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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 54 - n. 28 7 febbraio 2012
ATTUALITÀ
  • Emergenza maltempo: Cia Veneto, gravi i danni per l’agricoltura
  • Maltempo: perdura l’emergenza nelle campagne lucane
  • Piccoli allevatori toscani: Cia, servono politiche a sostegno
COMUNICATI
  • Maltempo: agricoltura stravolta. E dal campo alla tavola la speculazione fa lievitare i prezzi di frutta e ortaggi anche di dieci volte
APPUNTAMENTI
  • Cia Sicilia: il 10 febbraio a Palermo presentazione del testo “Il miraggio della terra. Risorgimento e masse contadine in Sicilia (1767-1860)”

 

ATTUALITÀ


Emergenza maltempo: Cia Veneto, gravi i danni per l’agricoltura

 

Una cifra che oscilla tra i 7 e 10 milioni di euro, stimata per i danni sui campi in Veneto, se entro tre, quattro giorni la morsa del gelo non darà tregua. La Confederazione italiana agricoltori del Veneto dà le prime cifre di quanto sta costando al settore primario della nostra regione l’ondata di maltempo che ha investito la Penisola.

La conta dei danni all’intera filiera, stimata ad oggi, è di circa 5 milioni di euro ed è calcolata sulla mancata raccolta di circa il 20 per cento della produzione annuale di prodotti orticoli di  stagione -radicchi, porri e cavoli e verze- e sull’impossibilità del trasporto provocato dal blocco dei tir.

A causa delle temperature polari a rischio è anche circa il 5 per cento di alberi da frutto e viti.

Ma non basta.  Anche quelle aziende risparmiate dai danni diretti alle colture pagano sulla bolletta energetica le conseguenze del maltempo. Con temperature di diversi gradi al di sotto dello zero gli agricoltori devono ricorrere  un maggiore riscaldamento di serre e stalle con impianti accesi per evitare che congelino le tubature. Un’altra stangata: il prezzo del gasolio agricolo è cresciuto del 130 per cento negli ultimi due anni con un aggravio di costi produttivi pari a oltre 5 mila euro ad azienda.

 


Maltempo: perdura l’emergenza nelle campagne lucane

 

E’ sempre emergenza nelle campagne e contrade rurali della Lucania a causa della neve. Secondo un monitoraggio effettuato dalla sede regionale della Cia- Basilicata, dove è attiva da un paio di giorni, una task force, le situazioni più difficili per agricoltori e allevatori zootecniche si registrano nelle zone del Marmo (soprattutto nelle contrade di Bella), nella Collina Materana (soprattutto a Tricarico) e in alcuni comuni della Val d’Agri. Nel Marmo - riferisce il direttore regionale della Cia Luciano Sileo- gli automezzi non ce la fanno a liberare le strade interpoderali ostruite da autentiche montagne di neve accumulata dal vento, come accade a Sant’Antonio Casalini di Bella. Le aziende zootecniche non riescono a consegnare il latte e a reperire il fieno e i titolari sono costretti a riscaldare le stalle dove il freddo intenso provoca un calo di latte tra il 10 e il 15 per cento.

A Tricarico -segnala Paolo Carbone, responsabile Ufficio economico della Cia Basilicata- i carabinieri sono riusciti a soccorrere dializzati per trasportarli al San Carlo di Potenza ma il collegamento con la Basentana è difficile. Le contrade ed aree rurali di Tricarico sono isolate e le famiglie agricole abbandonate a se stesse perché sia dal Comune che dalla Protezione Civile gli interventi sono minimi e fortemente inadeguati.

Si rafforza pertanto -sottolinea la Cia lucana- la proposta del tavolo di crisi presso il Dipartimento Agricoltura per fare il punto sull'emergenza neve e gelo che ha colpito il settore agricolo e valutare le iniziative più urgenti da assumere, tenuto conto che anche in altre aree della regione la situazione va tenuta sotto osservazione in quanto solo apparentemente, come nel Melfese-Vulture-Alto Bradano, è più tranquilla.

La preoccupazione con il perdurare del gelo -dice Sileo- è per i danni alle colture ortive che andrebbero irrimediabilmente distrutte.


Piccoli allevatori toscani: Cia, servono politiche a sostegno

 

Servono politiche adeguate per salvare la zootecnia toscana. Lo sottolinea la Cia Toscana che oggi ha preso parte, a Firenze, al convegno “Proposte a sostegno dei piccoli allevatori” organizzato, oltre che dalla stessa Cia, da Legambiente , Aiab, Coordinamento toscano produttori biologici.

I dati del recente censimento Istat, parlano chiaro, in dieci anni c’è stato un crollo vero e proprio: per i bovini le aziende sono passate da 4.964 a 3.486 (-29,8 per cento) oltre al -10,1 per cento per capi; mentre per gli ovini erano 4.628 le aziende nel 2000 e sono 2.452 nel 2010 (-47 per cento) son un -24,9 per cento per numero di capi.

“I dati recenti del sesto censimento sull’agricoltura toscana -ha commentato Giordano Pascucci, presidente della Cia Toscana- evidenziano una forte criticità del settore nella nostra regione. Più di un quarto delle aziende zootecniche toscane sono scomparse in soli dieci anni, la maggioranza delle quali sono piccole e piccolissime aziende, per lo più in aree marginali e montane della regione. Emerge che l’agricoltura delle aree svantaggiate e montane sta chiudendo: se si vuol salvare l’agricoltura occorrono politiche e risorse adeguate, a partire dalla nuova Politica agricola comune (Pac 2014-2020) che va profondamente modificata. Nessuno può rimanere indifferente di fronte a questa situazione così drammatica”.

“Da parte nostra insistiamo -ha aggiunto Pascucci- nel dire che l’agricoltura toscana e la zootecnia in particolare, oltre alle difficoltà derivanti dai problemi strutturali che la affliggono, è strozzata da troppi vincoli, da troppa burocrazia e da una Pac sbagliata che da anni penalizza i nostri agricoltori. La  salvezza ed il rilancio della nostra agricoltura deve diventare obiettivo di tutta la società e delle Istituzioni nel loro insieme ed a tutti i livelli. È urgente intervenire per fermare l’abbandono delle aree svantaggiate e montane e per arrestare il declino della zootecnia toscana. Invitiamo la Regione Toscana a intraprendere subito iniziative per il sostegno e per il rilancio del settore zootecnico, perché il trend negativo che i dati del censimento hanno evidenziato subisca un’inversione di rotta”.

“La Regione Toscana -ha concluso il presidente regionale della Cia Pascucci- favorisca lo sviluppo e la nascita dei piccoli allevamenti, che possano essere volano economico fondamentale per alcune aree rurali e per rafforzare la filiera corta locale. In particolare si rende necessario che la Regione armonizzi le politiche e le strategie assunte in materia agricola, ambientale, urbanistica e sanitaria. Una innovazione normativa con una visione d’insieme, che favorisca la nascita e lo sviluppo degli allevamenti”.

 

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COMUNICATI


Maltempo: agricoltura stravolta. E dal campo alla tavola la speculazione fa lievitare i prezzi di frutta e ortaggi anche di dieci volte

 

La Cia segnala danni e grandi disagi nelle campagne. Nella difficoltà si fa strada la speculazione: carciofi proposti alla vendita anche a 1,50 euro al pezzo.

 

L’ondata di maltempo si sta trasformando in un vero disastro per l’agroalimentare italiano: i danni, al momento, superano abbondantemente i 150 milioni di euro, il 70 per cento dei quali (105 milioni di euro) riguarda solo l’agricoltura. Il freddo polare, che ha devastato un quarto dei campi coltivati a ortaggi, e l’impossibilità di trasportare le merci deperibili (200 mila tonnellate di frutta, verdura, latte, carne e uova) ha assestato all’intero settore un colpo micidiale. Più di 60 mila le strutture aziendali (serre, cascine, depositi, magazzini e stalle) distrutte o danneggiate dalla neve, dal gelo e dalla mancanza di corrente elettrica. Diecimila gli animali morti (tra bovini, ovicaprini, maiali e avicoli) e per molto altro bestiame ci sono seri rischi. E in tutto ciò si è infiltrata una sfrenata corsa speculativa sui prezzi dei prodotti freschi, che in poco giorni hanno fatto registrare aumenti anche superiori al 100 per cento. Dal campo alla tavola i listini hanno subito rincari di dieci volte. A denunciarlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori, fortemente preoccupata per la grave situazione che si è venuta a creare, che ha ribadito la richiesta dell’immediata dichiarazione dello stato di calamità per le zone colpite.

Per l’agroalimentare nazionale, ma soprattutto per l’agricoltura, è scattata così una nuova drammatica emergenza. Dopo il blocco dei tir, che ha avuto conseguenze pesantissime per la filiera, freddo e neve -avverte la Cia- hanno messo in ginocchio migliaia di aziende agricole, dove non è stato possibile raccogliere e trasportare i prodotti. Non solo. L’eccezionale maltempo ha reso impraticabili moltissime strade di campagna e tanti agricoltori sono rimasti isolati per giorni, senza luce e acqua. In diversi allevamenti non è stato possibile dare il mangime al bestiame e abbeverarlo, mentre il peso della neve ha fatto crollare tetti di stalle, cascine e serre. Il gelo ha mandato in tilt pompe idrauliche e gruppi elettrogeni, fermi anche per la mancanza di benzina e gasolio, che in alcune zone rurali sono introvabili.

Per tanti agricoltori -sottolinea la Cia- è stato impossibile muoversi anche con i trattori per raggiungere le vie principali. La troppa neve (alta anche due metri) e il ghiaccio hanno impedito la circolazione. A questo si aggiunge la gelata di migliaia di alberi di frutta, di olivi e viti. I danni, tra l’altro, sono destinati ad aumentare, visto che le previsioni del tempo non lasciano ben sperare.

E, purtroppo, come troppe volte accade in questi frangenti, le manovre speculative sui prezzi dei prodotti freschi (soprattutto ortaggi, verdure e frutta) non si è fatta attendere. Per questo la Cia sollecita le autorità competenti a intervenire per stroncare qualsiasi rincaro ingiustificato, anche perché le quotazione sui campi non hanno subito alcun aumento negli ultimi due mesi. E’ intollerabile che in solo tre giorni si è assistito a incrementi di oltre il 100 per cento. Il caso delle zucchine, arrivate anche a 8 euro al chilo, è emblematico. Stesso discorso per le insalate e le melanzane. Addirittura su alcuni banchi i carciofi vengono venduti a 1,50 euro al pezzo.

La Cia, intanto, ha attivato sull’intero territorio nazionale centri di assistenza per gli agricoltori e nelle regioni più colpite dall’ondata di maltempo ha avviato tutte le procedure necessarie per la dichiarazione dello stato di calamità.

 

In allegato delle tabelle esplicative.

 

                                                                                                  

 

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APPUNTAMENTI


Cia Sicilia: il 10 febbraio a Palermo presentazione del testo “Il miraggio della terra. Risorgimento e masse contadine in Sicilia (1767-1860)”

 

Il volume “Il miraggio della terra. Risorgimento e masse contadine in Sicilia (1767-1860)”, da poco in libreria, verrà presentato venerdì 10 febbraio alle ore 16 nell’aula magna della facoltà di Lettere e Filosofia dell’università di Palermo. Del nuovo testo di Giuseppe Oddo, uscito con la casa editrice “Salvatore Sciascia” per la collana “Studi dell’istituto Gramsci siciliano”, parlerà il professor Rosario Mangiameli dell’università di Catania, che terrà la relazione introduttiva dell’incontro, che sarà presieduto dal Presidente dell’Istituto Gramsci siciliano Salvatore Nicosia. Tra gli altri, interverrà il presidente della Cia nazionale Giuseppe Politi e sarà presente, oltre all’autore, il presidente della Cia Sicilia Carmelo Gurrieri.

 

 

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