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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 50 - n. 215 6 novembre 2008
COMUNICATI
  • Agricoltura Ue: una più stretta collaborazione tra Italia e Francia
  • Anche i giovani agricoltori vogliono fatti concreti. Politiche per favorire il ricambio generazionale: più facile l’accesso alla terra e al credito
  • Quote latte: l’aumento solo agli allevatori che hanno rispettato le regole
  • Tabacco: la filiera critica la posizione intransigente della Commissione Ue Necessità prioritaria prolungare al 2013 l’attuale regime per il settore
APPUNTAMENTI
  • A Fasano parte il “Mercato del contadino”

 

COMUNICATI


Agricoltura Ue: una più stretta collaborazione tra Italia e Francia

 

Incontro a Roma tra la Cia e la Fnsea. Il presidente Giuseppe Politi sottolinea l’importanza di consolidare i  rapporti per sviluppare un’azione finalizzata alla crescita imprenditoriale dei produttori agricoli. Il presidente dell’organizzazione francese Jean Michel Lemetayer giudica positivamente la riunione e si dice d’accordo per una maggiore cooperazione.

 

I temi della Politica agricola comune, con particolare riferimento al confronto sull’health check, la crisi economica internazionale, i rapporti tra l’Ue e i paesi del Mediterraneo. Questi i principali argomenti al centro dell’incontro odierno tra il presidente nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi e quello della Fnsea, l’organizzazione professionale agricola francese, Jean Michel Lemetayer, che guidava una delegazione composta del vicepresidente Jean Paul Bastian, del direttore generale Patrick Ferrere e del vicedirettore per gli Affari economici e internazionali Claude Soude.

E’ stato un incontro molto costruttivo che ha permesso di approfondire tutti i vari problemi agricoli europei ed internazionali che oggi sono tappeto. Il presidente Politi ha messo in risalto l’importanza della Politica agricola comune che, però, in futuro dovrà in modo sempre più incisivo sostenere gli investimenti per l’innovazione e lo sviluppo delle imprese in coerenza con gli obiettivi di crescita dell’Unione europea.

Quindi, per il presidente della Cia, la Pac dovrà ampliare i suoi obiettivi: sostenibilità e difesa del modello europeo di agricoltura; competitività, sviluppo economica e occupazione; crescita politica Ue.

Politi ha sottolineato l’importanza di un più stretto rapporto tra l’agricoltura francese e quella italiana. Da qui l’importanza di intensificare il confronto tra la Cia e la Fnsea, proprio per operare con azioni condivise per la tutelare dei redditi dei produttori e per la valorizzatone del loro lavoro nel contesto europeo ed internazionale.

Da parte della Fnsea è stata evidenziata la positività dell’incontro, soprattutto in una fase dove si devono adottare delle scelte fondamentali per il futuro dell’agricoltura europea. Il presidente Lemetayer si è detto d’accordo sull’opportunità di instaurare rapporti sempre più solidi tra le due organizzazioni professionali agricole al fine di sviluppare una strategia tesa allo sviluppo e alla competitività degli agricoltori italiana e francesi.


Anche i giovani agricoltori vogliono fatti concreti. Politiche per favorire il ricambio generazionale: più facile l’accesso alla terra e al credito

 

L’Agia-Cia partecipa a Roma alle celebrazioni dei cinquant’anni di fondazione del Ceja. Una forte mobilitazione per garantire strumenti validi alle nuove leve che intraprendono l’attività agricola. Meno costi e oneri sociali e un fisco più equo. Puntare sull’innovazione.

 

Favorire il ricambio generazionale in agricoltura attraverso una politica realmente attenta alle esigenze dei giovani che devono poter contare su misure che permettano un più facile accesso alla terra e al credito. Insomma, una strategia nuova e propulsiva per aprire prospettive di sviluppo e competitività. Questo il concetto espresso oggi a Roma dall’Agia, l’Associazione dei giovani imprenditori agricoli della Cia-Confederazione italiana agricoltori, in occasione della manifestazione celebrativa dei cinquant’anni di fondazione del Ceja (Consiglio europeo dei giovani agricoltori), che si è svolta in Campidoglio, nella Sala Giulio Cesare.

In Italia i giovani agricoltori incontrano ancora troppe difficoltà e il ricambio generazionale è lento e spesso volte diventa anche impossibile. Attualmente nel nostro Paese il rapporto giovani-anziani in agricoltura è di uno ad otto, mentre in Europa scende da uno a quattro. E’, quindi, indispensabile operare -ribadisce l’Agia- con una rinnovata azione che garantisca ai giovani gli strumenti necessari per potere sviluppare compiutamente le loro potenzialità in campo imprenditoriale.

Non a caso, alla base della mobilitazione della Cia vi sono anche le richieste per dare ai giovani quelle politiche necessarie per entrare a pieno titolo in agricoltura. Da un più facile accesso al credito e alla terra alla riduzione dei costi produttivi e degli oneri sociali, da un effettivo alleggerimento del carico fiscale a finanziamenti ed interventi veramente propulsivi.

Dunque, anche per l’Agia è il momento di passare ai fatti concreti. C’è l’esigenza di voltare pagina e dare quelle certezze che oggi mancano ai giovani agricoltori. La strategia per il ricambio in agricoltura, oltre a guardare in modo coerente alla molteplicità di fattori che lo costituiscono e a corrispondervi con risposte chiare e mirate, deve avere la necessaria “lungimiranza”; ossia, deve essere in grado di guardare ai giovani imprenditori non oggi e non domani, ma per i prossimi anni.

Il mondo agricolo, più degli altri settori produttivi in Italia, risente, dunque, della mancanza del necessario ricambio generazionale. Molte imprese agricole in Italia, infatti, non hanno un erede all’interno della famiglia rurale e si prospetta per almeno un terzo delle aziende condotte da imprenditori ultrasessantenni un ipotetico e teorico passaggio o incorporazione in aziende di altri imprenditori, nella migliore delle ipotesi.

Le aziende condotte da giovani -ribadisce l’Agia- sono, invece, le più dinamiche, quelle che più facilmente si adattano ai cambiamenti e che vedono nella multifunzionalità la chiave per rivolgersi verso mercati diversi (agriturismo, trasformazione dei prodotti, attività alternative e connesse, vendita diretta, agrienergie) per soddisfare le esigenze del territorio su cui risiedono. Quelle dei giovani sono le aziende con superfici mediamente maggiori, che impiegano manodopera e che si rivolgono in generale a settori di attività a maggior valore aggiunto.

Per l’Agia, poi, è quanto mai importante puntare sull’innovazione. Questo perché un’agricoltura di qualità e salubre, un’agricoltura legata alla tipicità dei prodotti o alle zone di origine o un’agricoltura come patrimonio ambientale e culturale, non si può affermare senza innovazione. L’agricoltura deve essere in grado di corrispondere a “prodotti nuovi”, a processi produttivi nuovi e ai fabbisogni di una società moderna e, a questo riguardo, assume un ruolo preponderante la ricerca in campo agricolo e l’applicazione della ricerca nelle aziende.


Quote latte: l’aumento solo agli allevatori che hanno rispettato le regole

 

Il presidente della Cia Giuseppe Politi ribadisce che la legalità va assolutamente premiata. “No” a qualsiasi sanatoria e avviare un Piano nazionale per delineare nuove prospettive e certezze al settore lattiero-caseario.

 

“L’eventuale aumento delle quote latte assegnato al nostro Paese dovrà andare unicamente ai produttori che hanno rispettato le regole”. Lo ha sostenuto il presidente nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in merito alle dichiarazioni rilasciate oggi davanti alle Commissioni Agricoltura di Camera e Senato dal commissario Ue Mariann Fischer Boel.

“Come Cia -ha aggiunto Politi- ribadiamo con estrema determinazione che la legalità va premiata. Gli allevatori che in questi anni hanno operato onestamente devono avere un giusto riconoscimento. Questi produttori devono essere tutelati, anche perché hanno investito e hanno dovuto fronteggiare costi non certo marginali. Per noi è un punto fermo e irrinunciabile”.

Nel riaffermare la netta contrarietà per ogni tipo di sanatoria sul fronte delle quote latte, il presidente della Cia ha sostenuto che non bisogna, però, perdere di vista i problemi e le difficoltà che stanno attraversando oggi la zootecnia, in particolare quella da latte, del nostro Paese. “Per questa ragione -ha rimarcato Politi- riproponiamo con decisione un Piano strategico nazionale che affronti le pressanti questioni del settore e consenta ai produttori di avere nuove prospettive e reali certezze. Un Piano che coinvolga le istituzioni nazionali e territoriali e tutti i vari protagonisti della filiera lattiero-casearia in un’azione condivisa di indirizzi e di interventi realmente mirati allo sviluppo e alla competitività delle imprese”.


Tabacco: la filiera critica la posizione intransigente della Commissione Ue Necessità prioritaria prolungare al 2013 l’attuale regime per il settore

 

I produttori, i trasformatori e i lavoratori del settore tabacchicolo esprimono dissenso sulle dichiarazioni della Commissaria europea Mariann Fischer Boel.

 

I produttori, trasformatori e lavoratori del settore tabacchicolo di tutte le regioni  italiane, esprimono il proprio dissenso sulle dichiarazioni della Commissaria europea Mariann Fischer Boel, oggi a Roma per incontrare i giovani agricoltori del Ceja. Lo afferma un comunicato congiunto di Confagricoltura, Cia, Anca Legacoop, Fedagri Confcooperative, Unitab, Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil, Apti.

Non si comprende l’intransigenza della Commissaria di fronte alle richieste della filiera europea del tabacco, fatte proprie dai presidenti delle Regioni e dai Governi dei Paesi interessati oltre che dal Parlamento europeo, che in un momento critico dell’economia mondiale, chiede di continuare a coltivare e ad occupare una quantità assai significativa di forza lavoro, 100.000 tabacchicoltori, 400.000 lavoratori nelle aziende tabacchicole europee, 30.000 unità lavorative nell’industria di trasformazione, oltre a svariate migliaia di lavoratori nell’indotto.

La filiera ritiene necessità prioritaria prolungare al 2013 l’attuale regime per il settore, in scadenza nel 2009. L’istanza -sostiene il comunicato- è condivisa, senza distinzioni, dall’intera filiera europea che risponde alle dichiarazioni della Commissaria annunciando una grande manifestazione a Bruxelles il prossimo 19 novembre in occasione delle decisioni finali sul cosiddetto health check della Pac

Il vertice informale tenutosi martedì scorso a Verona sulla questione “tabacco” con i ministri e le delegazioni di Bulgaria, Grecia, Italia, Francia, Polonia, Romania, Spagna e Ungheria ha confermato che otto grandi Paesi sono più che mai convinti della necessità di prorogare fino al 2013 gli attuali sistemi di sostegno al settore. Forti di questa posizione comune, i Ministri agricoli presenteranno la richiesta al presidente di turno dell’Ue Michel Barnier ed alla Commissaria europea Mariann Fisher Boel.

La Commissaria -rileva il comunicato congiunto- non può continuare ad ignorare tutto questo e ad insistere sul fatto che la riforma è stata adottata nel 2004 e quindi che il dossier non può essere riaperto: gli effetti disastrosi sull’agricoltura, l’economia e l’occupazione registrati nei Paesi che hanno già optato per il disaccoppiamento totale sono un monito più che sufficiente a non proseguire per una strada evidentemente sbagliata.

La Commissaria, poi, ha ribadito anche oggi un altro concetto del tutto infondato: “sarò brutale -ha detto- ma non si può continuare a produrre tabacco che nessuno vuole fumare.” E’ necessario smentire categoricamente quanto affermato ed informare la Commissione che -sottolinea la nota- in tutta Europa non esiste nei magazzini una sola foglia di tabacco invenduto, che il tabacco europeo è destinato in grande parte alle manifatture europee, le più esigenti al mondo in termini di qualità.

Non è certo eliminando la produzione europea, poco più del 4 per cento del totale mondiale, che si può influire sui consumi, si otterrebbero solo -conclude il comunicato congiunto- altra disoccupazione, spopolamento delle aree rurali, abbandono della produzione agricola e desertificazione, con danni ingenti all’ambiente e depressione irreparabile delle fragili economie interessate.

 

 

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APPUNTAMENTI


A Fasano parte il “Mercato del contadino”

 

Partirà a Fasano (Brindisi) sabato prossimo 8 novembre il “Mercato del contadino”. L’iniziativa ideata e progettata dalla locale Cia  e-d in particolare dal suo direttore Alberico Ignobile- è stata approvata dall’Amministrazione comunale che ha emesso apposita ordinanza per lo svolgimento del mercato da parte degli agricoltori e produttori locali nelle giornate del sabato dalle ore 7 alle ore 13. L’area sulla quale si svolgerà il mercato sarà Largo Giardinelli (nei pressi della chiesa della Salette). Sono 12 al momento gli agricoltori soci Cia che hanno aderito alla iniziativa e che esporranno e venderanno i propri prodotti all’interno del mercato (verdura, ortaggi, funghi, asparagi, agrumi, sottoli, sottaceti, etc.). Si tratterà di prodotti raccolti dalle campagne fasanesi e direttamente venduti al consumatore con la garanzia di qualità, freschezza, genuinità e a costi notevolmente ridotti rispetto a quelli a cui sono soggetti i consumatori finali, sui quali gravano i costi dell’intera filiera produttiva. Insomma dal produttore al consumatore, dalla campagna direttamente alla tavola. Queste le aziende che al momento hanno aderito al progetto della Cia: Cooperativa Copape, Angelo Caramia, Sante Laguardia, Maddalena La Neve, Vita Pugliese, Pasqualino Ruggiero, Giuseppe Schena, Luigi Amati, Giuseppe Scisci, Azienda agricola Parco Principe, Azienda agricola Marzulli e Azienda agricola Mancini. Nelle prossime settimane, inoltre, altre aziende aderiranno alla iniziativa garantendo anche la presenza di diversi e variegati prodotti agricoli.

Sabato 8 novembre, alle ore 10, è prevista l’inaugurazione del mercato, alla quale parteciperanno il sindaco Lello Di Bari, il vicepresidente regionale vicario della Cia  Puglia Donato Petruzzi, il presidente della Cia di Brindisi Luigi D’Amico  e la responsabile della locale sezione Cia Luna Ignobile.

 

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