema pensionistico varato dal Governo Monti, che abbia la capacità di attenuarne i suoi effetti negativi per gli attuali lavoratori e che dia maggiori speranze ai giovani per un lavoro futuro. A Roma, il gazebo informativo “Inac in piazza per te” verrà allestito in piazza San Cosimato nel rione Trastevere.
Il presidente Cia Giuseppe Politi a Zagabria. Firmato un protocollo d’intesa con la locale Camera dell’Agricoltura. Attenzione all’impresa familiare e all’agriturismo. La missione compiuta nell’ambito del mandato che il presidente confederale ha ricevuto dal Consiglio dell’Organizzazione mondiale degli agricoltori per le relazioni con le organizzazioni agricole del bacino del Mediterraneo. Si rafforzano i rapporti tra l’agricoltura italiana e quella croata, alla vigilia dell’ingresso di Zagabria nell’Unione europea (prossimo luglio 2013) e in vista della riforma della Politica agricola comune (2014). E’ questo il risultato della visita del presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, Giuseppe Politi, nel paese balcano, dove ha firmato anche un protocollo d’intesa con la locale Camera dell’Agricoltura, rappresentata dal presidente Mato Brlosic, dal segretario generale Damjan Bogdanovic, dal direttore Ivan Katalinic, e dalla responsabile relazioni internazionali Iva Milasincic. La missione in Croazia di Politi, accompagnato dal responsabile dell’Ufficio internazionale della Cia Cristina Chirico, si è svolta nell’ambito del mandato che il presidente confederale ha ricevuto dal Consiglio dell’Organizzazione mondiale degli agricoltori per le relazioni con le organizzazioni agricole del bacino del Mediterraneo. In Croazia l’agricoltura contribuisce per oltre l’8 per cento alla formazione del Prodotto interno lordo (Pil), è praticata in modo estensivo nelle pianure danubiane e fornisce in prevalenza cereali, oltre a patate, prugne, barbabietole a zucchero, viti e olivi. In particolare, la produzione vitivinicola si estende su un territorio di circa 60 mila ettari. In crescita anche il patrimonio zootecnico, con bovini, suini e ovini. Il protocollo d’intesa tra la Cia e la Camera dell’Agricoltura prevede, dunque, una più stretta collaborazione da sviluppare con scambi di visite incentrate sulla conoscenza del settore agricolo, che permetta soprattutto ai giovani agricoltori croati di fare esperienza di gestione d’impresa presso le aziende agricole italiane e le associazioni. Il presidente della Cia, nel corso della conferenza stampa durante la quale è stato illustrato il protocollo d’intesa e i motivi della missione in Croazia per conto dell’Organizzazione mondiale degli agricoltori, ha sottolineato anche la necessità di rafforzare l'agricoltura familiare e l'esperienza degli agriturismo.
Anche quest’anno il patronato Inac di Cuneo ha aderito all’iniziativa nazionale “Inac in piazza per te” e sabato scorso 5 maggio ha aperto uno sportello informativo in piazza Galimberti, partecipando alla manifestazione della Giornata nazionale di ALICe, l’associazione per la lotta all’ictus cerebrale che si svolge ogni anno in questo periodo ed alla quale partecipano migliaia di cittadini. Nella piazza che è, tradizionalmente, il salotto di Cuneo, dirigenti del patronato, collaboratori e colleghi della Cia hanno dialogato con i molti cittadini che hanno aderito alla iniziativa fornendo informazioni sui vari servizi socio-previdenziali del patronato e risposto ai numerosi quesiti posti. “Il tema specifico di questa iniziativa -dichiara il direttore dell’Inac di Cuneo, Jves Bernardi-, in considerazione dei sostanziali e preoccupanti cambiamenti della riforma previdenziale, ha riguardato le novità sulle pensioni. Ed, infatti, le richieste dei cittadini sono state in prevalenza relative ad informazioni sul loro futuro previdenziale. La manifestazione ha avuto molto successo e ci ha ampiamente soddisfatti, dimostrandosi un’utile formula da perseguire anche in altre occasioni”.
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